Il lavoro da pensionato: tutti i limiti del cumulo

Le norme e gli esempi per chiarire ogni dubbio

di Tommaso Costantini

Tra le richieste di chiarimenti che giungono ai nostri uffici da
parte dei nostri iscritti, quelle relative alle normative sulla
cumulabilità delle pensioni con i redditi da lavoro sono certamente tra
le più ricorrenti.

Ci sembra opportuno, quindi, ritornare su tale argomento anche se lo
stesso è stato in precedenza già trattato sul nostro notiziario.

In questa esposizione cercheremo quindi di sintetizzare e rendere
più chiara possibile una normativa per lo più ostica ai non addetti ai
lavori.

Per questo scopo suddivideremo le normative di riferimento per
tipologia di trattamento pensionistico in modo da permettere agli
interessati una facile individuazione del loro caso.

Ricordiamo che l'Istituto sarà costretto a ricuperare quanto
indebitamente corrisposto, qualora dovesse accertare che il pensionato
ha percepito somme derivanti da lavoro autonomo o subordinato, le quali
non potevano essere cumulate con il trattamento pensionistico, in base
alle norme di seguito riportate.

PENSIONI DI VECCHIAIA
E VECCHIAIA ANTICIPATA
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ANTECEDENTI IL 31.12.1994
--------------------------------------------

Normative applicabili a coloro i quali alla data del 31.12.94
risultavano già titolari di un trattamento di vecchiaia o vecchiaia
anticipata o che a tale data ne avevano comunque maturato il diritto.

In tali casi sono previste le seguenti possibilità di cumulo in relazione al tipo di attività svolta:

- Attività autonoma:


totale cumulabilità di tali redditi prodotti dopo il pensionamento senza limitazioni d'importo;

- Lavoro dipendente:


1) totale cumulabilità qualora il reddito da lavoro dipendente prodotto dopo il pensionamento sia inferiore ad 1/3 del Minimo di Redattore Ordinario

2) riduzione del 50 % della quota di pensione eccedente il minimo INPS qualora il reddito da lavoro superi 1/3 del Minimo di Redattore Ordinario.

N. B. Per il 1998 1/3 del Minimo di Redattore Ordinario L.18.313.944 - Minimo INPS L. 9.070.100

Esempio 1

Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in pensione di
vecchiaia il 1.1.93, che goda un trattamento lordo annuo di L.
80.000.000, e che svolga una attività di lavoro autonomo che gli
produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 30.000.000.

Egli potrà cumulare interamente la sua pensione al reddito da lavoro
prodotto. Pertanto, il suo reddito complessivo lordo annuo risulterà
pari a L. 110.000.000

Tale esempio sarebbe valido anche nel caso in cui il giornalista,
pur avendo alla data del 31.12.94 tutti i requisiti per accedere ad una
pensione di vecchiaia o vecchiaia anticipata, avesse richiesto tale
trattamento in data successiva, per esempio con decorrenza 1.4.98.

Esempio 2

Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in pensione di
vecchiaia il 1.1.97, ma che abbia compiuto i requisiti pensionistici
prima del 31.12.94. Supponiamo che lo stesso goda di un trattamento
pensionistico lordo annuo di L. 80.000.000, e che si rioccupi con una
collaborazione ex art.2 del C.N.L.G. (lavoro dipendente) che gli produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 15.000.000.

Risultando tale collaborazione inferiore ad 1/3 del Minimo di
Redattore egli potrà cumulare interamente la sua pensione al reddito da
lavoro prodotto. Pertanto, il suo reddito complessivo lordo annuo
risulterà pari a L. 95.000.000

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SUCCESSIVE AL 31.12.94
---------------------------------------

Applicabili a coloro i quali hanno maturato i requisiti di accesso ad un trattamento di vecchiaia o vecchiaia anticipata dopo il 31.12.94.

In tali casi sono previste le seguenti possibilità di cumulo in relazione al tipo di attività svolta:

- Attività autonoma:


1) totale cumulabilità se i redditi prodotti dopo il pensionamento rientrano in un importo pari al minimo INPS;

2) riduzione fino al 50% della quota di pensione eccedente il minimo INPS:

- Lavoro dipendente:

1) riduzione fino al 50 % della quota di pensione eccedente il minimo INPS.

N.B. Per il 1998 - Minimo INPS L. 9.070.100


 Esempio 3


Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in pensione
di vecchiaia il 1.1.97, che goda un trattamento lordo annuo di L.
80.000.000, e che svolga una attività di lavoro autonomo che
gli produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 30.000.000. Per
comodità di calcolo consideriamo il minimo INPS pari a L. 10.000.000
lordi annui.

Risultando il reddito prodotto da lavoro autonomo superiore al
minimo INPS, si procederà alla decurtazione del trattamento
pensionistico nei limiti del 50% decurtabile fino alla concorrenza del
reddito stesso. Nel caso in esame, il 50 % decurtabile ammonterebbe a
L. 35.000.000, ne consegue che, i 30 milioni prodotti saranno
interamente riassorbiti dall'abbassamento della pensione. In
definitiva, l'interessato avrebbe lavorato gratis, in quanto, la
pensione decurtata, pari a 50 milioni lordi annui, sommata al reddito
da lavoro prodotto, 30 milioni, darebbe luogo ad un reddito complessivo
lordo annuo pari a L. 80.000.000, cioè, quello che lo stesso avrebbe
percepito per effetto della sola pensione.

Tale esempio sarebbe valido anche nel caso in cui il giornalista,
avesse percepito gli stessi importi per effetto di un rapporto di
lavoro dipendente.


Esempio 4

Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in pensione di
vecchiaia il 1.1.97, che goda un trattamento lordo annuo di L.
80.000.000, e che riprenda una attività di lavoro dipendente
che gli produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 100.000.000. Per
comodità di calcolo consideriamo il minimo INPS pari a L. 10.000.000
lordi annui.

In tal caso si procederà alla decurtazione del trattamento
pensionistico nei limiti del 50% decurtabile. Nel caso in esame il 50%
decurtabile ammonterebbe a L. 35.000.000, per cui la sua pensione
ammonterebbe a L. 45.000.000 lordi annui che sommata al nuovo reddito
da lavoro determinerebbe un reddito complessivo lordo annuo pari a L.
145.000.000.

 PENSIONI DI ANZIANITA’
........................................................
ANTECEDENTI IL 31.12 1994
........................................................

Normative applicabili a coloro i quali alla data del 31.12.94 risultavano
già titolari di un trattamento di anzianità o che a tale data ne
avevano maturato il diritto (35 anni di contribuzione) ed hanno
ottenuto il trattamento entro il 31/12/1997.

In tali casi sono previste le seguenti possibilità di cumulo in relazione al tipo di attività svolta:

- Attività autonoma:


totale cumulabilità di tali redditi prodotti dopo il pensionamento senza limitazioni d'importo;

- Lavoro dipendente:


totale incumulabilità sospensione del trattamento.


Esempio 1

Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in pensione di
anzianità il 1.1.93, che goda un trattamento lordo annuo di L.
80.000.000, e che svolga una attività di lavoro autonomo che gli
produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 30.000.000.

Egli potrà cumulare interamente la sua pensione al reddito da lavoro
prodotto. Pertanto, il suo reddito complessivo lordo annuo risulterà
pari a L. 110.000.000

Tale esempio sarebbe valido anche nel caso in cui il giornalista,
pur avendo alla data del 31.12.94 tutti i requisiti per accedere ad una
pensione di anzianità, avesse richiesto tale trattamento in data
successiva, ma non oltre il 31/12/1997.

Esempio 2


Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in pensione
di anzianità il 1.1.97, ma che abbia compiuto i requisiti pensionistici
prima del 31.12.94. Supponiamo che lo stesso goda di un trattamento
pensionistico lordo annuo di L. 80.000.000, e che si rioccupi con una
collaborazione ex art.2 del C.N.L.G. (lavoro dipendente che gli produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 25.000.00

In questo caso la pensione verrebbe sospesa, per essere poi ripristinata al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

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SUCCESSIVE AL 31.12.1994
-----------------------------------------


Applicabili a coloro i quali hanno maturato i requisiti di accesso ad un trattamento di anzianità dopo il 31.12.94.


In tali casi sono previste le seguenti possibilità di cumulo in relazione al tipo di attività svolta:

-Attività autonoma:


1) totale cumulabilità se i redditi prodotti dopo il pensionamento rientrano in un importo pari al minimo INPS;

2) riduzione fino al 50% della quota di pensione eccedente il minimo INPS:

-Lavoro dipendente:

1) totale incumulabilità sospensione della pensione.

N.B. Per il 1998 - Minimo INPS L. 9.070.100


Esempio 3

Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in pensione di
anzianità il 1.1.97, che goda un trattamento lordo annuo di L.
80.000.000, e che svolga una attività di lavoro autonomo che gli
produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 30.000.000. Per comodità
di calcolo consideriamo il minimo INPS pari a L. 10.000.000 lordi annui.

Risultando il reddito prodotto da lavoro autonomo superiore al
minimo INPS, si procederà alla decurtazione del trattamento
pensionistico nei limiti del 50% decurtabile fino alla concorrenza del
reddito stesso. Nel caso in esame, il 50% decurtabile ammonterebbe a L.
35.000.000, ne consegue che, i 30 milioni prodotti saranno interamente
riassorbiti dall'abbassamento della sua pensione. In definitiva,
l'interessato avrebbe lavorato gratis, in quanto, la pensione
decurtata, pari a 50 milioni lordi annui, sommata al reddito da lavoro
prodotto, 30 milioni, darebbe luogo ad un reddito complessivo lordo
annuo pari a L. 80.000.000; cioè, quello che lo stesso avrebbe
percepito per effetto della sola pensione.

Nel caso di lavoro dipendente la pensione sarebbe sospesa, per essere poi ripristinata al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

N.B.: Il collegato alla legge Finanziaria 1999, già approvato
dalla Camera ed ora in discussione al Senato, all'art. 59 bis dispone
che alle pensioni di anzianità, liquidate con anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni, si applichi - in materia di cumulo - la stessa normativa prevista per le pensioni di vecchiaia.

PREPENSIONAMENTI
EX ART. 37 LEGGE 416/81

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ANTECEDENTI IL 31.12.1994
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Normative applicabili a coloro i quali alla data del 31.12.94
risultavano già titolari di un trattamento di pensione ex art. 37 legge
416/81.

In tali casi sono previste le seguenti possibilità di cumulo in relazione al tipo di attività svolta:

- Attività autonoma:

totale cumulabilità di tali redditi prodotti dopo il pensionamento senza limitazioni d'importo;

- Lavoro dipendente:

totale incumulabilità sospensione del trattamento.


 Esempio 1

Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in
prepensionamento il 1.1.93, che goda un trattamento lordo annuo di L.
80.000.000, e che svolga una attività di lavoro autonomo che gli produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 30.000.000.

Egli potrà cumulare interamente la sua pensione al reddito da lavoro
prodotto. Pertanto, il suo reddito complessivo lordo annuo risulterà
pari a L. 110.000.000

Esempio 2

Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in
prepensionamento il 1.1.94. Supponiamo che lo stesso goda di un
trattamento pensionistico lordo annuo di L. 80.000.000, e che si
rioccupi con una collaborazione ex art.2 del C.N.L.G. (lavoro dipendente) che gli produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 25.000.000

 ----------------------------------------
SUCCESSIVE AL 31.12.1994
-----------------------------------------

 In questo caso la pensione verrebbe sospesa, per essere poi ripristinata al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Applicabili a coloro i quali hanno ottenuto un prepensionamento dopo il 31.12.94.

In tali casi sono previste le seguenti possibilità di cumulo in relazione al tipo di attività svolta:

- Attività autonoma:


1) totale incumulabilità se i redditi prodotti dopo il pensionamento rientrano in un importo pari al minimo INPS;

2) riduzione fino al 50% della quota di pensione eccedente il minimo INPS:

- Lavoro dipendente:


1) totale incumulabilità sospensione della pensione.

N. B. Per il 1998 -Minimo INPS L. 9.070.100

 Esempio 3


Prendiamo il caso di un giornalista che sia andato in
prepensionamento il 1.1.97, che goda un trattamento lordo annuo di L.
80.000.000, e che svolga una attività di lavoro autonomo che gli
produca un ulteriore reddito lordo annuo di L. 30.000.000. Per comodità
di calcolo consideriamo il minimo INPS pari a L. 10.000.000 lordi annui.

Risultando il reddito prodotto da lavoro autonomo superiore al
minimo INPS, si procederà alla decurtazione del trattamento
pensionistico nei limiti del 50% decurtabile fino alla concorrenza del
reddito stesso. Nel caso in esame, il 50% decurtabile ammonterebbe a L.
35.000.000, ne consegue che, i 30 milioni prodotti saranno interamente
riassorbiti dall'abbassamento della pensione. In definitiva,
l'interessato avrebbe lavorato gratis, in quanto, la pensione
decurtata, pari a 50 milioni lordi annui, sommata al reddito da lavoro
prodotto, 30 milioni, darebbe luogo ad un reddito complessivo lordo
annuo pari a L. 80.000.000, cioè, quello che lo stesso avrebbe
percepito per effetto della sola pensione.

Nel caso di lavoro dipendente la pensione sarebbe sospesa, per essere poi ripristinata al momento della cessazione del rapporto di lavoro (dalla rivista Inpgi Comunicazioni).