Il mobbing nelle redazioni arma per allontanare i giornalisti ritenuti scomodi

relazione del Consigliere segretario Sergio D'Asnasch.
Il mobbing nelle redazioni arma per allontanare i giornalisti ritenuti scomodi

Anche quest'anno, come è avvenuto costantemente anche nei precedenti, registriamo un aumento complessivo degli iscritti all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia: i giornalisti nella nostra Regione sono infatti 21.758 rispetto ai 20.932 dello scorso anno. I professionisti sono 6.601, di cui il 42,02% donne (contro il 41,35% dello scorso anno), ed i pubblicisti 11.105, con una componente femminile pari al 37,99%. Abbiano inoltre 675 praticanti, 3.311 iscritti all'elenco speciale, 59 all'elenco stranieri e 10 all'elenco temporaneo.
Significativo il continuo aumento delle donne tra i professionisti. E' un fenomeno che si sta verificando ormai da tempo in Lombardia e le previsioni sono di un ulteriore incremento nei prossimi anni: lo indica il fatto stesso che tra i 675 praticanti iscritti nel nostro Ordine le donne sono addirittura il 50,22. Del resto l'occupazione femminile in campo giornalistico è in Lombardia la più alta non solo in Italia, ma anche in Europa.
Il numero dei praticanti iscritti è pressoché invariato: 675 contro 664 dello scorso anno. Si è però ben lontani dai numeri del passato. Gli editori sono sempre più restii ad assumere giovani con regolare contratto di praticantato, ricorrendo invece a forme meno impegnative. Il nostro Ordine cerca di contrastare questa tendenza, riconoscendo il praticantato di ufficio a coloro che dimostrano di averlo comunque fatto con un costante impegno in una o più testate. Siamo stati i primi in Italia a dare il dovuto spazio al praticantato di ufficio (anche free lance) e continuiamo su questa strada. Tuttavia, anche quando diventano professionisti con il praticantato di ufficio, i giovani continuano a rimanere tra i precari. Per avere l'agognato articolo 1 del contratto occorre per lo più rivolgersi alla magistratura del lavoro. Coloro che lo fanno, vincono molto spesso le cause e per l'Ordine è una grossa soddisfazione. Non tutti però hanno il coraggio di intraprendere le vie legali, soprattutto se lavorano in piccole case editrici. Hanno paura di trovarsi di fronte ad un futuro fatto di boicottaggi, se non di vero e proprio mobbing. E non hanno tutti i torti, perché ormai il mobbing ha fatto il suo ingresso nelle redazioni, come mezzo per costringere ad andar via giornalisti ritenuti scomodi. Noi cerchiamo di contrastarlo con i procedimenti disciplinari, quando ce ne vengono denunciati dei casi. Anche la magistratura ordinaria sta accentuando la sua attenzione contro il fenomeno del mobbing, che sembra dilagare ovunque ed in tutti i tipi di lavoro subordinato. Ma sono pochi coloro che hanno il coraggio della denuncia.
Un vero boom di iscrizioni all'Ordine dei Giornalisti è in corso tra i pubblicisti. E' dovuto all'applicazione della legge che prevede l'obbligatorietà di iscrizione all'Ordine di coloro che svolgono attività di ufficio stampa presso enti pubblici. L'iscrizione viene ottenuta frequentando un apposito corso organizzato dall'Ordine, simile a quello che abbiamo sempre svolto per preparare i praticanti all'esame di Stato. Per non creare discriminazioni, l'Ordine nazionale ha quindi deciso che una simile procedura possa essere usata anche da coloro che lavorino in uffici stampa privati. Anche per questi si è aperta pertanto la possibilità di ottenere l'iscrizione all'elenco dei pubblicisti. Finora, invece, il tesserino di pubblicisti si poteva "conquistare" solo dimostrando di aver svolto attività giornalistica per due anni con la pubblicazione di una sessantina di articoli.
I nostri corsi sono così frequentatissimi e noi gli dedichiamo un forte impegno per assicurare la migliore preparazione. I nostri corsi sono anche gli unici, rispetto a quelli degli altri Ordini regionali, che hanno un esame scritto e orale finale. Vogliamo che questi pubblicisti abbiano una preparazione il più possibile eguale a quella dei professionisti.
Corsi per i praticanti, corsi per i pubblicisti, corsi di aggiornamento professionale per i disoccupati, gestione dell'IFG: la formazione rappresenta uno dei capisaldi dell'attività dal nostro Ordine. Per l'IFG vi sono state difficoltà economiche, dovute alla diminuzione del contributo annuale della Regione. Per questo abbiamo deliberato una aggiunta (una tantum) di dieci euro alla quota annua di iscrizione all'Ordine. La decisione ha avuto una gran maggioranza di consensi, ma anche una minoranza di dissensi. Questi sono venuti in particolare dal sindacato dei pensionati. Ci dispiace moltissimo che siano stati proprio dei vecchi giornalisti a non capire il valore sociale dell'IFG, che permette a giovani selezionati severamente di accedere alla professione esclusivamente per i loro meriti, senza raccomandazioni e senza dover pagare le migliaia di euro che vengono chieste per i corsi universitari di giornalismo. Mi sembra che tenere alto un simile principio valga l'equivalente di alcuni caffè sorseggiati al bar in un anno.
Voglio infine rivolgere un sentito ringraziamento al personale dell'Ordine, che continua a svolgere il proprio lavoro con grande dedizione, pur aumentando gli impegni.