Master in giornalismo, il bilancio di un anno - Newsletter n° 6/2018

 
 
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Newsletter n° 6/2018 - In questo numero

  • Editoriale di Fabio Cavalera
  • Narrare le storie di Daniele Biacchessi
  • Professione giornalista: lo studio, i sogni, le trappole, le sfide di Roberta Giuili
 
 
 
 
 

Corso di formazione:
“Dal giornalismo d’inchiesta alla narrazione. La verifica delle fonti” / 1 parte
14 gennaio 2019 (h. 14,30-17,30) - Sala della Fondazione Aem, p.za Po 3, Milano.

Relatori: Daniele Biacchessi giornalista e Benedetta Tobagi ricercatrice e saggista. Indroducono Fabio Cavalera Consigliere dell'Ordine della Lombardia e presidente Associazione Walter Tobagi per la formazione al giornalismo e Anna Migliorati caporedattrice Radio24.

Corso di formazione:
“Tortura praticata e non riconosciuta. Un reato in Italia e nel mondo”
29 gennaio (h. 14,30-17,30) - Centro Congressi Fast, p.le Rodolfo Morandi 2, Milano

Relatori: Silvia Buzzelli, professore associato Diritto processuale penale Università degli Studi di Milano Bicocca, Armando Spataro, magistrato, procuratore della Repubblica di Torino, Claudio Fava, parlamentare, relatore commissione d’inchiesta sulla CiaDaniele Biacchessi, giornalista, caporedattore di Radio 24, Fabio Cavalera, presidente dell’Associazione Walter TobagiModera Marinella Rossi, giornalista di giudiziaria.

 
 
 
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Master in giornalismo,
il bilancio di un anno

Cara Collega, caro Collega,

un breve bilancio dell’ultimo anno.

Nel nostro piccolo, come Associazione Walter Tobagi e come Ordine dei Giornalisti della Lombardia, abbiamo rinnovato la convenzione con l’Università Statale, abbiamo contribuito a rafforzare il Master di giornalismo erede della nostra storica Scuola (l’IFG), abbiamo attivato per la prima volta una borsa di studio destinata ai nuovi giovani colleghi dello stesso Master, abbiamo sottoscritto accordi con aziende interessate a finanziare le attività sempre del Master, infine abbiamo attivato corsi deontologici di aggiornamento professionale che hanno avuto risposte davvero positive nei numeri e nei contenuti. Siamo usciti dal cono d’ombra della pigrizia e dell’anonimato.

Molto deve essere fatto e molto sarà fatto nell’interesse di tutti i colleghi. L’impegno non manca e la porta sarà sempre aperta a suggerimenti e proposte.

I migliori auguri per le Feste e soprattutto per un 2019 di ripresa e di successi.

Fabio Cavalera
Consigliere Ordine dei Giornalisti Lombardia
Presidente Associazione Walter Tobagi

 
 
 

Narrare le storie

di Daniele Biacchessi
Giornalista, scrittore, autore e interprete di teatro e cinema di impegno civile, 
già caporedattore news di Radio 24-Il Sole 24 ore


 
 

Le piccole storie attraversano la grande Storia e il compito di un bravo giornalista è saperle comprendere e narrarle per renderle sempre attuali e avvincenti. Ma le storie non sono tutte uguali. Ci sono le storie degli uomini e delle donne, le cui imprese tracciano il futuro del mondo e del nostro Paese: dalle grandi conquiste nella ricerca alle alte vette della montagna, fino alle profondità degli oceani, alle scoperte della scienza, alle eccellenze culturali e ai mille talenti che si affermano in ogni campo. 
Ci sono invece le storie dimenticate, quelle dei grandi drammi le cui vittime chiedono ancora una giustizia e una verità: le stragi e gli omicidi che hanno insanguinato l'Italia, la presenza di strutture criminali e la loro diramazione con il potere politico, economico, finanziario. Per narrare tutte queste storie bisogna conoscere a fondo i luoghi in cui sono ambientate, si sono sviluppate attraverso la grande forza delle parole e della testimonianza.
Nel raccontare storie drammatiche, quasi sempre finite male, cioè senza una giustizia sostanziale, bisogna conoscere la dinamica della verifica delle notizie: l'attendibilità delle fonti, la lettura scrupolosa e critica degli atti giudiziari e la molteplicità delle prospettive e dei punti di vista. In questo primo workshop sulla narrazione nel giornalismo d'inchiesta il 14 gennaio si inizia dal corso degli ultimi cento anni di Storia: le censure del fascismo e il bavaglio ai giornalisti; la nascita di una nuova generazione di giornalisti e scrittori; il racconto delle storie (Buzzati, Bocca, Vittorini); le contro inchieste (i pistaroli); l'inchiesta sulla strage di piazza Fontana (Cederna, Nozza, Bocca, Pansa); gli anni di piombo e l'attacco del terrorismo ai giornalisti d'inchiesta (Tobagi, Passalacqua); le indagini dei giornalisti sulla morte di Fausto e Iaio (Brutto, Gay, Poletti); il giornalismo antimafia (De Mauro, Francese, Rostagno, Impastato, Fava); le indagini sulla corruzione (la nascita di un pool di giornalisti che seguono Tangentopoli); le inchieste sul potere (Berlusconi).

Oltre al mio racconto, sarà importante ascoltare la testimonianza di Benedetta Tobagi sull'importanza degli archivi digitalizzati. Per compiere una buon prodotto ci vuole però preparazione e tecnica.  Sul piano teorico, l’11 febbraio saranno affrontati vari percorsi narrativi: lo script, il plot, la dinamica e l’evoluzione della storia, la narrazione, la scrittura per immagini, gli elementi del giallo e del mistero, del vero e del verosimile.  Sono previsti gli interventi di Tiziana Di Masi, attrice e regista di teatro civile, e di Carlo Lucarelli scrittore e conduttore televisivo. Infine ci domanderemo quale sarà il futuro del giornalismo d'inchiesta e della narrazione nella società globalizzata e digitale con l'importante testimonianza di Fabrizio Gatti, inviato del settimanale L'Espresso.

 
 
 
 

Professione giornalista: 
lo studio, i sogni, le trappole, le sfide

Roberta Giuili
Master in giornalismo Walter Tobagi - XIII° biennio

 
 

La professione del giornalista è meravigliosa, e forse è facile dirlo per chi ha appena iniziato. Più da vicino mi sto rendendo conto di tutte le insidie che nasconde che rendono il lavoro quotidiano una sfida costante. L’unico antidoto per non cadere nelle trappole dell’informazione politicizzata, del lavoro approssimativo, delle conclusioni affrettate, è avere una guida. Questa è la lezione più importante che ho appreso, e che mi ha permesso di dare concretezza al mio percorso. La cosa più bella del giornalismo, che si occupa un po’ di tutto e anche di se stessi, è che si basa su dialogo e scambio costante: tra colleghi, coetanei o navigati, e con tutte le categorie della società.

Ho iniziato a mettere da parte attrezzi da lavoro conoscendo e ascoltando persone che amano questa professione, ma anche leggendo e appassionandomi di tutto il filone, poco frequentato, della storia del giornalismo delle donne. Oriana Fallaci ma anche Anna Maria Ortese, o Gioconda Belli (che ho avuto l’enorme piacere di intervistare): tutte donne che hanno svolto/svolgono la professione con un occhio diverso, inserendosi nelle redazioni e insegnando che tutte le prospettive sono importanti. In un presente in cui la registrazione dei fatti è offerta al lettore dall’immediatezza del web, lo sguardo personale rimane significante. Nel giornalismo, che è di per sé una professione egocentrica perché ruota attorno al testimone e alla sua esperienza, oggi è ancora più necessario analizzare tutte le sfaccettature senza annullarsi in un’obiettività inesistente. Perciò penso che spesso in questa categoria il buco nero sia quello di chiudere, da dentro o da fuori, all’entusiasmo degli ultimi arrivati perché privo, o quasi, di bagaglio professionale.

Mi è capitato, più di una volta, di essere trattata con sufficienza nel momento in cui andavo a svolgere un’intervista o un servizio, perché all’aspetto risultavo evidentemente più giovane dei miei colleghi. Preferisco considerare l’età come un valore da aggiungere a un equipaggiamento di insegnamenti, studio e esperienza pratica che può crescere solo con il tempo. Per questo, al di là delle riflessioni sui problemi della crisi dell’editoria e della concorrenza del web, bisognerebbe pensare a come ritagliare lo spazio giusto per i giovani in una professione che si ciba della vita stessa, e quindi della novità, della freschezza, dell’oggi. Trasmettere mi sembra la chiave per farlo, e per permettere al giornalismo di continuare a vivere con i suoi punti fermi.

 
 
 
 

Newsletter dell’Associazione Walter Tobagi per la formazione al giornalismo 
Università Statale di Milano - 
Ordine dei giornalisti della Lombardia

Presidente AWT: Fabio Cavalera Segretario: Lucia Bocchi, Tesoriere/Consigliere rappresentante Alg: Rosi Brandi Presidente OgL/Consigliere: Alessandro Galimberti. Consiglieri: Francesco Ordine, Rossella Verga, Gegia Celotti, Roberto Di Sanzo, Ilaria Li Vigni, Francesco Caroprese, Consigliere rappresentante Cnog: Giorgio Gandola, Consigliere rappresentante Fieg: Edoardo Zucca Consigliere rappresentante Fnsi: Marina Cosi Consigliere ex allievo Ifg:Carlo Ercole Gariboldi Consigliere ex allieva Ifg: Daniela Stigliano. Revisori dei conti: Maria Ancilla Fumagalli, Carlotta Scozzari, Simone Filippetti Componenti Comitato di indirizzo: Maria Elena Barnabi, Massimo Borgomaneri, Marco Foroni, Rosanna Massarenti, Anna Migliorati, Giancarlo Perego, Marinella Rossi, Gaia Scacciavillani. Direttore della Scuola di giornalismo Walter Tobagi - Università Statale di Milano: Venanzio Postiglione Vice direttore: Claudio Lindner

Gli studenti del Master in giornalismo Walter Tobagi di Milano: Alberto Mapelli, Andrea Ciociola, Andrea Galliano, Andrea Prandini, Bernardo Cianfrocca, Caterina Zita, Edoardo Re, Elisa Cornegliani, Emanuela Colaci, Fabrizio Papitto, Federico Baccini, Gaia Terzulli, Giacomo Cadeddu, Giacomo Salvini, Giada Giorgi, Giorgia Fenaroli, Giulia Giaume, Luca Covino, Lucio Palmisano, Marco Bottiglieri, Marco Capponi, Marco Rizza, Marco Vassallo, Maria Laura Iazzetti, Maria Vittoria Zaglio, Martina Piumatti, Riccardo Congiu, Riccardo Lichene, Roberta Giuili, Valeria Sforzini.