Il giornalista Stefano Piazza minacciato di morte da ambienti islamici. Alessandro Galimberti, presidente OgL: "Serve collaborazione internazionale"

Il presidente dell’Ordine giornalisti della Lombardia esprime "grave preoccupazione" per le minacce di morte indirizzate al collega pubblicista Stefano Piazza, collaboratore del quotidiano Libero ed editorialista del Corriere del Ticino di Lugano, studioso ed esperto di terrorismo internazionale e autore di libri come “Allarme Europa” e “Il mondo dopo lo Stato islamico”. Piazza è stato contattato da Peter Gebhardt, uomo a sua volta in contatto con un reclutatore di estremisti islamici già condannato a due anni e sei mesi di detenzione dal Tribunale penale federale di Bellinzona, che ha prefigurato per lui "la fine dei dipendenti di Charlie Hebdo (giustamente puniti con la morte)" in relazione all’articolo commemorativo scritto da Piazza sulla strage delle Torri Gemelle.
Per Galimberti, che ha espresso a Stefano Piazza "vicinanza e solidarietà", è necessario il massimo impegno delle autorità di Ps e della magistratura e la massima collaborazione internazionale per garantire la sicurezza dei colleghi che si occupano dei legami oltrefrontiera del terrorismo di matrice islamica.