No Inpgi al cumulo pensione-altri redditi: chiesto l’intervento dei presidenti delle Camere e dei ministri vigilanti

L’Istituto nega ai giornalisti un diritto riconosciuto dall’articolo 72 della legge 388/2000 (Finanziaria per il 2001)

Milano, 24 aprile. Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha informato i presidenti del Senato e della Camera, Nicola Mancino e Luciano Violante, nonché i ministri "vigilanti", Vincenzo Visco (Tesoro) e Cesare Salvi (Lavoro),
sulla violazione da parte dell’Inpgi dell’articolo 72 (cumulo) della
legge n. 388/2000 (Finanziaria per l’anno 2001). Si legge nella
lettera: "Illustri Signori, vi informo che l’Inpgi (Istituto nazionale
di previdenza per i giornalisti italiani) non applica, e quindi viola,
l’articolo 72 della legge n. 388/2000, che consente il cumulo tra le
pensioni e i redditi da lavoro autonomo o dipendente. Sono stato
costretto il 15 marzo a segnalare il comportamento dell’Istituto (art.
331 Cpp in relazione all’articolo 323 Cp) alla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Roma. Il procedimento penale (Rg n. 15981/2001)
è stato affidato al sostituto, dott. Giuseppe De Falco. E’ grave che un
ente, che svolge funzioni pubbliche, non ubbidisca ai comandi del
Parlamento dati tramite leggi sulle quali il Governo ha ottenuto largo
consenso. Mi auguro un intervento cortesemente rapido soprattutto da
parte dei Ministri vigilanti".

L’articolo 331 Cpp obbliga il pubblico ufficiale a conoscenza
di ipotesi di reato, a "segnalare" i fatti alla magistratura penale.
L’articolo 323 parla di "abuso di ufficio".
Dice l’articolo 72 (Cumulo tra pensione e reddito da lavoro) della legge n. 388/2000 (legge finanziaria per il 2001):


1. A decorrere dal 1° gennaio 2001 le pensioni di
vecchiaia e le pensioni liquidate con anzianità contributiva pari o
superiore a 40 anni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e
delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della
medesima, anche se liquidate anteriormente alla data di entrata in
vigore della presente legge, sono interamente cumulabili con i redditi
da lavoro autonomo e dipendente".

L’articolo 76 della legge 388/2000 (Finanziaria per il 2001),
che modifica l’articolo 38 della legge 416/1981 sull’editoria, afferma
che "l’Istituto, - ai sensi delle leggi 1564/1951; 1122/1955 e
67/1987 -, gestisce in regime di sostitutività le forme di previdenza
obbligatoria nei confronti dei giornalisti professionisti e praticanti
e provvede altresì ad analoga gestione anche in favore dei giornalisti
pubblicisti".

"L’Inpgi, che svolge per i giornalisti i compiti sostitutivi che
l’Inps svolge per gli altri cittadini, è tenuto - dice Abruzzo - ad
applicare l’articolo 72 della legge 388/2000. Il Parlamento ha
privatizzato l’Inpgi ma ciò non comporta per i giornalisti una
riduzione dei loro diritti fondamentali. L’articolo 72 è chiaro: la
disciplina sul cumulo si applica non solo all’Inps ma anche alle forme
sostitutive di questo ente. L’Inpgi è il "sostituto" dell’Inps: basta
al riguardo soffermarsi sull’articolo 76 della stessa legge 388/2000. I
regolamenti e i deliberati (contra legem e contra jus) del Collegio sindacale dell’Istituto non prevalgono sulla normativa generale".