Legge sull’editoria, Riforma dell’Ordine ed elezioni - Newsletter n° 2-2016

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Ordine dei giornalisti della Lombardia
 
  Newsletter n° 2-2016 Legge sull’editoria, Riforma dell’Ordine ed elezioni  
 
 
 

Care colleghe, cari colleghi,

giovedì 24 marzo si svolgerà l’assemblea annuale degli iscritti per l’approvazione del Bilancio consuntivo 2015 e preventivo 2016. In quella data verranno anche premiati, con una medaglia alla carriera, i colleghi iscritti all’Ordine da 50 anni. Di questo appuntamento daremo comunque maggiori dettagli nella prossima newsletter. Nel frattempo ci sono alcune importanti novità che riguardano la nostra attività istituzionale e tutti gli iscritti.

 
 
 
 
 
 
 
 

Le elezioni dell’Ordine verso il rinvio

 

Con l’approvazione (362 voti a favore, 187 contrari, un astenuto) del Decreto legge denominato “Milleproroghe”, le elezioni dell’Ordine dei giornalisti – che avrebbero dovuto svolgersi nel maggio 2016 – potrebbero slittare di sei mesi. L’Art 12-Bis del Dl, infatti, contiene un emendamento che proroga la scadenza elettorale. L’articolo in questione recita testualmente: “I componenti del Consiglio nazionale dei giornalisti, di cui all’articolo 17 della legge 3 febbraio 1962, n. 69 e dei Consigli regionali, di cui all’articolo 3 della medesima legge 3 febbraio 1963, n. 69, rimangono in carica sino al 31 dicembre 2016”. Dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati, ora il “Milleproroghe” passa al Senato, dove è in calendario, in Aula, il prossimo 23 febbraio. Lo slittamento è dovuto al fatto che è in discussione, in Parlamento, la nuova legge sull’editoria che prevede nuove regole di rappresentanza e di funzionamento del Consiglio nazionale e dei Consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti. L’approvazione dell’emendamento nel “Milleproroghe” evita così un doppio appuntamento elettorale, a breve distanza di tempo, per i giornalisti (prima con la vecchia legge e poi con la nuova) con un conseguente spreco evidente di soldi.

 
 
 
 
 
 
 
 

Legge sull’editoria e Riforma dell’Ordine,
i Presidenti di otto Consigli regionali sollecitano nuove regole:
dimezzare i consiglieri nazionali
e un rapporto di 2 a 1 tra professionisti e pubblicisti

 

“Finalmente Governo e Parlamento hanno deciso di mettere mano alla riforma dell’Ordine dei giornalisti. Lo slittamento di sei mesi del rinnovo dei Consigli nazionale e regionali dell’Ordine, contenuto nel provvedimento ‘Mille proroghe’ approvato dalla Camera dei Deputati ne costituisce un segno tangibile che premia i nostri sforzi”. Lo scrivono i presidenti degli Ordini regionali di Lombardia, Lazio, Liguria, Toscana, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sicilia. ”Una riforma dell’Ordine”, affermano i presidenti, “è infatti attesa da anni. Per questo obiettivo ci siamo impegnati e oggi può diventare una realtà”. Dobbiamo ora evitare che si ripeta quanto accaduto nella scorsa legislatura quando un tentativo analogo si arenò” al Senato. Ci auguriamo che questa volta, in tempi utili, il Parlamento riscriva nuove regole che rendano giustizia alla rappresentanza, riducendo innanzitutto l’attuale, esorbitante e costoso numero di consiglieri nazionali (144 componenti a cui si sommano i 12 del Consiglio di disciplina) e riequilibrando il rapporto tra professionisti e pubblicisti (due terzi professionisti e un terzo pubblicisti). L’aula della Camera, dopo il lavoro svolto dalla Commissione Cultura, a breve (il 22 febbraio) esaminerà la proposta di legge per l’editoria sulla quale sta lavorando il sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all’Editori, Luca Lotti (in foto) e contenente anche le misure per l’Ordine dei giornalisti. Un passo in avanti importante che deve portare al superamento di procedure ormai datate. Sono questi i presupposti necessari per l’adeguamento delle regole alle mutate condizioni dell’editoria e della professione”. ”I presidenti degli Ordini regionali, in spirito di collaborazione con gli altri organismi della categoria, ribadiscono il loro impegno per una riforma anche delle altre parti della legge 69 del 1963, a partire dall’accesso alla professione, chiedendo un immediato confronto tra il Consiglio nazionale, i Consigli regionali e il Parlamento”.

 
 
 
 
 
 
 
 

E’ entrato in vigore il ”Testo unico dei doveri del giornalista”

 

Il 3 febbraio 2016, giorno del 53.mo compleanno della legge istitutiva dell’Ordine, che ha un’età di 19.332 giorni (53 anni), è entrato in vigore il “Testo unico dei doveri del giornalista”, approvato il 27 gennaio dal Consiglio nazionale. Il documento è nato dall'esigenza di armonizzare le carte deontologiche per favorire una maggiore chiarezza di interpretazione e facilitare l'applicazione di tutte le norme, la cui inosservanza può determinare la responsabilità disciplinare dell'iscritto all'Ordine. Il Testo recepisce i contenuti della Carta dei doveri del giornalista degli uffici stampa, della Carta dei doveri dell'informazione economica, della Carta di Firenze, della Carta di Milano, della Carta di Perugia, della Carta di Roma, della Carta di Treviso, della Carta informazione e pubblicità, della Carta informazione e sondaggi, del Codice di deontologia relativo alle attività giornalistiche, del Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive e del Decalogo del giornalismo sportivo. Il "Testo unico" è stato redatto dopo numerose sollecitazioni, quando cioè si è compreso che i numerosi documenti, approvati nel corso degli anni dall'Ordine professionale, anche con la collaborazione di altri organismi, erano diventati dispersivi e di difficile applicazione. La struttura del "Testo unico" consente facili innesti di novità, per cui di fronte alle necessità di precisare ulteriori norme sarà sempre possibile introdurre altri articoli o altri titoli a quelli già esistenti, frenando così la tentazione di scrivere altre carte e di fare quindi un passo indietro rispetto alla sintesi appena varata. Il pdf del Testo unico dei doveri del giornalista è scaricabile dal sitowww.odg.mi.it alla voce “Leggi e Carte deontologiche”.

 
 
 
 
 
 
 
 

I corsi di formazione di marzo
a Milano, Pavia, Brescia, Cremona, Mantova e Castellanza

 

Sono una quarantina i corsi di formazione previsti nel solo mese di marzo. Ne segnaliamo alcuni: aMilano, il primo marzo, dalle 9 alle 13, nella sede della Confesercenti di via Giuseppe Sirtori 3 si svolgerà un corso dal titolo “C’è gioco e gioco: il contesto del gioco d’azzardo in Italia e le specificità dei singoli giochi”, lunedì 7 “Fra scienza e impresa: la sfida dell’innovazione” al Center IIT for Nano Science di via Pascoli 70/3, sabato 12 marzo, in collaborazione con Artelier onlus, nell’Auditorium dell’Umanitaria, dalle 9,30 alle 13,30 si parla della “Carta deontologica di Treviso”, insieme al magistrato Maria Saracino, sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale dei minori di Milano, a Brescia, il 23 marzo, in collaborazione con la Commissione europea, al Park Hotel Ca’ Noa di via Triumplina 66 “Il piano Junker per gli investimenti in Europa” e sempre a Brescia il 23 marzo, in collaborazione con GiornalistiSocial.it, nella sede dell’Associazione industriali di via Cefalonia 60, dalle 9,30 alle 13,30, “La deontologia e il mercato delle onlus e la Carta dei doveri dell’informazione economica: quando a guadagnarci è la società”, a Pavia, il 2 marzo, nella sede della Confesercenti di Corso Garibaldi 63 si replica il corso sul gioco d’azzardo svolto a Milano, a Cremona il 12 marzo, nella Sala Puerari del Museo Civico Palazzo Affaitati in via Ugolani Dati 4, dalle 9,30 alle 12,30,“Reti e tecnologie per la banda larga e ultralarga”, sempre a Cremona e sempre nella Sala Puerari del Museo Civico, il 26 marzo, dalle 9,30 alle 12,30, si parla di “Social Media” a Mantova, il 2 marzo, dalle 9,30 alle 13,30, nella Sala degli Stemmi, una docente di Google Italia, Elisabetta Tola, parlerà di “Innovazione digitale: ricerca delle informazioni, uso dei dati e costruzione delle mappe nel giornalismo”, infine all’Università Liuc di Castellanza (piazza Soldini 5) il 10 marzo (h. 9-13) “La libertà di stampa nell’Unione europea: quali tutele?”.

 
 
 
 
 
 
 
 

Un cordiale saluto a tutti
Gabriele Dossena
Presidente Ordine giornalisti Lombardia

 
 

 

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