INFORMAZIONE E MALATTIA "LA CARTA DI PERUGIA"

Il virus del corporativismo ha tempi di
latenza infiniti. Non muore mai. I sintomi quotidianamente sono sotto
gli occhi di tutti.
Non è contagioso ma è pericoloso: tanto per i
portatori sani quanto per gli altri. Siamo convinti che la "Carta di
Perugia" se non avrà l'efficacia di un vaccino, potrà almeno limitarlo
negli effetti più deleteri.
La "Carta di Perugia" infatti,
identificando un comune centro di interesse, non è stata scritta a
vantaggio di questa o quella professione, ma a favore degli utenti del
nostro lavoro, dandoci dei punti di riferimento per migliorare la
qualità del nostro interagire.
E' uno strumento che ciascuno di noi
utilizzerà per garantire il rispetto dei diritti del cittadino malato e
del cittadino che legge i giornali e guarda la televisione. Interagendo
attiviamo processi di comunicazione: vogliamo farlo in maniera sempre
più completa e corretta, salvaguardando la reciproca autonomia, ma con
gli stessi obiettivi di fondo.

Articolo 1
Sono pregiudiziali in ogni processo di
comunicazione la valutazione dell'interesse generale, il rispetto del
diritto del cittadino-paziente alla tutela della propria dignità
personale, il diritto del cittadino-utente ad un'informazione corretta
e completa.

Articolo 2
L'informazione e la divulgazione devono
contenere tutti gli elementi necessari a non creare false aspettative
nei malati e negli utenti, e devono essere distinte in maniera evidente
e inequivocabile da ogni possibile forma di pubblicità sanitaria.

Articolo 3
E' dovere del giornalista verificare le notizie in suo possesso ricorrendo a fonti attendibili e qualificate.

Articolo 4
E' dovere delle fonti fornire al giornalista
tutti gli elementi necessari alla compiutezza dell'informazione, nel
rispetto delle norme che regolano sia il segreto professionale che il
diritto alla riservatezza del paziente

Articolo 5
Le notizie riguardanti le prestazioni erogate
da singoli o da strutture devono essere complete ed esaurienti e
comunque fornite da responsabili o da persone da essi delegate.

Articolo 6
Ogni struttura sanitaria deve dotarsi di
strumenti idonei allo sviluppo di un corretto rapporto tra le parti che
interagiscono e cioè cittadini, pazienti, sanitari e giornalisti.

Articolo 7
E' impegno comune la non diffusione di
informazioni che possano provocare allarmismi, turbative ed ogni
possibile distorsione della verità.

Articolo 8
Le notizie riguardanti le problematiche della
sfera psicologica, affettiva e sessuale devono essere fornite e
divulgate senza indurre in interpretazioni speculative o deformanti dei
fatti.

Articolo 9
Il giornalista è tenuto al rispetto dei
principi della Carta dei Doveri e a rettificare le notizie inesatte o
non complete con tempestività e rilievo adeguato.

Articolo 10
Le fonti sono tenute alla immediata rettifica
di ogni eventuale informazione non rispondente a criteri di correttezza
e di completezza.

Articolo 11
E' comune intento ricercare nella prassi la più ampia integrazione possibile dei rispettivi codici deontologici professionali.

Articolo 12
E' comune intento la tutela dei soggetti deboli, in particolare minori, handicappati ed anziani.

Articolo I 3
E' comune intento collaborare, nel rispetto
totale della reciproca autonomia, per l'attuazione dei principi
contenuti in questa Carta.

 


Perugia, 11 gennaio I 995

Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri dell'Umbria
Il Presidente PiergiorgioVolpini
Consiglio Regionale Ordine dei Giornalisti Dell'Umbria. Il Presidente Alvaro Fiorucci
Ordine Regionale Degli Psicologi Dell'Umbria. Il Presidente Antonio Bertini