CARTA DI TREVISO - VADEMECUM '95

CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA

TELEFONO AZZURRO

CARTA DI TREVISO - VADEMECUM '95

I giornalisti italiani, d'intesa con Telefono Azzurro, a cinque anni
dall'approvazione della Carta di Treviso, ne riconfermano il valore e
ne ribadiscono i principi a salvaguardia della dignità e di uno
sviluppo equilibrato dei bambini e degli adolescenti - senza
distinzioni di sesso, razza, etnia e religione -, anche in funzione di
uno sviluppo della conoscenza dei problemi minorili e per ampliare
nell'opinione pubblica una cultura dell'infanzia pur prendendo spunto
dai fatti di cronaca.

In considerazione delle ripetute violazioni della "Carta", ritengono
utile sottolineare alcune regole di comportamento, peraltro non
esaustive dell'impegno, anche in applicazione delle norme nazionali ed
internazionali in vigore.

1) Al bambino coinvolto come autore, vittima o teste - in fatti di
cronaca, la cui diffusione possa influenzare negativamente la sua
crescita, deve essere garantito l'assoluto anonimato. Per esempio deve
essere evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possono
portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori,
l'indirizzo dell'abitazione o il Comune di residenza nel caso di
piccoli centri, l'indicazione della scuola cui appartenga.

2) Per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di
genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca e
di critica circa le decisioni dell'autorità giudiziaria e l'utilità di
articoli e inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare
l'anonimato del minore per non incidere sull'armonico sviluppo della
sua personalità.

3) Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni
televisive e radiofoniche che possano ledere la sua dignità né turbato
nella sua privacy o coinvolto in una pubblicità che possa ledere
l'armonico sviluppo della sua personalità e ciò a prescindere
dall'eventuale consenso dei genitori.

4) Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi (come suicidi,
lanci di sassi, fughe da casa, ecc....) posti in essere da minorenni,
occorre non enfatizzare quei particolari di cronaca che possano
provocare effetti di suggestione o emulazione.

5) Nel caso di bambini malati, feriti o disabili, occorre porre
particolare attenzione nella diffusione delle immagini e delle vicende
al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi ad
un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona.

I giornalisti riuniti a Venezia e Treviso il 23-24-25 novembre
1995 per la chiusura del Convegno "Il Bambino e l'informazione"
impegnano inoltre

- il Comitato Nazionale di Garanzia a:

a) diffondere la normativa esistente;

b) pubblicizzare i propri provvedimenti anche attraverso un bollettino;

c) attuare l'Osservatorio previsto dalla Carta dì Treviso: Rai, Fieg e Fininvest;

d) organizzare una conferenza annuale di verifica dell'attività svolta e di presentazione dei dati dell'Osservatorio;

e) coinvolgere nell'applicazione della Carta di Treviso in modo più
diretto i direttori di quotidiani, agenzie di stampa periodici,
notiziari televisivi e radiofonici;

f) sollecitare la creazione di uffici stampa presso i Tribunali per i minorenni;

g) sviluppare in positivo la creazione di spazi informativi e di
comunicazione per i minori affinché se ne possa parlare nella loro
normalità e non soltanto nell'emergenza.

- il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti a:

a) prevedere che nella riforma dell'Ordine sia semplificata la
procedura disciplinare e contemplata la sanzione accessoria della
pubblicazione del provvedimento;

b) organizzare seminari e incontri e quanto sia utile per confrontare l'iniziativa dei Consigli regionali dell'Ordine;

c) coinvolgere le scuole di giornalismo come centri di monitoraggio.

Treviso, 25 novembre l995

*-*-*-*

La dichiarazione congiunta Fnsi-Fieg allegata al vigente Contratto
collettivo di lavoro giornalistico afferma: «Ai fini di sviluppare
un'informazione sui minori e sui soggetti deboli più funzionale alla
crescita civile del nostro Paese, la Federazione Nazionale della Stampa
Italiana e la Federazione Italiana Editori Giornali confermano che
l'informazione deve riconoscere e rispettare i principi sanciti nella
Convenzione Onu del 1989 sui diritti del bambino e richiamano le
specifiche normative previste dal Codice di procedura penale a tutela
dei minori»

La Convezione Internazionale sui diritti dell'infanzia firmata a New York il 20 novembre 1989 prevede:

« Art. 13 - 1. Ogni fanciullo ha il diritto alla libertà di
espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, ricevere
e diffondere informazione e idee di ogni genere, a prescindere dalle
frontiere, sia verbalmente che per iscritto o a mezzo stampa o in forma
artistica o mediante qualsiasi altro mezzo scelto dal fanciullo.

Art. 16 - Nessun fanciullo potrà essere sottoposto ad interferenze
arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella
sua casa o nella sua corrispondenza, né a lesioni illecite del suo
onore e della sua reputazione. Ogni fanciullo ha diritto ad essere
tutelato dalla legge contro tali interferenze o atteggiamenti lesivi.

Art. 17 - Gli Stati parti riconoscono l'importante funzione svolta
dai mass media e devono assicurare che il fanciullo abbia accesso a
informazioni e a programmi da diverse fonti nazionali ed
internazionali, in particolare quelli che mirano a promuovere il suo
benessere sociale, spirituale e morale nonché la sua salute fisica e
mentale. A tal fine, gli Stati devono:

a) incoraggiare i mass media a diffondere un'informazione e
programmi che presentino un'utilità sociale e culturale per il
fanciullo e che risultino conformi allo spirito dell'art. 29;

b) incoraggiare la cooperazione internazionale allo scopo di
promuovere la produzione, lo scambio e la diffusione di un'informazione
e di programmi di questa natura provenienti da diverse fonti culturali,
nazionali e internazionali;

c) incoraggiare la produzione e la diffusione di libri per ragazzi;

d) incoraggiare i mass media a prestare attenzione ai bisogni linguistici dei bambini autoctoni o appartenenti a minoranze;

e) promuovere l'elaborazione di appropriati principi direttivi
destinati a tutelare il fanciullo contro l'informazione ed i programmi
che nuocciano al suo benessere, tenuto conto delle disposizioni degli
artt. 13 e 18 ».

Il nuovo Codice di procedura penale (Dpr 22 settembre 1988, n. 447), all'art. 114, comma 6, prevede che «È
vietata la pubblicazione delle generalità e dell'immagine dei minorenni
testimoni, persone offese o danneggiate dal reato fino a quando non
sono divenuti maggiorenni. Il Tribunale per i minorenni, nell'interesse
esclusivo del minorenne, o il minorenne che ha compiuto i sedici anni,
può consentire la pubblicazione ».