Inpgi: annullato da Maroni e Tremonti il piccolo cumulo pensioni-redditi da lavoro

 Il ministro del Lavoro, di concerto con il titolare dell’Economia,
ha annullato il piccolo cumulo (fino a 7.746 euro) reso efficace per i
pensionati dell’Inpgi con atto 21 gennaio 2003 (il quale aveva
assorbito la delibera n. 106 del 28 giugno 2001 dell’Istituto. In
sostanza Maroni e Tremonti hanno cancellato l’atto 21 gennaio 2003
perché il Lavoro non aveva acquisito il consenso della Fieg (che è per
la libertà di cumulo al contrario della Fnsi). Le deliberazioni
dell’Inpgi per legge devono essere sottoposte alla preventiva
concertazione delle parti sociali (Fieg e Fnsi).

La delibera n. 106 del 28 giugno 2001 aveva modificato l’articolo 15
del Regolamento dell’Istituto, stabilendo che il trattamento
pensionistico di vecchiaia anticipata è cumulabile con i redditi da
lavoro autonomo e dipendente fino al limite massimo di 15 milioni
rivalutati ogni anno in base agli indici Istat. Chi ha una pensione di
anzianità poteva cumulare fino a 15 milioni (di vecchie lire) a patto
che siano soltanto redditi di lavoro autonomo. La somma dei 15 milioni,
a differenza del passato (quando il tetto cumulabile era di 9,6
milioni), era esente. Queste le altre novità (in vigore dal 1° gennaio
2001) racchiuse nella delibera n. 106/2001:

* Le pensioni di vecchiaia sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente nella loro interezza.
*
Le pensioni di anzianità sono equiparate, agli effetti del cumulo, alle
pensioni di vecchiaia quando i titolari compiono l'età prevista per le
pensioni di vecchiaia ovvero quando sono state liquidate con almeno 40
anni di contribuzione.
* La disciplina vigente per le pensioni di
vecchiaia anticipata si applica anche nel caso di cumulo della pensione
di invalidità con i redditi di lavoro autonomo e con i redditi di
lavoro dipendente di natura non giornalistica.

  • Ai prepensionati si applicano le precedenti disposizioni vigenti per le pensioni di anzianità.

Le regole sul piccolo cumulo sono state abrogate. Si affacciano
nuovi problemi. Il decreto Maroni-Tremonti (datato 18 aprile e reso
pubblico ieri sera) esclude che si siano verificate, a ragione
dell’ancor breve lasso di tempo trascorso dall’approvazione della
delibera, le condizioni per un definitivo consolidamento dei diritti in
capo ai pensionati dell’Inpgi.

Il Tar Lazio, con la sentenza n. 5280 dell’11 giugno 2003 ha deciso
che l'esercizio da parte dell'Inpgi della potestà di autonomia
normativa, a decorrere dalla entrata in vigore della legge n. 388/2000
(Finanziaria 2001), ''richiede il coordinamento specifico con le
norme generali che regolano il sistema contributivo e delle prestazioni
previdenziali''. Ne consegue automaticamente che l’Inpgi sia tenuto
ad applicare l’articolo 72 della legge n. 388/2000, il quale concede ai
titolari di pensione di vecchiaia la libertà di cumulo.


(FRANCO ABRUZZO – Il Sole 24 Ore del 22 luglio 2003)

(Documento inserito il 21 aprile 2005)