RACCOMANDAZIONE N. 1215 DEL l0 LUGLIO 1993 SULL'ETICA DEL GIORNALISMO

RACCOMANDAZIONE N. 1215 DEL l0 LUGLIO 1993
SULL'ETICA DEL GIORNALISMO

1. L'Assemblea richiama i suoi lavori nell'ambito dei mezzi di
comunicazione sociale e in particolare la Risoluzione 428 (1970)
recante una dichiarazione sui mezzi di comunicazione di massa e i
diritti dell'uomo, e la Raccomandazione 963 (1983) relativa ai mezzi
culturali ed educativi per ridurre la violenza.

2. A seguito delle critiche sul ruolo dei mezzi di comunicazione
sociale durante la guerra del Golfo, la commissione della cultura e
dell'educazione ha organizzato una audizione parlamentare sull'etica
del giornalismo, il 26 giugno 1991 a Helsinki, nel corso della quale è
stato espresso un certo numero di preoccupazioni.

3. Dal 1970, l'Assemblea parlamentare, oltre che altre istituzioni
come il Parlamento Europeo (Risoluzione del 16 settembre 1992 sulla
concentrazione dei mezzi di comunicazione sociale e il pluralismo delle
opinioni) hanno richiesto l'elaborazione di codici deontologici del
giornalismo. Nondimeno, i testi esistenti in materia non hanno una
portata internazionale sufficientemente estesa e la loro efficacia, in
pratica, resta pertanto molto limitata.

4. I cittadini di diversi Stati membri del Consiglio d'Europa
condividono in misura crescente le medesime risorse mediali all'interno
di un comune spazio informativo europeo.

5. Conseguentemente, l'Assemblea raccomanda al Comitato dei Ministri:

i. di invitare i governi degli Stati membri a
vigilare a che le leggi garantiscano l'organizzazione di mezzi di
comunicazione sociale pubblici in modo da assicurare la neutralità
delle informazioni, il pluralismo delle opinioni e l'uguaglianza dei
sessi, nonché un diritto di rettifica equivalente per ogni cittadino
che ne abbia fatto richiesta;

ii. di studiare, in collaborazione con
organizzazioni non governative come la Federazione Internazionale dei
Giornalisti (FIJ), la possibilità di istituire nell'ambito del
Consiglio d'Europa un meccanismo europeo di autodisciplina
dell'informazione, concepito come un «ombudsman» europeo dei
mezzi di comunicazione sociale con la rappresentatività internazionale
che ciò implica, derivante, per quanto possibile, da corrispondenti
organi o meccanismi nazionali di autodisciplina, con funzionamento e
ruolo simili;

iii. di promuovere la creazione di associazioni di
utenti dei mezzi di comunicazione sociale e di incoraggiare le scuole a
sviluppare un insegnamento concernente l'utilizzazione dei mezzi di
comunicazione sociale;

iv. di adottare una dichiarazione sull'etica del
giornalismo, secondo le direttive della Risoluzione 1003 (1993), e di
promuovere l'applicazione di tali princìpi di base negli Stati membri
del Consiglio d'Europa.