Diffamazione e diritto all’oblìo: la Corte di Strasburgo contraria alla rimozione degli articoli dagli archivi web

Rimuovere un articolo dall’archivio di un sito d’informazione equivale a una censura: lo stabilisce la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo anche se un tribunale nazionale ha accertato una violazione del diritto alla reputazione. Ne dà notizia il Sole-24Ore di oggi che riporta la sentenza della Corte di Strasburgo su un caso polacco (sentenza del 16 luglio 2013 sul ricorso n. 33846/07). La Corte di Strasburgo ricorda che gli archivi web dei giornali non solo sono protetti dall’articolo 10 della Convenzione che garantisce la libertà di espressione, ma rivestono anche un ruolo centrale di una società democratica per il valore storico. Il pronunciamento della Corte di Strasburgo è in controtendenza rispetto all’intervento del Garante della privacy italiano e a una recente sentenza della Cassazione (la n. 5525 del 2012) oltre che al Tribunale di Ortona che aveva costretto il sito www.primadanoi.it a cancellare dall’archivio online un articolo del 2008 giudicato non più attuale. Secondo la Corte di Strasburgo anziché rimuovere l’articolo dall’archivio del giornale è sufficiente inserire una nota che informa il pubblico della pronuncia dei giudici che hanno accertato il carattere diffamatorio dell’articolo.