Informazione locale in Lombardia. Galimberti: “Due urgenze: la direttiva Ue sul copyright e la riforma dell’Ordine”. Crimi: “Nessun taglio all’editoria locale e confronto 
per una riforma di sistema”

“Il Governo recepisca, nel più breve tempo possibile, la nuova direttiva europea sul copyright - approvata peraltro con il voto contrario dell’Italia - dando rapida e fedele esecuzione all’unica via di uscita alla drammatica crisi dell’editoria”: questa l’esortazione del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti, questa mattina durante il convegno “L’informazione locale in Lombardia: problemi, proposte e prospettive” (anche con crediti formativi per i giornalisti) che si è svolto nella Sala Pirelli della Regione Lombardia, all’interno del quale la presidente del Corecom, Marianna Sala, ha lanciato la convocazione di quattro tavoli tecnici su stampa, radio, web e televisione locali, con la partecipazione degli operatori, per presentare una proposta di legge al Consiglio regionale della Lombardia. “ E ben venga – ha proseguito Galimberti - che il governo si faccia promotore di una riforma del sistema dell’informazione, all’interno della quale sia prevista anche una riforma dell’Ordine dei giornalisti per rafforzare le garanzie dei lettori e le prerogative professionali di chi informa per professione. Il tema di attualità non è tanto l’abolizione dell’Ordine ma, al contrario, l’impunità civile a penale che c’è sul web che, delle fake news, ha fatto un vero e proprio business. Si faccia una riforma che preveda invece  il rafforzamento del ruolo deontologico dell’Ordine dei giornalisti”: ha sottolineato il presidente dell’Ordine dei giornalisti lombardo.

“Abbiamo un’attenzione particolare nei confronti dell’editoria locale – ha esordito il senatore Vito Crimi, sottosegretario con delega all’editoria – E tengo a precisare che dei tagli previsti all’editoria non un solo euro verrà tolto all’editoria locale che, tra l’altro, ricopre un baluardo democratico non solo di stimolo all’economia del territorio ma anche di presidio culturale locale nei confronti della lotta al potere mafioso. Nel 2020 sarà a disposizione un 20% in meno (il 50% nel 2021 e il 75% nel 2022) delle risorse del governo destinate all’editoria calcolate tra uno zoccolo duro di 500 mila euro che non verrà toccato e le rispettive quote spettanti. E’ chiaro che chi percepisce 6 milioni di euro non è certo l’editoria locale. Ma dei 180 operatori che hanno diritto alle quote nulla verrà toccato delle risorse destinate all’editoria locale. Anzi ci sarà un’attenzione particolare all’editoria locale”. Durante il convegno si è aperto, a questo punto, un costruttivo dialogo tra il sottosegretario Crimi e il presidente dell’Ordine lombardo Galimberti. “Il 75% degli investimenti pubblicitari passa dagli intermediari di Rete – ha rilanciato Galimberti – Non è possibile che chi fattura miliardi di dollari sulla profilazione degli utenti continui da una parte a distribuire impunemente fake news e dall’alta parte a fare business veicolando contenuti giornalistici che carpisce dagli editori sottraendo così risorse che potrebbero invece risolvere la profonda crisi decennale in cui versa l’editoria”. “L'oro che ha in mano Google è rappresentato dai dati, dalla profilazione. Allora io dico che a Google è necessario chiedere non tanto i soldi per i contenuti giornalistici che veicola, ma i dati come strumento di indirizzamento degli investimenti pubblicitari – ho commentato Crimi - Chi investe sugli over the top ha clic e paga. Il via libera del Consiglio europeo alla riforma del copyright, sulla quale l'Italia ha votato contro, porterà conseguenze negative all’editoria locale. Quello che doveva essere chiesto agli over the top – ha ribadito Crimi - era l'obbligatorietà di condividere con autori ed
editori i dati, in modo da consentire a questi ultimi di lavorare allo stesso livello e poter competere per la raccolta pubblicitaria". Alla fine del convegno il sottosegretario Crimi e il presidente dell’Orodine dei giornalisti della Lombardia hanno convenuto di programmare un incontro ad hoc, a breve, per un confronto che possa mettere a punto alcuni elementi per la prossima riforma del sistema dell’informazione e di una riforma dell’Ordine dei giornalisti in particolare. Parlando degli Stati Generali dell’editoria, tra l’altro, Crimi ha ricordato che da mercoledì dovrebbe essere pronto il sito per la consultazione pubblica e dal 28 maggio, dopo le elezioni europee, si partirà con gli incontri con gli operatori del settore: due incontri a settimana, a partire dalle agenzie di stampa (per discutere il rinnovo dei contratti), gli editori (non solo le associazioni che li rappresentano), gli investitori pubblicitari, i direttori di radio, giornali, tv, AgCom, Corecom e i giornalisti. 

Al convegno sono intervenuti anche Alessandro Fermi, presidente dell’Assemblea del Consiglio regionale della Lombardia, i docente dell’Università di Milano Marco Gamabro seguito dal commissario Mario Morcellini e la ricercatrice Adriana Lotti con i risultati dell’indagine conoscitiva Agcom sull’informazione locale in Lombardia. Nella seconda parte del convegno una tavola rotonda, moderata da Gianluca Savoini, vicepresidente Corecom Lombardia, ha visto alternarsi, oltre all’intervento di Alessandro Galimberti (presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia), quelli di Paolo Pardini (Rai – TGR Lombardia), Pierpaolo Camadini (consigliere Fieg), Franco Siddi (presidente Confindustria Radio Televisioni), Marco Rossignoli (presidente Aeranti e Coordinatore Aeranti-Corallo), Paolo Perucchini, (presidente Associazione Lombarda Giornalisti), Marco Delmastro (direttore del Servizio Economico-Statistico Agcom).