Ordine nazionale e regionali: i Consigli resteranno in carica fino al 30 giugno 2017. Lo ha deciso il governo

Il Consiglio dei ministri, con l'approvazione del decreto Milleproroghe (art 2), ha deciso che gli attuali organismi dell'Ordine restino in carica per i prossimi sei mesi. Il Consiglio nazionale e i Consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti saranno operativi così fino al 30 giugno 2017. La proroga decisa dal governo rende quindi nulla la convocazione delle elezioni per il rinnovo dei Consigli, disposta dal presidente del Cnog, Enzo Iacopino, per il 29 gennaio e il 5 febbraio 2017. La permanenza in carica dei Consigli dell'Ordine nazionale a regionali è stata decisa per consentire al governo di mettere a punto i Decreti attuativi della Legge di riforma dell’editoria approvata, in via definitiva dalla Camera dei Deputati, lo scorso 4 ottobre e in vigore dal 15 novembre. Gli iscritti all'Ordine andranno quindi alle urne dopo l’entrata in vigore delle nuove regole. Nell’ambito dei Decreti attuativi, infatti, saranno definiti anche i criteri di elezione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
Com’è noto, con la nuova Legge sull'editoria, il prossimo Consiglio nazionale dell’Ordine avrà 60 consiglieri, di cui 40 giornalisti professionisti e 20 pubblicisti (attualmente sono 144 + 12 componenti il Consiglio di disciplina). 
L'annuncio del Presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni (in foto), di un'ulteriore proroga della Consiliatura dell'Ordine dei giornalisti è stata accolta con favore dalla maggioranza dei Presidenti regionali dell'Ordine, perché dimostra la volontà di portare a compimento il processo riformatore dell'Ordine intrapreso dal Parlamento. Alla riforma prevista dal provvedimento di legge sull'editoria mancavano, infatti, i Decfreti attuativi.  "Siamo soddisfatti - si legge in una nota diffusa all'Ansa dai Presidenti degli Ordini regionali - perché questo è il segno della volontà di giungere in tempi brevi al completamento delle norme riguardanti la vita del Consiglio dell'Ordine. L'uteriore proroga con i relativi Decreti attuativi consentirà, infatti, la restituzione ai colleghi giornalisti di uno strumento ordinistico al passo con i tempi e adeguato alle sfide che l'informazione deve affrontare". I Presidenti degli Ordini regionali intervengono poi anche sulla questione del precariato e sulle altre problematiche che affliggono la professione. "Continueremo a batterci per la tutela dei precari sfruttati e sottopagati. Come è ovvio che sia, lo faremo nel segno dell'unità della categoria evitando contrapposizioni strumentali e lacerazioni che invece di aiutare, danneggiano i colleghi più deboli. Pensiamo che la riforma dell'accesso sia la riforma più importante da proporre ora con forza al legislatore per qualificare la professione".