Bucciero (An): "Quella norma liberticida voluta dalla sinistra"

Pubblichiamo la lettera che
sull’argomento il sen. avv. Ettore Bucciero (An) ha indirizzato il 12
gennaio 2000 al presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia:

"Caro Presidente,

ho letto sul sito Internet dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia la lettera da Te inviata al Ministro Diliberto.

Nel complimentarmi con Te per la qualità del vostro sito - sotto
molti aspetti superiore al sito nazionale dell’Ordine e allo stesso
sito della Fnsi – mi preme effettuare alcune considerazioni sul tema
toccato della diffamazione a mezzo stampa.

Le sentenze "inappellabili", come giustamente ricordavi, sono
diventate tali con la legge 24 novembre 1999 n. 468 che modifica il
terzo comma dell'articolo 593 del Codice di procedura penale,
stabilendo che "sono inappellabili le sentenze di condanna relative a reati per i quali è stata applicata la sola pena pecuniaria".

Per completezza d’informazione va ricordato che tale legge (che, riporto le Tue parole "dà
un colpo durissimo alla libertà di stampa, alla tranquillità economica
e psicologica dei giornalisti e ai bilanci delle aziende editoriali") porta delle firme, dei nomi e dei cognomi.

A tal proposito allego il resoconto della Commissione Giustizia del
Senato (della quale faccio parte come capogruppo di Alleanza Nazionale)
di venerdì 18 dicembre 1998: da questa potrai rilevare che la modifica
alla legge è stata apportata con un emendamento (il 16.20) presentato
dai Senatori dei Democratici di Sinistra Russo, Senese, Calvi e
Bonfietti.

Ma questa identificazione non appare sul sito Internet e a mio avviso ne consegue una non corretta informazione.

Peraltro e purtroppo non mi risulta che, a suo tempo, i mezzi
d’informazione abbiano dato risalto all’introduzione di questa norma
"liberticida". La Tua lettera al Ministro Diliberto, pienamente
condivisibile, appare, pertanto intempestiva; mi chiedo poi perché non
hai sollevato il problema in occasione del convegno che l’Astaf
organizzò a Milano in ottobre e nel quale ebbi l’onore di averTi quale
correlatore (o contraddittore!): eppure sin da febbraio il Senato aveva
approvato la norma e la Camera l’aveva confermata a giugno!

Avremmo potuto discuterne meglio, approfondire, valutare ad esempio
perché le sentenze emesse dal giudice di pace (art. 17 della L. 468/99)
possono essere inappellabili e quelle del giudice ordinario no, ecc.
ecc.

Ciò che, in conclusione, mi meraviglia è che in questo caso Voi
giornalisti ve ne siate rimasti muti, mentre in tante altre occasioni
parlate e a volte…sparlate!

E’ inutile dirti che io e il mio gruppo siamo stati contrari
all’emendamento: perché è noto (ma la stampa ciò non diffonde!) che
siamo contrarii ad ogni abbassamento del livello delle garanzie, ma
senza esagerazioni…!

Mi attendo ora qualche pubblica e strombazzata dichiarazione di
solidarietà dai responsabili della Sinistra: mi auguro che, in questa
eventualità, il "sito" dell’Ordine di Milano ospiti l’adeguato commento!

Tacere i fatti è forma del peggior qualunquismo! Cordialmente

Sen. Avv. Ettore Bucciero


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La risposta di Franco Abruzzo


Sen. Avv. Ettore Bucciero
Senato della Repubblica
Palazzo Madama - 00186 Roma

Caro Senatore, grazie per la lettera. Devo confessare che non
conoscevo i nomi dei parlamentari, che hanno sposato la controriforma
liberticida con la modifica apportata all'articolo 593 Cpp. Ne prendo
atto. Pubblicherò la tua lettera nel sito Internet dell'Ordine e anche
sul mensile "Tabloid" (organo dell'Ordine). Non ti nascondo un certo
stupore nell'apprendere che parlamentari di sinistra abbiano potuto
sciaguratamente votare provvedimenti, che sono una minaccia reale alla
libertà di cronaca.

Devo aggiungere che sulla modifica del 593 non sapevo nulla, quando
a fine ottobre abbiamo partecipato al dibattito Astaf al Palazzo di
Giustizia di Milano. I giornalisti, che seguono i lavori parlamentari,
non hanno, purtroppo, alcuna attenzione per ciò che riguarda la
professione giornalistica.

Ta ringrazio e Ti saluto cordialmente,

dott. Franco Abruzzo