"Sistema Moggi" e giornalisti "amici"


"Sistema Moggi" e
giornalisti "amici":
Tony Damascelli sospeso
per 4 mesi dall'Albo.
In allegato l'intero testo del provvedimento

Milano, 10 ottobre 2006.
Nella seduta di ieri, il Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della
Lombardia, ha comminato la sanzione della sospensione di 4 mesi al
giornalista professionista Tony Damascelli, coinvolto in "Mongiopoli",
lo scandalo del calcio di cui parlano da maggio le cronache dei
giornali. Il numero speciale del settimanale L'Espresso dal titolo "Il
libro nero del calcio" ha pubblicato le 989 pagine del rapporto 19
aprile 2005 della II sezione del Nucleo operativo del Comando
provinciale Carabinieri di Roma in cui spicca un capitolo dal titolo  
"Il rapporto (di Moggi, ndr) con Tony Damascelli" . Le risultanze
acquisite hanno messo in luce un particolare rapporto di amicizia
esistente tra Damascelli e Moggi come affiora dalle conversazioni tra i
due intercettate dai militari dell'Arma Benemerita.
Riportiamo il capitolo 5 della delibera dedicata alle "conclusioni":   5. Conclusioni. Tony Damascelli scrive il 21 giugno 2006: "In ogni
caso, io non sono affatto intervenuto sul mio collega Franco Ordine
(che, in questo caso, avrebbe avuto motivo di dolersi di pressioni
eventuali che - a loro volta - avrebbero potuto integrare gli estremi
di un illecito deontologico) ma mi sono limitato a dare
un'anticipazione di una notizia che sarebbe stata resa pubblica dopo
poche ore, senza minimamente influire sulla linea del
giornale". Davanti al Consiglio, Damascelli ha ammesso di avere
"passato" l'articolo di Franco Ordine e di averne letto un altro il
giorno dopo nelle pagine sportive del "Giornale". Bisogna leggere una
conversazione (sopra riportata) tra Moggi e Antonio Giraudo per
comprendere la vera portata della "spiata" di Damascelli: "Alle
successive ore 20,03 (vds prog. 241 utenza 335/5443344 in uso a Luciano
MOGGI) GIRAUDO chiama MOGGI per informarlo dell'esito del colloquio
avuto con ORDINE, quest'ultimo sollecitato a chiamare GIRAUDO
verosimilmente da GALLIANI come emerge dalla successiva conversazione
che interverrà il 13 ottobre u.s. tra MOGGI ed il DAMASCELLI "...Oh è
andata benissimo con Ordine, sai com'è andata? E' un agnellino m'ha
detto ma no ma guardi che lì è successa una cosa sa, a Telenova,
domenica, il conduttore ha detto si perché alla Juventus . . .sono due
anni, ma adesso che c'è Montezemolo con della Valle, il pettegolezzo
eccetera . . . io gli ho detto se tu ti riferisci a questo, insomma, io
ho detto . . . scusi...<<>>...Lui ha detto questa cosa qui,
. . . allora dice si figuri io . . .erano voci che giravano a Firenze
nei dintorni della nazionale . . . ma per carità . . . l'amicizia che
avete voi col Milan lo so benissimo...<<>>...Gli ho detto
guardi prendiamola come un'occasione diciamo di esserci salutati e
vediamoci più spesso. Detto questo, lui, secondo me, se aveva scritto
un articolo l'avrà buttato nel cesso...". I due si complimentano a
vicenda per la riuscita della cosa ed infine il MOGGI elogia il
DAMASCELLI che inquadra definitivamente nelle file dei giornalisti
"amici" e da utilizzare e manipolare secondo i propri interessi "...Lo
vedi che per qualcosa è utile . . . li mortaci sua, . . . io non lo
volevo neppure chiamà ma poi m'ha detto che è urgentissimo, . . . dico
fosse successo qualche cosa di di di straforo, no . . . qui . . qui
bisogna sta attenti a tutto, Antò,...". La "spiata" di Damascelli, dopo
gli interventi di Moggi, Galliani e Giraudo, costringe il giornalista
Franco Ordine "a buttare nel cesso l'articolo" che stava scrivendo
(sulla Juventus, sui rapporti Giraudo/Galliani, sulle critiche di Luca
di Montezemolo a Giraudo). Si legge in un'altra
intercettazione:"Rimanendo in tale ambito, ormai, come dimostrerà la
successiva attività di intercettazione, il DAMASCELLI entra a pieno
regime in quel reticolo creato dal MOGGI per la gestione del "sistema
calcio", infatti una delle componenti che consentono al predetto il
controllo quasi totale è proprio l'influenza che lo stesso ha su alcuni
organi d'informazione grazie ai quali riesce scatenare quelle forme di
condizionamento atte a determinare l'obiettivo contingente da
perseguire". Un giornalista non può fornire a terzi una
"anticipazione" di un articolo scritto da un suo collega, provocando
interventi a catena, che portano quell'articolo in fondo a un cestino.
Con l'umiliazione del redattore che sta scrivendo l'articolo e che
viene bloccato da interventi di personaggi influenti (come
Galliani) nella società editrice del quotidiano (Il Giornale). Gli
azionisti del Milan, com'è noto, sono anche gli azionisti del
"Giornale". Damascelli, inoltre, non ha fornito alcuna prova
su suoi articoli in cui abbia denunciato il "delitto perfetto" commesso
dall'arbitro Massimo De Santis (Fiorentina-Bologna 1-0) di cui al II
rapporto dei carabinieri (2 novembre 2005), "delitto" di cui ha parlato
con Luciano Moggi. Il giornalista ha il dovere di pubblicare le notizie
di cui viene a conoscenza. L'amicizia con Moggi non può condizionare la
libertà del cronista. In sostanza Tony Damascelli era chiamato a
rispondere di aver strumentalizzato la professione giornalistica,
ponendosi al servizio di Luciano Moggi e piegando l'esercizio della
libertà di stampa   (con le telefonate compiacenti documentate
nel presente atto) a fini estranei ai doveri di indipendenza e
autonomia, lealtà e buona fede, osservanza delle leggi e rispetto dei
lettori propri di chi svolge una funzione di pubblico interesse, qual è
quella del giornalista professionista mediatore intellettuale tra i
fatti e i cittadini. L'autonomia della professione giornalistica si
fonda sul rispetto delle regole fissate nella legge professionale. Si
legge nell'articolo 1 (terzo comma) del Cnlg: "La legge su "Ordinamento
della professione giornalistica" del 3 febbraio 1963 n. 69 garantisce
l'autonomia professionale dei giornalisti e fissa i contenuti della
loro deontologia professionale specificando che "è diritto
insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica,
limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della
personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della
verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla
lealtà e dalla buona fede"".
In conclusione si può affermare che hanno trovato
conferma le ipotesi accusatorie originarie (espresse con l'avviso
disciplinare e poi con la delibera di apertura del procedimento, che
integrano questo atto amministrativo): "Dalle "carte" allegate emerge
che tu fossi non solo l'antenna di Luciano Moggi all'interno del
"Giornale" (vedi episodio Franco Ordine) ma anche un "ingranaggio" nel
sistema costruito dall'ex direttore generale della Juventus a
protezione degli interessi della società bianconera". In particolare   Tony Damascelli: a) ha violato l'obbligo di esercitare con
dignità e decoro la professione (articolo 48 della legge 69/1963
sull'ordinamento della professione di giornalista), assoggettando la
sua libertà di cronaca e di critica a censure esterne (con violazione
del comma 2 dell'articolo 21 della Costituzione); b) ha violato il principio dell'autonomia
professionale (affermato dall'articolo 1, comma 3, del Cnlg 2001/2005),
venendo così meno al dovere di promuovere la fiducia tra la stampa e i
lettori (articolo 2 della legge 69/1963); c) non ha rispettato la sua reputazione e
ha compromesso gravemente, con la sua, anche la dignità dell'Ordine
professionale cui appartiene (articolo 48 della legge professionale
69/1963)"; d) ha messo il giornalista Franco Ordine
nelle condizioni di dover subire pressioni indebite tali da limitare
potenzialmente la sua libertà di informazione, così violando il
principio di "promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi"
(art. 2, terzo comma, della legge 69/1963); e) ha violato il Codice civile nella parte
in cui (art. 2105) impone "fedeltà" del dipendente all'azienda. Tony
Damascelli, allorquando ha informato Luciano Moggi sul contenuto
dell'articolo di Franco Ordine, non ha agito "con lealtà" verso la sua
azienda (e la sua redazione) come gli impone l'articolo 2 della legge
professionale n. 69/1963;                                                         PQM il Consiglio, valutati gli elementi raccolti nel corso dell'istruttoria,                                                             delibera   di infliggere la sanzione della sospensione
di 4 (quattro) mesi al giornalista professionista Tony Damascelli. Dice
l'articolo 54 della legge 69/1963: "La sospensione dall'esercizio
professionale può essere inflitta nei casi in cui l'iscritto con la sua
condotta abbia compromesso la dignità professionale".   La presente deliberazione è "di immediata efficacia in quanto atto
di natura amministrativa" (Cass., sez. un. civ., sentenza n.
9288/1994). (Si veda anche parere dell'Ufficio VII della Direzione
generale Affari civili e libere professioni del Ministero di Giustizia
27 febbraio 1998; prot. 7/36004002/F007/744/U)

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Allegati: damascelli-delibera-9ot06.doc

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