La totalizzazione (secondo l’Inpgi)

Il giornalista iscritto
all’INPGI, che nella sua vita lavorativa abbia contribuzioni anche
presso altri enti potrà trovarsi in una delle seguenti situazioni:

A) NON RAGGIUNGE IL DIRITTO AUTONOMO ALLA PENSIONE (1) IN NESSUNO DEGLI ENTI

In questo caso, qualora esistano contribuzioni n vari enti (INPGI, INPS, ENPALS, ecc.), il giornalista potrà ottenere:


  • UNA PENSIONE DI VECCHIAIA PRO-QUOTA, purché dalla somma dei vari periodi contributivi risulti perfezionato il requisito minimo contributivo (2)
    (art. 71 legge Finanziaria 2001). In questo caso, la pensione è
    ripartita tra i vari enti, ognuno per la sua parte di propria
    competenza. Tale possibilità di pensionamento è applicabile a TUTTI i
    regimi di previdenza obbligatoria, ivi compresi i regimi previdenziali
    dei Paesi esteri convenzionati con l’Italia (unione Europea + altri 18
    Paesi).


N.B. per la pensione di vecchiaia è richiesta un’età
pari a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne, ed una anzianità
contributiva di almeno 20 anni (ovvero 15 anni entro il 31/12/1992).

Qualora esistano contribuzioni solo all’INPGI e all’INPS, il giornalista potrà ottenere:


  • UNA PENSIONE DI ANZIANITÀ PRO-QUOTA INPS/INPGI, purché dalla somma dei diversi periodi contributivi risulti perfezionato il requisito minimo contributivo (35 anni di contributi) (art.
    3 legge 1122/55, "legge Vigorelli"). In questo caso, la pensione è
    ripartita tra i due enti, ognuno per la sua parte di propria
    competenza. Tale possibilità di pensionamento pro-quota è applicabile
    SOLO in presenza di contribuzioni versate, oltre che all’INPGI, anche
    all’INPS (Fondo lavoratori dipendenti e Gestione Commercianti,
    Artigiani e Coltivatori Diretti) e/o in Paesi Esteri convenzionati.
    Coloro i quali avessero delle contribuzioni versate , oltre che all’INPGI, anche all’INPDAI e all’INPDAP
    potrebbero chiedere tale pensione solo previa richiesta - a tali enti -
    di costituzione della posizione contributiva all’INPS ("una sorta di
    ricongiunzione") ai sensi della legge 58/1976 per gli ex iscritti
    INPDAI e della legge 322/1958 per gli ex dipendenti pubblici iscritti
    INPDAP (la costituzione all’INPS ai sensi delle predette normative è a titolo gratuito).
    In caso di eventuale contribuzione ENPALS,
    la totalizzazione per la pensione di anzianità pro-quota INPS/INPGI è
    ammessa solo nel caso in cui sia presente anche una posizione INPS
    maggioritaria rispetto a quella ENPALS (DPR 1420/71)

B) RAGGIUNGE IL DIRITTO AUTONOMO ALLA PENSIONE (1) IN ALMENO UNO DEGLI ENTI

In questo caso, qualora esitano contribuzioni in vari enti (INPGI, INPS, ENPALS, ecc.), il giornalista potrà ottenere:


  • UNA PENSIONE DI VECCHIAIA SUPPLEMENTARE (3) da parte
    degli enti in cui non si è maturato il diritto autonomo. Tale
    possibilità di pensionamento è applicabile a TUTTI i regimi di
    previdenza obbligatoria per lavoratori dipendenti, ivi compresi i
    regimi previdenziali dei Paesi esteri convenzionati con l’Italia.
    Unica
    eccezione è quella dell’INPDAP (dipendenti pubblici) la cui normativa
    non prevede la pensione supplementare. In questo caso, l’ex dipendente
    pubblico - per ottenere la pensione supplementare - deve chiedere a
    tale ente la costituzione della posizione all’INPS (legge 322/58).
    Le
    Gestioni Previdenziali dei liberi professionisti (Cassa Avvocati,
    INARCASSA, Cassa Notai, ecc.) non prevedono il diritto alla pensione
    supplementare.


NOTE
(1) Per diritto Autonomo
si intende la maturazione del diritto alla pensione in un ente, senza
dover considerare le contribuzioni eventualmente versate ad altri enti.


(2) Per requisito minimo contributivo si intende
il minimo di versamenti contributivi richiesti per avere diritto alla
pensione, che attualmente - per la pensione di vecchiaia - è pari a 20
anni (ovvero 15 anni versati entro il 31/12/1992). Per la pensione di
anzianità sono invece richiesti almeno 35 anni di contribuzione.


(3) La pensione di vecchiaia supplementare è il
trattamento pensionistico che si ottiene al compimento di 65 anni di
età (60 per le donne), senza necessariamente dover raggiungere alcun
minimo di versamenti contributivi, purché si sia già attenuta una
pensione di vecchiaia da altro ente.