Formazione: mille corsi in tre anni, in Lombardia - Newsletter n° 10-2016

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Ordine dei giornalisti della Lombardia
 
  Newsletter n° 10-2016 Formazione: mille corsi in tre anni, in Lombardia  
 
 
 

Care colleghe, cari colleghi,

si sta avviando a conclusione il primo triennio di Formazione professionale obbligatoria, previsto dalla Legge 148/2011 e dal successivo Dpr 137/2012. In estrema sintesi, vi ricordo che, nel triennio 2014-2016, ogni iscritto, per legge, deve aver acquisito 60 crediti, di cui almeno 15 ogni anno. Sempre nel triennio, 20 crediti (dei 60 totali) devono essere relativi alla sola deontologia. Gli iscritti all’Albo da trent’anni che svolgono attività giornalistica, a qualsiasi titolo, hanno l’obbligo formativo solo per i 20 crediti deontologici. I pensionati non in attività possono – su richiesta a direzione@odg.mi.it – essere esentati dall’obbligo formativo. Raccomandiamo (soprattutto in questa fase finale del triennio) che chi s’iscrive a un corso e poi non può – per i più svariati motivi – presentarsi all’appuntamento, si deve cancellare per permettere a chi è in lista di attesa di accedere al corso. Non è possibile riportare nel computo dei crediti del prossimo triennio quelli eccedenti maturati nel triennio precedente. Nel caso in cui un iscritto non riesca a completare i 60 crediti entro il 31.12.2016, risultando quindi inadempiente (secondo l’art. 9 del Regolamento del Ministero della Giustizia del 31 maggio 2016) è invitato - per la parte che gli verrà contestata - a mettersi in regola nei successivi 90 giorni.

 
 
 
 
 
 
 
 

Più di mille corsi in tre anni, in Lombardia

Formazione-Odgmi  

Lo sforzo fatto dal nostro ufficio Formazione con l’ausilio di tutto il personale dell’Ordine lombardo, per organizzare e gestire i corsi è stato davvero notevole. Solo quest’anno sono stati organizzati 435 corsi formativi frontali a Milano e in tutte le province lombarde. Con i 201 corsi aziendali siamo quindi arrivati a un totale di 636 corsi, in Lombardia, nel solo 2016. Nel triennio 2014-2016, sempre in Lombardia, abbiamo così effettuato ben 972 corsi frontali, tutti rigorosamente gratuiti. Se, a questa cifra, si aggiungono i corsi aziendali, arriviamo a superare abbondantemente un offerta totale di mille corsi.

 
 
 
 
 
 
 
 

L’Esecutivo del Cnog ci ripensa 
e approva il nostro corso con la Biblioteca Ambrosiana

 

L’Esecutivo del Cnog ha approvato il corso di formazione dal titolo “Giornalismo e storia: l’illuminismo lombardo” ora modificato in “Giornalismo e storia: l’editoria milanese di fine ‘800”,.che l’Ordine dei giornalisti della Lombardia, in collaborazione con la Biblioteca Ambrosiana (in foto l’ingresso della sede), aveva programmato per lo scorso sabato 26 novembre, nella Sala delle Accademie della stessa Biblioteca Ambrosiana e ora in calendario, nella piattaforma Sigef, per il 17 dicembre. Il motivo della prima bocciatura da parte dell’Esecutivo del Cnog era stato che il corso in questione è “formazione culturale, non giornalistica”. Evidentemente una “svista” che non poteva passare inosservata. Durante il corso è previsto un excursus sull’editoria milanese dal Settecento alla fine dell’Ottocento, la proiezione – in prima visione – di un video originale prodotto ad hoc dalla Biblioteca Ambrosiana dal titolo “Le miserie di Milano” con l’ambientazione della figura di Lodovico Corio nella Milano di fine Ottocento, relazioni sul Politecnico di Carlo Cattaneo e le iniziative editoriali di Edoardo Sonzogno e Antonio Vallardi, oltre agli interventi del Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, Franco Buzzi, del professor Massimo Ferrari, docente di Storia del giornalismo all’Università Cattolica di Milano, del professor Ermanno Paccagnini dell’Università Cattolica di Brescia, del professor Fabio Trazza, filosofo e curatore del sito e della newsletter della Biblioteca Ambrosiana. Al termine del corso, la consueta visita guidata, in particolare alle sale 2 e 3 della Biblioteca Ambrosiana.

 
 
 
 
 
 
 
 

“Morti sospette” a Saronno, 
il richiamo dell’Ordine al rispetto della Carta di Treviso

 

L’Ordine dei giornalisti della Lombardia, sul caso dei presunti killer dell’ospedale di Saronno, ha trasmesso al Consiglio di disciplina territoriale una segnalazione riguardante violazioni della deontologia professionale, in particolare della Carta di Treviso. La trascrizione e la divulgazione sonora delle intercettazioni dei dialoghi che vedono coinvolto un minore nell’indagine in corso a Saronno, costituisce una palese violazione della deontologia giornalistica. 
La Carta deontologica sui diritti dei minori (Carta di Treviso, firmata il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa e Telefono Azzurro), obbliga infatti i giornalisti a tutelare la privacy dei minori. Mi preme fare, oggi, un forte richiamo al rispetto della Carta di Treviso. Quando si parla e si scrive di minori, il diritto di cronaca deve fare un passo indietro perché è preminente il diritto alla privacy dei soggetti interessati. E la cronaca deve cedere il passo alla riservatezza. La Carta di Treviso ha un principio ispiratore inderogabile: il minorenne ha una personalità ancora in formazione e quindi ha il diritto ad avere una crescita psicologica senza traumi o interferenze negative. I giornalisti quindi non possono e non devono divulgare notizie relative all’identificazione dei minori coinvolti in episodi di cronaca come quello in questione.

 
 
 
 
 
 
 
 

Praticanti: la Commissione per l’esame di Stato, a Roma

 

Come ogni anno, l’Ordine dei giornalisti della Lombardia può segnalare all’Ordine nazionale i nominativi dei colleghi che possono far parte della Commissione dell’esame di Stato per i praticanti. Chi intende partecipare alla selezione per le sessioni d’esame del 2017 può inviare il proprio curriculum (una decina di righe) a presidenza@odg.mi.it Requisiti indispensabili sono: avere almeno 10 anni di anzianità di iscrizione all’Albo dei professionisti, aver lavorato in quotidiani o periodici, oppure in agenzie di stampa a diffusione nazionale o in servizi giornalistici radiotelevisivi.

 
 
 
 
 
 
 
 

Grazie per l’attenzione.

Un cordiale saluto a tutti
Gabriele Dossena
Presidente Ordine giornalisti Lombardia

 
 

 

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