Relazione di Giovanni Puglisi
Rettore dell’Università Iulm e direttore del Master in giornalismo
Una scuola che coltiva la cifra dell’innovazione intesa come formazione ai vecchi e nuovi media
Relazione di Giovanni Puglisi
Rettore dell’Università Iulm e direttore del Master in giornalismo
Cari Colleghi, Cari Amici, Caro Presidente,
sono lieto di partecipare all’assemblea annuale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, che ha ancora al suo centro proprio l’incontro tra i veterani della professione, premiati con la medaglia per i cinquant’anni d’iscrizione all’Ordine, e i giovani, le nuove leve appena entrate nelle Scuole di Giornalismo riconosciute dall’Ordine.
Non ho certo bisogno di sottolineare l’importanza della formazione al giornalismo nella città che quasi trent’anni fa ha avviato la prima scuola italiana. Noi siamo giovani, la nostra scuola è giovane, dato che ha aperto i suoi corsi e la sua redazione tre anni fa. Ma credo di potere sottolineare che proprio la nostra presenza, accanto all’Ifg Carlo De Martino e alla scuola dell’Università Cattolica, rilancia e consolida il ruolo di questa città nell’ambito nazionale.
Milano è stata la prima città a creare una scuola di giornalismo, Milano è oggi la città italiana ad avere, come Roma, tre scuole di giornalismo. Milano, dunque, continua ad essere laboratorio avanzato e d’avanguardia per la formazione dei giovani giornalisti.
Tre scuole, e tre modelli diversi per ordinamento istituzionale e percorsi formativi, sono davvero un laboratorio. Unificati dal rispetto del Quadro d’indirizzi dettato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, apparentati dalla comune appartenenza allo stesso Consiglio regionale, quello lombardo, questi tre istituti di formazione rappresentano certamente una ricchezza che va riconosciuta e coltivata.
Per parte nostra, coerentemente agli indirizzi complessivi della nostra Università, abbiamo cercato di costruire una cifra distintiva attorno a due, tre elementi di sicuro rilievo. Come ogni altra scuola non possiamo che partire dalla base dell’apprendimento giornalistico: dalla cronaca, dalle notizie, dall’insegnare come riconoscerle, verificarle, scriverle. Tutto questo, com’è ovvio, va da sé. A questa base comune abbiamo legato l’impegno di costruire un corpo docente che ormai va consolidandosi negli anni di ottimi professionisti, che sappiano essere anche ottimi didatti: in ordine sparso e, chiedendo scusa delle dimenticanze, Vi ricordo i nomi di Giancarlo Santalmassi, Milena Gabanelli, Gabriele Tacchini, Giuseppe Di Piazza, Piero Scaramucci, Sandro Petrone, Luca De Biase, Fabio Ventura, Enrico Ragazzoni, Bruno Luverà, Giorgio Lonardi, naturalmente Franco Abruzzo, e poi il nostro caporedattore Ivan Berni.
A questi e agli altri docenti abbiamo chiesto di impegnarsi a fondo sul carattere, sul cuore dell’insegnamento che è l’innovazione tecnologica. E non certo l’innovazione per modernismo, o fine a se stessa, ma l’innovazione intesa come una formazione completa ai nuovi e vecchi media, perché i nostri ragazzi escano dalla scuola capaci di declinare notizie e analisi giornalistiche in tutti i modi che possono rispondere ai bisogni d’informazione di una società complessa ed evoluta. Le notizie per sms, come la breve di nera, i canali televisivi all news come il settimanale o il periodico locale, il giornale radio come la costruzione di un sito web. E’ su questa plurimedialità e sulla capacità di coltivare specia lizzazioni tematiche che si giocano le carte professionali dei giovani giornalisti in un mestiere e dentro un mercato del lavoro che sono certamente difficili, ma offrono oggi enormi opportunità a chi sappia pensare e praticare l’innovazione.
Proprio su questa strada sta l’altra nostra caratteristica che, con la creazione del Consorzio campus Multimedia in formazione, coltiva tanto il versante dell’innovazione e della multimedialità, quanto il versante del rapporto tra Università e impresa.
A Campus Multimedia aderiscono, insieme all’Università IULM, aziende come Mediaste, Sky, Gruppo Sole 24 Ore, Mondatori. Altre ancora entreranno nei prossimi anni. Campus multimedia promuove per ora un Master in management delle aziende multimediali in collaborazione con la Fondazione AlmaMater dell’Università di Bologna e il nostro Master in giornalismo.
Attraverso Campus multimedia, da quest’autunno, gli studenti del secondo anno del nostro Master avranno ha disposizione due redazioni: quella multimediale in università, quella completamente digitale nei locali messi a disposizione da Mediaset a Milano Due. Nella redazione in ateneo gli allievi giornalisti continueranno a produrre il giornale, le agenzie, il sito web, il giornale radio e alcune inchieste televisive. Nella redazione a Milano Due produrranno un Tg e programmi d’approfondimento destinati ai canali del digitale terrestre, ma soprattutto metteranno a punto prodotti sperimentali e innovativi destinati a piattaforme multimediali: dal telefono allo streaming in web, dalla tv on demand ai canali Intranet.
Io sono convinto, come abbiamo più volte sottolineato nei nostri interventi in pubblico, e anche in occasione dell’incontro con il Cardinale Tettamanzi, che queste nostre esperienze non vadano conservate gelosamente, quasi fossero il tesoro privato dell’Università IULM e del Consorzio Campus Multimedia. Sono convinto non solo che le scuole debbano, come la legge prescrive, essere rigorosamente controllate dall’Ordine, ma che debbano e possano anche condividere i risultati dei loro tentativi d’innovazione.
Io lo faccio qui ora, raccontandovi quanto andiamo sperimentando. Ma voglio assicurarvi l’impegno mio e dei docenti del Master IULM nel creare occasioni di confronto e scambio con i colleghi delle altre scuole milanesi, perché - come ho detto all’inizio - tutti capiscano che Milano è capitale dell’editoria ed anche, vorrei dire soprattutto, capitale della formazione al giornalismo, come l’Ordine lombardo ha meritoriamente compreso aprendo quest’assemblea annuale alla presenza delle sue scuole.

