1) Scuole riconosciute dall'Ordine dei Giornalisti a confronto..
2) Quadro di indirizzi per il riconoscimento delle strutture di formazione al giornalismo.
3) Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Delibera ricognitiva 7 aprile 2003 relativa ai poteri del Consiglio nazionale e dei Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti in tema di riconoscimento dei corsi (universitari e non) in giornalismo, numero degli allievi dei corsi, nomina delle commissioni di selezione e vigilanza sul rispetto dei quadri di indirizzo alla luce della legislazione comunitaria e nazionale.
4) Bando per il XVI Biennio (2007/2009) dell’Ifg “Carlo De Martino”: iscrizioni dal 1 marzo al 30 giugno. Giornalisti si diventa a Milano! La Scuola, promossa dall’Ordine e dalla Regione Lombardia, cerca quaranta allievi-praticanti super! Necessaria almeno la laurea triennale. La retta è di 8mila euro (4mila/anno).
1) Scuole riconosciute dall'Ordine dei Giornalisti a confronto.
A partire dal 1990, dopo un'iniziativa pilota dell'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano avviata nel 1977, il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, in virtù dei poteri di autoregolamentazione concessigli dalla legge, ha riconosciuto l'ammissione agli esami di idoneità professionale e quindi l'accesso al professionismo, anche a coloro che abbiano svolto il praticantato in pubblicazioni edite da Scuole convenzionate e riconosciute dall'Ordine dei Giornalisti.
Oggi le scuole riconosciute sono venti in tutto il territorio nazionale di cui 3 a Milano, 1 ad Urbino, 1 a Bologna, 1 a Perugia, 3 a Roma, 1 a Palermo, 1 a Napoli, 1 a Sassari, 1 a Torino, 1 a Padova, 1 a Potenza, 1 a Bari, 1 in Toscana, 1 a Salerno e 1 a Teramo. Ad esse possono accedere, previo superamento di una selezione attitudinale, un numero limitato di allievi che varia a seconda della capacità delle singole scuole. Le stesse vengono riconosciute quando documentino al Consiglio Nazionale di essere in grado di osservare condizioni e garanzie fissate dal Consiglio Nazionale stesso e cioè finalità esclusivamente formative quindi trasparenza e autonomia delle fonti di finanziamento; esibizione delle convenzioni stipulate con le imprese editoriali per il necessario apprendimento pratico integrativo di quello svolto negli organi di informazione editi dalle scuole stesse; selezione pubblica obbligatoria per titoli ed esami (sono titoli preferenziali la laurea in materie umanistiche, sociali ed economiche e quella, auspicabile, in scienze delle comunicazioni; la frequenza a corsi di specializzazione o di perfezionamento giornalistici; la qualità delle collaborazioni giornalistiche svolte); durata dei corsi minimo biennale; frequenza obbligatoria e a tempo pieno; programmi didattici a livello universitario sulla base dei seguenti orientamenti generali: sintesi-fusione sperimentale tra i due poli formazione culturale e professionale tecnica, metodologia di studi che armonizzi lezioni teoriche con le esercitazioni pratiche di tecnica e lavoro redazionale; qualità e numero dei docenti (giornalisti, studiosi ed esperti delle singole discipline, accademici universitari, tutor giornalisti che seguano gli allievi durante la pratica redazionale).
Va segnalato che anche l'università ha preso coscienza dell'opportunità di farsi carico della formazione al giornalismo. Tuttavia, non essendo stati emanati - a differenza di quanto accaduto per le altre professioni - i decreti attuativi della legge 14 gennaio 1999 n. 4, l'Ordine nazionale ha ritenuto di non poter accogliere i progetti relativi al praticantato collegato alle lauree specialistiche. E' stato invece convenuto, in accordo con gli atenei che ne hanno fatto richiesta, che vada prescelta la forma del master (biennale), più adatta a mettere insieme le caratteristiche dell'insegnamento superiore con le norme fissate nel "Quadro di indirizzi". A questi master (ed in quelli degli Istituti per la formazione al giornalismo ancora esistenti) possono accedere - attraverso un concorso per titoli ed esami - i laureati provenienti da diverse Facoltà universitarie. Il nuovo Consiglio insediatosi per il triennio 2007/2010 deve agire ora nel rispetto dei principi e dei criteri del nuovo Quadro di indirizziapprovato nella seduta del 13 dicembre 2007. Ecco una "fotografia" dei master in giornalismo e degli Ifg:
- Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università mdegli Studi di Milano – Milano
Master di giornalismo a durata biennale. Lo storico Istituto "Carlo De Martino" per la formazione al giornalismo dell'Afg istituito dall'Ordine dei giornlisti di Milano e la Scuola di giornalismo dell'Università degli Studi di Milano con sede a Sesto San Giovanni hanno firmato nel 2009 un accordo che riunisce i due corsi di formazione nella nuova Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano. Si tratta di una svolta storica nell'ambito dell'avviamento al giornalismo poiché riunisce in un unico percorso formativo la forza della tradizione giornalistica dell'Ifg e le professionalità didattiche e tecniche della sede universitaria di Sesto San Giovanni. L'IFG è stata fondata nel 1977 da Carlo De Martino (primo presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia). Sono ben 635, tra direttori, inviati, redattori, freelance e addetti stampa i professionisti formatisi presso l'IFG, per anni l'unica scuola in Italia di formazione al giornalismo, prima del riconoscimento da parte dell'Ordine dei Master universitari attivati nei vari Atenei e sostitutivi del praticantato. La Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell'Università di Milano ha attivato il biennio selezionando e avviando alla professione 30 allievi all'anno, in possesso di laurea triennale. La sede della nuova Scuola è il Polo di Mediazione Culturale Comunicazione di Sesto. Retta per il XVII biennio 2010-2012: 6.500 euro annui. Sede: P.za Indro Montanelli 1 - 20099 Sesto San Giovanni (Mi). Tel. 02.503.21731 e.mail: giornalismo@unimi.it Sito web: www.giornalismo.unimi.it Direttore della Scuola: prof. Marino Regini.
Direttore laboratori testate giornalistiche: Venanzio Postiglione. Vicedirettore: Walter Passerini Segreteria organizzativa Master in giornalismo:
Elisa Sgorbani
Telefono 02 50321730-31
Fax 02 503 21732 - Master in giornalismo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. www.unicatt.it/milano
Master di primo livello. Il Master in giornalismo a stampa radiotelevisivo e multimediale ha durata biennale con frequenza a tempo pieno (dal lunedì al venerdì dalle h. 9,30 alle 19,30) suddivisa in attività di redazione, lezioni teoriche e tecniche, laboratori giornalistici, stage. Il primo anno di corso è comune mentre il secondo anno si articola in due curricula: - giornalismo a stampa - giornalismo radiotelevisivo e multimediale. Le lezioni del primo anno hanno inizio a ottobre 2008 e termineranno nel giugno 2009. La formazione si articola in corsi frontali di tagliio teorico e tecnico, laboratori giornalisticidi taglio pratico, incontri con i professionisti del settore anche di livello internazionale, praticantato da svolgersi presso la redazione interna, stages presso testate giornalistiche esterne (per un totale di 4 mesi nel biennio).
Didattica. 1100 ore di lezioni/laboratori per un totale di 40 crediti; 500 ore di stage per un totale di 20 crediti; 1400 ore di redazione per un totale di 60 crediti.
Retta: 14mila euro per biennio (cfr bando biennio 2006-2008)
Recapiti:
Segreteria di direzione Almed (Orari: da lunedì a venerdì dalle h. 9 alle 13 e dalle h. 15 alle 17)
Via S. Agnese 2/a - 20123 MILANO - Tel.: 02/72342814 - Fax: 02/72342815
Email: master.giornalismo@unicatt.it
Direzione scientifica: prof. Ruggero Eugeni
Direttore delle testate giornalistiche: Gerado Ferrari - Master biennale di giornalismo Iulm.
Libera Università di lingue e comunicazione “Iulm” - www.iulm.it .
Master di primo livello, biennale, è stato introdotto nel 2004.
Retta: 14.000 euro per biennio (cfr. bando per l’ a.a. 2005-2006 ).
Recapiti: Università IULM - Segreteria Studenti
Sezione Master Universitari
Via Carlo Bo 1, 20143 Milano
Tel: 02/891412211
master.giornalismo@iulm.it
Direttore: prof. Giovanni Puglisi
Coordinatore editoriale: Angelo Agostini - Istituto per la formazione al giornalismo Università di Urbino www.uniurb.it/giornalismo.
Master biennale con frequenza obbligatoria e a tempo pieno. È un IFG, fondato nel 1990 ed è emanazione dell’Associazione per la formazione al giornalismo, di cui sono soci L’Università di Urbino, l’Ordine dei giornalisti delle Marche, la Regione Marche e la Federazione nazionale della Stampa. Lo studio è integrato con il lavoro redazionale nell'ambito delle testate dell'Istituto con esercitazioni esterne, visite a istituzioni pubbliche e aziende giornalistiche nonché un periodo di pratica guidata di almeno sei mesi complessivi, alla fine del primo e del secondo anno di corso, presso redazioni di quotidiani, periodici, agenzie, stazioni radio televisive e online.La data d'inizio dei corsi è prevista per lunedì 13 ottobre 2008.
Retta: 10.000 euro all’anno (cfr. bando di concorso a.a. 2006-2008)
Recapiti:
Via della Stazione 150/D
61029 URBINO
Telefono: 0722-350581
Fax: 0722-328336
E-mail segreteria: segreteriaifg@uniurb.it redazione: redazione.ilducato@uniurb.it
Direttore: Lella Mazzoli
Direttore dei corsi: Giovanni Mantovani
Coordinatori: Vittorio Roidi (carta stampata), Giannetto Sabbatini Rossetti (radio e tv) - Centro italiano di studi superiori per la formazione e l’aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo di Perugia www.sgrtv.it
Fondato nel 1992 in collaborazione tra la RAI e l’Università degli Studi di Perugina. Richiesto un diploma di laurea di ogni livello. Promuove un corso biennale in giornalismo radiotelevisivo per chi è intenzionato a lavorare in testate pubbliche e private. Il corso integra formazione teorica e pratica professionale nel campo del giornalismo in generale e di quello radiotelevisivo e della convergenza digitale multimediale.
Retta annuale: 10.000 euro (cfr. Bando di concorso per il biennio 2006-2008).
Recapiti
Villa Orintia Carletti Bonucci - Via Giacomo Puccini, 253
06077 Ponte Felcino - Perugia
Tel. 075 5911211 - Fax 075 5911232
E-mail: sgrtv@sgrtv.it Direttore: Antonio Socci
Coordinatori Didattici: Nunzio Bassi, Dario Biocca - Scuola superiore di giornalismo di Bologna www.unibo.it/ssg.
Master di secondo livello, durata biennale. Il prossimo bando sarà pubblicato tra luglio e agosto 2007.
Retta: 7.800 euro per biennio, 3.900 euro all’anno (cfr. Bando 2005-2006)
Recapiti:
Scuola Superiore di giornalismo
Villa Gandolfi- Pallavicini
Via Martelli 22/24
40138, Bologna
Tel: 051.2091968
E-mail segrgior@alma.unibo.it
Direttore: Angelo Varni - Scuola superiore di giornalismo. Libera università internazionale “Guido Carli” (LUISS) www.luiss.it.
Scuola di giornalismo, durata biennale che richiede un diploma di laurea di primo livello per l’accesso.
Prossimo bando per il biennio 2007-2009 verrà pubblicato nell’aprile 2007.
Retta: 8.500 euro per il primo anno (Cfr Bando biennio 2005-2007). 17.000 euro per il biennio.
Recapiti:
via O. Tommasini, 1 - 00162 Roma
Tel. 06 85225558
Fax 06 86506515
E-mail: giornalismo@luiss.it
Direttore: Luciano Pellicani - Master biennale in giornalismo e comunicazione. Università degli studi di Roma “Tor Vergata” www.scuolacomunicazione.uniroma2.it
Master di primo livello a durata biennale: 1200 ore di lavoro in redazione, stages di 6 mesi presso aziende editoriali come stabilito dalla Convenzione con l’Ordine Interregionale dei Giornalisti del Lazio-Molise ai fini dell’iscrizione all’albo dei praticanti, 274 ore di attività didattica.
Retta: 9.600 euro per il biennio, 4.800 euro all’anno, per l’indirizzo Giornalismo (cfr. Bando di ammissione anno accademico 2005-2006).
Il prossimo bando verrà pubblicato nel 2007; al momento non si sa se ci saranno cambiamenti per quanto riguarda i costi.
Recapiti:
Via Ridolfino Venuti 87 - 00162 Roma
Segreteria didattica Master in giornalismo e comunicazione pubblica.
Telefono 06 86391607
E-mail. giornalismoecompub@uniroma2.it
Direttore:Alessandro Ferrara - Corso di laurea specialistica in scienze della comunicazione – Indirizzo in giornalismo
Libera università Maria SS. Assunta (LUMSA) www.lumsa.it
"Corso di laurea in scienze dalla comunicazione informazione e marketing" si articola in tre curriculum di cui uno in "Editoria e giornalismo". Per essere ammessi è necessaria una laurea triennale (Cfr. Bando 2006-2007). Essendo un corso di laurea, le tasse universitarie si pagano in base al reddito. (cfr tasse LUMSA)
Recapiti:
Via della Traspontina 21 - 00193 – Roma-
Tel. 06.68422200-68422292
Fax 06/6878357
E-mail: lumsa@lumsa.it Presidente del corso di laurea: Maria Grazia Bianco
Direttore: Claudio Vasale - locascio2@scienzeformazione.unipa.it - Master biennale di primo livello in “Giornalismo professionale”.
Università degli studi di Palermo con 30 posti. www.unipa.it oppure www.ateneonline-aol.it
Retta: 6.000 euro all’anno.
Recapito
Viale delle Scienze - Edificio 15 - Palermo
Segreteria Didattica 091-6561126
E-mail: ateneonline@unipa.it
Direttore della scuola: Prof Antonio La Spina
Direttore responsabile della testate: Natale Conti - 12. Master biennale di giornalismo. Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. www.unisob.na.it
Master biennale di primo livello per i laureati in scienze della comunicazione.
Master biennale di secondo livello, per accedere è necessario essere in possesso di una laurea specialistica (3+2) oppure di una laurea di vecchio ordinamento per tutti gli altri corsi di laurea.
Retta: 12.000 euro. (cfr. Bando 2004-2006).
Di fatto è invariata dal 2003 e dalla segreteria fanno sapere che potrebbe restare lo stesso.
Il prossimo bando, relativo al biennio 2007-2009 verrà pubblicato tra marzo e aprile 2007.
Recapiti:
Via Suor Orsola 10 - 80135 Napoli
Indirizzo di posta elettronica: redazione.giornalismo@unisob.na.it - sc.form@unisob.na.it Ufficio giornalismo: 081-2522227
Direttore master: Lucio d’Alessandro e Paolo Mieli
Direttore responsabile di "Inchiostro": Arturo Lando - Master biennale di giornalismo. Università di Sassari. www.mascom.uniss.it
Master biennale di secondo livello, per accedere è richiesta una laurea di primo livello.Riconosciuto dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti, sostituisce il praticantato e costituisce titolo per accedere all'esame di giornalista professionista, 3.000 ore di didattica.
Retta annuale: di 3.500 euro (più 14,62 euro di bollo) per il biennio 2005/2007 (cfr. Bando di ammissione 2005/2007).
La segreteria non sa quando verrà pubblicato il prossimo bando, probabilmente nell’estate 2007.
Recapiti:
via dell’Università 1 - 07100 Sassari
Segreteria: 079 239 510
E-mail: mascom@uniss.it
Direttore: Rosario Cecaro - Corsi di alta specializzazione in giornalismo, tecniche e strumenti per l’informazione. Università di Torino www.formazione.corep.it/giornalismo.
Master biennale di primo livello, è stato attivato nell’anno accademico 2004-2006. I candidati devono essere in possesso di un titolo di laurea (triennale, vecchio ordinamento o specialistica).
Retta: 16.000 euro per il biennio (+ tasse universitarie), Il Master, visti i contributi ottenuti, prevede 20 quote da 20.000 euro ciascuna a esenzione parziale della quota d'iscrizione, pertanto la quota d'iscrizione a carico dell'allievo è di 6.303 euro (tasse universitarie comprese). Recapiti:
Segreteria Master Corep c/o Rettorato Via Verdi 8 - 10129 Torino - Tel: 011/5645107
Fax: 011/6704890
e-mail: formazione@corep.it
Direttore: Carlo Marietti
Coordinatrice Laboratori di Giornalismo: Vera Schiavazzi - Master biennale di giornalismo. Università di Padova http://giornalismo.maldura.unipd.it/
Master biennale di primo livello.
Retta 9.000 euro per il biennio; 4.500 euro all’anno.
(cfr. Bando anno accademico 2006-2008).
Recapiti
via del Padovanino, 9 - 35123 PADOVA
Tel 049 8274938 oppure 0498278942
Fax 049 8278941
e-mail: direzione.giornalismo@unipd.it
Dierttore: Ivano Paccagnella - Master biennale di giornalismo. Università di Basilicata www.altaformazioneusb.it
Master biennale di primo livello.
Retta: 5000 euro (cfr. Bando 2004-2006)
Recapiti
Area Alta Formazione Via della Tecnica, 3 -85100 Potenza
Tel. 0971/54412 - Fax 0971/601986
e-mail altaformazione@unibas.it
Coordinatore: Prof. Pasquale Frascolla
Direttore: Ruben Razzante - Master biennale di giornalismo Università di Bari
70122 Bari – Strada Palazzo di Città 5
telef. 0805223560- fax 0805223569
sito web: www.apfg.it
email: segreteria@apfg.it
Direttore: Vito Gallotta - Master universitario toscano in giornalismo www.mastertoscanogiornalismo.it.
Retta: 5.000 euro all’anno. Possibilità di avere borse di studio.
Recapito
Polo delle Scienze Sociali – Università di Firenze
Via delle Pandette 32 - 50127 Firenze
Tel: 055 4374096
E-mail: master.giornalismo@gmail.com
Responsabile Segreteria Organizzativa
Dott.ssa Santa Di Pierro
uff. 055 4374096 - mob. 348 6605531
Direttore: Prof. Carlo Sorrentino
Direttore delle testate: Ettore Vittorini - Scuola post laurea in giornalismo. Università di Salerno
84084 FISCIANO – via Ponte Don Melillo
Tel. 089962185 – fax 089963013
sito web: www.unisa.it
direttore: Biagio Agnes - in fase di avvio i master della Università di Teramo (a Teramo) e della Università di Cassino (a Sora).
2) Quadro di indirizzi per il riconoscimento delle strutture di formazione al giornalismo (approvato dal Consiglio nazionale il 17 aprile 2002 e successive modificazioni).
PREMESSA
I. Principi generali
II. Comitato Tecnico Scientifico
III. Verifiche della qualità didattica e formativa
IV. Indirizzi per la didattica
V. Formazione pratica
VI. Condizioni tecnico-organizzative per la pratica giornalistica
VII. Procedure per il riconoscimento
VIII. Norma finale
In attuazione del compito di legittimazione, coordinamento e vigilanza delle strutture di preparazione e avviamento alla professione giornalistica, attribuito dall'art. 20 bis del DPR 4/2/1965 n. 115 e successive modificazioni, il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti stabilisce il seguente "Quadro di indirizzi per il riconoscimento delle strutture di formazione al giornalismo"
I. Principi generali
ART. 1
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, sentiti i pareri dei Consigli regionali o interregionali territorialmente competenti e del Comitato Tecnico Scientifico di cui al relativo capitolo, può riconoscere le strutture formative finalizzate all'accesso professionale, dichiarandole sedi idonee allo svolgimento del praticantato previsto dalla legge 3/2/1963 n. 69, stipulando apposite convenzioni.
Il riconoscimento avviene attraverso una specifica e motivata deliberazione del Consiglio Nazionale dopo la verifica dell'osservanza dei requisiti previsti dal presente "Quadro di indirizzi".
ART. 2
Possono essere riconosciuti: Istituti biennali di formazione al giornalismo per il cui accesso è richiesto un titolo di laurea; scuole biennali di specializzazione post laurea in giornalismo; master universitari biennali in giornalismo; corsi di laurea specialistica in giornalismo. (1)
ART. 3
Possono chiedere il riconoscimento le strutture promosse con le procedure di cui all'art. 23 da:
a) organismi e associazioni professionali dei giornalisti;
b) Università
Non possono essere riconosciute scuole di tipo aziendale che assicurino l'assunzione degli allievi.
Le strutture di formazione possono essere gestite in forme consortili fra i soggetti e gli enti elencati ai punti a) e b), con il concorso di enti pubblici e privati, enti locali, enti e istituzioni comunitarie, imprese editoriali o radiotelevisive iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (Legge 31 luglio 1997, n.249, istitutiva dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni)
ART. 4
Per chiedere il riconoscimento le strutture formative devono:
a) provare le finalità esclusivamente formative e non speculative o di lucro;
b) documentare la trasparenza e l'autonomia delle fonti di finanziamento;
c) garantire una effettiva preparazione professionale al giornalismo.
ART. 5
I corsi devono prevedere il tirocinio in diverse branche del giornalismo, così da realizzare una sostanziale formazione multimediale (stampa, radio, televisione, agenzia, on line, ecc.). Le specializzazioni in un determinato settore della professione (economia, esteri, ecc) si possono ottenere solo dopo aver conseguito la laurea di secondo livello e, poi, il diploma di specializzazione di cui agli artt. 3 e 7 del Decreto 3 novembre 1999 n.509.
ART. 6
La durata dei corsi è di almeno 1000 ore annue, a tempo pieno e frequenza obbligatoria, di cui non meno del 60% dedicate alla pratica guidata all'interno delle strutture.
Gli stages nelle aziende sono aggiuntivi e neppure parzialmente sostitutivi.
ART. 7
Le strutture formative sono a numero programmato. L'accesso avviene per titoli ed esami.
Ciascuna struttura è libera di predisporre la selezione per l'accesso ai corsi, in armonia con i principi generali indicati dal presente quadro di indirizzi.
ART. 8
Spetta al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti valutare e determinare il numero degli allievi da assegnare a ciascuna struttura formativa, tenendo conto, tra l'altro:
1) della disponibilità dei posti dichiarata e documentata da ciascuna struttura;
2) di una analisi del mercato editoriale e delle sue prospettive di sviluppo, condotta anche in collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e con la Federazione Italiana Editori Giornali e sentito il parere del Comitato Tecnico Scientifico.
ART. 9
I Consigli regionali o interregionali dell'Ordine dei Giornalisti territorialmente competenti iscriveranno nel registro dei praticanti gli allievi ammessi a seguire i corsi riconosciuti.
Durante il ciclo formativo, le strutture devono effettuare verifiche periodiche sul rendimento e sulla formazione acquisita dagli allievi.
Superato il periodo di tre mesi dall'inizio dei corsi, i direttori delle strutture sono tenuti a rilasciare un giudizio di merito sulle capacità di profitto dimostrate dagli allievi ammessi.
Tale giudizio costituisce condizione indispensabile per il rilascio, da parte del direttore responsabile delle pubblicazioni edite dalla struttura di formazione, della dichiarazione comprovante l'effettivo inizio della pratica, prevista dall'art.33 della legge 3.2.1963 n.69, per l'iscrizione nel registro dei praticanti, con decorrenza dall'inizio dei corsi.
Il giudizio negativo esclude il rilascio della dichiarazione di effettivo inizio della pratica, di cui al comma precedente, e comporta l'esclusione dell'allievo dai corsi di formazione.
Al compimento del corso di formazione, il direttore responsabile delle pubblicazioni edite dalla struttura, di concerto con il direttore della struttura stessa, è tenuto a rilasciare all'allievo la dichiarazione motivata sull'attività giornalistica svolta, prevista dall'art.34 della legge 3.2.1963 n.69.
La rinuncia dell'allievo, la mancata frequenza o l'assenza, per qualsiasi motivo e in ogni anno scolastico superiore al 30% del tempo stabilito per lezioni o esercitazioni di formazione pratica, nonché l'allontanamento dai corsi a qualsiasi titolo determinata, comportano l'esclusione dai corsi medesimi e devono essere comunicate tempestivamente al Consiglio regionale presso il quale l'allievo è iscritto, per le decisioni di competenza, ai sensi della legge 3.2.1963 n.69
Non possono subentrare altri allievi in graduatoria se la rinuncia o l'allontanamento avvengono dopo i primi due mesi.
II. Comitato Tecnico Scientifico
ART. 10
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti istituisce un Comitato Tecnico Scientifico al quale sono affidati i seguenti compiti:
a) istruire la pratica di riconoscimento ed esprimere il parere sulla conformità delle strutture formative ai principi ed alle norme previste dal "Quadro di indirizzi";
b) individuare preventivamente il numero degli allievi ammissibili nelle strutture riconosciute, in base al disposto dell'art.8;
c) effettuare le verifiche della qualità didattica e formativa, previste dal "Quadro di indirizzi".
III. Verifiche della qualità didattica e formativa
ART. 11
La formazione pratica e professionale al giornalismo, fermi restando principi e valori di fondo previsti dalla legge 3.2.1963 n.69, deve realizzarsi in relazione allo sviluppo, all'innovazione ed ai mutamenti dell'esercizio della professione.
ART. 12
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, su proposta del Comitato Tecnico Scientifico e sentiti i pareri dei Consigli regionali o interregionali territorialmente competenti, può revocare il riconoscimento a seguito delle verifiche periodiche della qualità didattica e formativa, compiute dallo stesso Comitato.
ART. 13
Le verifiche di cui al precedente art,12 riguarderanno in particolare:
a) lo svolgimento effettivo degli insegnamenti pratici di giornalismo e della pratica guidata nelle testate della struttura formativa, nelle misure stabilite dal precedente art.6;
b) la presenza di giornalisti quali docenti per gli insegnamenti pratici e professionali, e di esperti con competenze specifiche nelle materie di insegnamento nonché di eventuali tutor - giornalisti professionisti iscritti all'albo - coordinati dal direttore delle testate, per l'esercizio pratico del giornalismo;
c) la disponibilità e l'uso delle attrezzature tecnologiche per le pratiche multimediali di base;
d) la presenza e la diffusione di testate giornalistiche prodotte dagli allievi e destinate all'esterno delle strutture formative;
e) la finalizzazione concreta e puntuale degli insegnamenti e delle esercitazioni all'attualità quotidiana o periodica dell'informazione giornalistica;
f) l'integrazione fra gli insegnamenti teorico-culturali e quelli tecnico-professionali.
ART. 14
Il Comitato Tecnico Scientifico effettuerà le verifiche con una periodicità annuale: oltre all'istruzione della pratica iniziale di riconoscimento, dovrà quindi compiere almeno una verifica alla metà del corso e la successiva prima della conclusione.
IV. Indirizzi per la didattica
ART. 15
Le strutture formative sono libere di organizzare autonomamente piani e programmi didattici. L'autonomia didattica nella determinazione degli indirizzi, dell'organizzazione, della scansione e della temporalità dei percorsi formativi deve rispondere comunque agli indirizzi di massima di cui all'art.17 che riguardano l'insegnamento dei principi e delle pratiche giornalistiche di base.
ART. 16
Nel rispetto dell'autonomia e della libertà didattica dei docenti e delle strutture accademiche, è ammissibile e auspicabile l'uso di strumenti e forme seminariali che favoriscano l'obiettivo dell'integrazione tra formazione teorico-culturale e formazione tecnico-professionale.
ART. 17
Gli insegnamenti teorici e pratici attinenti la formazione professionale al giornalismo rispondono ai contenuti sintetizzati, a titolo di orientamento, nelle seguenti quattro dimensioni formative di base che compongono altrettanti raggruppamenti disciplinari:
a) Il sistema dell'informazione e del giornalismo: istituzioni e profilo professionale
- Diritti, doveri, etica e deontologia dell'informazione (es.: diritto dell'informazione e della comunicazione; normative comunitarie, nazionali e ruolo delle authorities; etica e deontologia della comunicazione)
Storia del giornalismo e delle comunicazioni di massa
- Scienze della comunicazione (es.: sociologia della comunicazione; semiotica del testo scritto e visivo; psicologia cognitiva e della comunicazione; scienza dell'opinione pubblica e dei sondaggi)
- Economia della comunicazione (es.: economia dei media; economia e gestione delle imprese editoriali).
b) Fondamenti culturali per le professioni dell'informazione
- Discipline economiche (es.: economia politica; storia economica; marketing)
- Discipline giuridiche (es. diritto pubblico e costituzionale, diritto privato e penale; diritto pubblico dell'economia)
- Sociologia e scienze sociali
- Storia (es. storia moderna e contemporanea, storia delle dottrine politiche)
- Scienze Politiche (es.: geografia politica e economica; globalizzazione e relazioni internazionali)
c) discipline tecniche per le professioni giornalistiche
- Sistemi e organizzazione dell'informazione e del giornalismo (es.: organizzazione dei sistemi informativi; principi di management; sociologia dell'organizzazione; modelli redazionali)
- Teorie, analisi e modelli dell'informazione (es.: teorie e tecniche delle comunicazioni di massa; teorie e tecniche dei nuovi media; teorie e modelli del giornalismo)
- Tecniche dell'informazione giornalistica (es.: tecniche del linguaggio fotografico e processo di costruzione della narrazione fotogiornalistica e della comunicazione visiva; tecniche del linguaggio televisivo e processi di costruzione delle news per la tv; tecniche del linguaggio radiofonico e processi di costruzione delle news per la radio; tecniche dei linguaggi del giornale quotidiano e periodico; linguaggio delle agenzie di stampa; tecniche di gestione degli uffici stampa)
- Metodi e strumenti di ricerca per il giornalismo ( es.: tecniche della ricerca sociale; tecniche di analisi testuale; tecniche di elaborazione e documentazione statistica dei dati; psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni)
d) Innovazione, informatica e design dell'informazione
- Design dell'informazione (es.: produzione, selezione e trattamento delle immagini; grafica della comunicazione giornalistica; percezione e comunicazione visiva; strumenti e tecnologie dell'informazione visiva; storia dell'informazione visiva)
- Tecniche avanzate di informatica applicata al giornalismo (es.: elementi di informatica generale; editoria multimediale; progettazione e gestione delle notizie per i sistemi on-line; sistemi editoriali)
- Teorie e tecniche del fotogiornalismo e del videogiornalismo (es.: elementi di cinema, fotografia e tv; tecnologie dell'immagine digitale).
V. Formazione pratica
ART. 18
Lo scopo della formazione pratica è l'acquisizione delle tecniche professionali giornalistiche attraverso metodologie e percorsi di apprendimento che riproducano il più fedelmente possibile i processi produttivi reali del giornalismo.
A tal fine le strutture di formazione devono editare organi di informazione (giornali, periodici, agenzie, testate radiotelevisive e on-line) regolarmente registrati e diffusi all'esterno e provvedere alla effettuazione di stages periodici presso aziende editoriali.
Il direttore dei laboratori e delle testate deve essere un giornalista iscritto all'albo da almeno 10 anni.
ART. 19
Nel biennio gli stages esterni dovranno avere durata complessiva non inferiore a sei mesi.
Gli stages (collettivi o individuali presso redazioni di quotidiani, periodici, stazioni radiofoniche e televisive, agenzie di stampa o multimediali) potranno articolarsi in più periodi e dovranno prevedere obbligatoriamente la figura del tutor all'interno della redazione ospitante.
Il tutor rilascerà alla struttura di provenienza una valutazione sull'attività svolta dall'allievo e sulla sua capacità professionale.
La formazione pratica presso le testate della struttura o presso le aziende editoriali non determina alcun rapporto di lavoro subordinato o autonomo.
Le strutture di formazione dovranno garantire adeguata copertura assicurativa contro gli infortuni eventualmente occorsi durante la formazione pratica presso le testate della struttura o presso le aziende editoriali esterne.
VI. Condizioni tecnico-organizzative per la pratica giornalistica
ART. 20
Le strutture formative dovranno avere la disponibilità di attrezzature e tecnologie che garantiscano lo svolgimento di attività cronistica e redazionale nelle condizioni proprie di una testata giornalistica.
In particolare ogni struttura dovrà essere dotata almeno di:
a) sala di redazione (o più sale) attrezzata con stazioni di lavoro individuali e la disponibilità collettiva di server, stampanti, scanner, stazioni grafiche, stazioni multimediali;
b) eventuale collegamento con agenzie d'informazione per la disponibilità di notiziari locali, nazionali e internazionali;
c) emeroteca televisori, radio e connessioni Internet a disposizione degli allievi;
d) archivi (e/o banche dati) per la documentazione giornalistica.
ART. 21
Le selezioni per l'accesso ai corsi avvengono per titoli ed esami. Per quanto concerne i primi, devono essere considerati preferenziali i seguenti titoli:
- diploma di laurea con relativo punteggio;
- frequenza di corsi di specializzazione o di perfezionamento utili all'esercizio del giornalismo, anche all'estero (esempio corsi di informatica)
- collaborazioni giornalistiche svolte anche negli uffici stampa
- conoscenza di una lingua straniera
Alle lauree, anche in relazione al voto finale, verrà attribuito un valore da 20 a 30/30, mentre per i corsi utili all'esercizio del giornalismo, per le collaborazioni giornalistiche e la conoscenza di una lingua straniera (con preferenza per l'inglese) verranno assegnati tre punteggi singolarmente non superiori a 10/30. Fanno eccezione i corsi pluriennali di giornalismo frequentati con profitto presso Università straniere, valutabili fino a 30/30.
Gli esami di ammissione, volti ad accertare in particolare l'attitudine all'attività giornalistica, dovranno articolarsi in prove scritte e orali.
Le prove scritte consistono:
1) nello svolgimento di un argomento di interesse attuale scelto dal candidato tra quelli indicati dalla Commissione esaminatrice;
2) nella sintesi di un articolo o testo di agenzia in un massimo di 15 righe.
La prova orale consiste nell'accertamento della conoscenza di una o più lingue estere e in un colloquio individuale su argomenti e problematiche di attualità.
La valutazione delle prove scritte e orale è espressa con un punteggio in sessantesimi.
ART. 22
Le selezioni per l'accesso ai corsi dovranno essere effettuate da un'apposita Commissione d'esami costituita da docenti universitari, esperti e giornalisti iscritti da almeno 5 anni all'albo tra i quali il presidente dell'Ordine regionale territorialmente competente o un suo delegato e un rappresentante del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti.
La Commissione è nominata d'intesa con il Consiglio regionale dell'Ordine dei Giornalisti territorialemte competente.
VII. Procedure per il riconoscimento
ART. 23
Ai fini del riconoscimento del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti le strutture formative dovranno presentare una domanda corredata da:
a) statuto e regolamento;
b) preventivo delle spese e previsione di copertura, specificando natura, durata non inferiore al biennio e composizione delle fonti di finanziamento;
c) documentato parere del Consiglio regionale o interregionale dell'Ordine dei giornalisti territorialmente competente, che dovrà essere espresso entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta; trascorso tale termine, la mancata notificazione del parere s'intende come assenso;
d) progetto didattico e piano degli studi che le strutture formative intendono perseguire;
e) convenzioni con Università (nel caso degli Istituti per la Formazione al Giornalismo), oppure con Istituti di formazione al giornalismo promossi dagli organismi professionali dei giornalisti (nel caso di Università), che assicurino la reciproca collaborazione per la formazione culturale e per quella tecnico-pratica;
f) composizione del corpo docenti;
g) ampia descrizione delle attrezzature e delle strutture didattico-organizzative;
h) indicazione delle testate edite dalla struttura di formazione.
VIII Norma finale
ART. 24
Il presente "Quadro di indirizzi" sostituisce a tutti gli effetti i quadri del 1988 e del 1998 e relativi regolamenti.
Pertanto alle condizioni previste dal nuovo quadro dovranno adeguarsi anche le strutture di formazione già riconosciute e convenzionate.
(1) Nota - Poiché l'ordinamento professionale dei giornalisti non è stato ricompreso nel Regolamento previsto dalla legge 14 gennaio 1999 n.4, art.1, comma 18, come modificata dall'art.6, comma 4 della Legge 19 ottobre 1999 n.370, il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti non riconosce i corsi di laurea specialistica in giornalismo quali strutture formative abilitanti al praticantato e, quindi, all'accesso alla professione giornalistica
da www.odg.it
3) Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Delibera ricognitiva relativa ai poteri del Consiglio nazionale e dei Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti in tema di riconoscimento dei corsi (universitari e non) in giornalismo, numero degli allievi dei corsi, nomina delle commissioni di selezione e vigilanza sul rispetto dei quadri di indirizzo alla luce della legislazione comunitaria e nazionale.
Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, riunito il 7 aprile 2003 nella propria sede di via Appiani 2-Milano, ha esaminato in sede ricognitiva - e alla luce della legislazione comunitaria e nazionale - i poteri del Consiglio nazionale e dei Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti in tema di riconoscimento dei corsi (universitari e non) in giornalismo, numero degli allievi dei corsi, nomina delle commissioni di selezione e vigilanza sul rispetto dei quadri di indirizzo
Premessa
Qualora il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti dovesse porre paletti e vincoli alle scelte delle Università e delle Scuole di giornalismo, subordinando il numero dei corsi e il numero degli allievi dei singoli corsi a sue decisioni (illegittime sotto il profilo normativo come emerge dall’articolo 20 della legge n. 69/1963), lo stesso Consiglio nazionale si verrebbe a trovare in palese e grave conflitto con la legislazione comunitaria e le delibere dell’Antitrust italiano. I paletti e i vincoli potrebbero essere equiparati a restrizioni della libera concorrenza e del libero mercato. Il Cnog in sostanza non può predeterminare il numero dei corsi e il numero degli allievi dei corsi, mentre non può non favorire l'accesso di tutti i soggetti in possesso dei prescritti requisiti alla libera professione. I trattati della Ue vogliono che l’accesso alle professioni rispetti le regole della libera concorrenza e del libero mercato.
Le pretese del Cnog sembrerebbero non trovare nell’ordinamento giuridico attuale alcun supporto. I regolamenti sganciati dalle leggi sono privi di validità sul piano concreto della operatività. Oggi la concorrenza riguarda anche le singole Università, che ricorrono sempre più spesso alla pubblicità per attrarre iscritti. Non si vede come un Ordine professionale possa entrare nella partita-competizione tra Atenei e concedere “licenze” a una Università e negare la stessa licenza (di corsi in giornalismo con il praticantato incorporato) a un’altra Università. Il metro, che deve guidare gli Ordini (nazionale e regionale), sono gli affidamenti circa il rispetto sostanziale del quadro di indirizzi. Si può, però, consigliare alle Università di avviare corsi di giornalismo, ricorrendo al numero programmato dei posti messi in palio. Cnog e Ordini regionali devono preoccuparsi, credo, della compatibilità economica delle singole iniziative.
Il Consiglio nazionale, quindi, non può andare al di là della elaborazione della organizzazione dei programmi e degli esami (articolo 20-bis, punto b, del Dpr n. 115/1965), mentre può dare vita a una Scuola nazionale di giornalismo (articolo 20-bis, punto a, del Dpr n. 115/1965), possibilità, quest’ultima, alla quale ha rinunciato e che oggi appare obsoleta (il Dlgs n. 300/1999 e l’articolo 1, comma 18, della legge 4/1999 hanno assegnato alle Università la missione di formare i professionisti).
La facoltà di stipulare convenzioni con le Università e con altri enti pubblici, che governano la formazione professionale (Regioni e Province), spetta, invece, soltanto agli Ordini regionali sul presupposto che gli stessi Ordini regionali hanno il potere esclusivo d’iscrizione dei praticanti giornalisti nel Registro, mentre le delibere di iscrizione possono essere impugnate dalle Procure generali della Repubblica di fronte al Consiglio nazionale (giudice di II grado).
Ai Consigli regionali, come giudici (di I grado) delle iscrizioni negli elenchi dell’Albo e nel Registro, va riconosciuto conseguentemente il potere di nominare le commissioni di selezione di concerto con le Università e le Scuole di giornalismo e quello di vigilare sul rispetto dei quadri d’indirizzo da parte di Scuole e Università. I Consigli regionali, attraverso la nomina delle Commissioni di selezione, devono garantire i valori costituzionali dell’imparzialità e della trasparenza (articolo 97 della Costituzione in relazione alle legge n. 241/1990). Non ci possono e non ci devono essere Commissioni di selezione “domestiche”. Il presupposto di tale “dottrina” trova fondamento in una circostanza precisa e insuperabile: il titolo di giornalista professionista viene conferito dall’Ordine regionale, quando i praticanti giornalisti comunicano di aver superato l’esame di Stato e chiedono (con domanda) l’iscrizione nell’elenco professionisti dell’Albo.
Il rapporto tra Ordine nazionale e Ordine regionale (entrambi persone giuridiche di diritto pubblico, differenziati dalle funzioni) va rinegoziato sulla base della normativa in vigore (articolo 20-bis, punto b, del Dpr n. 115/1965), rispettando il ruolo dell’Ordine regionale chiamato dalla legge a una opera di vigilanza sugli iscritti e configurato, come detto, dalla legge stessa come giudice delle iscrizioni negli elenchi dell’Albo e del Registro dei praticanti giornalisti. Dice l’articolo 20-bis, punto b. del Dpr n-. 115/1965: “Il Consiglio nazionale, in relazione alla attività di cui alla lettera b) dell’art. 20 della legge ….collabora, direttamente o di concerto con i Consigli regionali o interregionali, con università, facoltà o scuole nazionali universitarie e non universitarie di giornalismo ai fini della organizzazione dei programmi e degli esami per la migliore formazione e specializzazione professionale dei giornalisti”. Bisogna prendere atto, come riferito, che il Dlgs n. 300/1999 e la legge 4/1999 (articolo 1, comma 18) hanno assegnato alle Università la missione di formare i professionisti (e tra questi, anche i giornalisti, con specifica laurea specialistica biennale). Anche tale norma nulla dice sul numero dei corsi in giornalismo e sul numero degli allievi dei singoli corsi. Questo potere, quindi, appartiene alle Università e alle Scuole di giornalismo, che perseguono finalità pubbliche. Sottolineo che le Scuole normalmente sono finanziate dal Fondo sociale europeo (Fse) attraverso le Regioni e operano nel quadro della legislazione regionale (legge lombarda n. 95/1980 per quanto riguarda l’Ifg).
Il Consiglio nazionale ha un potere di nomina delle Commissione per l’esame di Stato, ma la Commissione è autonoma, quando valuta sul piano formale i titoli dei candidati all’esame di Stato, dovendo prendere atto della certificazione rilasciata dagli Ordini regionali di concluso tirocinio, certificazione che può essere disattesa unicamente con contestuale denuncia per falso.
Tutto ciò premesso, si osserva che il modello del nuovo patto tra Cnog e Ordini regionali è l’articolo 117 della Costituzione, che assegna allo Stato e alle Regioni potere concorrente su talune materie (professioni comprese). Lo Stato scrive le leggi generali (o leggi-quadro) e le Regioni legiferano nell’ambito delle leggi generali o leggi-quadro. Una sentenza della Corte costituzionale (la n. 271 del 22 luglio 1996) afferma che “nella materia di competenza concorrente, i principi fondamentali risultanti dalla legislazione statale esistente, assolvono alla funzione loro propria, che è quella di unificare il sistema delle autonomie ai livelli più alti, solo quando hanno il carattere di stabilità e univocità”.
Ne consegue che unaccordo Cnog-Ordini regionali è possibile ed auspicabile sulla base delle leggi nazionali e comunitarie vigenti alle seguenti condizioni:
a. il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti deve limitare la sua attività alla stesura dei quadri di indirizzo delle Scuole di giornalismo, dei corsi e master universitari in giornalismo al fine del riconoscimento delle Scuole, dei corsi e dei master stessi come tirocinio valido per il praticantato sostitutivo di quello che si svolge nelle testate del mondo multimediale;
b. i Consigli regionali dell’Ordine hanno il potere di stabilire il numero delle Scuole, dei corsi e dei master nonché il numero dei laureati ammessi (con numero programmato) a frequentare i corsi, i master e le Scuole di Giornalismo; e il potere di nominare le Commissioni di selezione di concerto con le Università e le Scuole.
c. i Consigli regionali dell’Ordine esercitano la vigilanza sulle Scuole di giornalismo, sui corsi e master universitari in giornalismo al fine di verificare anche il rispetto dei quadri di indirizzo fissati dal Consiglio nazionale dell’Ordine.
d. la facoltà di stipulare convenzioni con le Università e con altri enti pubblici, che governano la formazione professionale (Regioni e Province), spetta soltanto agli Ordini regionali sul presupposto che gli stessi Ordini regionali hanno il potere esclusivo d’iscrizione dei praticanti giornalisti nel Registro.
Il presidente-estensore: prof. Francesco Abruzzo
4. Bando per il XVI biennio (2007-2009) dell’«Istituto ‘Carlo De Martino’ per la Formazione al Giornalismo» (Ifg). La Scuola in 30 anni di vita ha creato 636 giornalisti professionisti (tra questi: 34 direttori di testate, 6 vice-direttori, 87 capiredattori e vice-capiredattori, 42 inviati o corrispondenti dall’estero, 208 redattori ordinari).
Giornalisti si diventa a Milano, capitale dell’editoria
L’Ifg, scuola di eccellenza europea, cerca 40 giovani laureati, determinati, con un ottimo curriculum di studi e che sappiano cogliere le nuove opportunità della professione giornalistica.
Le iscrizioni dal 1° marzo al 30 giugno 2007 aperte anche ai cittadini comunitari. La tassa annuale di frequenza è di 4mila euro.
Milano, 18 febbraio 2007. Sono aperte dal 1° marzo fino al 30 giugno 2007 le iscrizioni al concorso di ammissione al XVI biennio (2007-2009) dell’Istituto "Carlo De Martino" per la Formazione al Giornalismo (Ifg). Il corso, sostitutivo del praticantato tradizionale, è promosso dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia in collaborazione con la Regione Lombardia. L’Ifg è il centro di formazione professionale gestito dall’Associazione "Walter Tobagi" per la formazione al giornalismo. Al termine dei due anni di corso, e superato l’esame di Stato, gli allievi-praticanti verranno iscritti all’elenco professionisti dell’Albo dei giornalisti.
Questi i titoli richiesti per l’ammissione al concorso che è nazionale:
- i candidati devono essere nati a partire dal 1° gennaio 1977.
- laurea (almeno triennale) di qualsiasi disciplina.
Il concorso è aperto anche ai cittadini dei Paesi dell’Unione europea.
I posti a disposizione sono 40. La tassa annuale di frequenza è di 4mila euro.
Il concorso di ammissione avrà luogo nell’autunno 2007 e prevede tre prove scritte e una orale. Il bando può essere richiesto per posta (dietro rimborso delle spese) o direttamente alla segreteria dell’Ifg: via Fabio Filzi, 17 - 20124 Milano - tel. 02.6749871 - fax: 02.67075551 (orario 9-12.30 / 14-17, escluso sabato e festivi). Il questionario per iscriversi alla selezione può essere stampato (con il bando) direttamente dal sito www.odg.mi.it oppure www.ifgonline.it.
La Scuola in 30 anni di vita ha creato 636 giornalisti professionisti (tra questi: 34 direttori di testate, 6 vice-direttori, 87 capiredattori e vice-capiredattori, 42 inviati o corrispondenti dall’estero, 208 redattori ordinari).
La Regione Lombardia ha assicurato un finanziamento annuo di 280mila euro.
L’accordo siglato il 16 febbraio.
Milano, 18 febbraio 2007. La crisi, determinata dal taglio dei contributi del Fondo sociale europeo (Fse), è alle spalle. La Regione Lombardia, nella persona dell’assessore alla Formazione Gianni Rossoni d’intesa con il presidente Roberto Formigoni, ha garantito all’Ifg “Carlo De Martino” un finanziamento annuo di 280mila euro tramite un “accordo” firmato il 16 febbraio tra la Regione stessa e l’Associazione “Walter Tobagi” per la Formazione al Giornalismo (ente senza fini di lucro, che gestisce l'Istituto). L’intesa vale fino al 2010. I 40 allievi del XVI biennio dell’Ifg pagheranno una retta di 4mila euro all’anno (nettamente inferiore rispetto a quella delle altre scuole o degli altri master). Il gettito delle rette è di 160mila euro all’anno. Con l’introito di 440mila euro annui, la vita della Scuola è garantita a prescindere dai contributi aggiuntivi, che potranno essere versati da altri enti e che saranno finalizzati al rinnovamento tecnologico dell’Istituto. Questo accordo premia gli sforzi del presidente e del vicepresidente dell’Ordine, Franco Abruzzo e Damiano Nigro, nonché del presidente dell’Afg “Tobagi”, Giuseppe Barranco di Valdivieso, e del direttore dell’Ifg, Massimo Dini. Un grazie particolare va al direttore generale della Formazione, dott. Roberto Albonetti. Anche l’opposizione si è occupata dell’Ifg con una interrogazione alla quale ha risposto l’assessore Rossoni nei giorni scorsi, dando notizia delle intese raggiunte nel frattempo.
Regione Lombardia – Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Associazione “Walter Tobagi” per la formazione al giornalismo
Bando per il XVI Biennio (2007-2009) dell’«Istituto ‘Carlo De Martino’ per la formazione al giornalismo». La Scuola in 30 anni di vita ha creato 636 giornalisti professionisti (tra questi: 34 direttori di testate, 6 vice-direttori, 87 capiredattori e vice-capiredattori, 42 inviati o corrispondenti dall’estero, 208 redattori ordinari).
Giornalisti si diventa a Milano, capitale dell’editoria
L’Ifg, scuola di eccellenza europea, cerca 40 giovani laureati, determinati, con un ottimo curriculum di studi e che sappiano cogliere le nuove opportunità della professione giornalistica.
BANDO DI CONCORSO
E' bandito il concorso di ammissione al XVI Biennio di formazione al giornalismo con l’attribuzione della qualifica di “praticante giornalista” ai sensi di legge, secondo le norme qui di seguito esposte.
Sono ammessi al concorso i cittadini italiani, dell'Unione europea e dei Paesi a essa associati (in questi ultimi due casi con perfetta conoscenza della lingua italiana) in possesso almeno di diploma di laurea triennale (direttiva 89/48/Cee) e nati dal 1° gennaio 1977. I diplomi di laurea devono essere riconosciuti dalla Repubblica italiana.
Il numero di candidati ammessi al XVI Biennio è fissato in 40.
Le domande d’iscrizione, corredate di copia del titolo di studio e della ricevuta di versamento della tassa d’iscrizione, debbono pervenire all'Ifg a partire dal 1° marzo e non oltre il 30 giugno 2007.
NOTIZIE PRELIMINARI
1. Norme sulla professione giornalistica
La legge istitutiva dell'Ordine dei giornalisti prescrive, per diventare giornalisti professionisti, una prova di idoneità professionale equivalente all’esame di Stato (di cui all’articolo 33, V comma, della Costituzione). Per accedere a tale esame la procedura consiste nell'essere assunti da un'azienda editoriale (o frequentare una scuola di giornalismo o un master biennale universitario in giornalismo riconosciuti dall’Ordine nazionale) e svolgere diciotto mesi di praticantato.
L'esame di idoneità professionale è organizzato dal Consiglio nazionale dell'Ordine ed è affidato ad una Commissione formata da due magistrati e cinque giornalisti. Si svolge a Roma in due sessioni annuali (primavera e autunno) e comprende prove scritte e una prova orale.
Superato l'esame, il praticante, a sua domanda, viene iscritto nell’elenco professionisti dell’Albo.
2. L'Afg - Associazione "Walter Tobagi" per la formazione al giornalismo
L'Associazione "Walter Tobagi" per la formazione al giornalismo (Afg) gestisce l'Istituto "Carlo De Martino" per la formazione al giornalismo (Ifg) il cui corso biennale di studi è parificato allo svolgimento del praticantato tradizionale.
L'Afg è un'istituzione riconosciuta dalla Regione Lombardia (con delibera della Giunta Regionale n. 11854 del 4/10/1977 a norma della legge regionale del 16/6/1975 sulla formazione professionale). E’ inoltre accreditata presso la Regione Lombardia per la formazione professionale e certificata secondo la norma ISO 9001:2000.
Il corso dell’Ifg, di livello universitario, è stato promosso dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia con delibera del 27/11/1974.
L'Afg è un ente privato senza scopo di lucro, che trae la maggior parte dei mezzi di finanziamento da un contributo annuale della Regione Lombardia (ai sensi della legge regionale n. 95/80) nell'ambito della formazione professionale.
L’Afg è sostenuto economicamente anche dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
Gli allievi partecipano, nel corso del biennio , a concorsi per borse di studio interne ed esterne.
3. L'Ifg - Istituto "Carlo De Martino" per la formazione al giornalismo
Obiettivo dell'Ifg è la preparazione di giornalisti polivalenti della carta stampata, delle agenzie di stampa, della televisione, della radio, dell’informazione on line e degli uffici stampa, non disgiunta dal progressivo avviamento alle specializzazioni classiche della professione.
Gli allievi, in quanto redattori nelle testate-laboratorio edite dall'Ifg, sono iscritti nel Registro dei praticanti per cui, ottenuto l’attestato di compiuto praticantato al termine del biennio, possono sostenere l'esame di Stato per l’accesso alla professione di giornalista (salvo le eventuali inadempienze previste dal Regolamento interno dell'Ifg sulla base delle regole stabilite dalla legge regionale n. 95/1980 e accertate dalla direzione dell’Istituto).
Il rapporto dell'allievo con l'Ifg cessa al termine del biennio.
I programmi di studio e le esercitazioni pratiche sono elaborati dal direttore, giornalista professionista d’intesa con la Commissione didattica e sono approvati dal Consiglio di Presidenza dell'Afg, nel rispetto del "Quadro di indirizzi per il riconoscimento delle strutture di formazione al giornalismo” emanato il 17 aprile 2002 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Il corpo docente è formato da giornalisti professionisti con almeno 10 anni di iscrizione all’Albo, da docenti universitari ed esperti della comunicazione e delle altre discipline inserite nel programma.
4. L'Ifg. Il corso di studi
DISCIPLINE TEORICHE ED ESERCITAZIONI
Il XVI Biennio di formazione al giornalismo dell'Ifg avrà inizio nel mese di novembre 2007 e terminerà nell’ottobre 2009 con l'ammissione alla sessione autunnale dell'esame di Stato.
I posti a disposizione sono 40.
La frequenza degli allievi è obbligatoria e a tempo pieno. Ogni assenza va giustificata per iscritto. Un numero di assenze superiore al 15% comporta l’esclusione dal corso.
Il calendario delle lezioni viene stabilito dalla Direzione in base al programma didattico.
Il programma di studi mira ad armonizzare la specifica formazione professionale dell'allievo con il completamento della sua preparazione culturale attraverso cicli di lezioni, corsi e seminari a livello universitario.
Aspetti qualificanti del programma sono le sistematiche esercitazioni pratiche con l'uso di aggiornate attrezzature dell'editoria informatica, di uno studio di registrazione radiofonico e di postazioni di registrazione televisive.
L'Ifg dispone di un sistema integrato in grado di garantire la gestione dell'intero ciclo produttivo di qualsiasi pubblicazione quotidiana, periodica e monografica.
Ogni allievo usufruisce di una postazione informatica basata su computer con collegamenti internet in fibra ottica e risorse condivise per l’archiviazione e la stampa. Può inoltre utilizzare postazioni dedicate per il montaggio video e il montaggio radio.
Alle esercitazioni pratiche si aggiungono lezioni e seminari su materie ritenute particolarmente utili ai fini della professione.
Il XVI Biennio porrà attenzione anche alle tecniche e alla gestione degli uffici stampa, settore che si prospetta come promettente fonte di occupazione.
Al termine del biennio, gli allievi potranno partecipare, gratuitamente, al corso di preparazione all'esame di Stato organizzato dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia.
Nel corso del biennio, in osservanza anche delle indicazioni del Consiglio nazionale dell’Ordine e delle norme che presiedono al funzionamento dell'Istituto, sono impartite lezioni teoriche di base o di approfondimento, nelle seguenti aree disciplinari:
- Giornalistica (istituzioni professionali, deontologia-privacy,analisi critica e comparata dei media, tecniche professionali, modelli redazionali, sistemi editoriali, tecniche di gestione degli uffici stampa; infografica e photo-editor).
- Grafica, informatica e innovazione (architettura dell’informazione; design dell’informazione; produzione, selezione e trattamento delle immagini; comunicazione visiva; strumenti e tecnologie dell’informazione visiva; storia dell’informazione visiva; tecniche avanzate di informatica applicata al giornalismo; teorie e tecniche del fotogiornalismo e del videogiornalismo; comunicazione multimediale; tecnologie dell’immagine digitale).
- Linguistica (Tecniche dei linguaggi del giornale quotidiano e del periodico, delle agenzie di stampa, del web e degli uffici stampa. Tecniche del linguaggio televisivo, radiofonico e fotografico; semiotica del testo scritto e visivo).
- Lingue straniere (conoscenza funzionale di inglese e spagnolo).
- Storica (Storia del giornalismo e delle comunicazioni di massa. Elementi di Storia moderna e contemporanea).
- Geografia politica ed economica, globalizzazione e relazioni internazionali.
- Giuridica (elementi di diritto costituzionale, di diritto comunitario, di diritto del giornalismo e dell’editoria, di diritto penale e di procedura penale, di diritto amministrativo con riguardo anche al ruolo delle autorità indipendenti, di diritto privato).
- Sociologica – psicologica (elementi di scienza dell’opinione pubblica e dei sondaggi; di sociologia della comunicazione; di psicologia della comunicazione).
- Economica – finanziaria (elementi di economia politica, storia economica, marketing, economia dei media e delle imprese editoriali, diritto pubblico dell’economia, mercato del risparmio e degli investimenti familiari con riguardo particolare al mercato borsistico, dei fondi di investimento e della gestione del risparmio).
- Sindacale (con attenzione particolare al contratto e al sistema previdenziale/previdenziale complementare/assistenziale integrativo sanitario dei giornalisti).
Gli allievi dovranno affrontare un esame al termine di ogni singola materia in base a un calendario stabilito dalla Direzione. I singoli esami verranno annotati nel libretto personale dello studente.
Gli esami potranno essere ripetuti, in caso di bocciatura, a distanza di un mese.
La preparazione degli allievi/praticanti verrà valutata, ogni mese, dai rispettivi tutor.
Al termine del primo e del secondo anno agli allievi verrà rilasciato un certificato di frequenza con l’attestato del superamento delle materie del programma.
Al termine del biennio i praticanti affronteranno un esame finale, scritto e orale. Della Commissione giudicatrice (nominata dal Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia d’intesa con la direzione dell’Istituto) farà parte anche un rappresentante della Regione Lombardia. La direzione della scuola, tenendo conto dei risultati dell’esame finale, rilascerà un certificato di frequenza e profitto. La prova, propedeutica all’esame di Stato, condiziona il rilascio, da parte del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, del certificato di fine praticantato.
PRATICA GIORNALISTICA
Momento fondamentale delle esercitazioni pratiche professionali è il lavoro di redazione per le testate-laboratorio.
Le testate laboratorio dell'Ifg
Ifg Tabloid - inserto del mensile "Ordine Tabloid", organo del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia
Milano Ore 13 - quotidiano d'informazione del pomeriggio a diffusione locale
Ifg Notizie - agenzia quotidiana del pomeriggio di servizi giornalistici, inchieste e attualità, diffusa fra 45 testate nazionali e locali.
Speciale Video – servizi televisivi realizzati in proprio e trasmessi da canali regionali.
Speciale Fm - testata radiofonica di notiziari, inchieste e servizi, forniti a emittenti private.
Ifg on line – quotidiano telematico che comprende anche la versione on line di tutte le altre testate.
E' prevista la realizzazione di inchieste televisive con strutture dell'Ifg e con la collaborazione di esperti del settore e di emittenti nazionali e regionali.
GLI STAGES
Strumento formativo importante è anche la pratica guidata (stage). Nel biennio gli stages esterni (regolati dalla legge n. 196/1997) dovranno avere “durata complessiva non inferiore a sei mesi”, come stabilito dal Quadro di indirizzi dell’Ordine Nazionale dei giornalisti.
L’allievo svolge periodi di tirocinio concordati dalla Direzione con le testate giornalistiche.
MODALITA' DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO
PER L'AMMISSIONE AL XVI BIENNIO (2007-2009)
1. Requisiti per l’iscrizione al concorso
Le iscrizioni al concorso di ammissione al XVI Biennio sono aperte dal 1 marzo al 30 giugno 2007.
I candidati che intendono iscriversi al concorso devono essere nati a partire dal 1° gennaio 1977.
I candidati devono essere cittadini italiani, o di uno stato membro dell'Unione Europea o dei Paesi a essa associati (in questi ultimi due casi è obbligatoria la perfetta conoscenza della lingua italiana, che sarà accertata dall'Ifg nel corso delle prove di ammissione).
Può presentare domanda di ammissione chi, al 30 giugno 2007, è in possesso almeno di diploma di laurea triennale.
Saranno accettate sub condicione anche le domande dei candidati che prevedono il superamento dell’esame di laurea entro il 31 luglio 2007. In questo caso, il certificato rilasciato dall’Università che accerta il conseguimento del diploma di laurea, dovrà essere inviato alla segreteria tassativamente entro il 18 agosto 2007. Per la data di spedizione fa fede il timbro postale.
Le lauree conseguite all’estero saranno riconosciute valide solo se risulteranno conformi alle norme italiane.
2. Modalità di iscrizione al concorso
Per partecipare al concorso è necessario ritirare il Bando e il Modulo di iscrizione (o richiederne l'invio per posta allegando 6 euro in francobolli). In alternativa il Bando e il Modulo di iscrizione sono disponibili nei siti www.ifgonline.it oppure www.odg.mi.it.
Dopo aver preso visione del Bando di concorso e compilato il Modulo di iscrizione in tutte le sue parti:
- spedire il modulo, esclusivamente per via postale, entro il 30 giugno 2007 (fa fede il timbro postale), allegando:
a) fotocopia del titolo di studio (non saranno accettati titoli di studio prodotti in originale);
b) ricevuta di versamento sul c/c postale n° 10519205, intestato a: Associazione Formazione Giornalismo - via Fabio Filzi, 17 - 20124 Milano di 150 (centocinquanta) euro per spese postali e di segreteria, non rimborsabili;
c) eventuali attestati di frequenza ad altri corsi (con preferenza per lingue straniere e informatica);
d) per i pubblicisti, fotocopia della tessera di iscrizione all'Ordine.
L'ammissione sarà deliberata da un'apposita Commissione di selezione presieduta da un giornalista professionista e nominata dal Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.
N.B. - Non sarà ritenuta valida la produzione di documenti successiva al 30 giugno 2007 salvo quanto previsto per i laureandi di luglio 2007 (vedi sopra). Tutti i documenti presentati diventano di proprietà dell'Ifg e non saranno restituiti.
Il mancato invio del documento o dell'attestazione comprovante il diploma di laurea o il mancato versamento della tassa d'iscrizione, escluderanno i candidati dalla partecipazione al concorso di ammissione.
3. L’ammissione alle prove di selezione
La Commissione di Selezione, il cui giudizio è insindacabile, effettua la verifica dei titoli e dei requisiti soggettivi, quali risultano dal Modulo d’iscrizione e dai documenti presentati e convoca per iscritto i candidati ammessi. Valgono, comunque, per quanto applicabili, le regole fissate dagli articoli dal 47 al 54 del Dpr n. 115 del 1965 (e successive modificazioni) per l’esame di giornalista professionista, nonché dagli articoli dall’11 al 15 del Dpr 487/1994 sui concorsi pubblici.
- Le prove scritte di selezione
Il candidato ammesso alle prove scritte, che si svolgeranno entro la prima quindicina di settembre 2007, sarà convocato a Milano per sostenere gli esami, nel giorno e nella sede indicati nella lettera di convocazione.
Il candidato potrà affrontare la prova scrivendo con una macchina per scrivere meccanica o a mano (con grafia leggibile, meglio se in stampatello).
Dovrà inoltre esibile la lettera di convocazione e presentare la ricevuta di versamento sul c/c postale n 10519205 intestato a: Associazione Formazione Giornalismo – via Fabio Filzi 17 – 20124 Milano di ulteriori 200 (duecento) euro per spese d'esame, non rimborsabili anche se il candidato non dovesse concludere la prova scritta.
Le prove scritte si svolgeranno in un’unica giornata e consistono in:
a) un tema-articolo su argomenti d'attualità (politica interna ed estera, cultura, costume, economia, cronaca, spettacoli, sport), scelto tra quelli proposti dalla Commissione. Tale articolo non deve superare le 60 righe (da 60 battute ciascuna);
b) un test di domande su argomenti di attualità;
c) la sintesi di un articolo o di un servizio giornalistico (contenuta in un massimo di 20 righe, da 60 battute ciascuna).
Gli elaborati dovranno essere rigorosamente anonimi. Le generalità del candidato andranno in busta piccola inserita nella busta grande con gli elaborati. Ogni segno che permetta l'identificazione del candidato ne comporterà l'esclusione.
Per quanto non espressamente indicato valgono le norme sancite dal Dpr n. 115/1965 e dal Dpr n. 487/1994.
La Commissione di selezione attribuisce ad ogni prova scritta un punteggio. La somma delle tre prove determina il punteggio complessivo.
Solo a questo punto verranno aperte le buste contenenti i nomi dei candidati per poter stabilire la graduatoria.
I primi 90 candidati della graduatoria saranno convocati per sostenere la prova orale (che è pubblica) nella sede dell’Ifg (via Fabio Filzi, 17 – Milano).
Le prove scritte e orali sono soggette alle norme previste dalla legge 241/1990 sulla trasparenza.
- Le prove orali di selezione
L'esame orale consiste in un colloquio tendente ad accertare le attitudini complessive alla professione giornalistica, il grado di cultura generale del candidato e la sua attenzione per i problemi dell'attualità politica, economica, sociale e culturale nelle loro dimensioni storiche, nonché il grado di conoscenza dell’ inglese.
In base al risultato delle prove scritte e dell'orale, la Commissione compilerà una graduatoria degli idonei, che verrà resa pubblica. Alla formazione della graduatoria delle prove scritte concorrerà anche il punteggio complessivo acquisito dal candidato secondo le valutazioni della tabella che segue:
Seconda laurea 4 punti
Pubblicisti 2 punti
GLI AMMESSI AL XVI BIENNIO
I primi 40 candidati in graduatoria saranno ammessi a frequentare il XVI Biennio dell'Ifg.
ADEMPIMENTI PRELIMINARI DEGLI AMMESSI AL XVI BIENNIO
1. Periodo di prova
E' previsto un periodo di prova della durata di 3 mesi, al termine del quale il Consiglio di Presidenza dell'Afg, su proposta della Direzione dell'Istituto, può escludere il candidato ritenuto inidoneo o che abbia violato lo spirito e la lettera del Regolamento interno dell'Ifg, e della legge regionale n. 95/80. In queste ipotesi e nel caso di dimissioni volontarie, subentreranno i primi esclusi della graduatoria.
2. Tassa di iscrizione
La tassa di iscrizione per il corso biennale è di 8000 (ottomila) euro, così articolati:
- entro il 30 novembre 2007 l’allievo dovrà presentare, per l’iscrizione al I anno, la ricevuta di versamento di 4.000 (quattromila) euro sul c/c postale n° 10519205, intestato a: Associazione Formazione Giornalismo - via Fabio Filzi, 17 - 20124 Milano.
- entro il 31 ottobre 2008 l’allievo dovrà presentare, per l’iscrizione al II anno, la ricevuta di versamento di 4.000 (quattromila) euro sul c/c postale n° 10519205, intestato a: Associazione Formazione Giornalismo - via Fabio Filzi, 17 - 20124 Milano.
Questo bando, il modulo di iscrizione e altre informazioni sono disponibili sui siti:
Milano, 12-13 febbraio 2007
Scuole e Master in giornalismo riconosciuti dall'Ordine

