Coppia dell’acido: troppe violazioni della Carta di Treviso. L'appello dell’Ordine Lombardia al rispetto dei diritti dei minori

Su quasi tutti i giornali italiani si sta consumando, in questi giorni, una palese violazione della Cartadi Treviso, Carta deontologica a tutela dei diritti dei minori, che tutti i giornalisti iscritti all’Albo dovrebbero conoscere. La drammatica vicenda di Martina Levato e Alexander Boettcher e del loro figlio neonato viene raccontata con dovizia di particolari, molti dei quali non giovano affatto al diritto alla privacy e a una equilibrata crescita del bambino e nulla aggiungono alla ricostruzione della cronaca e alla “verità sostanziale dei fatti” (art. 2 della Legge professionale, la n. 69 del 3 febbraio1963). Anche la semplice notizia del nome dato al bambino è una chiara violazione della Carta di Treviso.Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia,Gabriele Dossena, fa un esplicito e forte richiamo al rispetto delle Carte deontologiche da parte dei cronisti che si stanno occupando della delicata vicenda. La Carta di Treviso esiste da 25 anni (è stata siglata dall’Ordine dei giornalisti e dalla Fnsi con Telefono Azzurro il 5 ottobre 1990) ed è forse la più importante, di certo la più delicata, fra tutte le Carte deontologiche che i giornalisti sono tenuti a seguire, pena sanzioni che il Consiglio di disciplina territoriale dovrà vagliare. La Carta di Treviso in particolare obbliga i giornalisti “a garantire l’anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca” anche e soprattutto “per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione…per non incidere sull’armonico sviluppo della personalità del minore, evitando sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione”. Sempre nella Carta di Treviso è esplicitamente scritto che, in tutte le azioni riguardanti i minori, deve costituire oggetto di primaria considerazione “il maggiore interesse del bambino e che perciò tutti gli altri interessi devono essere a questo sacrificati”. E’ in questo spirito che l’Ordine dei giornalisti della Lombardia rivolge un accorato appello ai colleghi di qualsiasi testata (cartacea, televisiva, radiofonica e online) impegnati a scrivere e parlare della vicenda, a fare un passo indietro, nel rispetto della privacy e dei sacrosanti diritti del minori.