21 Century Fox ufficializza l’offerta di acquisto per Sky, dal 39,1% al 100%

Il 15 dicembre il gruppo statunitense 21 Century Fox ha ufficializzato l’offerta di acquisizione del 100% di Sky Plc di cui è già socio di maggioranza con il 39.1% del capitale. Sul piatto 10,75 sterline ad azione per un totale di 11.7 miliardi di sterline, da cui detrarre il valore dei dividendi pagati dalla pay-tv. La valutazione rappresenta un premio del 40% rispetto al valore registrato in chiusura di contrattazioni dal titolo Sky il 6 dicembre scorso, ultimo giorno prima della presentazione dell’offerta di 21st Century Fox, e del 36% rispetto al 14 dicembre. Se si concluderá, l’acquisizione porterà il gruppo di Rupert Murdoch al dominio della pay tv nel Regno Unito, Germania e Italia. Secondo un comunicato di 21 Century Fox: “La logica strategica di questa unione è chiara. Crea un leader globale nella creazione e distribuzione di contenuti, accresce la nostra presenza in sport ed entertainment e ci fornisce straordinarie funzionalità e tecnologie. Aggiunge al nostro portfolio, che già include Fox, National Geographic e Star, anche la forza di Sky”. Non sono previsti dividendi per il 2017, ma l’Accordo di Acquisizione prevede un premio di 10 pence ad azione pagabili nel 2018 se le operazioni non dovessero concludersi entro il 31 dicembre 2017. I primi ostacoli sono di natura politica. Diversi parlamentari britannici dei principali schieramenti (laburisti, conservatori, nazionalisti scozzesi e liberaldemocratici) hanno sottolineato il rischio di un’eccessiva concentrazione di potere nelle mani di Rupert Murdoch, che oltre a Sky nel Regno Unito controlla, tramite NewsCorp, il Sun, il Times e il Sunday Times. Il vicesegretario dei Labour e ministro ombra della Cultura Tom Watson ha invitato il Ministro Karen Bradley a richiedere l’intervento dell’Ofcom, l’Autorità di Vigilanza sui media. Pesa il precedente tentativo di scalata di Murdoch, fallito nel 2011(a un passo dall’approvazione ministeriale) a causa dello scandalo delle intercettazioni telefoniche che aveva quasi travolto l’impero NewsCorp, compromettendo la reputazione del magnate australiano nel Regno Unito. Allora, i parlamentari avevano approvato una mozione evidenziando come “lo scandalo delle intercettazioni avesse portato allo scoperto reati gravi e la concentrazione del potere mediatico in pochissime mani”. Ma cosa è cambiato negli ultimi 5 anni? Il panorama dei media nel Regno Unito è certamente mutato, come ricostruisce il Financial Times, che mette a confronto l’analisi di mercato di Ofcom per il 2011 e il 2015. Nel 2011 (dati 2009) l’online era la prima fonte di news solo per il 7% dei consumatori, mentre la circolazione dei quotidiani era di 22 milioni al giorno. Allora, l’acquisizione di Sky avrebbe portato NewsCorp a controllare il 24% del mercato dei media nel Regno Unito. Nel 2015, il consumo di news online era salito al 41%, con Facebook terza fonte dopo BBC e ITV. La quota di mercato congiunta di Sky e News Corp era scesa al 9%, a causa della chiusura di NewsCorp e della crisi di vendita dei quotidiani del gruppo. In sintesi, secondo il quotidiano finanziario, l’acquisizione non comporterebbe più rischi di posizione dominante. Toccherà al ministro Karen Bradley decidere, entro 10 giorni dalla presentazione formale dell’offerta, se richiedere la valutazione indipendente di Ofcom.

Intanto l’associazione Hacked Off, che rappresenta le vittime delle intercettazioni telefoniche, ha immediatamente chiesto che venga avviata la seconda fase dell’inchiesta Leveson sullo scandalo, quella che doveva indagare sulla presunta corruzione sistematica, anche di poliziotti, nella galassia di News International. E una petizione popolare per impedire l’acquisizione ha raccolto centinaia di migliaia di firme in poche ore.