Media News Estero

New York Times: nuova testata e veste grafica per l’edizione internazionale

Restyling per l’edizione internazionale del ‘New York Times’: cambia la veste grafica e la testata perde la parola ‘International’ che finisce sotto la scritta ‘The New York Times’ all’interno della perifrasi ‘International Edition’, prima della data. Il ‘New York Times’, spiega il ‘Guardian‘, sta provando ad accrescere il numero dei suoi lettori anche all’estero. Leggi tutto »

Refugee Journalism Project: nel Regno Unito un programma per aiutare i giornalisti rifugiati

Ricostruire una rete di contatti, superare le difficoltà derivate dal dover padroneggiare un idioma diverso dalla propria lingua, comprendere le dinamiche del settore e apprendere nuove tecniche e stili. È lungo e complesso il cammino dei giornalisti rifugiati o esiliati – spesso vittime di persecuzione a causa della professione esercitata – che tentano di ricostruire la propria carriera nel paese che li ospita. Trovare un’occupazione in linea con le competenze e l’esperienza acquisiti è un miraggio per molti dei rifugiati altamente qualificati sotto il profilo lavorativo che giungono in Europa. Leggi tutto »

Wwp, la maggiore società pubblicitaria nel mondo, chiude il semestre con un utile in leggero calo, nonostante la crescita dei ricavi

Wpp, la maggior società pubblicitaria al mondo in termini di ricavi, ha chiuso il primo semestre al 30 giugno con un calo dell’utile netto del 56,6% a/a a 245,8 milioni di sterline (324 milioni di dollari Usa) nonostante l’aumento dei ricavi. Lo scrive Mf-Dj secondo cui la società britannica, titolare di agenzie come Grey e Ogilvy & Mather, ha comunque confermato i target finanziari del 2016 che prevedono una crescita dei ricavi a perimetro costante di oltre il 3%. Wpp prevede comunque un secondo semestre debole, a causa in parte del confronto con il forte andamento del pari periodo dell’anno scorso. In foto il presidente Lartin Sorrel.

Turchia: i numeri della feroce repressione del presidente Erdogan nei confronti dei media. Le proteste in Italia

La repressione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan raggiunge numeri da brividi. Anche quando si abbatte sulla libertà di informazione. Dopo gli 89 giornalisti colpiti da ordine di arresto, sale anche il computo dei media chiusi dal governo: in base a quanto riporta il quotidiano Hurriyet, sarebbero 130 gli organi di informazione chiusi perché accusati di far parte della struttura parallela del magnate e imam Fethullah Gülen, ritenuto la mente del tentato colpo di stato del 15 luglio. Leggi tutto »

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