INTERNET: COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA


INTERNET: COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA
AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
ED AL COMITATO DELLE REGIONI

 Bruxelles, 16/10/96 COM(96) 487

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA AL PARLAMENTO EUROPEO, AL
CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE ED AL COMITATO DELLE REGIONI

Informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet

INDICE

Introduzione

1. Le possibilità offerte dall'Internet

2. Modalità di funzionamento dell'Internet

3. Informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet

4. Come individuare e combattere le informazioni dicontenuto illegale sull'Internet

5. Come affrontare il problema delle informazioni di contenuto nocivo sull'Internet

6. Alternative / Conclusioni

 

Informazioni di contenuto illegale e nocivo su Internet

Introduzione

Oltre ad esser assurto a simbolo della convergenza tra l'industria
delle telecomunicazioni, quella dei computers e quella del materiale
informativo e ad aver rappresentato un fattore determinante di tale
convergenza, negli ultimi anni l'Internet si è affermato come uno dei
principali blocchi costitutivi dell'infrastruttura globale
dell'informazione nonché come un elemento abilitante d'importanza
fondamentale per la società dell'informazione in Europa. Essa è
caratterizzata da un tasso di crescita senza precedenti nella storia
delle tecnologie della comunicazione, e raggiunge attualmente circa 60
milioni di utenti in 160 paesi, cifra che si raddoppia ogni anno. La
sua applicazione più apprezzata, il World Wide Web (basato per inciso
su protocolli elaborati in Europa), sta rapidamente diventando il
tramite comunemente utilizzato per la pubblicazione d'informazioni ed
il commercio elettronico; nel 1995 si stima disponesse a livello
mondiale di 10 milioni di siti circa, il che rappresenta un incremento
del 1600% rispetto all'anno precedente. Propulso dalla sua crescita
fenomenale e dalla sua rapida evoluzione, nel corso della quale s'è
trasformato da una rete destinata alle amministrazioni ed al mondo
accademico in un'ampia piattaforma per comunicazioni e scambi
commerciali, l'Internet sta attualmente rivoluzionando diversi settori
economici e determinando la nascita di una pulsante "economia
dell'Internet", in rapida crescita. Essa è al tempo stesso divenuta un
potente fattore d'evoluzione in campo sociale, educativo e culturale,
offrendo a cittadini ed educatori la possibilità d'interventi più
incisivi, diminuendo gli ostacoli alla realizzazione ed alla
distribuzione di materiale e rendendo possibile a chiunque accedere a
fonti sempre più ricche d'informazioni digitali .
La maggior parte
del materiale disponibile sull'Internet si colloca in questa
prospettiva e serve scopi perfettamente legittimi (e spesso altamente
produttivi) legati allo scambio d'informazioni per uso privato o
commerciale. Come tuttavia accade per qualsiasi altra tecnologia di
comunicazione, soprattutto se agli stadi iniziali del suo sviluppo,
anche Internet veicola un certo volume d'informazioni di contenuto
potenzialmente nocivo od illegale, ovvero si presta ad abusi
finalizzati allo svolgimento d'attività criminali. Benché in termini
puramente statistici il fenomeno abbia dimensioni limitate, la sua
portata si estende a molti settori distinti, ai quali si applicano
regimi e strumenti giuridici differenti a livello sia nazionale che
internazionale:
sicurezza nazionale (istruzioni sulla confezione
d'ordigni esplosivi, produzione di droghe illecite ovvero attività
terroristiche);
tutela dei minori (forme illecite di commercializzazione, violenza, pornografia);
tutela della dignità umana (incitamento all'odio razziale o discriminazione razziale);
sicurezza economica (frode, istruzioni sull'uso fraudolento delle carte di credito);
sicurezza dell'informazione (interferenze di malintenzionati);
tutela della sfera privata (comunicazione non autorizzata di dati personali, molestie);
tutela della reputazione personale (diffamazione e pubblicità comparativa illecita);
tutela
della proprietà intellettuale (distribuzione non autorizzata di opere
soggette a diritto d'autore, quali ad esempio software o brani
musicali).
Se da un lato i vantaggi dell'Internet superano di gran
lunga i suoi aspetti negativi, dall'altro questi ultimi non possono
venir ignorati e costituiscono questioni di scottante attualità sotto
il profilo politico, commerciale, giuridico e dell'interesse pubblico.
Rispondendo a tali inquietudini il recente dibattito politico
nell'Unione europea ha posto in risalto la necessità d'interventi
urgenti e di soluzioni concrete.
In una data molto recente (27
settembre 1996) il Consiglio telecomunicazioni ha perciò adottato una
risoluzione relativa alla prevenzione della divulgazione di materiale
illegale su Internet, con particolare riferimento alla pornografia
infantile. Il Consiglio ha preso atto del fatto che la Commissione
avrebbe pubblicato una comunicazione su tale argomento, ed ha espresso
apprezzamento per questa iniziativa. Il Consiglio ha dato rilievo alla
necessità d'intervenire rapidamente ed ha invitato la Commissione a
procedere con le attività in corso ed a presentare i provvedimenti
prospettabili in tempo per il Consiglio telecomunicazioni del 28
novembre.
La Commissione è pienamente consapevole dell'importanza di
queste tematiche e della necessità di mantenere il giusto equilibrio
garantendo al tempo stesso il libero flusso delle informazioni e la
tutela del pubblico interesse per dar risposta ai timori giustificati.
Già
in occasione della riunione informale del Consiglio tenutasi a Bologna
il 24 aprile 1996 i ministri europei delle telecomunicazioni e della
cultura avevano attribuito la massima priorità alla questione delle
informazioni di contenuto illegale e nocivo diffuse tramite Internet.
Si era ritenuto che, per quanto l'Internet sia soggetta alle vigenti
disposizioni nazionali di legge, fosse opportuno raggiungere un accordo
in un contesto internazionale più ampio per affrontare le problematiche
specifiche di questa "rete delle reti". Si era quindi richiesto alla
Commissione di elaborare un riepilogo dei problemi posti dal rapido
sviluppo dell'Internet e di valutare in particolare la desiderabilità
di una regolamentazione europea od internazionale a questo proposito.
Per
quanto riguarda la distribuzione d'informazioni di contenuto illegale
sull'Internet, compete chiaramente agli Stati membri la responsabilità
di garantire l'applicazione delle norme vigenti: ciò che è illegale
fuori della rete rimane illegale anche sulla rete e spetta agli Stati
membri di far rispettare tali norme. Data la natura fortemente
decentralizzata e transnazionale dell'Internet sarebbe cionondimeno
opportuno varare provvedimenti concreti a livello di dicasteri della
giustizia e degli interni per rafforzare la cooperazione tra Stati
membri.
Su un altro piano la presenza di materiale illegale e nocivo
sull'Internet produce ripercussioni dirette sul funzionamento del
mercato interno. Qualora in particolare gli Stati membri adottassero
regolamentazioni di nuovi servizi Internet dirette a tutelare il
pubblico interesse potrebbero determinarsi rischi di distorsioni della
concorrenza (ad esempio se al problema della potenziale responsabilità
dei fornitori di servizi su Internet venissero date risposte
estremamente differenziate) ed intralci alla libera circolazione dei
servizi in questione, il che provocherebbe una nuova frammentazione del
mercato interno. La mancata soluzione di questi problemi potrebbe
giustificare un intervento della Comunità: come per ogni attività
industriale nuova ed in rapida crescita infatti la certezza del diritto
costituisce la condicio sine qua non per poter promuovere gli
investimenti e garantire lo sviluppo di un settore dei servizi Internet
concorrenziale nonché la crescita a livello europeo di una più ampia
economia basata sull'Internet.
Riscuote ampi consensi l'opinione che
la natura internazionale dell'Internet e le caratteristiche che ne
fanno un fenomeno unico nel suo genere (struttura estremamente
decentralizzata, resistenza alle interferenze, elevato grado
d'automazione, portata globale, impiego diffuso) ovviamente pongano
problemi nuovi e particolari, i quali manifestamente esigono soluzioni
innovative e specifiche che siano attuabili con rapidità, nonché una
risposta coordinata a livello di UE ed internazionale.
A complemento
della presente iniziativa la tematica della tutela dei minori stricto
sensu (che costituisce di per sé solo un capitolo di una più ampia
problematica delle informazioni di contenuto illegale e nocivo) verrà
affrontata prossimamente nel Libro verde sulla tutela dei minori e
della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione , che
fornirà un'impostazione orizzontale del problema e darà avvio ad un
dibattito a lungo termine su questo tema che interesserà tutti i mezzi
elettronici di comunicazione.
La presente comunicazione procede ad
una valutazione delle possibilità offerte dell'Internet, identifica
diverse varietà d'informazioni di contenuto illegale e nocivo, descrive
il contesto tecnico dell'Internet ed infine presenta alcune alternative
per interventi immediati su base tecnologica e/o giuridica volti a
lottare contro la presenza di questo materiale sull'Internet.

 

1. Le possibilità offerte dall'Internet

L'Internet presenta un considerevole potenziale sotto il profilo
dell'informazione, dell'istruzione, della ricreazione e dello
svolgimento d'attività commerciali su scala globale: enormi volumi
d'informazioni possono infatti venir inviati in tutto il mondo
nell'ambito di nuove comunicazioni multimediali a costi relativamente
contenuti. Diversi paesi, specialmente nell'Unione europea, si sono già
avvalsi di queste possibilità radicalmente nuove.
Sotto il profilo
sociale l'Internet presenta significativi vantaggi potenziali. Essa
offre ai cittadini possibilità senza precedenti di prendere il potere
nelle proprie mani e di collegarsi a fonti sempre più ricche
d'informazioni digitalizzate. L'Internet è stato utilizzato in modo
molto efficace in diversi Stati membri per stabilire contatti tra la
pubblica amministrazione ed i cittadini; giacché inoltre rende molto
più accessibile la divulgazione a livello locale oltre che globale essa
consente ad individui od associazioni di pubblicizzare ampiamente la
propria attività a costi contenuti. In campo culturale l'Internet
fornisce già un contributo significativo alla produzione ed alla
diffusione di materiale digitale e multimediale europeo, promuovendo in
tal modo la diversità linguistica e culturale nonché la diffusione
delle culture europee nel mondo. Come esemplificato da diversi progetti
innovativi che collegano biblioteche, scuole ed università europee,
l'Internet rappresenta parimenti la chiave per accedere ad una nuova
"alfabetizzazione elettronica", ed in quanto tale la chiave di volta
della nuova iniziativa d'ampia portata dell'Unione europea, il
Programma d'azione "L'apprendimento nella società dell'informazione".
Negli
anni a venire la "rete delle reti", che sta attualmente rivoluzionando
il commercio elettronico, svolgerà plausibilmente una funzione
d'importanza fondamentale per l'economia europea. Uno dei fattori
d'importanza cruciale per lo sviluppo del mercato dell'Internet negli
USA è stato il minor costo delle telecomunicazioni (delle linee a nolo
per gli utenti professionali e delle chiamate per i singoli clienti).
Tale possibilità risulta direttamente collegata alla liberalizzazione
del mercato europeo delle telecomunicazioni, che dovrebbe tradursi in
una diminuzione dei costi d'esercizio per gli utenti d'Internet ed i
fornitori di servizi.
Come il mercato statunitense infatti già
dimostra, l'Internet -La Forrester Research stima che nel 1996 il
"nocciolo duro" dell'economia dell'Internet produrrà 2,2 miliardi di
USD circa nei soli Stati Uniti. Per il 2000 all'attività connessa
all'Internet saranno direttamente attribuibili 45,5 miliardi- promuove
direttamente lo sviluppo di una nuova economia ad essa collegata,
caratterizzata da una rapida crescita, promuovendo la nascita di nuove
categorie d'imprese e la creazione di posti di lavoro (produttori
d'infrastrutture e software per Internet, fornitori d'accesso,
distribuzione di materiale destinato a consumatori ed imprese, vendita
al dettaglio on line, servizi finanziari). Al di là di questo "nocciolo
duro" dell'economia dell'Internet, costituito da imprese che producono
reddito direttamente dall'Internet, l'Internet sta producendo
ripercussioni indirette su una "sfera d'influenza" molto più ampia.
Essa
sta infatti trasformando radicalmente diversi settori economici già
esistenti (servizi turistici, assicurazioni, vendita diretta al
dettaglio, editoria elettronica), creando mercati, riducendo i costi e
migliorando il servizio alla clientela.
Essa sta in particolare
creando nuove possibilità per le PMI europee, che in numero crescente
stanno traendo alacremente profitto dall'accesso senza precedenti al
mercato mondiale offerto dal World Wide Web. Analogamente importanti
settori dell'economia europea, quale ad esempio quello delle vendite
dirette (cui nel 1994 -Fonte: Study on the Extent of Direct Marketing
in the European Union, rapporto provvisorio della FEDIM per la
Commissione europea- faceva complessivamente capo un reddito di 37
miliardi di ECU), ed in particolare quello delle vendite tradizionali
per catalogo, stanno attivamente integrando l'Internet nelle loro
strategie di commercializzazione e conseguimento degli obiettivi
aziendali ed hanno in programma di trasferire gradualmente
sull'Internet una parte rilevante delle loro attività.
Nel campo
della pubblicità e del marketing l'Internet presenta diversi vantaggi
di rilievo e ben documentati: la sua natura interattiva, abbinata
all'immediatezza ed alla facilità della comunicazione, consente
d'indirizzare i messaggi pubblicitari al pubblico con precisione molto
maggiore di quella attualmente possibile e di rilevare la reazione dei
clienti già acquisiti o potenziali. Analogamente, quando venga
utilizzato per effettuare transazioni o addirittura fornire
direttamente materiale via rete, l'Internet permette a fornitori e
clienti di realizzare notevoli risparmi.
Giacché estende la portata
degli scambi via cavo al grande pubblico del mercato mondiale
l'Internet sta al tempo stesso determinando cambiamenti radicali nelle
transazioni tra imprese man mano che le società passano da reti private
e protocolli chiusi (quali i sistemi EDI tradizionali) all'Internet ed
a "Intranets" aziendali. Questo settore interimprese è attualmente
quello caratterizzato dalla crescita più rapida nel contesto
dell'economia globale dell'Internet, e costituisce un settore
d'importanza strategica cruciale per le imprese europee che devono
affrontare la concorrenza sui mercati mondiali.
Alla pari di
qualsiasi altro settore d'attività l'Internet può venir utilizzata per
finalità legittime ovvero prestarsi ad abusi da parte di alcuni
elementi della società. A fini di legge essa andrebbe pertanto
inquadrata in modo da promuovere lo sviluppo economico tenendo al tempo
stesso conto di giustificate preoccupazioni di natura sociale e
sociologica. Occorre rassicurare consumatori ed imprese dimostrando che
l'Internet è un ambiente sicuro per lavorare, imparare e giocare.
La
presente comunicazione mira pertanto: in primo luogo a descrivere
brevemente i vari tipi d'informazioni di contenuto illegale e nocivo, n
secondo luogo ad esaminare il contesto tecnico in cui si può
intervenire per affrontare il problema posto da tali informazioni,
nfine a proporre alcuni provvedimenti di natura pratica da attuare
rapidamente.
Dei capitoli che seguono il n. 2 contiene una
descrizione delle diverse applicazioni di Internet, il n. 3 definisce
cosa s'intenda per "informazioni di contenuto illegale e nocivo", il n.
4 tratta dei modi per combattere le informazioni di contenuto illegale,
il n. 5 chiarisce alcune questioni relative alle informazioni di
contenuto nocivo ed il n. 6 presenta alcune proposte.

 2. Modalità di funzionamento dell'Internet

L'Internet costituisce attualmente l'esempio più macroscopico di
rete internazionale d'elaboratori. Benché non sia la prima né l'unica
di tale genere, essa si contraddistingue perché non ha alcun
"proprietario" e perché negli ultimi tempi l'aumento del numero di
servers che forniscono informazioni alla rete ed il numero di utenti ad
essa collegati è sorprendente; nella sola Europa il numero di servers è
aumentato del 60% nel periodo che va dal gennaio 1995 al gennaio 1996ad
utilizzarla utenti "normali", vale a dire privati e società e non
soltanto membri della comunità scientifica od accademica, cosicché il
numero di elaboratori ad essa collegati ha subito un incremento
vertiginoso. A differenza di altre reti, quale ad esempio quella per le
trasmissioni radiotelevisive, l'Internet segue sostanzialmente
l'indirizzo datole dall'utenza giacché sono gli utenti stessi,
piuttosto che gli editori affermati, a generare una parte cospicua del
"materiale".
Una caratteristica dell'Internet unica nel suo genere
è il fatto che essa funga simultaneamente da mezzo di pubblicazione e
di comunicazione: a differenza dei mezzi tradizionali infatti
l'Internet consente diversi modi di comunicazione (utente/utente, un
utente/più utenti, pluralità d'utenti). Un utente della rete può
indifferentemente trasmettere o ricevere informazioni; in qualsiasi
momento un utente passivo può diventare utente attivo fornendo
informazioni, di sua iniziativa o per il fatto di reindirizzare il
materiale pervenutogli da un terzo. L'Internet si differenzia dunque
radicalmente dai mezzi tradizionali tanto di trasmissione quanto di
telecomunicazione.
I molti modi differenti di distribuire le
informazioni contenute sull'Internet risentono di queste peculiarità
strutturali ed evolutive. La misura in cui si può far ricorso a mezzi
tecnici per rilevare la presenza d'informazioni di contenuto illegale e
nocivo od intercettarle varia dall'una all'altra di queste applicazioni.
La
maggior parte degli utenti non dispone di un accesso diretto permanente
all'Internet, ma passa per il tramite di un fornitore d'accesso. In
questa categoria rientrano:
i fornitori d'accesso ad Internet, specializzati nell'offrire l'accesso alla rete;
i
fornitori di servizi supplementari per l'Internet, che possono ad
esempio consistere nell'ospitare materiale prodotto da loro stessi,
dagli utenti ovvero da terzi;
i fornitori di servizi on line. Questo
"materiale tutelato" può esser prodotto dal fornitore on line stesso
ovvero per suo conto da terzi (società specializzate in attività
ricreative, fornitori di servizi finanziari, aerolinee etc.),
nell'ambito di un apposito accordo, che forniscono materiale tutelato
dalla legislazione sulla proprietà intellettuale sui loro sistemi
chiusi, ed ora anche sull'Internet.
Il termine "fornitore di servizi
per l'Internet" viene spesso utilizzato quale termine generico, senza
operare una chiara distinzione tra il servizio consistente nel fornire
l'accesso alla rete ed il servizio di ospitare materiale . Per
distinguere le due attività nella presente comunicazione si
utilizzeranno i termini "fornitore d'accesso" e "fornitore di servizi",
fermo restando che una stessa organizzazione può ovviamente rientrare
in entrambe le categorie.
Tanto i "fornitori d'accesso", quanto i
"fornitori di servizi", si collegano all'Internet per mezzo di una
linea presa a nolo, un collegamento al sistema di telecomunicazioni
reso disponibile da un "esercente di rete" quale la British Telecom.
Il
World Wide Web (WWW ovvero semplicemente Web) è la sede in cui è
possibile visionare/ascoltare pagine di testo e/o illustrazioni ed
addirittura clips sonori e video. Le pagine sono collegate tra loro da
una serie di "hyperlinks" che rendono possibile navigare agevolmente
nel Web. Tali pagine possono venire pubblicate da chiunque abbia
accesso ad uno spazio di memoria su un computer "ospite" collegato
all'Internet che utilizzi l'opportuno software (un cosiddetto "Web
server" o "sito"). I fornitori di accesso ad Internet offrono spesso
questa possibilità a costi contenuti come servizio supplementare; in
questo modo i singoli individui hanno una possibilità di diffondere
informazioni identica a quella delle grandi imprese. Le pagine così
pubblicate sono a disposizione di qualsiasi utente di Internet che
scelga di consultarle, e possono venire identificate con un indirizzo
che viene utilizzato per consultarle direttamente o per arrivarvi
tramite gli hyperlinks.
La posta elettronica (e-mail) consente la
comunicazione tra individui; essa rende anche agevole inviare lo stesso
messaggio ad una pluralità di indirizzi avvalendosi di appositi
elenchi. Ancorché generalmente l'autore di un messaggio sia
identificato dal suo indirizzo e-mail, sono stati tuttavia costituiti
sistemi di "rispedizione anonima" nell'ambito dei quali l'identità del
mittente non viene comunicata al destinatario. I messaggi inviati ad un
indirizzo Internet sono memorizzati nella "cassetta delle lettere" del
destinatario sull'apposito server gestito dal fornitore d'accesso fino
a quando il destinatario non li legge.
Nell'ambito di circa 15.000
newsgroups (chiamati talvolta "bacheche elettroniche") le informazioni
vengono fornite da individui che inviano messaggi (i quali possono
essere costituiti semplicemente da un testo ovvero includere
illustrazioni codificate così da renderne possibile la trasmissione).
Questi messaggi non vengono messi in memoria in un unico posto, ma
copiati dal server di un newsgroup all'altro.
Newsgroups esistenti.
Sul World Wide Web ci sono comunque anche siti che contengono archivi
di materiale dei newsgroups, che può venire passato in rassegna.
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In aggiunta a ciò l'Internet Relay Chat (IRC; tradotto liberamente
"scambio di chiacchiere sull'Internet") consente agli abbonati ad
Internet di comunicare direttamente tra loro in tempo reale e può venir
utilizzato per organizzare incontri personali o per lo scambio di
materiale. Attualmente l'IRC è anche in grado di fornire un supporto
per tecnologie video a bassa risoluzione (ad esempio CUSeeME).
Tutti
questi mezzi possono venire utilizzati per distribuire informazioni di
contenuto illegale e nocivo; nelle pagine che seguono si vedrà in che
misura sia possibile sottoporli a controllo.

 

3. Informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet

L'Internet costituisce una nuova forma di diffusione e
comunicazione. Come qualsiasi altra tecnologia della comunicazione,
soprattutto se nelle fasi iniziali di sviluppo, l'Internet veicola un
certo numero d'informazioni di contenuto potenzialmente illegale e
nocivo oppure è oggetto di abusi per finalità criminali. Come qualsiasi
altra tecnologia della comunicazione, ad esempio il telefono od il GSM,
l'Internet può venire utilizzata da elementi criminali per agevolare lo
svolgimento delle loro attività.
Tutte queste attività ricadono nel
campo d'applicazione delle normative vigenti, cosicché l'Internet non
esiste in un vuoto giuridico giacché tutte le persone che con esso
interagiscono (autori, fornitori di materiale, fornitori di servizi che
materialmente mettono in memoria i documenti e li rendono disponibili,
esercenti di rete, fornitori d'accesso ed utenti) sono soggetti alle
vigenti leggi dei rispettivi Stati membri.
Ai fini di una
valutazione dell'illegalità e della nocività del contenuto di
un'informazione è d'importanza cruciale discriminare tra i contenuti
illegali e gli altri contenuti nocivi. Queste due categorie di
contenuti pongono questioni di principio radicalmente differenti, cui
vanno date risposte giuridiche e tecnologiche molto diverse. Sarebbe
pericoloso confondere problemi distinti quali quello del possibile
accesso di minorenni a materiale pornografico destinato agli adulti e
quello dell'accesso di adulti alla pornografia infantile . Occorre
definire chiaramente le priorità e mobilitare le risorse disponibili
per affrontare i problemi più gravi, vale a dire la lotta ai contenuti
criminali, consistente ad esempio nel reprimere la pornografia
infantile o lo sfruttamento della novità tecnologica dell'Internet a
fini criminali.

a. Contenuto criminale

Esiste tutta una gamma di norme che limitano per motivi differenti
l'impiego e la distribuzione d'informazioni con determinati contenuti.
La violazione di tali norme comporta l'illegalità del materiale.
In
alcuni casi non si tratta di tutelare l'ordine pubblico, quanto
piuttosto i diritti delle singole persone (tutela della vita privata e
del buon nome) e di un ambiente atto a consentire la fioritura delle
attività di creazione di materiale (tutela della proprietà
intellettuale). Contro contenuti tali da configurare reati quali
l'infrazione del diritto d'autore, la diffamazione, l'invasione della
sfera privata od una pubblicità comparativa illegale si procederà di
norma su iniziativa della persona i cui diritti siano lesi nell'ambito
di un'azione civile per danni ovvero mediante un ordine del tribunale,
benché tali diritti possano eventualmente venir parimenti tutelati in
sede penale od amministrativa (tutela dei dati). Anche i fornitori di
servizi potranno venir coinvolti in azioni riguardanti il contenuto
delle informazioni giacché potranno venir accusati di averne agevolato
la diffusione.
Determinato materiale viene inoltre considerato criminale dalle legislazioni degli Stati membri.
In
questa categoria rientrano ad esempio la pornografia infantile, la
tratta degli esseri umani, la divulgazione di materiale razzista o gli
incitamenti all'odio razziale, il terrorismo ovvero tutte le forme di
frode (ad esempio l'impiego fraudolento delle carte di credito).
L'esatta
definizione dei comportamenti illeciti varia da un paese all'altro.
All'interno dell'UE ad esempio, anche alla pornografia infantile, campo
in cui più unanime è il consenso, in alcuni Stati membri si applicano
specifiche disposizioni di legge: si veda il Libro verde sulla tutela
dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e
d'informazione. In altri, disposizioni d'indole più generale attinenti
alla pubblicazione di materiale osceno.
Come ad esempio nel caso
della pubblicazione del "Mein Kampf" di Adolf Hitler ovvero della
propugnazione di tesi storiografiche "revisioniste" (tendenti cioè a
negare che l'Olocausto abbia avuto luogo), che sono entrambe vietate in
alcuni Stati. Possono inoltre insorgere difficoltà pratiche per fare
rispettare la legge nel caso in cui determinati atti siano perseguibili
in uno Stato membro ma non in un altro.

b. Contenuto nocivo

I valori e la sensibilità altrui possono venir oltraggiati da
diversi tipi di materiale, che esprimano opinioni politiche, credenze
religiose o pareri in tema di razza etc.
La nozione di nocuità
risente di differenze culturali. Ogni paese può raggiungere proprie
conclusioni nel definire il confine tra ciò che è consentito e ciò che
non lo è. Risulta dunque indispensabile che le iniziative
internazionali tengano conto della diversità delle norme morali nei
diversi paesi per esaminare la possibilità d'arrivare a norme idonee a
tutelare le persone contro il materiale offensivo pur garantendo la
libertà d'espressione.
In questo contesto è implicito che i diritti
fondamentali, e specialmente quello della libertà d'espressione, vadano
pienamente rispettati (per quanto concerne i limiti negli Stati membri
si veda il Libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana,
Allegato III).

 

4. Come individuare e combattere le informazioni di contenuto illegale sull'Internet

E' di competenza degli Stati membri definire per legge cosa sia
illegale e far rispettare la legge rilevando l'esistenza di attività
illegali e punendo i responsabili. Le particolari caratteristiche
dell'Internet tuttavia fanno sì che garantire il rispetto della legge
risulti più complicato di quanto avviene con l'impiego di mezzi di
comunicazione più tradizionali.
Mentre tuttavia le infrazioni della
legge nelle applicazioni pubbliche di Internet (World Wide Web) sono
rilevabili senza difficoltà, altrettanto non può dirsi per le
applicazioni private (ad es. e-mail). Analogamente in un contesto
nazionale è relativamente facile garantire il rispetto della legge, ma
tale compito risulta molto più difficile in un contesto internazionale.

a.Limiti tecnici degli strumenti per garantire il rispetto della legge

Le caratteristiche tecniche dell'Internet rendono inefficaci
determinati tipi di controllo: a causa della possibilità di
reindirizzare i messaggi sull'Internet i controlli possono
effettivamente aver luogo soltanto ai punti di entrata e di uscita
nella rete (vale a dire in corrispondenza del server mediante il quale
l'utente accede alla rete oppure del terminale utilizzato per visionare
o trasferire le informazioni ovvero del server su cui un documento è
pubblicato).
Anche qualora un documento pubblicato venga rimosso da
un server in seguito ad un intervento delle autorità è sempre possibile
copiarlo agevolmente e rapidamente su altri servers soggetti ad altre
giurisdizioni, cosicché esso continua ad essere disponibile finché
anche tali siti non vengano bloccati. Per questo motivo occorre la
cooperazione internazionale per evitare che i documenti che infrangono
norme generali di diritto penale possano usufruire di "rifugi sicuri".

b. Il ruolo dei fornitori d'accesso e dei fornitori di servizi

I fornitori d'accesso ed i fornitori di servizi svolgono un ruolo
d'importanza cruciale nel consentire agli utenti di accedere al
materiale presente su Internet. Non si deve tuttavia dimenticare che la
responsabilità per il contenuto del materiale spetta in primo luogo
agli autori ed ai fornitori del materiale stesso; è quindi essenziale
assegnare con precisione le diverse responsabilità così da perseguire
per eventuali contenuti illegali coloro che li hanno posti in essere.

i) Responsabilità giuridica dei fornitori d'accesso e/o di servizi per l'Internet

Il regime generale della responsabilità giuridica, che potrebbe
venir applicato anche ai fornitori d'accesso e/o di servizi per
l'Internet in relazione ai materiali di contenuto illegale (di
qualsiasi natura esso sia: pornografia infantile, violazione di diritti
d'autore, offerte fraudolente, diffamazione etc.), può assumere a
seconda delle circostanze molte forme diverse con atti perseguibili
nell'ambito del diritto penale, civile (richieste di risarcimento per
violazione di diritti d'autore o diffamazione, ovvero contenziosi
connessi ai contratti con gli utenti o gli esercenti delle reti) od
amministrativo (in funzione della regolamentazione vigente nel paese in
cui operano i fornitori d'accesso e/o di servizi). Benché i fornitori
d'accesso non esercitino un controllo diretto sul materiale disponibile
sull'Internet né sulla parte di esso che i loro clienti scelgono di
consultare, in alcuni casi la polizia ha svolto indagini sulle loro
attività in rapporto all'esistenza d'informazioni di contenuto illegale
e nocivo a cui era possibile accedere mediante le infrastrutture
tecniche di cui essi disponevano. Potrà eventualmente rivelarsi
necessario modificare o chiarire le disposizioni di legge per aiutare i
fornitori d'accesso e/o di servizi, la cui attività principale è quella
di fornire un servizio ai clienti, a seguire una linea di condotta che
li ponga al riparo tanto dalle accuse di censura quanto dalla
responsabilità giuridica per atti perseguibili.
Nel caso in cui i
fornitori di servizi forniscano anche materiale sul World Wide Web
ovvero nell'ambito deinewsgroups ovviamente essi ne sono responsabili
alla stessa stregua di qualsiasi autore o fornitore di materiale; se
però il materiale viene fornito da terzi occorre che la questione della
responsabilità dei fornitori di servizi sia chiara.

Austria, Germania, Francia e Regno Unito (Defamation Bill).

In diversi Stati membri sono stati adottati o proposti provvedimenti
di legge che definiscono la responsabilità giuridica dei fornitori di
servizi per l'Internet in modo tale che questa può venir invocata in
relazione a materiale ospitato sul loro server soltanto qualora sia
ragionevole attendersi che essi siano consapevoli di una sua illegalità
manifestamente apparente ovvero non prendano ragionevoli provvedimenti
per eliminare tale materiale una volta che la loro attenzione sia stata
chiaramente attirata su di esso.
Alcune norme si dimostrano ancor
più restrittive in quanto sembrano stabilire per i fornitori d'accesso
l'obbligo di limitare l'accesso ad altri siti contenenti materiale
illegale.
Agli esercenti di rete, d'altro canto, non può di norma
venir imputata la responsabilità civile o penale di materiale reso
disponibile sulle loro reti, benché in forza delle vigenti disposizioni
di legge o delle condizioni cui è subordinata la concessione della
licenza d'esercizio della rete possa venir loro richiesto di prender
provvedimenti nei confronti dei loro clienti (i fornitori d'accesso)
qualora questi sfruttino le infrastrutture poste a loro disposizione
per diffondere materiale illegale.
Il grado di responsabilità in
relazione a materiale tale da configurare la fattispecie d'illeciti
quali la pubblicità comparativa e le violazioni di diritto d'autore va
considerato anche alla luce dell'approfondito esame che la Commissione
ha fatto degli effetti prodotti sul mercato interno dalla varietà delle
normative nazionali, ed in particolare di quelle riguardanti le
comunicazioni commerciali ed il diritto di riproduzione di opere
d'ingegno e figurative (copyright), Proposta di direttiva sulle
comunicazioni commerciali e progetto di comunicazione sul seguito da
dare al Libro verde sul diritto di riproduzione e diritti affini nella
società dell'informazione. In Francia un analogo codice è stato
proposto dal Rapport de la Mission Interministérielle sur l'Internet
(Rapporto Falque-Perrotin).

Un grande fornitore internazionale di servizi on line basato negli
Stati Uniti, che offre anche l'accesso all'Internet e conta un numero
considerevole di abbonati in Germania.

ii) L'autodisciplina a livello nazionale, europeo ed internazionale.

All'ultima verifica il documento era disponibile in 43 siti WWW e in
2 newsgroups, oltre ad essere disponibile presso un listserver della
posta elettronica. In diversi Stati membri i fornitori d'accesso e/o di
servizi per l'Internet hanno già posto in essere sistemi
d'autodisciplina. La proposta direttiva sulle vendite a distanza
dispone tra l'altro che chi offre beni e servizi a distanza (anche per
via elettronica) debba identificarsi. Nel Regno Unito La Convenzione
europea dei diritti dell'uomo contiene inoltre disposizioni pertinenti
a questo argomento che affermano il diritto all'inviolabilità della
vita privata, della riservatezza e della corrispondenza, un principio
recepito anche nelle norme su iniziativa degli operatori del settore; è
stato concordato un codice di condotta; è stato inoltre costituito un
organismo indipendente, la Safety Net (rete di sicurezza) Foundation,
che fornisce un servizio di classificazione dei newsgroups ed un numero
telefonico esclusivamente destinato ad accogliere le denunce della
presenza di materiale illegale provenienti da membri del pubblico.
Provvedimenti analoghi sono stati presi in Germania e nei Paesi Bassi.
La
Commissione vede con favore questo orientamento generale alla
autodisciplina ed ha incoraggiato la costituzione di una rete europea
di associazione di fornitori di accesso ad Internet.
Questa cooperazione potrebbe venire estesa su un piano internazionale più ampio.
Trovandosi
a dover affrontare problemi comuni gli organismi d'autodisciplina
potrebbero trarre vantaggio dal fatto di coordinare le impostazioni
seguite, in particolare per quanto riguarda le soluzioni tecniche.
Vista inoltre la forte decentralizzazione che caratterizza l'ambiente
Internet, anche gli utenti dell'Internet hanno una funzione molto
importante da svolgere nel contribuire all'autodisciplina del settore.

iii) Rimozione di materiale dai servers

In linea di massima la legislazione degli Stati membri dispone che
un fornitore di servizi il quale venga a conoscenza della presunta
illegalità del contenuto di materiale ospitato sul suo server debba
chiaramente intervenire per rimuovere il materiale in questione. La
segnalazione può pervenirgli dall'organismo nazionale d'autodisciplina
preposto all'identificazione del materiale illegale ovvero da un
organismo equivalente di un altro paese. Giacché il materiale può venir
agevolmente copiato su altri servers questa linea di condotta va
seguita anche dagli altri fornitori di servizi e non solo nel paese in
questione, ma nel mondo intero. L'esistenza di una rete internazionale
di organismi d'autodisciplina gioverebbe grandemente a questo processo,
anche se la sua realizzazione richiederà indubbiamente un certo tempo.

iv) Bloccare l'accesso alle informazioni a livello di fornitori d'accesso

Qualora risulti impossibile rimuovere il materiale illegale dal
server che lo ospita, ad esempio perché questo si trova in un paese le
cui autorità non sono disposte a cooperare ovvero la cui legislazione
non classifica come illegale il materiale in questione, un'alternativa
può consistere nel bloccare l'accesso a tale materiale a livello di
fornitori d'accesso.
Attualmente non è chiaro in che misura sia
tecnicamente possibile bloccare l'accesso a determinate informazioni
una volta che se ne sia stabilita l'illegalità, e questo è un problema
che si ripercuote anche sul grado di responsabilità dei fornitori
d'accesso. La mancanza di chiarezza circa la fattibilità tecnica di
questa soluzione non ha impedito che in alcuni casi si seguisse questa
impostazione perché i fornitori d'accesso sono un gruppo individuabile
e relativamente piccolo.
Alcuni paesi terzi hanno approvato leggi di
ampia portata per bloccare l'accesso diretto ad Internet tramite i
fornitori d'accesso introducendo l'obbligo di un "proxy server" (server
vicario o delegato) simile a quelli utilizzati a fini di sicurezza
dalle grandi organizzazioni, abbinato alla stesura centralizzata di un
elenco di documenti proibiti per motivi che vanno ben al di là
dell'illegalità dei contenuti quale è definita in modo relativamente
limitativo nell'ambito della presente comunicazione. Un tale regime
restrittivo è inconcepibile per l'Europa poiché limiterebbe seriamente
la libertà dell'individuo e risulterebbe in contrasto con le sue
tradizioni politiche.
La fattibilità di una simile strategia è
inoltre incerta a causa della complessità e del grado d'apertura delle
infrastrutture europee di comunicazione.
Un'altra impostazione,
consistente nell'obbligare i fornitori d'accesso a bloccare l'accesso
dei propri abbonati a materiale illegale in base a decisioni prese caso
per caso, è stata recentemente seguita dalle autorità tedesche.
Nel
caso della Compuserve il pubblico ministero ha ritenuto che il
contenuto di certe informazioni disponibili nei newsgroups fosse
illegale ed ha chiesto alla Compuserve di negare l'accesso a tali
newsgroups . Poiché il suo software inizialmente non permetteva di
distinguere gli abbonati tedeschi dagli altri ai fini dell'accesso ai
newsgroups , in un primo tempo la Compuserve ha sospeso l'accesso a
diversi newsgroups per gli abbonati in tutto il mondo, il che ha
provocato molte proteste contro questo presunto tentativo di esportare
i principi morali tedeschi nel resto del mondo. In seguito la
Compuserve ha ripristinato l'accesso a gran parte di questi newsgroups
per tutti gli abbonati salvo quelli tedeschi. A quanto sembra non sono
state prese iniziative contro gli altri fornitori d'accesso basati in
Germania, i cui abbonati possono quindi continuare a consultare il
materiale in questione se il fornitore d'accesso sceglie di offrire il
relativo newsgroup .
In un caso recente i pubblici ministeri
tedeschi hanno minacciato di procedere nei confronti dei fornitori
tedeschi d'accesso ad Internet qualora questi non avessero bloccato
l'accesso ad una rivista pubblicata in un sito Web su un server nei
Paesi Bassi accusata di promuovere la violenza di stampo terroristico.
I fornitori di accesso hanno soddisfatto questa richiesta, ma non senza
protestare. Ciò ha tuttavia comportato che si bloccasse l'accesso a
tutto il materiale del server olandese, incluso quello innocuo, mentre
il documento in questione continua ad essere disponibile per gli utenti
Internet non residenti in Germania. E' inoltre stata immediatamente
adottata tutta una serie di tattiche per aggirare il blocco. Non è
chiaro se il materiale contravvenga alla legislazione olandese; in ogni
caso le autorità olandesi non sono intervenute. Il fornitore olandese
di servizi ha sostenuto che l'iniziativa delle autorità tedesche
costituisce un'interferenza con il libero scambio di servizi
all'interno dell'UE.
Il blocco dei siti a monte può pertanto
presentare diversi svantaggi di rilievo, ed in particolare può
risultare inefficace per impedire che gli utenti criminali "saltino" da
una modalità d'impiego dell'Internet all'altra, passando ad esempio da
una pagina del Web ad un newsgroup Usenet e da questo alla normale
posta elettronica.
Ciò dimostra come sia indispensabile la
cooperazione tra le autorità ed i fornitori d'accesso ad Internet per
garantire che le misure intraprese siano efficaci e non eccedano quanto
è strettamente necessario.

c. L'uso anonimo dell'Internet

Di norma gli utenti dell'Internet sono identificati dal fatto che
l'autore viene indicato sulla home page (frontespizio) del materiale
pubblicato sul World Wide Web, ovvero dall'indirizzo d'identificazione
("URL") della pagina, ovvero dall'indicazione di un indirizzo e-mail
per la posta elettronica od il messaggio riportato da un newsgroup. Ciò
risulta opportuno in ossequio al principio democratico che gli
individui, se da un lato sono liberi di esprimere i loro pensieri e le
loro opinioni, dall'altro devono sostenere la responsabilità delle loro
azioni. Il principio della rintracciabilità a fini giuridici andrebbe
quindi inserito in eventuali codici di condotta nazionali od europei
che disciplinino le attività di rispedizione.
Le autorità preposte a
garantire il rispetto della legge hanno espresso preoccupazione circa
diverse tecniche che consentono agli utenti dell'Internet di mantenere
l'anonimato e possono agevolare l'invio di materiale illegale rendendo
difficile od addirittura impossibile identificare il responsabile.
Questo
problema non interessa il World Wide Web, nel cui ambito un fornitore
di servizi conosce, od almeno dispone dei mezzi per conoscere, il
fornitore di materiale. L'anonimato consente tuttavia agli utenti
d'inviare posta elettronica od un messaggio ad un newsgroup Usenet
senza che il destinatario venga a sapere il loro nome od il loro
indirizzo e-mail, poiché un intermediario (il rispeditore anonimo) ha
eliminato dal messaggio le corrispondenti informazioni.
Il desiderio
d'anonimato d'un utente può peraltro rispondere a motivi perfettamente
legittimi (inclusa la paura di rappresaglie per pareri espressi oppure
la mancanza di fiducia circa l'impiego che il destinatario potrebbe
fare d'informazioni personali).
La legittima esigenza dell'anonimato
andrebbe tuttavia riconciliata con i principi della rintracciabilità a
fini giuridici. Le recenti proposte britanniche in tema di Safety Net
cercano di risolvere questo duplice problema. In esse si sostiene la
tesi che l'impiego di conti veramente anonimi costituisca un pericolo,
mentre il ricorso a pseudonimi rintracciabili non lo faccia, e si
propongono provvedimenti volti a chiudere le scappatoie note ed a
migliorare la rintracciabilità. Si propone inoltre che i rispeditori
anonimi registrino una serie di dati riguardanti l'identità dei loro
corrispondenti, che godrebbero della tutela prevista dall'apposita
legislazione e verrebbero quindi posti a disposizione della polizia
solo con le opportune salvaguardie giuridiche.
Perché i
provvedimenti in tema di rintracciabilità risultino efficaci occorre
lavorare sul piano tanto degli aspetti tecnici quanto della
cooperazione globale. cosicché i messaggi anonimi non dovrebbero essere
oggetto di una proibizione assoluta. Si potrebbe suggerire che chi
fornisce tale servizio sia soggetto a norme particolarmente rigorose in
tema di tutela dei dati personali degli utenti, ai quali potrebbe
accedere solo la polizia quando svolgesse indagini su un atto
criminoso. La cooperazione dei fornitori di servizi contribuirebbe a
garantire che le possibilità d'abuso siano limitate.
Perché i
provvedimenti relativi alla rintracciabilità a fini giuridici risultino
efficaci occorre lavorare sul piano tanto degli aspetti tecnici quanto
della cooperazione globale.

d. La cooperazione giudiziaria e di polizia a livello di UE ed internazionale

Come si è già visto la definizione degli atti illeciti varia da un
paese all'altro. A causa della natura internazionale dell'Internet,
anche se la legislazione di un determinato paese proibisce il materiale
in questione e l'assoggetta ad un'azione penale obbligatoria può
accadere che autore, fornitore del materiale e fornitore di servizi non
possano venir raggiunti dalle autorità nazionali per ragioni di
competenza territoriale; il diritto penale infatti opera unicamente
all'interno delle frontiere nazionali. Per evitare che le attività
criminali possano approfittare di analoghe scappatoie sarebbe dunque
importante che gli Stati membri definissero livelli minimi comuni nel
contesto delle rispettive legislazioni in campo penale.
Sarebbe
inoltre opportuno rafforzare la cooperazione dei tribunali penali e
delle forze di polizia tra gli Stati membri e prevedere una
cooperazione internazionale con i nostri principali partners al di
fuori dell'Unione, basata ad esempio su convenzioni o su nuovi
strumenti giuridici internazionali.
In questo contesto risulterebbe
parimenti utile estendere la cooperazione alla prevenzione di attività
criminali che sfruttino la novità del veicolo Internet.
Potrebbero
anche venir organizzati incontri tra gli esperti tecnici e gli esperti
di diritto penale per studiare il modo più opportuno per raggiungere un
certo grado di comunanza delle norme penali. Andrebbe parimenti
incoraggiata una cooperazione più fattiva a livello d'Unione tra
operatori del settore ed autorità.
L'accordo raggiunto a Dublino tra
i ministri della giustizi e degli interni per rafforzare nell'ambito di
EUROPOL la cooperazione tra forze di polizia nella lotta alla pedofilia
ed alla tratta dei bambini e delle donne oltre che per cercare di
stabilire un livello minimo comune per la legislazione contro gli abusi
sessuali a danno di minori andrebbe considerato un primo passo
incoraggiante in questa direzione.
Analogamente la dichiarazione
del Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini,
recentemente tenutosi a Stoccolma, dovrebbe costituire la base di
un'iniziativa comune.

 

5. Come affrontare il problema delle informazioni di contenuto nocivo sull'Internet

Lo strumento principale per affrontare il problema delle
informazioni di contenuto nocivo consiste nel garantire la
disponibilità di mezzi pratici per limitare l'accesso al materiale in
questione da parte delle persone più vulnerabili.

a. Il principio della libertà d'espressione.

La Convenzione europea dei diritti dell'uomo, firmata da tutti gli
Stati membri e recepita come parte integrante tra i principi generali
della legislazione comunitaria, contiene disposizioni pertinenti al
tema in oggetto che affermano il diritto alla libertà d'espressione.
Questi diritti possono esser subordinati a talune condizioni, non sono
assoluti e sono soggetti a significative limitazioni, cosicché è ad
esempio consentito subordinare al rilascio preventivo di licenze lo
svolgimento di attività imprenditoriali nel campo delle trasmissioni
radiotelevisive o degli spettacoli cinematografici. Lo stesso principio
figura nelle costituzioni o nella tradizione costituzionale di tutti
gli Stati membri.
Può risultare difficile per gli Stati membri
tracciare il confine tra ciò che è protetto dalla libertà di parola e
ciò che può essere oggetto di restrizioni.
In Francia il Consiglio
costituzionale ha recentemente annullato le disposizioni della legge
sulle telecomunicazioni che fissavano le condizioni alle quali i
fornitori di accesso (inclusi quelli dell'Internet) avrebbero dovuto
venire considerati esenti da responsabilità penale per il materiale al
quale fornivano accesso. La legge accordava al Conseil Supérieur de
Télématique la facoltà di formulare raccomandazioni circa il tipo di
materiale che poteva venir ritenuto ammissibile. Il Consiglio
costituzionale ha espresso il parere che tale disposizione andasse
formulata in modo più accurato poiché essa sollevava problemi connessi
alla libertà individuale.
Si può trarre la conclusione d'indole
generale che qualsiasi intervento normativo mirante a tutelare i minori
non debba assumere la forma di una proibizione assoluta d'impiegare
l'Internet per distribuire determinato materiale che è liberamente
disponibile su altri mezzi di comunicazione . Un'altra conclusione è
che occorre procedere ad un esame delle vigenti norme sulla
regolamentazione del contenuto dell'informazione per vedere se non sia
possibili applicarle per analogia, e che non si debba ricorrere a leggi
draconiane semplicemente perché l'Internet ha il potenziale di
raggiungere un ampio pubblico.
In risposta ad analoghe
preoccupazioni in altre parti del mondo, negli Stati Uniti un tribunale
distrettuale ha dichiarato incostituzionali le disposizioni
fondamentali del Communications Decency Act (legge di tutela della
decenza pubblica nelle comunicazioni) miranti a tutelare i minori,
facendo riferimento al principio della libertà di parola contenuto nel
primo emendamento della costituzione statunitense. Si è ritenuto che la
legge risultasse formulata in modo troppo generico giacché, per quanto
la tutela dei minori costituisca uno scopo legittimo, i fornitori di
servizi non hanno la possibilità d'identificare un utente come minore
cosicché in pratica sarebbe stato del tutto irrealizzabile pubblicare
il materiale "per adulti" in condizioni di sicurezza, il che avrebbe
interferito con la libertà di parola tutelata dalla costituzione.

b. L'inquadramento giuridico del mercato interno

La circolazione d'informazioni su reti estese a più di un paese, in
quanto per natura transfrontaliera, rientra nel campo d'applicazione
delle norme che disciplinano il mercato interno e la concorrenza e
risulta in particolare tutelata dal principio della libertà di
prestazione di servizi . Le autorità nazionali possono prendere
provvedimenti tali da limitare l'esercizio di questa libertà
fondamentale, ad esempio nell'intento di tutelare i minori, ma solo se
detti provvedimenti risultano commensurati allo scopo; essi devono in
altre parole essere idonei a conseguire l'obiettivo prefisso e non
possono andare al di là di quanto è necessario a tal fine.
In questa
ottica la Commissione ha recentemente adottato una proposta di
direttiva riguardante l'istituzione di una procedura d'informazione e
cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione per nuove questioni
di regolamentazione attinenti ai servizi d'informazione. Tale proposta
garantisce la trasparenza normativa ed impedisce altresì che il mercato
interno torni a frammentarsi; essa mira in tal modo a fornire una
tutela più efficace dell'interesse pubblico in questo campo nonché una
risposta più calibrata alle esigenze di regolamentazione che cominciano
a manifestarsi. Il proposto sistema di cooperazione amministrativa tra
Stati membri e Commissione renderebbe inoltre più coerente il messaggio
dell'Unione europea su queste questioni a livello internazionale.

c. Software di controllo: dare ai genitori la possibilità di proteggere i minorenni

Fortunatamente esistono mezzi tecnici che consentono di tener conto
della diversità di principi morali riscontrabile a livello non soltanto
di ordinamenti giuridici nazionali, ma anche di giudizi soggettivi
degli utenti. Ciò consentirà di perseguire al tempo stesso l'obiettivo
del libero flusso d'informazioni e quello del rispetto delle preferenze
individuali.
In risposta alle richieste del pubblico negli ultimi
due anni sono state sviluppate diverse tecnologie che permettono ai
genitori di controllare il materiale che entra nelle loro case via
Internet . A differenza della "censura a monte" effettuata da organismi
ufficiali (che bloccano la pubblicazione d'informazioni di contenuto
illecito), il filtraggio permette il "controllo a valle" da parte dei
genitori (impedendo che materiale indesiderabile raggiunga i minorenni
). Il sistema del filtro, che dà rilievo alla responsabilità dei
genitori piuttosto che all'intervento pubblico , gode di un forte
sostegno da parte degli operatori del settore e dei gruppi per le
libertà civili, che lo giudicano il modo più efficace per risolvere i
problemi specifici posti da Internet e tenere conto delle differenze
nei canoni di gusto e decenza esistenti tra paesi, comunità e famiglie.
Esso costituisce una risposta pragmatica, non giuridica, alla presenza
d'informazioni di contenuto nocivo sull'Internet, sebbene l'offerta di
tali dispositivi di filtraggio possa in alcuni casi avere ripercussioni
giuridiche (ad esempio esonerando da ogni responsabilità i fornitori
d'accesso che offrano tali dispositivi).
Oltre ad essere utile come
"linea di difesa" a livello d'utente finale, il software di filtraggio
può anche venir utilizzato in vari stadi del processo di trasmissione,
ad esempio dai fornitori d'accesso o di servizi.
Vi sono tre modelli
principali dei software di filtraggio: "blacklisting" (una "lista nera"
di siti ai quali viene bloccato l'accesso), "whitelisting" (una "lista
bianca" de soli siti cui è consentito l'accesso) ed "etichettatura
neutrale" (i siti sono etichettati o classificati, ma si lascia
all'utente la decisione circa l'uso cui destinare l'etichettatura o la
classificazione).
La tecnica del blacklisting è stato utilizzata
ampiamente nei pacchetti di filtraggio a funzionamento autonomo
(standalone) della prima generazione, quali "Cyber Patrol". Introdotto
nell'agosto del 1995, Cyber Patrol si applica sia ai fornitori
d'accesso diretto ad Internet che ai servizi commerciali on line. Il
suo elenco CyberNOT contiene circa 7.000 siti, suddivisi in 12
categorie (violenza/bestemmie, nudità, atti sessuali, immagini volgari,
razzismo/pregiudizi etnici, satanismo/sette, droga, militanza
politica/estremismo, gioco d'azzardo, discutibile/illegale,
alcol/tabacco). I genitori possono bloccare selettivamente l'accesso ad
una o più categorie apponendo una croce nei corrispondenti riquadri del
programme manager.
Il "whitelisting" funziona invece in base al
principio opposto: il software blocca tutto il materiale Internet ad
eccezione dei siti espressamente autorizzati da una "lista bianca".
Questa tecnica è estremamente limitativa e contraria alla logica
dell'Internet; essa risulta però molto sicura ed è già stata
utilizzata, in particolare in ambito scolastico.
Le tecniche di
"etichettatura neutrale" : la Platform for Internet Content Selection
(piattaforma per la selezione contenutistica del materiale Internet, in
sigla PICS) è una nuova norma di recente apparizione, applicata da
tutti gli operatori del settore e radicalmente diversa dai precedenti
pacchetti a funzionamento autonomo, che fornisce un'infrastruttura
standard d'etichettatura neutrale e filtraggio del materiale Internet.
PICS separa le due funzioni di valutazione e di filtraggio dei siti e
consente un alto livello di flessibilità e sicurezza; essa costituisce
pertanto la soluzione più innovativa e completa finora trovata per
affrontare il problema del contenuto del materiale Internet.

d. PICS: uno standard globale per il settore

La Platform for Internet Content Selection (PICS), il cui lancio
ufficiale è avvenuto lo scorso maggio per opera del World Wide Web
Consortium, costituisce un tentativo dell'intero settore di stabilire
uno standard globale. PICS offre la possibilità di "controllare
l'accesso all'Internet senza ricorrere alla censura" ed è sostenuto da
una vasta coalizione di produttori di hardware e software, fornitori
d'accesso e servizi commerciali on line, editori e fornitori di
materiale. Attualmente è incluso come caratteristica standard
nell'ultima generazione di browsewrs (interfacce) per l'Internet quali
Microsoft Explorer 3.0 e Netscape 3.0, oltre ad esser supportato da
diversi pacchetti di filtraggio.
A differenza della prima
generazione di software di filtraggio che faceva ricorso a parole
chiave e "liste nere" , PICS funziona in base al principio della
cosiddetta "etichettatura neutrale" e del filtraggio di tutti i tipi di
sito Internet dotati d'un "indirizzo" (URL) : pagine Web, FTP,
newsgroups Usenet. PICS effettivamente "contrassegna" i siti con
"etichette di valenza neutrale". Queste etichette possono recare
diversi tipi d'informazione: classificazioni (basate ad esempio su una
valutazione del linguaggio, della nudità, del contenuto sessuale, della
violenza) o indicatori (che identificano il materiale in funzione della
sua importanza od interesse per vari categorie d'utenti). Per poter
essere visualizzato il sito deve (1) esser munito di un'etichetta PICS,
(2) corrispondere ai parametri impostati dai genitori sul computer di
casa. Le valutazioni possono far capo ai fornitori di materiale (ad
esempio le società di materiale ricreativo che gestiscono siti Web
destinati alle famiglie) od a terzi (ad esempio gruppi religiosi o
associazioni di genitori). Ogni famiglia decide quali sistemi di
valutazione desideri utilizzare e, servendosi dei parametri, quale
materiale è accettabile.
Queste classificazioni possono essere
distribuite e aggiornate mediante diversi canali, on line od off line
(interni od esterni alla rete, come i CD-ROM).
I genitori e gli
educatori possono vietare l'accesso ai siti che (1) hanno un'etichetta
PICS e (2) corrispondono ai parametri impostati dai genitori sul
computer di casa. Per il Recreational Software Advisory Council (RSAC,
comitato consultivo sul software ricreativo), che fornisce la
valutazione dei videogiochi e del materiale disponibile sul Web, i
parametri possono essere impostati dai genitori utilizzando cursori con
un voto da 0 a 4 in funzione di quattro gruppi di criteri (linguaggio,
nudità, contenuto sessuale, violenza). Ogni famiglia decide in base a
questi criteri che cosa è accettabile o no vedere.
A differenza del
V-chip per la televisione, che utilizza l'hardware per bloccare
totalmente i programmi, o della maggioranza dei pacchetti di software a
funzionamento autonomo (standalone), che bloccano in modo
indiscriminato le informazioni servendosi di parole chiave, le
applicazioni compatibili con la PICS forniscono quindi una tecnologia
efficace per indicizzare e controllare i contenuti e rappresentano una
soluzione a basso costo per tenere conto delle differenze di
sensibilità che esistono tra varie famiglie e culture. Anche se
l'Internet può aver creato nuovi rischi, queste tecniche offrono anche
nuove possibilità che non sono disponibili con altri mezzi di
distribuzione delle informazioni.
Le attività sui sistemi di
etichettatura e classificazione nell'ambiente elettronico si dimostrano
molto promettenti anche per altre applicazioni, specialmente nel campo
della televisione digitale. Questi importanti sviluppi sono trattati
nel Libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei
servizi audiovisivi e d'informazione.

e. Le possibilità d'impiego del filtraggio

Il software di filtraggio è migliorato considerevolmente rispetto ai
primi prototipi basati sull'uso di parole chiave, che non sapevano
distinguere tra i siti pornografici e quelli medici. Per quanto
tuttavia il software di controllo a disposizione dei genitori possa ora
controllare efficacemente la presenza di parole allusive o di siti
segnalati, attualmente esso non è in grado di controllare la presenza
di immagini esplicite non accompagnate da testi allusivi a meno che i
responsabili della configurazione del software non siano a conoscenza
di quel particolare sito. Naturalmente le agenzie di classificazione
possono etichettare i siti in base al contenuto visivo in modo che ad
essi possa applicarsi il filtraggio PICS.
Analogamente gli
oppositori dell'impostazione basata sul filtraggio fanno notare due
rischi principali e cioè che il materiale inaccettabile già esistente
su Internet possa sempre essere raggiunto da un computer privo di
sistema di protezione, e che nella maggior parte delle famiglie bambini
esperti nell'uso del computer possano sempre vanificare i più
lungimiranti tentativi di protezione dei loro genitori. I responsabili
di PICS si sono occupati di questo problema ed affermano che il sistema
è a prova di manomissione.
Nonostante i suoi limiti tuttavia il
software di cui l'utente può già attualmente disporre lascia presumere
che presto sarà disponibile a costi contenuti e su larga scala un
metodo efficace che permetta ai genitori di proteggere i loro figli da
materiale non appropriato .

f. Sistemi europei di valutazione

Per garantire che gli utenti abbiano accesso a sistemi di
valutazione adatti alle loro esigenze ed evitare una situazione in cui
essi debbano dipendere dai sistemi sviluppati per gli Stati Uniti,
paese in cui il problema dell'idoneità per i minorenni del materiale
Internet potrebbe venir impostato diversamente, occorre promuovere la
costituzione di sistemi europei di classificazione senza tuttavia che
si arrivi ad un unico sistema monolitico, poiché ciò sarebbe in
contrasto con il principio di sussidiarietà e potrebbe essere
considerato un tentativo d'imporre un'uniformità culturale. I fornitori
europei di materiale e le agenzie europee di classificazione andrebbero
invece attivamente incoraggiati a realizzare propri sistemi di
classificazione . Occorre in ogni caso garantire che i sistemi di
classificazione, iscrizione in elenchi od autodisciplina si basino su
norme aperte piuttosto che su norme soggette a vincoli di proprietà
intellettuale.
Parallelamente occorre promuovere lo sviluppo di
software europeo di filtraggio ed individuazione (che consenta di
reperire la fonte del materiale illecito) nel contesto dei programmi
comunitari di R&S.
Andrebbero parimenti organizzati dispositivi
di segnalazione ("Hot lines ") per incoraggiare il pubblico a rilevare
e segnalare i siti nocivi ed illegali. Negli Stati Uniti i gruppi
volontari di sorveglianza svolgono già adesso un'utile funzione
contribuendo all'aggiornamento degli elenchi ed alla verifica delle
classifiche.

g. Educazione del pubblico

Né applicando rigorosamente la legge, né facendo cieco affidamento
sulla tecnologia è possibile risolvere integralmente il problema delle
informazioni di contenuto illegale e nocivo sull'Internet; un ruolo
d'importanza cruciale spetta all'educazione del pubblico. Si devono
promuovere le attività di sensibilizzazione in modo che gli adulti
possano comprendere i benefici e gli svantaggi dell'Internet. Genitori
ed educatori in particolare dovrebbero essere adeguatamente informati
così da poter trarre pienamente profitto dei sistemi di software di
controllo da parte dei genitori e dei sistemi di classificazione.

 

6. Alternative / Conclusioni

La Commissione ritiene opportuno prendere le iniziative descritte
nel seguito per ridurre il flusso d'informazioni di contenuto illegale
e nocivo sull'Internet. Esse mirano ad aumentare i vantaggi che i
cittadini dell'Unione europea potranno trarre dalle maggiori
possibilità d'accesso all'informazione offerte dall'Internet ed
andrebbero adottate, a seconda della loro natura, nel contesto di
quanto disposto dal trattato CE (libero scambio di servizi) ovvero
della cooperazione tra i ministeri della giustizia e degli interni.
Queste
iniziative costituiscono una prima serie di provvedimenti da prendere
immediatamente e non pregiudicano la presentazione di ulteriori
proposte in seguito al dibattito avviato dal Libro verde sulla tutela
dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e
d'informazione.

1. Materiale illegale

a)Cooperazione tra Stati membri

La cooperazione tra Stati membri è di vitale importanza per
combattere le fonti del materiale di contenuto criminale e ridurne la
diffusione.
Occorre rafforzare la cooperazione per tra i ministeri della giustizia e degli interni nell'intento di:
scambiare informazioni sui fornitori di materiale illegale e far rispettare le vigenti disposizioni di legge in materia;
incoraggiare gli Stati membri a definire un livello minimo europeo per quanto concerne il materiale di contenuto criminale.

b)Responsabilità giuridica dei fornitori d'accesso e/o di servizi

E' opportuno valutare la necessità di definire a livello europeo un
quadro giuridico comune per chiarire le norme ed i regolamenti
amministrativi che si applicano ai fornitori d'accesso ed ai fornitori
di servizi.

c)Promuovere l'autodisciplina

La Commissione continuerà ad incoraggiare la cooperazione tra le
associazioni dei fornitori di accesso all'Internet per contribuire al
processo di autoregolamentazione, che andrà peraltro avviato in quegli
Stati membri in cui non si è ancora provveduto a farlo. La Commissione
incoraggerà la discussione e la ricerca riguardanti questioni tecniche
connesse al ruolo dei fornitori d'accesso e/o di servizi nel limitare
la distribuzione di materiale illegale.

2. Materiale nocivo

Iniziativa dell'UE volta a sostenere l'uso del software di filtraggio e dei sistemi di classificazione
Si
può prospettare una raccomandazione del Consiglio che invii un chiaro
messaggio politico incoraggiando l'uso di software di filtraggio quale
PICS e di uno o più sistemi europei di classificazione. La Commissione
ha già invitato gli operatori del settore a costituire una piattaforma
comune che consenta l'impiego dei sistemi di filtraggio nell'intera
Comunità.
I produttori europei di materiale andranno incoraggiati a
cooperare nell'ambito di questo sistema adottando un proprio codice di
condotta per il materiale pubblicato sull'Internet, che comprenda una
sistematica autoclassificazione di tale materiale.
Un'iniziativa della Commissione sosterrà le iniziative nazionali di sensibilizzazione destinate a genitori ed insegnanti.

3. Questioni internazionali

a)Una conferenza internazionale

In occasione della riunione del Consiglio "Industria" dell''8
ottobre 1996 è stata accettata la proposta tedesca di ospitare una
conferenza internazionale, con la partecipazione di rappresentanti
delle autorità, dei fornitori d'accesso e/o di servizi e degli utenti.
I lavori si concentreranno su:
la fattibilità di provvedimenti
immediati, tra cui un inquadramento della cooperazione internazionale
basato sull'attuale quadro giuridico;
la discussione della fattibilità di una convenzione internazionale sulle informazioni di contenuto illegale e nocivo .

b)Ampliamento del dialogo

Giacché questo dialogo dovrebbe coinvolgere il maggior numero
possibile di paesi esso potrebbe venir ad un organismo con un gran
numero di membri quale l'OCSE, l'OMC, le Nazioni Unite o uno degli
organismi più specializzati dell'ONU.

4. Iniziative di sostegno

a)Dispositivo di garanzia della trasparenza

Le questioni di regolamentazione andrebbero esaminate a livello
comunitario in modo trasparente e sistematico, per consentire
l'elaborazione di soluzioni giuridiche coerenti ed efficaci.

b)Un sito d'informazione sul Web

Si provvederà ad inserire sul World Wide Web un sito (ospitato da un
server della Commissione) che contenga informazioni originali e
collegamenti (links ) a pagine appropriate su altri siti. Questo sito
formerà parte di una nutrita serie di pagine del Web dedicata ad
un'ampia gamma di argomenti pertinenti all'informazione ed a tematiche
affini, decisa nell'ambito del programma d'azione L'apprendimento nella
società dell'informazione, recentemente adottato dalla Commissione.
Nel materiale così reso disponibile potranno rientrare:
(a) informazioni e consiglio per genitori, insegnanti e minorenni;
(b) software che consenta il controllo da parte dei genitori;
(c)
informazioni sulle attività degli organismi ufficiali (istituzioni
dell'UE, Stati membri, paesi terzi, organizzazioni internazionali ed
organizzazioni non governative).