Dig Festival, videogiornalismo d’inchiesta in gara

Dal 30 maggio al 2 giugno si svolgerà a Riccione la quinta edizione del DIG Festival,  rassegna internazionale dedicata al video giornalismo investigativo. In questa edizione verranno presenti 302 lavori (il 60% delle opere proviene da oltre 20 Paesi stranieri). I DIG Awards sono divisi in 7 categorie di concorso. Una di queste, DIG Pitch, vede sfidarsi 8 progetti d’inchiesta in corsa per un importante premio di produzione da 15.000 euro. Nelle altre categorie, vengono invece presentati 18 documentari di diverso formato. Tutte le opere arrivate in finale costituiscono il nucleo centrale dei tanti eventi pubblici organizzati tra il Palazzo del Turismo, lo Spazio Tondelli e Piazzale Ceccarini, dove giovedì 30 maggio (ore 21.30) si terrà l’evento inaugurale: la proiezione del film di Alex Winter The Panama Papers. Un palinsesto di 22 proiezioni pubbliche, tutte a ingresso libero, alle quali si aggiungono 14 incontri, 12 seminari e 6 tra concerti, spettacoli e mostre. Tra queste, Italian Personal Matters. 1969: racconto fotografico non convenzionale di un anno di storia italiana, mostra a base d’archivio Ansa aperta per tutta la durata del festival al Palazzo del Turismo (9.00-21.00). Nella serata di sabato 1 giugno saranno consegnati i DIG Awards ai lavori migliori, selezionati da una giuria internazionale che quest’anno ha come presidente Naomi Klein. Insieme a lei compongono la giuria altri 13 professionisti di tutto il mondo: i documentaristi Awi Lewis e Kim Longinotto e un gruppo di giornalisti e professionisti della comunicazione di otto Paesi: Claudine Blais (Société Radio-Canada), Alexandre Brachet (Upian), Jean-Philippe Ceppi (Radio Télévision Suisse), Riccardo Chiattelli (laeffe), Nils Hanson (Sveriges Television), Marco Nassivera (ARTE), Alberto Nerazzini (Dersu), Charlie Phillips (The Guardian), Juliana Ruhfus (Al Jazeera), Jeremy Scahill (The Intercept), Andrea Scrosati (Freemantle). In cinque anni DIG Festival ha raccolto oltre 1.000 inchieste diventando così anche un osservatorio permanente sui temi più caldi legati all’attualità del momento e sul modo di raccontarli anche attraverso le immagini.

(Qui il programma aggiornato)