Anno accademico 2006/2007 Università degli Studi di Milano Bicocca Laurea specialistica in Sociologia


Anno accademico 2006/2007
Università degli Studi di Milano Bicocca
Laurea specialistica in Sociologia
Corso di Diritto dell’informazione e dell’editoria
Docente: prof. Francesco Abruzzo
fabruzzo39@hotmail.com - cell. 3357227238

1. Obiettivo del corso.
Esiste un “Diritto dell’informazione e dell’editoria” come parte
del diritto pubblico e in particolare del diritto costituzionale. Il
retroterra è anche la normativa comunitaria, mentre dal 1948 ad oggi si
è sviluppata attorno alle leggi sulla stampa, sulla professione
giornalistica, sul sistema radiotelevisivo pubblico prima e poi, dopo
la “Mammì” del !990, sul sistema radiotelevisivo pubblico e privato
fino alla “Gasparri” del 2004 e al Dlgs 177/2005 (Testo unico della
radiotelevisione) una dottrina che trova il suo fondamento nel campo
dei diritti di libertà. In parallelo dal 1975 (legge n. 172) è nato il
sistema giuridico sulle imprese editrici, che ha il suo perno nella
legge sull’editoria del 1981 (n. 416) e del 1987 (n. 67) fino alla
legge n. 62 del 2001. Il terzo garante (Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni) creato nel 1997 (con la legge n. 249) dopo le esperienze
del Garante dell’editoria (1981) e del Garante per la radiodiffusione e
l’editoria (1990) ha dato vita a una figura indipendente
nell’ordinamento italiano concepita come longa manus o
occhio del Parlamento sul mondo dei media. L’esame dell’editoria
elettronica e della comunicazione pubblica completano un quadro
economico-normativo, che si avvale soprattutto del supporto originale
fornito dalle sentenze della Corte costituzionale, le quali hanno
formato il moderno diritto dei cittadini all’informazione e disegnato
un ruolo di alta responsabilità per i giornalisti come mediatori
intellettuale tra i fatti e la pubblica opinione. Un ruolo ancorato ai
valori costituzionali di libertà, alla formazione universitaria e alla
deontologia come presupposto della loro autonomia e della loro
indipendenza in un contesto fortemente compromesso dalle ingerenze
della politica e delle imprese, che hanno il loro “cuore” in altri e
diversi settori dell’economia. L’obiettivo del corso è quello di
fornire adeguati e moderni strumenti per comprendere le strutture
portanti del mondo dei media, intrecciando diritto e storia
dell’informazione e dell’editoria.
 
2. Contenuti del corso.
1. Il modello americano e il modello francese di fine ‘700
di tutela della libertà di stampa. Articolo 21 della Costituzione
repubblicana sulla libertà di manifestazione del pensiero,
giornalismo e Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950. I
doveri del giornalista connessi all’esercizio del diritto di cronaca e
di critica. Il diritto dei cittadini all’informazione costruito dalla
Corte costituzionale come risvolto passivo della libertà di
espressione. La libertà di stampa nel periodo statutario e durante il
regime fascista.
2. La legge sulla stampa. La registrazione delle testate.
La rettifica. Le sanzioni per gli “abusi” della libertà di stampa.
Sesto comma dell’articolo 21 della Costituzione, divieto di
pubblicazione di immagini raccapriccianti e impressionanti e sentenza
n. 293/2000 della Corte costituzionale. Le proposte di modifica del
reato di diffamazione a mezzo stampa e delle norme di pubblicazione di
atti giudiziari coperti (o non coperti) dal segreto (le
intercettazioni).
3. L’ordinamento delle professioni intellettuali e quello della professione giornalistica.
Il segreto professionale dei giornalisti, l’articolo 10 della
Convenzione europea dei diritti dell’uomo e le sentenze Goodwin e
Roemen della Corte di Strasburgo. Il praticantato giornalistico, le
scuole dell’Ordine, i master biennali in giornalismo e il corso di
laurea biennale specialistica in giornalismo. La legge n. 4/1999,
il “nuovo” Dpr n. 328/2001 e il parere favorevole del Consiglio di
Stato al raccordo tra riforma universitaria ed esame di Stato dei
giornalisti.
4. Il direttore responsabile nella legge sulla stampa,
nella legge sull’ordinamento della professione giornalistica, nel
Contratto nazionale di lavoro giornalistico, nella legge sul diritto
d’autore e nelle sentenze n. 98/1968 e n. 2/1971 della Corte
costituzionale.
5. Il dibattito sull’Ordine dei Giornalisti e le sentenze
n. 11/1968; n. 71/1991 e n. 38/1997 della Corte costituzionale sulla
legittimità dell’ente. I giornalisti nella Costituzione (articolo 21,
II comma, coordinato con l’articolo 33, comma V).
6. I Consigli dell’Ordine come giudici disciplinari e delle
iscrizioni negli elenchi dell’Albo e nel Registro. La sentenza
n. 505/1995 della Corte costituzionale. I ricorsi contro le decisioni
dei Consigli dell’Ordine. Attribuzioni dei Consigli regionali e del
Consiglio nazionale.
7. La deontologia professionale dei giornalisti. Il Codice
di deontologia sulla privacy. Le regole fissate dall’Ufficio del
Garante su cronaca e privacy. La tutela dei soggetti deboli.Le regole
deontologiche del Contratto nazionale di lavoro giornalistico e il
collegamento con la legge professionale (la firma del giornalista,
l’esclusiva professionale, il confine tra pubblicità e informazione, il
regolamento di disciplina, osservatorio anti-sopruso e tutela dei
minori). Il procedimento disciplinare e le sanzioni fissate nella legge
professionale. La Cassazione come garante della uniforme
interpretazione anche della legge professionale dei giornalisti.
8. La battaglia sulla trasparenza per rendere “noti i mezzi di finanziamento della stampa
dal 1918 alla Costituzione repubblicana. La “leggina” n. 172/1975
sull’editoria. Le leggi sull’editoria n. 416/1981; n. 67/1987 e n.
62/2001.
9. La registrazione delle testate online nelle leggi n.
388/2000; n. 62/2001 e n. 39/2001 in relazione alla legge n. 47/1948
sulla stampa, alla legge n. 69/1963 sull’ordinamento della professione
giornalistica e alla sentenza n. 2/1971 della Corte costituzionale.
10. Le norme sul sistema radiotelevisivo dalla legge n.
103/1975 alla “legge Mammì” (n. 223/1990) fino alla legge n. 249/1997
sul “terzo garante”, alla “legge Gasparri” n. 112/2004 e al Dlgs n.
177/2005 (Testo unico della radiotelevisione). Le sentenze della Corte
costituzionale (n. 225 e n. 226/1974: n. 202/1976) e la nascita del
sistema misto. Il pluralismo nel sistema informativo e la sentenza n.
826/1988 della Corte costituzionale.
11. Il diritto d’autore, i giornali e i giornalisti.
Articolo 10 del Codice civile, articolo 97 della legge n. 633/1941 e
diritto di cronaca.
12. Gli apparati pubblici impegnati a “dialogare con i
cittadini”. Gli uffici stampa nelle pubbliche amministrazioni (legge n.
150/2000) affidati ai giornalisti. L’informazione in tempo di elezioni:
la legge sulla par condicio e la sentenza n. 155/2002 della Corte costituzionale.
 
Valutazione
L’esame si svolgerà nella forma orale.    
Gli studenti che lo desiderano possono presentare una tesina (di
20/30 pagine con relativa bibliografia) su un argomento trattato
nell’ambito del modulo. Alle tesine meritevoli saranno assegnati da 1 a
3 punti, che andranno ad aggiungersi al voto conseguito con l’esame
orale. La tesina va consegnata alla segreteria didattica del
Dipartimento.
 
Testo obbligatorio per l’esame anche per i non frequentanti.
Franco Abruzzo, Codice dell’informazione e della
comunicazione, V edizione, aprile 2006, tre volumi, Centro di
Documentazione Giornalistica (00186 Roma - Piazza di Pietra 26 - tel.
06/67.914.96 - 06/67.981.48 - Fax 06/67.974.92).
Le parti da studiare. Del volume primo consultare le fonti
giuridiche (parte terza, parte quarta, parte quinta e parte sesta) in
connessione con i paragrafi (1, 8, 9, e 10), da approfondire, del terzo volume.
In sostanza si studiano i paragrafi 1, 8, 9 e 10 del terzo volume e si
consultano le norme richiamate nelle parti citate del primo volume. Del secondo volume studiare soltanto il paragrafo 1 del II Capitolo e il Capitolo VII.
L’aggiornamento dell’opera è sul portale www.odg.mi.it (Dispensa
telematica per l’esame di giornalista-www.odg.mi.it/dispense.asp).
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NOTA. Franco Abruzzo tiene un corso di  "Diritto del giornalismo e dell'editoria" all'Università Iulm di Milano