Su diritto di cronaca e Carta di Roma: Como terra "borderline"?

Una troupe televisiva della trasmissione “Dalla vostra parte” di Rete 4  è stata costretta a interrompere una diretta televisiva mentre documentava la drammatica situazione di centinaia di migranti accampati nei giardini pubblici antistanti la stazione ferroviaria di Como, in attesa di essere accolti in strutture comunali, dopo alcuni falliti tentativi di “espatrio” nella vicina Svizzera. Alcuni privati cittadini presumibilmente “no border”  accampati negli stessi giardini, hanno accerchiato la giornalista Simona Peverelli “accompagnandola” fuori dal luogo delle riprese, hanno strappato i cavi della telecamera e spintonato cameramen e fonico. I fotogiornalisti locali del quotidiano Il Giorno, della Provincia di Como, del Corriere di Como e altri fotoreporter freelance sono stati, in alcuni casi, allontanati, mentre in altri casi, gli è stato impedito di lavorare. L’Ordine dei giornalisti della Lombardia esprime solidarietà ai colleghi coinvolti ed è al fianco dei cronisti e dei fotogiornalisti che, con il loro lavoro, documentano, quotidianamente, notizie e situazioni anche delicate, garantendo ai cittadini il diritto costituzionale a essere informati.  I giornalisti iscritti all’Albo sanno che devono assicurare il diritto-dovere di cronaca (art. 2 della Legge n. 69 del 3 febbraio 1963) salvaguardando, contemporaneamente, il diritto alla dignità delle persone migranti, tutelate dalla Carta deontologica di Roma. Per ogni evenienza – per questi e altri casi - l’Ordine dei giornalisti della Lombardia, da tempo, ha  istituito uno “sportello cronaca” (costituito da due colleghi esperti di cronaca giudiziaria, da un avvocato e da un docente universitario. Mail: sportello.cronaca@odg.mi.it ) al quale i colleghi si possono rivolgere per consulenze urgenti e per conoscere quali comportamenti professionali sono consentiti, e quali no, nei più disparati casi di cronaca quotidiana.