Denunce temerarie, sentenza storica del Tribunale di Milano: assolto giornalista, condannato il querelante

Sentenza storica del Tribunale di Milano in merito a una querela considerata temeraria e intimidatoria nei confronti di un giornalista dell’Unione sarda, Paolo Carta, prosciolto dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa, al quale erano stati chiesti 500mila euro di risarcimento da una società, il Gruppo Internazionale Sgs. Il giudice Anna Cattaneo del Tribunale civile di Milano, il 28 febbraio, ha condannato, invece, la società querelante a risarcire il giornalista con 18 mila euro e al pagamento delle spese processuali pari a 9mila euro. Nella esemplare sentenza, il giudice ha applicato il comma 3 dell’articolo 96 del Codice di procedura civile (finora inapplicato),
in recepimento di una normativa comunitaria che intende reprimere e scoraggiare i comportamenti di chi fa querele per chiedere la riparazione di un torto pur sapendo di non averlo subìto. Tutto inizia il 21 aprile 2012 con la pubblicazione su L’Unione sarda di un articolo, a firma Paolo Carta, in cui si dà conto dell’indagine avviata dalla procura di Lanusei sugli effetti dell’inquinamento ambientale nei pressi del poligono militare di Salto di Quirra. In particolare l’articolo rivela l’intreccio tra la società che produce missili sospettati di rilasciare torio radioattivo, controllata dalla Oto Melara, e la società incaricata di effettuare i controlli ambientali, la Sgs. Entrambe della costellazione Fiat. Il presidente della Sgs è Sergio Marchionne. La procura segnala, e Carta lo scrive, che questo conflitto d’interessi ha fatto sì che gli esami si siano svolti in modo approssimativo e che da essi non risultino inquinamenti provocati dagli ordigni sotto esame.  La Sgs promuove immediamente un’azione penale e una civile. L’8 aprile 2013 il pm della procura di Cagliari, Paolo De Angelis, chiede e ottiene dal Gip l’archiviazione della denuncia penale spiegando, tra l’altro, che il giornalista ha dato un’informazione corretta. La storia non finisce qui. La Sgs insiste con la causa in sede civile ma il giudice le dà torto. Il 28 febbraio scorso il giudice del tribunale di Milano, Anna Cattaneo, condanna la multinazionale a 9mila euro di spese legali e a 18mila da versare al giornalista e al direttore del quotidiano di Cagliari. Anche qui il magistrato sottolinea, con scrupolosa dovizia di particolari, che il giornalista ha pubblicato atti giudiziari in corso di indagine, ciò che è suo pieno diritto. In allegato il pdf con il testo integrale della sentenza.