GIOVANNI PAOLO II MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA 27a GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

Cari fratelli e sorelle, Ad un anno dalla pubblicazione della Istruzione Pastorale Aetatis
novae sui mezzi di comunicazione sociale, invito tutti voi ancora una
volta a riflettere sulla visione che l’Istruzione ha presentato del
mondo moderno e sulle implicazioni pratiche delle situazioni in essa
descritte. La Chiesa non può ignorare i cambiamenti, molti e senza
precedenti, causati dal progresso in questo importante ed onnipresente
aspetto della vita moderna. Ciascuno di noi deve interrogarsi sulla
saggezza necessaria per apprezzare le opportunità che lo sviluppo della
moderna tecnologia della comunicazione offre al servizio di Dio e del
Suo popolo, riconoscendo nello stesso tempo, le sfide che il progresso
inevitabilmente pone. Come l’Istruzione Pastorale Aetatis novae ci
ricorda, «la comunicazione conosce una considerevole espansione che
influenza profondamente le culture del mondo nel suo insieme» (No. 1).
Possiamo parlare davvero di una «nuova cultura» creata dalle moderne
comunicazioni, che coinvolge tutti, in particolare le generazioni più
giovani; essa stessa risultato, in gran parte, dei progressi
tecnologici che ha suscitato: «nuovi modi di comunicare, con nuovi
linguaggi, nuove tecniche e nuovi atteggiamenti psicologici» (cfr.
Redemptoris Missio, 37). Oggi la Chiesa mette il suo impegno per adempiere la sua perenne
missione di proclamare la Parola di Dio, ed affronta la grande sfida di
evangelizzare questa nuova cultura, esprimendo l’immutabile verità del
Vangelo in questo linguaggio. Poiché tutti i credenti sono coinvolti in
questi cambiamenti, ciascuno di noi è chiamato ad adattarsi alle
situazioni che mutano ed a scoprire modi efficaci e responsabili per
usare i mezzi di comunicazione sociale a gloria di Dio e al servizio
della Sua creazione. Nel mio messaggio per la Giornata Mondiale delle
comunicazioni sociali dell’anno scorso ricordavo che tra le realtà che
celebriamo in questa annuale circostanza vi sono i doni, elargitici da
Dio, della parola, dell’udito e della vista, per mezzo dei quali è
possibile la comunicazione fra noi. Quest’anno il tema della Giornata mette in evidenza due specifici
«nuovi media» che in maniera notevole sono al servizio di questi sensi,
vale a dire le audiocassette e le videocassette. Le audiocassette e le
videocassette ci permettono di avere a portata di mano e di trasportare
con facilità un numero illimitato di programmi audiovisivi, come mezzi
per l’istruzione o per l’intrattenimento, per una maggiore e più
completa comprensione delle notizie e dell’informazione, o per
l’apprezzamento della bellezza e dell’arte. E’ importante guardare a
queste nuove risorse come a strumenti che Dio, per mezzo della
intelligenza e della ingegnosità umana, ha posto a nostra disposizione.
Come tutti i doni divini, questi ci sono dati per essere usati a buon
fine e per aiutare individui e comunità a crescere sia nella conoscenza
e nell’apprezzamento della verità, sia nella considerazione della
dignità e delle necessità degli altri. Le audiocassette e le videocassette, inoltre, posseggono una forte
potenzialità in grado di aiutare le persone a progredire culturalmente,
socialmente e nella sfera religiosa. Possono essere molto utili nella
trasmissione della Fede, anche se non possono mai sostituire la
testimonianza personale che è essenziale per la proclamazione della
verità nella sua interezza e dei valori del messaggio cristiano. Spero
che quanti sono impegnati professionalmente nella produzione di
programmi audiovisivi, in cassette o su altri supporti, riflettano
sulla necessità che il messaggio cristiano possa trovare espressione,
in modo esplicito o implicito, nella nuova cultura creata dalle
comunicazioni moderne (cfr. Aetatis Novae, 11). Questo non solo dovrebbe essere conseguenza naturale della
«presenza attiva ed aperta della Chiesa in seno al mondo delle
comunicazioni» (ibid.), ma anche risultato di un preciso impegno da
parte dei comunicatori. I professionisti dei media, coscienti
dell’autentico valore, dell’impatto e dell’influenza delle loro
produzioni, dovranno porre particolare impegno, per realizzarle di
qualità morale talmente elevata da garantire sempre effetti positivi
sulla formazione della cultura; e dovranno resistere alla lusinga,
sempre presente, di un profitto facile e rifiutare con fermezza la
partecipazione a produzioni che sfruttino le umane debolezze, offendano
le coscienze o insultino la dignità umana. E’ altrettanto importante
che quanti fanno uso dei mezzi come le audiocassette o le videocassette
non si considerino come semplici consumatori. Ciascun individuo, semplicemente esternando a produttori e
rivenditori le proprie reazioni di fronte ai contenuti di uno di questi
media, può avere un’influenza determinante sul contenuto e sul livello
morale delle future produzioni. La famiglia in particolare, cellula
fondamentale della società, è influenzata profondamente dall’atmosfera
creata dai media nella quale vive. I genitori hanno perciò la grave
responsabilità di educare la famiglia ad un uso critico dei mezzi della
comunicazione sociale. L’importanza di questo compito deve essere
spiegata specialmente alle coppie di giovani sposi. Nessun programma di
catechesi dovrebbe sottovalutare la necessità di insegnare ai bambini e
agli adolescenti un uso appropriato e responsabile dei media. In questa giornata mondiale delle comunicazioni sociali, estendo
il mio più cordiale saluto a tutti i professionisti, uomini e donne,
impegnati a servire l’umana famiglia attraverso i mezzi di
comunicazione, a tutti i membri delle Organizzazioni Internazionali
Cattoliche delle comunicazioni sociali, operanti nel mondo in questo
campo e alla vasta platea dei recettori dei media, nei confronti della
quale essi portano il peso di una responsabilità veramente grande.
Possa Dio Onnipotente concedere a tutti voi i suoi doni. Dal Vaticano, 24 gennaio 1993, festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti  IOANNES PAULUS PP. II