2018, un anno di impegno e sfide vinte. 2019 cruciale per Ordine e professione

Allo scadere del 2018 (primo anno solare intero dell’attuale Consiliatura, entrata in carica il 16 ottobre 2017) e all’esordio del nuovo anno vogliamo condividere una breve cronistoria delle iniziative svolte sin qui e fare il punto della situazione dell’attività del nostro Consiglio. Condividere queste informazioni, oltre che un dovere - vista la natura di ente pubblico dell’Odg -  crediamo possa aiutare a sentirci tutti parte attiva di una grande comunità professionale (circa 24 mila iscritti, la maggiore community giornalistica in Italia) e a fare ognuno la propria parte per rafforzare la nostra percezione nell’opinione pubblica, così duramente esposta al degrado complessivo della info/comunicazione corrente. Perdonate la sintesi per punti, ai fatti – quelli veri e verificati – non servano molte perifrasi di corredo:
1) dodici mesi fa abbiamo risolto il delicato doppio contenzioso giudiziario in corso dal 2014  tra l’Ordine lombardo e l’Ordine nazionale che pesava come un macigno sull’attività e sul futuro del nostro Ordine (rischio soccombenza stimato – al massimo - in 1 milione di euro, chiuso con una transazione con il Cnog al 10% del valore/rischio).

2) abbiamo rivisto tutti i contratti di fornitura di beni e servizi di vario genere, riducendo di oltre il 30% tutte le spese. La spending review, che ci ha occupato a tempo pieno nei primi mesi della Consiliatura, era urgente e indifferibile per evitare il default dell’Ogl, che aveva chiuso tutti gli ultimi 10 esercizi annuali in forte perdita finanziaria. 
3) abbiamo ribassato del 37%  l’affitto della sede, canone mai rinegoziato dal 2005 fino al 2017.
4) abbiamo siglato una convenzione con la Casagit per offrire i servizi sanitari a prezzi calmierati ai colleghi freelance (e ai loro familiari) non iscritti alla Cassa malattia giornalisti.
5) abbiamo rilanciato l’Associazione Walter Tobagi per la formazione al giornalismo  - presidente  Fabio Cavalera - e istituito tre borse di studio per la Scuola di giornalismo Walter Tobagi (per la prima volta dall’avvio, 10 anni fa, della convenzione con l’Università Statale di Milano).
6) abbiamo insediato il nuovo Consiglio di disciplina nominato dal presidente del Tribunale di Milano e presieduto dal collega Paolo Colonnello. Il Consiglio di disciplina, nel corso del 2018, ha esaminato oltre 200 fascicoli ed ha emesso 76 delibere.
7) abbiamo fornito consulenza su dichiarazioni dei redditi, attività fiscali legate a Partite Iva e altro ancora a oltre 1.500 colleghi.
8) abbiamo fornito consulenza legale e recupero crediti a più di 1.000 colleghi, soprattutto freelance.
9) abbiamo organizzato un confronto pubblico, allo Iulm, con i candidati governatori alla Regione Lombardia, ripreso in streaming da innumerevoli testate giornalistiche nazionali e locali.
10) con l’ufficio Formazione abbiamo organizzato e gestito più di 250 corsi di aggiornamento professionale in Lombardia, tra cui il Festival del giornalismo digitale locale a Varese, quest’anno esportato anche a Pavia e a Cremona. Grazie all’enorme offerta di Milano e della Lombardia – abbiamo partnership con le più importanti multinazionali, start-up, enti e associazioni culturali del territorio -  il livello medio dei corsi (tutti gratuiti per gli iscritti) è risultato altissimo e del tutto adeguato agli scopi di aggiornamento che la legge richiede.
11) il presidente Alessandro Galimberti ha richiamato in privato e poi pubblicamente il direttore editoriale di una grande casa editrice internazionale al rispetto del lavoro giornalistico e alla deontologia, evitando sovrapposizioni e sconfinamenti nel marketing e nella pubblicità e diffidandolo  a non sostituire il lavoro giornalistico con l’impiego di blogger e influencer.
12) sempre il presidente Alessandro Galimberti ha richiamato ai doveri deontologici anche il direttore di un sito web per l’irrisoria retribuzione proposta ai collaboratori, ottenendo il ritiro del bando pubblico.
13) abbiamo messo in sicurezza il sistema informatico degli uffici e il database degli iscritti  .
14) abbiamo allineato il lavoro e i processi produttivi dei nostri uffici alla legge europea “data protection” (Gdpr) entrata in vigore a maggio 2017 .
15) è stato digitalizzato il bollino di iscrizione annuale all’Odg, scaricabile dal sito.
16) abbiamo sottoscritto un accordo con Artema Tecnologie e Sviluppo per fornire gratuitamente e gestire la Pec (Posta elettronica certificata) di ogni iscritto. In tal modo allineeremo alle prescrizioni di legge (in vigore dal 2009) i quasi 20mila colleghi lombardi non ancora dotati di Pec e quindi non ancora in regola nei rapporti con la Pubblica amministrazione.
17) abbiamo costituito, per la prima volta, la Commissione pari opportunità dell’Ordine della Lombardia la cui delegata è Gegia Celotti.
18) abbiamo prodotto ed editato il primo libro dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, proprio su un tema di genere: “e-voluzione Donna. I periodici femminili dalla carta al web” presentato finora al festival della letteratura di Mantova, all’Università Bicocca di Milano, al Festival Glocal di Varese  e al Comune di Ancona (altre date sono in corso di fissazione).
In buona sostanza abbiamo attuato una politica di forte contenimento delle spese ma senza comprimere in alcun modo i servizi agli iscritti. Anzi, al contrario, in molti casi sono stati potenziati aumentandone il numero e la qualità. Così sarà, ancor più, nel corso del 2019. All’inizio del prossimo anno, tra l’altro, presenteremo un nutrito elenco di convenzioni stipulate con enti, teatri, negozi e attività di servizio che potranno essere utilizzate con sconti e agevolazioni da tutti gli iscritti all’Ordine della Lombardia. E sempre nel 2019 provvederemo a digitalizzare tutto il lavoro di sportello e di archiviazione dei dati. Una necessità - per noi - non più procrastinabile e un servizio finalmente al passo con i tempi per i colleghi (ovviamente resterà a disposizione anche il front-desk dell’ufficio per chi preferisce il servizio vis-a-vis).  Il passaggio al digitale permetterà all’Ordine di risparmiare alcune decine di migliaia di euro senza penalizzare i servizi, anzi, migliorandoli e velocizzandoli. Ti ricordo che l’unica voce di entrata di bilancio sono, di fatto, le nostre quote di iscrizione, quindi risparmiare sui costi significa in definitiva aver cura dei soldi che tutti noi siamo tenuti a versare per restare iscritti all’Albo. Un’ultima annotazione, in punta di piedi: tutto questo lavoro - il presidente Alessandro Galimberti, il tesoriere Franco Ordine e tutti i consiglieri - lo abbiamo svolto rinunciando a ogni e qualsiasi forma di retribuzione/remunerazione, compresi i famigerati “gettoni di presenza”, rispettando una prassi già in uso da parte dei precedenti Consigli dell'Ordine della Lombardia. Grati per averci seguito fin qui, colgliamo l’occasione per augurare a tutti gli iscritti un 2019 di serenità e di soddisfazioni, pur senza nasconderci le grandi difficoltà del momento storico che stiamo attraversando.