La nuova Carta dei Doveri dell'informazione economica

Le regole della Carta dei doveri dell'informazione economica, “volute”
dalla direttiva comunitaria sul market abuse recepita nel dlgs n.
62/2005, sono state ritoccate nel marzo 2007. La violazione di queste
regole comporta l'applicazione delle sanzioni disciplinari previste
dalla legge professionale.

Il Consiglio nazionale dal febbraio 2005 ha invitato i comitati di redazione e i direttori ad aprire un tavolo di confronto
sui temi della trasparenza con l'obiettivo di arrivare all'approvazione
di un codice di autoregolamentazione interno che adatti eventualmente
la Carta alle peculiarità della testata e ne allarghi la portata ad
altri temi come la trasparenza sull'assetto proprietario nonché dei
principali inserzionisti pubblicitari. Obiettivo principale di tale
confronto è quello di ottenere la pubblicazione degli azionisti di
controllo nella gerenza del giornale e in modo adeguato nel settore
audiovisivo.

La Carta dei doveri per i giornalisti dell'informazione economica e finanziaria è stata approvata l’8 febbraio 2005 (ed aggiornata il 28 marzo 2007) dal
Consiglio nazionale dell’Ordine. Il testo integra ed amplifica le norme
in materia già contenute nella Carta dei doveri del luglio 1993. A suggerire l'ampliamento è stata la circostanza che il
Parlamento ha recepito definitivamente la Direttiva Ue sul market abuse
cioè sulla turbativa di mercato prodotta dalla diffusione, dolosa o
colposa, di notizie che tendano ad alterare l'andamento delle
quotazioni di borsa o a nascondere situazioni di dissesto come è
accaduto per Cirio e Parmalat. Questa normativa non solo infligge
severe sanzioni penali ma delega alla Consob il compito di comminare ai
giornalisti pesantissime multe da 20mila a 5 milioni di euro. La
Commissione per la Borsa assumerebbe di fatto il compito di controllore
dei giornalisti economici e finanziari sostituendo, in pratica,
l'Ordine. La normativa comunitaria stabilisce, però, la competenza
deontologica ordinistica in presenza di specifiche e rigorose norme di
autoregolamentazione. Da qui la necessità della nuova Carta approvata
l’8 febbraio 2005 ed aggiornata il 28 marzo 2007. Le nuove regole sono fin d'ora vincolanti per tutti i giornalisti. Il Consiglio nazionale ha invitato i comitati di redazione e i direttori ad aprire un tavolo di confronto
sui temi della trasparenza con l'obiettivo di arrivare all'approvazione
di un codice di autoregolamentazione interno che adatti eventualmente
la Carta alle peculiarità della testata e ne allarghi la portata ad
altri temi come la trasparenza sull'assetto proprietario nonché dei
principali inserzionisti pubblicitari. Obiettivo principale di tale
confronto è quello di ottenere la pubblicazione degli azionisti di
controllo nella gerenza del giornale e in modo adeguato nel settore
audiovisivo. LA CARTA DEI DOVERI DELL’INFORMAZIONE ECONOMICA Decisione CNOG del 28 marzo 2007 1) Il giornalista riferisce correttamente, cioè
senza alterazioni e omissioni che ne alterino il vero significato, le
informazioni di cui dispone, soprattutto se già diffuse dalle agenzie
di stampa o comunque di dominio pubblico. L'obbligo sussiste anche
quando la notizia riguardi il suo editore o il referente politico o
economico dell'organo di stampa. 2) Non si può subordinare in alcun caso al profitto
personale o di terzi le informazioni economiche e finanziarie di cui si
sia venuti a conoscenza nell'ambito della propria attività
professionale né si può turbare l'andamento del mercato diffondendo
fatti o circostanze utili ai propri interessi. 3) Il giornalista non può scrivere articoli che
contengano valutazioni relative ad azioni o altri strumenti finanziari
sul cui andamento borsistico abbia in qualunque modo un interesse
finanziario, né può vendere o acquisire titoli di cui si stia occupando
professionalmente nell'ambito suddetto o debba occuparsene a breve
termine. 4) Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi
spese, elargizioni, vacanze gratuite, regali, facilitazioni o prebende
da privati o enti pubblici che possano condizionare il suo lavoro e la
sua autonomia o ledere la sua credibilità e dignità professionale. 5) Il giornalista non assume incarichi e
responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione,
né può prestare nome, voce e immagine per iniziative pubblicitarie
incompatibili con la credibilità e autonomia professionale. Sono
consentite, invece, a titolo gratuito, analoghe iniziative volte a fini
sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o
comunque prive di carattere speculativo. 6) Il giornalista, tanto più se ha responsabilità
direttive, deve assicurare un adeguato standard di trasparenza sulla
proprietà editoriale del giornale e sull'identità e gli eventuali
interessi di cui siano portatori i suoi analisti e commentatori esterni
in relazione allo specifico argomento dell'articolo. In particolare va
ricordato al lettore chi è l'editore del giornale quando un articolo
tratti problemi economici e finanziari che direttamente lo riguardino o
possano in qualche modo favorirlo o danneggiarlo. 7) Nel caso di articoli che contengano
raccomandazioni d'investimento elaborate dallo stesso giornale va
espressamente indicata l'identità dell'autore della raccomandazione
(sia esso un giornalista interno o un collaboratore esterno). Nelle
raccomandazioni stesse i fatti devono essere tenuti chiaramente
distinti dalle interpretazioni, dalle valutazioni, dalle opinioni o da
altri tipi di informazioni non fattuali. Il giornalista autore della
raccomandazione è tenuto ad includere un rinvio ad apposito sito
internet o altra fonte che consente la consultazione della Carta dei
doveri dell’informazione economica. Occorre inoltre, nel rispetto delle
norme deontologiche già in vigore sulla affidabilità e sulla pubblicità
delle fonti, che per tutte le proiezioni, le previsioni e gli obiettivi
di prezzo di un titolo siano chiaramente indicate le principali
metodologie e ipotesi elaborate nel formularle e utilizzarle. 8) La presentazione degli studi degli analisti deve
avvenire assicurando una piena informazione sull'identità degli autori
e deve rispettare nella sostanza il contenuto delle ricerche. In caso
di una significativa difformità occorre farne oggetto di segnalazione
ai lettori. La violazione di queste regole integranti lo spirito dell'art.
2 della Legge 3.2.1963 n.69 comporta l'applicazione delle norme
contenute nel Titolo III della citata legge.