Sky: nessun accordo tra Ministero del Lavoro e sindacati. A rischio ancora 102 dipendenti

L’incontro tra Sky e i sindacati sul piano industriale di riorganizzazione del gruppo, svoltosi il 2 agosto al Ministero del lavoro, si è concluso con un nulla di fatto. Ma qualche spiraglio rimane per chi rischia di restare senza lavoro. Quando arriverà, la lettera di licenziamento dovrebbe riguardare 102 persone, 22 in meno cioè – grazie ad accordi in extremis -, rispetto alle 124 posizioni che sembrava fossero ancora rimaste aperte quando era iniziata la fase di trattativa tra la pay tv e i rappresentati sindacali, inerente i lavoratori che non avevano voluto trasferirsi a Milano o accedere al programma di ‘mitigazione’ dell’azienda guidata da Andrea Zappia. Alla fine le situazioni irrisolte potrebbero essere molte di meno del centinaio in questione. Sky infatti ha lasciato intendere che anche a questi professionisti dal destino ancora in sospeso verranno sottoposte di nuovo condizioni e soluzioni tese ad evitare il licenziamento. A quanto pare, ai 102 ancora in ballo verranno offerte 87 proposte di lavoro interne (di cui 13 a Roma) e 119 esterne all’azienda (di cui 93 a Roma). Il processo è quindi ancora sostanzialmente aperto e tutti avranno la possibilità di soppesare bene le opportunità messe in campo in extremis dalla società di Milano Santa Giulia. Di seguito i testi dei comunicati con cui Sky e i sindacati (Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl telecomunicazione) hanno annunciato l’esito negativo dell’incontro che si è tenuto ieri al Ministero del Lavoro.

Il comunicato Sky

“Sky Italia conferma che affronterà con senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori anche la fase successiva all’incomprensibile chiusura delle organizzazioni sindacali nel negoziato relativo al proprio piano di trasformazione industriale che ha portato, ieri a tarda sera, alla conclusione con un mancato accordo della procedura al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”, spiega nella sua nota Sky, riassumendo i passaggi della vicenda, a cominciare dalla comunicazione del piano industriale, avvenuta a inizio anno. “Il 17 gennaio scorso l’Azienda aveva annunciato la necessità di fare efficienza per rispondere con risorse adeguate a un contesto industriale e tecnologico in rapida evoluzione, intervenendo sulle attività ormai obsolete o duplicate, riducendo la frammentazione geografica e concentrando gli investimenti in infrastrutture tecnologiche presso l’Hub di Milano Santa Giulia. Sin dal principio Sky Italia è sempre stata trasparente e aperta al dialogo con i propri dipendenti e tutte le organizzazioni sindacali, arrivando alla firma di un accordo collettivo con i giornalisti il 6 aprile e scegliendo di offrire analoghe condizioni individuali anche a quadri e impiegati, a fronte dell’indisponibilità delle organizzazioni sindacali ad aprire un reale confronto. In questo modo, dall’iniziale numero di 571 lavoratori impattati dal piano, si sono trovate soluzioni consensuali per 469 dipendenti (pari all’82%) grazie a cospicui incentivi al mutamento volontario di sede o all’uscita e grazie a ricollocazioni interne ed esterne. Per gli altri lavoratori, la posizione di chiusura delle organizzazioni sindacali – tenuta anche nelle ultime ore presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla presenza anche dei rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Regioni Lazio e Lombardia – ha purtroppo compromesso la possibilità di giungere a un accordo costruttivo. Sky Italia ringrazia le istituzioni governative e regionali che con grande equilibrio hanno sostenuto e agevolato la ricerca di un accordo tra Azienda e Sindacato e assicura che manterrà lo stesso senso di responsabilità che ha contraddistinto la propria azione fin dal principio, impegnandosi a mettere comunque a disposizione delle persone coinvolte nelle procedure di licenziamento collettivo strumenti di mitigazione sociale e opportunità di ricollocamento”.

La nota dei sindacati

“L’azienda non ha voluto superare i licenziamenti nonostante i risultati economici e le molte proposte alternative presentate dalle organizzazioni sindacali.  Sky ha voluto affermare la licenziabilita’ e la gestione del personale senza vincoli sociali”, sottolineano in una nota le organizzazioni sindacali”, scrivono i sindacati. “Anche una ipotesi di trasferimento parziale dei lavoratori di Roma per rispondere alle esigenze organizzative non e’ stato considerato sufficiente perche’ escludeva una platea di lavoratori con tutele di legge – spiegano ancora i sindacati. La procedura di licenziamento impatta su molti lavoratori in legge 104/92, donne in maternita’, congedi straordinari e disabili. Nulla e’ servito la proposta sindacale di riduzione a part time per 28 lavoratori, la proposta di lavoro in Smart working, l’esodo per la pensione per coloro che hanno raggiunto i requisiti di legge. Nella giornata di oggi alle assemblee si proporra’ di proseguire la mobilitazione e di procedere con la tutela legale dei lavoratori inseriti in procedura”.