Quinta fumata nera. Lo scoglio rimane Cescutti. Proposta unitaria di Autonomia e Solidarietà per dare un governo


INPGI - Quinta fumata nera. Lo scoglio rimane Cescutti.
Proposta unitaria di Autonomia e Solidarietà per dare un governo all'Istituto.
Inpgi.sicambia: Intervenga il segretario della Fnsi

Roma, 22 gennaio 2004. Terzo incontro oggi tra le delegazioni di Autonomia e Solidarietà e di Inpgi.sicambia.
Senza risultati. L’elezione del presidente e del Consiglio
d’amministrazione dell’Inpgi si allontana. Se si si aggiungono le due
sedute del Consiglio generale dell’Istituto del 4 dicembre 2003 e del
14 gennaio 2004 le fumate nere sono cinque. Pubblichiamo i documenti
diffusi dalle parti.


1. Autonomia e Solidarietà: Una delegazione della
maggioranza dei consiglieri generali dell’Inpgi ha formulato oggi, nel
corso di un incontro con una delegazione delle minoranze riunite una
proposta di soluzione unitaria per dare, finalmente, un governo
all’Istituto di previdenza dei giornalisti, dopo che nella prima
riunione del consiglio generale dell’Inpgi non si è potuto raggiungere
il numero di votanti previsto dallo statuto (39) per legittimare la
elezione dei gruppi dirigenti a causa dell’uscita dall’aula dei
consiglieri delle minoranze riunite. L’obiettivo è anche di evitare,
così, la pericolosa eventualità di un commissariamento da parte del
governo.

La proposta della maggioranza parte dai contenuti, con ipotesi di
intesa su alcuni capitoli, ma riguarda, anche, la struttura del
consiglio di amministrazione, delle commissioni dell’Inpgi e i
fiduciari. In particolare, sui contenuti la maggioranza propone
un’intesa su alcune priorità programmatiche riguardanti verifiche e
nuove soluzioni per lo Statuto dell’Inpgi; la Perequazione delle
pensioni; il Cumulo tra pensione e redditi; il Servizio ispettivo; la
Disoccupazione; la Legge 416 e i prepensionamenti; il patrimonio
immobiliare dell’Inpgi.

La proposta della maggioranza non riguarda, invece, la ridiscussione
della riforma previdenziale come chiesto dalle minoranze riunite in
quanto quelle norme, per un istituto privatizzato e che deve e dovrà
reggersi solo sulle proprie gambe, sono considerate decisive per la
salvaguardia delle pensioni future e per evitare successivi e più aspri
interventi.

Nel generale richiamo al senso di responsabilità verso la categoria
e al rispetto del voto espresso dai colleghi sulla base di una proposta
politica e di uomini chiara, la delegazione della maggioranza ha
confermato, inoltre, per la formazione del gruppo dirigente,
l’indicazione di Gabriele Cescutti alla riconferma alla presidenza
dell’Istituto, in quanto espressione della linea di gestione
dell’Inpgi, rigorosa ed efficiente. La maggioranza ha, anche, proposto
alla minoranza di indicare un vice presidente di garanzia ed altri due
consiglieri di amministrazione ed inoltre di accogliere l’invito a
designare la guida di importanti commissioni consultive, oltre che
l’attribuzione ad un consigliere della minoranza dell’incarico di
fiduciario del Lazio – Molise, d’intesa con i colleghi eletti in quella
circoscrizione .


2. Lettera aperta dell’alleanza Inpgi.sicambia al segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi: Caro
Segretario, Inpgi.sicambia continua a cercare la soluzione per una
gestione unitaria dell’Inpgi che, come ribadito più volte e in tutte le
sedi possibili, non può prescindere dal cambio della Presidenza. Oggi,
nella riunione ristretta che si è tenuta alla Fnsi, abbiamo registrato
l’ennesimo nulla di fatto. Avete proposto un documento, peraltro non
nuovo, senza rimuovere la condizione per noi irrinunciabile: una nuova
presidenza a garanzia di una gestione realmente unitaria dell’Ente.
Questo atteggiamento, lo ripetiamo, non può portare da alcuna parte.

Poiché il tuo ruolo è, in tutta evidenza, non quello di un
capocorrente ma di segretario della Fnsi e quindi di tutti i
giornalisti, ci sembra giunto il momento di sciogliere ogni equivoco.
E’ sorprendente che tu non abbia finora ritenuto di proporre una
candidatura alternativa nonostante il presidente uscente, Gabriele
Cescutti, abbia ribadito la sua disponibilità a farsi da parte, se
richiesto dalla sua maggioranza. Ti invitiamo a considerare il rischio
di un commissariamento dell’Inpgi nel tuo ruolo di segretario della
Fnsi. E non nell’ottica di quella maggioranza, o di parte di essa, che
potrebbe persino guardare al commissariamento come al male minore. La
stessa maggioranza - è bene ricordarlo - che detiene, comunque più di
ogni altro, la responsabilità di un esito che, certamente, non è nei
nostri obiettivi. Riteniamo che il segretario della Fnsi abbia titolo e
ruolo per scongiurare un simile evento. E auspichiamo che, in tempi
brevi, intervenga in questa direzione.

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L’Inpgi commissariato
40 anni fa con Paloscia

L’Inpgi ha avuto un commissario ministeriale. E’ già successo 40
anni fa, quando la scelta cadde su Leonardo Paloscia, direttore
generale dell’Istituto. Paloscia ebbe l’incarico di rifare lo Statuto.
Nel 1995 il ministro del Tesoro indicò Antonio Gemma, anch’egli
direttore generale, come commissario ad acta con il compito di trasferire al Tesoro 250 miliardi dell’ente.

(Documento inserito il 21 aprile 2005)