Inpgi, il Cda approva la riforma: dal 2016 più contributi per editori e giornalisti attivi

Il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi, l'ente di previdenza dei giornalisti italiani, ha approvato a maggioranza (9 a favore, 2 contrari, 1 astenuto, il rappresentante della Fieg non era presente) la manovra di riequilibrio dei conti che prevede, tra l'altro, l'aumento dei contributi per editori e lavoratori attivi. Ora la riforma varata dal Cda dell’Inpgi dovrà essere approvata dai Ministeri vigilanti. L'Inpgi lo scorso anno ha registrato un “rosso” di esercizio per 81,6 milioni con una spesa per pensioni e assistenza cresciuta a 490,7 milioni dai 467,5 milioni del 2013. La crisi del settore -rileva una nota Inpgi - ha comportato una rilevante perdita dei rapporti di lavoro pari a circa il 16% negli ultimi cinque anni e un sempre più intenso ricorso agli ammortizzatori sociali (nel 2014 il numero dei giornalisti che hanno beneficiato del trattamento di disoccupazione sono stati 2013, della Cigs 772 e dei contratti di solidarietà 2.858). L’attuale decisione del Cda Inpgi porta a un aumento delle aliquote a carico di lavoratori attivi (+0,5%) e delle aziende editoriali (0,53%, oltre all'1% a decorrere dal primo gennaio 2016, già previsto dalla manovra del 2011). Per gli attivi vengono inoltre riviste le aliquote di rivalutazione delle pensioni. Dal Bilancio tecnico attuariale è poi emersa la necessità e l’urgenza di ripristinare le condizioni di equilibrio e sostenibilità finanziaria nel medio-lungo periodo. Si è così reso necessario istituire un contributo straordinario da applicare a tutte le pensioni per fasce d’importo e percentuali crescenti (lo 0,5% fino a 30mila euro, l’1% da 30 a 60 mila e l’1,5% da 60 a 91.251,15 euro) ) della durata di 5 anni. L'età pensionabile degli uomini passa a 66 anni dal 2016. La stessa norma andrà a regime per le donne dal primo luglio 2020.