"Morti sospette" all'ospedale di Saronno: il richiamo dell'Ordine della Lombardia al rispetto della Carta di Treviso

L’Ordine dei giornalisti della Lombardia,  sul caso dei presunti killer dell’ospedale di Saronno, ha trasmesso al Consiglio di disciplina territoriale una segnalazione riguardante evidenti violazioni della deontologia professionale, in particolare della Carta di Treviso. La trascrizione e la divulgazione sonora delle intercettazioni (in foto) dei dialoghi che vedono coinvolto un minore nell’indagine in corso a Saronno, costituisce  una palese violazione della deontologia giornalistica.
La Carta deontologica sui diritti dei minori (Carta di Treviso, firmata il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa e Telefono Azzurro), obbliga infatti i giornalisti a tutelare la privacy dei minori. Un forte richiamo al rispetto della Carta di Treviso arriva dal presidente dell'Ordine dei giornalsiti della Lombardia, Gabriele Dossena: “Quando si parla e si scrive di minori, il diritto di cronaca deve fare un passo indietro perché è preminente il diritto alla privacy dei soggetti interessati  – dice Dossena -. E’ l’unico caso in cui la privacy deve essere assolutamente salvaguardata e tutelata. E la cronaca deve cedere il passo alla riservatezza. La Carta di Treviso ha un principio ispiratore inderogabile: il minorenne ha una personalità ancora in formazione e quindi ha il diritto ad avere una crescita psicologica senza traumi o interferenze negative. I giornalisti quindi non possono e non devono divulgare notizie relative all’identificazione dei minori coinvolti in episodi di cronaca come quello in questione”.