Regolamento recante norme sulle procedure istruttorie dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato


Regolamento recante norme sulle procedure istruttorie dell'Autorità
garante della concorrenza e del mercato in materia di pubblicità
ingannevole - Dpr 10 ottobre 1996, n. 627


(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 14 dicembre 1996, n. 293.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;

Vista la direttiva 84/450/CEE, relativa al riavvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati
membri in materia di pubblicità ingannevole;

Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle
Comunità europee, e in particolare l'articolo 41, il quale prevede i
criteri di delega per l'attuazione della direttiva 84/450/CEE in
materia di pubblicità ingannevole;

Vista la legge 10 ottobre 1990, n. 287, recante norme per la tutela della concorrenza e del mercato,
e in particolare l'articolo 10, comma 1, il quale istituisce l'Autorità garante della concorrenza e del mercato;

Visto il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 74, di attuazione
della direttiva 84/450/CEE in materia di pubblicità ingannevole;

Visto l'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Udito il parere del Consiglio di Stato n. 237/96, espresso nell'adunanza generale dell'11 aprile 1996;

Ritenuto di recepire le relative osservazioni, salvo per quanto
concerne l'invio delle comunicazioni al domicilio indicato nella
domanda, atteso che, nell'ipotesi della comunicazione da effettuarsi
all'operatore pubblicitario il domicilio non è normalmente indicato
nella domanda stessa, ma è individuato a seguito di ricerche e salvo
altresì per quanto concerne il suggerimento di limitare la
dichiarazione rettificativa nel testo pubblicitario sotto forma di
comunicazione personale all'ipotesi in cui i destinatari siano in
numero ristretto, in quanto ciò potrebbe ridurre l'utilizzazione in
concreto di tale strumento anche quando quest'ultimo può essere
efficace pur in presenza di un elevato numero di destinatari;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 20 settembre 1996;

Sulla proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato;

Emana il seguente regolamento:

1. Definizioni. -

1. Ai fini del presente regolamento si intende:

a) per decreto, il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 74;

b) per Autorità, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato di cui all'articolo 10 della legge 10 ottobre 1990, n. 287;

c) per Garante, il Garante per la radiodiffusione e l'editoria di cui all'articolo 6 della legge 6 agosto 1990, n. 223.

2. Richiesta di intervento dell'Autorità. -

1. I concorrenti, i consumatori, le loro associazioni ed
organizzazioni, il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, nonché ogni altra pubblica amministrazione che ne
abbia interesse in relazione ai propri compiti istituzionali, che
intendano richiedere l'intervento dell'Autorità al fine di ottenere
l'inibizione degli atti di pubblicità ingannevoli o della loro
continuazione o l'eliminazione degli effetti ne fanno richiesta per
iscritto all'Autorità. La relativa domanda deve contenere:

a) nome, cognome, denominazione o ragione sociale, residenza, domicilio o sede del richiedente;

b) elementi idonei a consentire l'identificazione del messaggio pubblicitario oggetto della richiesta, quali:

1) copia, anche fotostatica, del messaggio, se la pubblicità è stata
diffusa a mezzo stampa o stampati in genere con le indicazioni
necessarie alla individuazione del mezzo e della data di diffusione;

2) riproduzione fotografica del messaggio con indicazione del luogo
e della data del rilevamento, se la pubblicità è stata diffusa mediante
affissione;

3) indicazione dell'emittente, della zona di emissione, del giorno e
dell'ora della diffusione, se la pubblicità è stata diffusa per radio o
per televisione;

4) indicazione dell'esercizio o catena di esercizi commerciali in
cui avviene la diffusione, se la pubblicità è diffusa presso uno o più
punti vendita;

5) indicazioni idonee a consentire l'individuazione di almeno un
esercizio in cui il prodotto è posto in vendita, se la pubblicità è
diffusa esclusivamente attraverso le confezioni del prodotto;

c) l'indicazione di possibili profili di ingannevolezza;

d) indicazione degli elementi comprovanti la sussistenza della legittimazione alla richiesta.

2. La richiesta presentata dal Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del
decreto, deve contenere gli elementi di cui alle lettere b) e c),
mentre le richieste presentate da altre pubbliche amministrazioni
devono contenere anche gli elementi di cui alla lettera d).

3. Ufficio e persona responsabili del procedimento. - 1. L'unità
organizzativa responsabile del procedimento di cui al presente decreto
è l'Ufficio pubblicità ingannevole.

2. Responsabile del procedimento è il dirigente preposto alla unità
di cui al comma 1 o altro funzionario dallo stesso incaricato.

3. Il responsabile del procedimento provvede agli adempimenti
necessari per lo svolgimento dell'attività istruttoria in conformità
alle deliberazioni dell'Autorità.

4. Relatore. -

1. Il presidente, al momento in cui perviene all'Autorità una
richiesta, designa tra i componenti un relatore, ai fini della
trattazione da parte del collegio.

5. Avvio del procedimento. -

1. Il responsabile del procedimento, verificate la regolarità e la
completezza della richiesta, comunica l'avvio del procedimento, ai
sensi dell'articolo 7, comma 3, del decreto, al committente del
messaggio pubblicitario e, se conosciuto, al suo autore, nonché al
richiedente. Quando il committente non è conosciuto, il responsabile
del procedimento fissa un termine al proprietario del mezzo perché
fornisca ogni informazione idonea ad identificarlo.

2. Qualora la richiesta sia irregolare o incompleta, il responsabile
del procedimento ne dà comunicazione al richiedente entro sette giorni
lavorativi dal suo ricevimento, indicando le cause della irregolarità o
della incompletezza, ed assegnando un termine per la regolarizzazione
od il completamento della richiesta.

3. Nella comunicazione di cui al comma 1 sono indicati l'oggetto del
procedimento, il termine per la sua conclusione, l'ufficio e la persona
responsabili del procedimento, l'ufficio presso cui si può accedere
agli atti, ed, eventualmente, il termine, non inferiore a dieci giorni
e non superiore a venti giorni, per l'esercizio del diritto di cui
all'articolo 7, comma 2, lettere a) e b).

4. Ove la richiesta di cui all'articolo 2 risulti manifestamente
infondata o inammissibile per difetto di legittimazione del richiedente
o in caso di mancato rispetto del termine assegnato di cui al comma 2
del presente articolo, l'Autorità provvede alla sua archiviazione,
dandone comunicazione all'interessato.

 6. Termini del procedimento. -

1. Il termine per la conclusione del procedimento è di
settantacinque giorni, decorrenti dalla data di ricevimento della
richiesta. Nei casi previsti dall'articolo 5, commi 1 e 2, il termine
inizia a decorrere dal giorno del ricevimento della richiesta
regolarizzata o completata. Il termine è prorogato una sola volta di
novanta giorni quando:

a) siano disposte, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, perizie,
analisi economiche o consultazioni di esperti ovvero siano richieste
informazioni o documenti;

b) l'Autorità richieda all'operatore pubblicitario, ai sensi
dell'articolo 11, di fornire prove sull'esattezza materiale dei dati di
fatto contenuti nella pubblicità.

2. Nel caso di richiesta di parere del Garante si applica l'articolo 13.

3. Nel caso in cui, ai sensi dell'articolo 14, l'Autorità disponga
la sospensione del procedimento, i termini di cui al comma 1 restano
sospesi in attesa della pronuncia dell'organismo di autodisciplina e,
comunque, per un periodo non superiore a trenta giorni, stabilito
dall'Autorità.

 7. Partecipazione al procedimento. -

1. I soggetti portatori di interessi pubblici o privati, nonché i
portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati
cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di
intervenire nel procedimento in corso, inoltrando apposita richiesta
scritta. Tale richiesta contiene:

a) nome, cognome, denominazione o ragione sociale, sede, residenza o domicilio del richiedente;

b) l'indicazione del procedimento nel quale si intende intervenire;

c) l'indicazione dell'interesse ad intervenire.

2. Il responsabile del procedimento, valutate la regolarità e la
completezza della richiesta di intervento, comunica al richiedente il
termine, non inferiore a dieci e non superiore a venti giorni entro il
quale lo stesso potrà:

a) accedere agli atti del procedimento;

b) presentare memorie scritte e documenti.

 8. Audizioni. -

1. Il responsabile del procedimento, ove ciò sia necessario ai fini
della raccolta o della valutazione degli elementi istruttori, o venga
richiesto da almeno una delle parti, può disporre che le parti siano
sentite in apposite audizioni nel rispetto del princìpio del
contraddittorio, fissando un termine inderogabile per il loro
svolgimento.

2. Alle audizioni fissate ai sensi del comma 1 presiede il
responsabile del procedimento. Le parti possono farsi rappresentare da
un difensore o da una persona di loro fiducia.

3. Del contenuto delle audizioni è redatto verbale, sottoscritto dal
funzionario responsabile e dalle parti intervenute. Il responsabile del
procedimento può disporre la registrazione dell'audizione su nastro
magnetico. Al termine dell'audizione è consegnata una copia del verbale
alle parti intervenute che ne facciano richiesta. La registrazione
magnetica è acquisita agli atti del procedimento.

 9. Perizie, analisi economiche e consultazione di esperti. -

1. Nel caso in cui l'Autorità disponga perizie, analisi economiche e
consultazioni di esperti, ne è data comunicazione alle parti del
procedimento.

2. I risultati delle perizie, delle analisi economiche nonché i
pareri degli esperti, di cui al comma 1, sono comunicati alle parti del
procedimento.

3. I soggetti ai quali è stato comunicato l'avvio del procedimento e
quelli intervenuti ai sensi dell'articolo 7, possono nominare, dandone
comunicazione al responsabile del procedimento, un loro consulente
tecnico, il quale può assistere alle operazioni svolte dal consulente
dell'Autorità e presentare, nel termine di dieci giorni dalla
comunicazione di cui al comma 2, scritti e documenti in cui svolgere
osservazioni sui risultati delle indagini tecniche.

 10. Scelta dei consulenti tecnici. -

1. La scelta dei consulenti tecnici viene effettuata tra le persone
iscritte negli albi istituiti presso i tribunali ovvero affidata a
università o centri di ricerca, che designano le persone ritenute
professionalmente più idonee a compiere l'accertamento tecnico
richiesto.

 11. Onere della prova. -

1. Qualora l'Autorità, ai sensi dell'articolo 7, comma 4, del
decreto, disponga che l'operatore pubblicitario fornisca prove
sull'esattezza materiale dei dati di fatto contenuti nella pubblicità,
il responsabile del procedimento comunica tale provvedimento alle
parti, indicando gli elementi di prova richiesti, la motivazione della
richiesta stessa e il termine per la produzione della prova.

2. Il responsabile del procedimento comunica alle parti diverse dal
soggetto che ha prodotto la prova le risultanze dell'incombente
istruttorio; le parti stesse possono presentare controdeduzioni entro
dieci giorni.

 12. Sospensione provvisoria del messaggio pubblicitario. -

1. Ai sensi dell'articolo 7, comma 3, del decreto, l'Autorità per
gravi e motivate ragioni d'urgenza, può disporre d'ufficio la
sospensione della pubblicità ritenuta ingannevole.

2. Qualora la richiesta di sospensione formi oggetto di richiesta
avanzata nella domanda originaria ovvero sia proposta dalle parti con
separata istanza in corso di procedimento, il responsabile del
procedimento rimette immediatamente all'Autorità la decisione della
questione. L'Autorità, sentite le parti ove non ostino ragioni di
urgenza, provvede entro venti giorni dalla data di ricevimento della
richiesta di sospensione.

3. Il responsabile del procedimento comunica alle parti le determinazioni dell'Autorità.

 13. Richiesta di parere al Garante. -

1. Completata l'istruttoria, il responsabile del procedimento
rimette gli atti all'Autorità per l'adozione del provvedimento finale.

2. Il responsabile del procedimento nei casi di cui all'articolo 7,
comma 5, del decreto, prima dell'adempimento di cui al comma 1,
richiede il parere al Garante, al quale trasmette gli atti del
procedimento. Il Garante comunica il proprio parere entro trenta giorni
dal ricevimento della richiesta.

3. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato
il parere o senza che il Garante abbia rappresentato esigenze
istruttorie, è in facoltà dell'Autorità di procedere indipendentemente
dall'acquisizione del parere. Nel caso in cui il Garante abbia
rappresentato esigenze istruttorie, il termine di cui al comma 2
ricomincia a decorrere, per una sola volta, dal momento della ricezione
da parte del Garante stesso delle notizie o dei documenti richiesti.

14. Autodisciplina. -

1. I soggetti che, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del decreto,
richiedono la sospensione del procedimento dinanzi all'Autorità, devono
inoltrare apposita istanza, fornendo prova dell'esistenza del
procedimento dinanzi all'organismo di autodisciplina, con le
indicazioni idonee ad individuare tale organismo e l'oggetto del
procedimento stesso.

2. Il responsabile del procedimento, ricevuta l'istanza di
sospensione di cui al comma 1, ne dà comunicazione alle parti, fissando
un termine per la presentazione di osservazioni. La pronuncia
dell'Autorità è comunicata alle parti.

15. Comunicazioni. -

1. Le comunicazioni previste dal presente regolamento sono
effettuate mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento,
consegna a mano contro ricevuta, telex ovvero telefax con domanda di
conferma scritta di ricevimento.

2. Al richiedente e agli eventuali interventori, la comunicazione
viene effettuata al domicilio indicato nella domanda. Al committente
del messaggio pubblicitario e, se conosciuto, al suo autore, la
comunicazione viene fatta presso l'ultima sede, residenza o domicilio
conosciuti o comunque risultanti da pubblici registri. Qualora la
comunicazione non possa avere luogo, la stessa è effettuata mediante
pubblicazione di un avviso di avvio del procedimento nel bollettino di
cui all'articolo 26 della legge 10 ottobre 1990, n. 287. Una copia del
bollettino è tenuta a disposizione degli interessati presso la sede
dell'Autorità.

 16. Decisione dell'Autorità. -

1. Il responsabile del procedimento comunica alle parti il
provvedimento finale dell'Autorità, che è altresì pubblicato, entro
venti giorni dalla sua adozione, nel bollettino di cui all'articolo 26
della legge 10 ottobre 1990, n. 287.

2. Il provvedimento finale dell'Autorità deve altresì contenere
l'indicazione del termine e l'autorità cui è possibile ricorrere.

17. Pubblicazione della pronuncia o di una dichiarazione rettificativa. -

1. L'Autorità, quando con il provvedimento con cui dichiara
l'ingannevolezza della pubblicità dispone, ai sensi dell'articolo 7,
comma 6, del decreto, la pubblicazione della pronuncia, integralmente o
per estratto, ovvero di una dichiarazione rettificativa, a cura e spese
dell'operatore pubblicitario, determina le modalità, compreso l'uso di
particolari formati e caratteri della stampa, ed il termine entro cui
tali adempimenti devono essere effettuati. La dichiarazione
rettificativa può essere disposta in forma di comunicazione personale,
secondo le modalità previste dall'articolo 15, comma 1, quando il
messaggio pubblicitario è indirizzato personalmente ai destinatari e
questi sono determinabili.

2. Effettuata la pubblicazione della pronuncia o della dichiarazione
rettificativa di cui al comma 1, l'operatore pubblicitario dà immediata
comunicazione all'Autorità degli atti e stampati su cui la
pubblicazione è avvenuta o dell'elenco dei destinatari cui è stata
indirizzata la comunicazione singola quando, ai sensi del comma 1,
debba essere indirizzata personalmente ai destinatari dell'originario
messaggio pubblicitario.