Inpgi: migliorano i conti (avanzo 2001 di 53 mld)

Analisi del bilancio preventivo 2002 dell’Istituto di previdenza

 

di Franco Abruzzo

L’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti, chiuderà
il 2001 con un avanzo di gestione di 27,820 milioni di euro (53,867
miliardi di lire) e prevede di chiudere il 2002 con un surplus di 43,64
milioni di euro (84,491 miliardi di lire). La differenza è di 15,815
milioni di euro (30,622 miliardi di lire, con un più 56,85%). Questi
dati, confortanti, figurano nel bilancio preventivo 2002 approvato dal
Consiglio di amministrazione dell’ente. Per ogni cento lire incassate
nel 2001, l’Inpgi ne ha speso 94,3 per pagare le pensioni (contro il
97,8 del 2000 e il 99,1% del 1999). Nel 2001, pertanto, il polo delle
entrate contributive e quello della spesa per le pensioni si sono
allontanati, mentre nel 2000 e nel 1999 avevano fatto registrare <un
pericoloso avvicinamento>.

"Il risultato del 2001 – scrive il presidente dell’Istituto,
Gabriele Cescutti nella relazione al bilancio preventivo – sarebbe
stato di gran lunga superiore se anche il nostro Istituto non avesse
dovuto sopportare gli effetti, per il momento pesanti, della
provvisoria svalutazione dei suoi titoli mobiliari pari a 28,10
miliardi di lire, e conseguente alla crisi che ha colpito i mercati
finanziari mondiali dopo il tragico attentato terroristico alle Torri
gemelle di New York". L’andamento positivo dell’afflusso contributivo
ha assorbito la variazione fortemente negativa della gestione
mobiliare. Il vertice dell’Istituto, nel preventivo 2002, "ha optato
per una scelta prudenziale, indicando una rivalutazione pari ad appena
il 30% per i titoli azionari e del 20% complessivo con riferimento ai
fondi comuni di investimento". Arsenio Tortora, direttore generale
dell’Istituto, ha scritto nella sua relazione al riguardo: "Per quanto
riguarda l’Inpgi, il comportamento che dovrà tenere nei confronti della
Borsa non può che essere improntato alla massima calma, rifuggendo da
paure ed isterismi che non si addicono a un investitore istituzionale".

Il miglioramento delle entrate è legato al gettito assicurato
dal nuovo contratto 2001-2005; alle nuove assunzioni (nel 2001 il
numero medio dei rapporti di lavoro è stato di 13.127, ben 666 in più
rispetto al 2000) e all’applicazione dell’articolo 76 della legge
388/2000, che ha consentito il trasferimento all’Istituto di 971
pubblicisti precedentemente assicurati con l’Inps (di questi 400 sono
titolari di un contratto a tempo pieno). Il rapporto è destinato a un
ulteriore miglioramento dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
del 4 dicembre del Dpr 422, che è il regolamento della legge 150/2000
sugli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni. Negli uffici
stampa potranno lavorare esclusivamente giornalisti professionisti e
pubblicisti: i calcoli improntati alla prudenza parlano di un migliaio
di assunzioni. Il rapporto attivi-pensionati nel 2001 così è di 2,62
(2,47 nel 2000). La forbice è destinata ad allargarsi nel 2002, tenendo
conto anche della estensione del contratto ai redattori delle testate
telematiche e dei tg delle piccole emittenti radiotelevisive (le
previsioni Inpgi parlano di 900 assunzioni sono nel piccolo mondo
televisivo).

Cescutti rinnova la richiesta – già presentata il 12 luglio
2000 alle parti sociali (Fnsi e Fieg) – "di procedere all’aumento
dell’aliquota Ivs, allo scopo di riequilibrare almeno parzialmente la
pesante differenza che grava a danno dell’Inpgi: 30,23% il costo
previdenziale a carico di un’azienda editoriale per un un dipendente
giornalista, del 39,59% (9,36% in più) per un dipendente non
giornalista". I due rappresentanti della Fieg hanno votato contro la
proposta, che è passata con il voto dei soli giornalisti presenti nel
Consiglio d’amministrazione. Gli editori propendono per il taglio delle
pensioni future. Cescutti chiede anche che prepensionamenti e cassa
integrazione siano finanziati dagli editori. Le imprese, ad esempio,
versano all’Inps uno 0,90% su ogni retribuzione per finanziare la Cigs,
<mentre all’Inpgi non danno una lira>. (da "Il Sole 24 Ore" dell’11 dicembre 2001).


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Tutti i numeri 2001 dell’Inpgi


Entrate Ivs: 459,740 mld di lire (237,435 mln di euro)
Previsioni 2002: 247,765 mln di euro (+ 4,35%)
(entrate
Ivs 2000: 414 mld, + 4,19% rispetto ai 397,370 mld del 1999, che a loro
volta erano cresciuti del 3.69% rispetto al 1998)


Pensioni: 433 mld di lire (223,917
mln di euro): + 4,79 rispetto al 2000. Nel 2000 l’incremento della
spesa pensionistica era stato del 4,12% rispetto al 1999 (+ 3.69%
rispetto al 1998).
Previsione 2002: 233,438 mln di euro (+ 4,25%)


Rapporto attivi-pensionati:
2,62 (2,47 nel 2000)

Gestione dell’Istituto (saldi in mld di lire):

1996: + 11,874
1997: + 40,312
1998: + 63,441
1999: + 45,421
2000: + 47,790
2001: + 53, 867
2002: + 84,491 (previsioni)


Rapporto percentuale
Contributi Ivs-pensioni

1997: 99%
1998: 94,2%
1999: 99,1%
2000: 97,8%
2001: 94,3%


Canoni locazioni
42 mld (+7%) contro i 39,1 del 2000 e i 36,4 del 1999.