Intimidazioni e diffamazione, le iniziative dell’Ordine della Lombardia - Newsletter n° 5-2016

Ordine dei giornalisti della Lombardia
 
 
Newsletter n° 5-2016
Intimidazioni e diffamazione,
le iniziative dell’Ordine della Lombardia
 
 
 
 
 
 
 
 

Intimidazioni e minacce, la solidarietà non basta:
l’Ordine lombardo incontrerà il Prefetto

 

Si stanno intensificando preoccupanti episodi di intimidazione nei confronti dei giornalisti. Poco prima delle elezioni il sindaco di un Comune dell’hinterland milanese ha inoltrato un esposto al Prefetto chiedendo “un intervento urgente” nei confronti del giornale dopo la pubblicazione di un’inchiesta, a firma Ersilio Mattioni e Sara Riboldi, sul settimanale Libera Stampa Altomilanese, che parlava di una truffa immobiliare da 1,1 milioni di euro. Sempre nei giorni scorsi, tramite i social network e dopo mesi di insulti via web, sono arrivate minacce di morte a Carmelo Abbate, giornalista di Panorama e opinionista della trasmissione televisiva “Quarto Grado”, che sta seguendo il processo a carico di Massimo Bossetti, imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Un fantomatico “Fan club di Bossetti” insulta e minaccia sistematicamente anche tre giornalisti del settimanale Giallo di Cairoeditore: la collaboratrice Laura Marinaro, la caposervizio Albina Perri e il direttore Andrea Biavardi. L’Ordine dei giornalisti della Lombardia esprime piena solidarietà ai colleghi Mattioni, Riboldi, Marinaro, Perri, Biavardi, Abbate e denuncia una pericolosa escalation di intimidazioni nei confronti dei giornalisti. Per questo ha chiesto un incontro al Prefetto di Milano, dottor Alessandro Marangoni. L’art. 2 della legge istitutiva dell’Ordine (la n. 69 del 3 febbraio 1963) sancisce il diritto/dovere di cronaca, come irrinunciabile strumento di democrazia e caposaldo dalla Costituzione che garantisce ai cittadini il diritto a essere informati.

 
 
 
 
 
 
 
 

Diffamazione a politici e a magistrati:
ritirata la norma che prevedeva
fino a 9 anni di carcere per i giornalisti

 

I giornalisti sono salvi (per ora). Con il primo sì del Senato, è stata infatti ritirata la norma che prevedeva fino a 9 anni di carcere per i giornalisti che avessero diffamato politici e magistrati. Scompare così il reato di diffamazione a mezzo stampa dalla proposta di legge in materia di contrasto al fenomeno delle intimidazioni ai danni dei politici, degli amministratori locali e dei magistrati, approvato con 180 voti a favore, nessun contrario e 43 astenuti, fra i quali Lega e M5S. Ora il provvedimento passerà alla Camera dei Deputati. 
Con il Ddl approvato si è voluto intervenire su norme già esistenti, come quelle previste dell'art. 338 del codice penale sulle violenze o minacce a un "corpo politico amministrativo o giudiziario". In questo caso tale articolo viene modificato estendendo la tutela giuridica ai "singoli componenti" dei corpi elencati nel codice. Come si ricorderà, la clausola che prevedeva fino a 9 anni di carcere per i giornalisti, era stata inserita in Commissione Giustizia (vedi notizia del 26 maggio su www.odg.mi.it) e aveva immediatamente provocato forti polemiche, reazioni e prese di posizione da parte degli enti di categoria dei giornalisti (tra cui l’Ordine della Lombardia) che avevano ravvisato, nel provvedimento, il rischio di una legge non proprio uguale per tutti.

 
 
 
 
 
 
 
 

Master in giornalismo “Walter Tobagi”:
aperte le iscrizioni per il biennio 2016-2018.

Termine per le domande il 27 luglio

 

E’ aperto il Bando per la selezione al Master in giornalismo Walter Tobagi” dell'Università degli Studi di Milano/lfg per il biennio 2016/2018. Come si ricorderà il Master, frutto di un accordo tra Ordine dei giornalisti della Lombardia e Università Statale di Milano, ha raccolto l’eredità dell’Ifg “Carlo De Martino”, prima Scuola di giornalismo, in Italia a essere riconosciuta dall’Ordine nazionale dei giornalisti. Il corso si svolgerà dal 10 ottobre 2016 al 6 settembre 2018 nel Polo di Mediazione lnterculturale e Comunicazione, Piazza lndro Montanelli 1, Sesto San Giovanni (Milano). Le domande di  ammissione devono essere presentate entro le ore 13 del  27 luglio 2016. La graduatoria degli ammessi sarà pubblicata sul sito internet dell'Ateneo tramite il servizio online Sifa(http://www.unimi.it/hpsifa/nonProfiledPage  100.html). Gli esami di ammissione si articoleranno in  prove  scritte e orali. La graduatoria degli ammessi alla prova scritta sarà pubblicata sul sito internet di Ateneo e sul sito del Master www.giornalismo.unimi.it il 7 settembre 2016. Le prove  scritte di selezione si terranno alle ore  10 del  12 settembre  2016, nella sede del Master. Gli allievi, in quanto redattori nelle testate-laboratorio edite dal Master, verranno iscritti nel Registro dei praticanti dell’Ordine dei Giornalisti per cui, ottenuto l'attestato di compiuto praticantato al termine del biennio, potranno sostenere l'esame di Stato per l'accesso alla professione di giornalista. Possono presentare domanda di ammissione i cittadini italiani o stranieri in possesso di un diploma di laurea (in qualunque classe di laurea), conseguito con una votazione non inferiore a 90/110. Il percorso formativo, nell'arco dei due anni, prevede 626 ore di didattica frontale, 30 ore di laboratori, 1.400 ore di attività di praticantato e 800 ore di stage presso redazioni giornalistiche per un totale di 5 mesi nell'arco del biennio (2 mesi dopo il primo anno e 3 mesi dopo il secondo anno) in aziende giornalistiche, televisive,  radiofoniche o in agenzie di stampa.

 
 
 
 
 
 
 
 

Freeedom of information act (F.o.i.a.): 

approvato un documento 

sulla trasparenza nella P.A.

 

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha approvato all’unanimità un documento a favore del F.o.i.a. (Freedom of information act) per la trasparenza nella Pubblica Amministrazione, Il documento è stato sottoscritto anche da 11 Ordini regionali.

Ecco il testo: “Finalmente l’Italia sta per dotarsi di una legge organica che, sia pure con alcuni limiti, obbliga la pubblica amministrazione alla trasparenza. Il decreto legislativo sul Foia – il Freedom of information act – costituisce una base importante per assicurare la condivisione di una grande quantità di dati, permettendo così di attingere a una miniera di informazioni, oltre ad assicurare un punto di osservazione di pratiche e comportamenti. A beneficiarne saranno certamente tutti i cittadini; in particolare, i giornalisti potranno svolgere con maggiore efficacia il proprio lavoro, sviluppando quel “giornalismo dei dati” così importante per assicurare obiettività e accuratezza dell’informazione. Ora molto dipenderà dal regolamento attuativo che dovrà essere predisposto in tempi brevi dall’Autorità Anticorruzione. I presidenti degli Ordini regionali dei giornalisti di 11 regioni chiedono all’Anac di adottare un percorso aperto e condiviso, in modo da garantire all’Italia l’effettiva applicazione di una normativa analoga a quella in vigore da anni in gran parte delle democrazie in tutto il mondo.”

Le firme
Carlo Bartoli (Toscana) - Paola Spadari (Lazio) - Filippo Paganini (Liguria) - Gabriele Dossena (Lombardia) - Domenico Sammartino (Basilicata) - Valentino Losito (Puglia) - Dario Gattafoni (Marche) - Riccardo Arena (Sicilia) - Cristiano Degano (Friuli venezia Giulia) - Francesco Birocchi (Sardegna) - Fabrizio Franchi (Trentino Alto Adige)

 
 
 
 
 
 
 
 

Un cordiale saluto a tutti
Gabriele Dossena
Presidente Ordine giornalisti Lombardia

 
 

 

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