Chiara Baldi di Repubblica è la vincitrice del Premio cronisti lombardi 2018

I vincitori del Premio cronisti lombardi, quest'anno, sono Chiara Baldi (La Repubblica) per la sezione cartacea (in foto), Daniele Zinni, Federica Liparoti e Laura Gioia (Master in giornalismo della Iulm) per la sezione video, Giampaolo Mannu e Sacha Biazzo (di Fanpage) per le testate web. "Il nostro compito, oggi, non è solo quello di premiare il buon giornalismo. Il nostro compito oggi è quello di scuotere la nostra categoria ma soprattutto le coscienze dei cittadini e far circolare valori civiltà, di tolleranza e di rispetto della democrazia. La nuova emergenza per il giornalismo e per la cronaca in particolare è, infatti, il far west del web nel quale proliferano minacce costantemente impunite ai cronisti e si diffonde, altrettanto impunemente, il fenomeno delle fake news. Oggi i cronisti lavorano in un contesto editoriale e sociale molto difficile e troppo spesso sono oggetto di intimidazioni. Non è più tollerabile il ritardo del legislatore nell'intervenire, in tempo reale, a punire la violenza verbale sui social e l'istigazione contro la libera informazione": questa la sintesi dell'intervento di Alessandro Galimberti, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, alla cerimonia di premiazione del Premio cronisti lombardi, questa mattina, nella sala Barozzi dell'Istituto dei ciechi, a Milano. Chiara Baldi ha scritto un articolo sulla scuola svizzera di Milano e la discriminazione dei piccoli studenti disabili. I tre vincitori della sezione video hanno invece realizzato un'inchiesta sulla comunità neonazista dei Dodici Raggi di Varese mentre il premio della sezione web è andato a un reportage tra gli spacciatori di eroina del Parco delle Groane. La giuria del Premio cronisti lombardo, presieduta da Umberto Brindani (direttore di Oggi), era composta da Brunella Giovara (Repubblca), Paolo Baldini (Corriere della Sera), Massimo Donelli (Rai, Fabrizio Lucidi (Il Giorno) e dai consiglieri del Gruppo cronisti lombardo presieduto da Cesare Giuzzi.