Le bufale in Rete e la deontologia dei giornalisti - Newsletter n° 11-2016

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Ordine dei giornalisti della Lombardia
 
  Newsletter n° 11-2016 Le bufale in Rete e la deontologia dei giornalisti  
 
 
 

Care colleghe e cari colleghi,

mi preme segnalare alcuni dati e notizie che riguardano sia l’attività del nostro Ordine regionale sia la nostra categoria. A cominciare dal Consiglio di disciplina territoriale che svolge un lavoro delicato e lontano dai riflettori, ma metodico ed essenziale per la deontologia che deve quotidianamente contrassegnare la nostra professione.

 
 
 
 
 
 
 
 

Consiglio di disciplina della Lombardia: 
496 esposti (70 sanzioni) da settembre 2013 a luglio 2016

Formazione-Odgmi  

Alla fine del 2016 termina il primo triennio di attività del Consiglio di disciplina territoriale, attivo dal settembre 2013, dopo l’entrata in vigore del Dpr 137/2012. Ai nove consiglieri nominati dal presidente del Tribunale di Milano (su una rosa di 18 nominativi forniti dal Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia), durante tutta l’annata del 2016, sono arrivati 118 nuovi esposti. Nel corso del triennio – da settembre 2013 a luglio 2016 – gli esposti trasmessi al Consiglio di disciplina territoriale sono stati ben 496. Di questi, 70 sono state le sanzioni e 347 le archiviazioni (di cui 38 casi di colleghi convocati e sentiti in audizioni), 22 quelli sospesi in attesa di conclusioni giudiziarie, 122 i procedimenti disciplinari aperti, 3 trasferiti ad altri Ordini e 13 assoluzioni. Delle 70 sanzioni, 18 sono stati gli avvertimenti, 44 le censure, 3 sospensioni a due mesi, 2 a tre mesi, 1 a sei mesi e 1 a 12 mesi. Nel triennio si è verificato un solo caso di radiazione. Questi i dati aggiornati a luglio 2016. A gennaio sarà disponibile la statistica aggiornata al 31 dicembre 2016.

 
 
 
 
 
 
 
 

Bufale sul web, si muove anche Facebook 
Per i giornalisti obbligo della deontologia anche sui social

 

Da tempo denunciamo il boom di false notizie che circolano sul web e che poi i social network rilanciano, senza alcuna verifica delle fonti. Il nuovo “Testo unico dei doveri del giornalista” approvato lo scorso 27 gennaio dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ha introdotto e sancito un’importante novità: la deontologia dei giornalisti si applica anche ai social network. Un iscritto all’Albo quindi non può scrivere notizie false sul proprio profilo Facebook. Il problema delle fake news, d’altronde, è scoppiato in tutta la sua gravità, anche durante recenti fatti di cronaca e di politica internazionale. Al punto che anche Facebook ha reso pubbliche alcune mosse per contrastare il fenomeno. Tra queste, verranno raccolte le segnalazioni degli utenti-lettori con l’ausilio di un software per individuare le fake news trainanti. Le stesse segnalazioni finiranno poi sotto la lente di un team di giornalisti per essere verificate. Le storie ritenute false verranno etichettate come “contestate da controlli terzi”. Facebook modificherà inoltre il suo algoritmo per assicurarsi che le vicende “controverse” non si diffondano troppo, mentre agli utenti che intendono condividerla verrà chiesto se sono davvero sicuri di volerlo fare. I giornalisti, comunque, sanno di avere l’obbligo della deontologia, recentemente ribadito anche nel nuovo “Testo unico dei doveri del giornalista”.

 
 
 
 
 
 
 
 

Il Garante della privacy: 
niente diritto all’oblio nei casi giudiziari gravi

 

Non si può invocare il diritto all’oblio per vicende giudiziarie di particolare gravità e il cui iter processuale si è concluso da poco tempo. In questi casi prevale l’interesse pubblico a conoscere le notizie. Con questa motivazione, il Garante della privacy (in foto il presidente Antonello Soro) ha dichiarato infondata la richiesta di deindicizzazione di alcuni articoli presentata da un ex consigliere comunale coinvolto in un’indagine per corruzione e truffa. Una vicenda iniziata nel 2006 e conclusasi nel 2012 con sentenza di patteggiamento e pena interamente coperta da indulto. Di fronte al rifiuto di Google di accogliere le sue richieste di deindicizzazione, spiega l’Authority, l’ex consigliere aveva presentato ricorso chiedendo la rimozione di alcuni url che risultavano digitando il suo nome e cognome nel motore di ricerca e che facevano riaffiorare l’indagine in cui era rimasto coinvolto. A suo dire, non ricoprendo più incarichi pubblici e operando in un settore privato, la permanenza in rete di notizie, risalenti a circa dieci anni prima e ormai prive di interesse, gli avrebbero arrecato un danno all’immagine, alla vita privata e all’attuale attività lavorativa. Nel rigettare la richiesta, l’Autorità, alla luce delle Linee guida dei Garanti europei, ha rilevato che sebbene il trascorrere del tempo sia la componente essenziale del diritto all’oblio, questo elemento incontra un limite quando le informazioni di cui si chiede la deindicizzazione siano riferite a reati gravi e che hanno destato un forte allarme sociale. Le richieste vanno quindi valutate con minor favore, anche se devono essere analizzate caso per caso.

 
 
 
 
 
 
 
 

Ricongiungimento, scadenza prorogata al 31 dicembre 2017

 

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha deliberato lo scorso 13 dicembre, anche su sollecitazione della quasi totalità degli Ordini regionali,  la proroga del percorso del Ricongiungimento sino al 31 dicembre 2017. Per quanto riguarda i requisiti, non è stata apportata alcuna variazione rispetto a quanto stabilito dalla precedente decisione dello stesso Cnog del 18 dicembre 2013. L'unico cambiamento del testo è rappresentato dalla precisazione che l'attività dell'interessato deve essere certificata da un giornalista, professionista o pubblicista, con funzione di tutor. La proroga del percorso del "Ricongiungimento" consentirà di presentare la domanda di iscrizione anche a coloro che matureranno i requisiti nel corso del 2017. Le condizioni e le modalità di accesso (iscrizione da almeno cinque anni all’Elenco pubblicisti dell’Albo, ecc.) restano invariate. 
Questo il testo del provvedimento. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.odg.mi.it alla voce Modulistica/Ricongiungimento.

 
 
 
 
 
 
 
 

Un cordiale saluto a tutti

Gabriele Dossena
Presidente Ordine giornalisti Lombardia

 
 

 

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