Legge 14 novembre 1995 n. 481 (1).


Legge 14 novembre 1995 n. 481 (1). Norme per la concorrenza e la
regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità
di regolazione dei servizi di pubblica utilità (1/a).

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(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 18 novembre 1995, n. 270, S.O.

(1/a) Vedi, anche, la L. 31 luglio 1997, n. 249, riportata alla voce Radiodiffusione e televisione.

  

1. Finalità.

1. Le disposizioni della presente legge hanno la finalità di
garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore
dei servizi di pubblica utilità, di seguito denominati «servizi» nonché
adeguati livelli di qualità nei servizi medesimi in condizioni di
economicità e di redditività, assicurandone la fruibilità e la
diffusione in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo
un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri
predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e
consumatori, tenuto conto della normativa comunitaria in materia e
degli indirizzi di politica generale formulati dal Governo. Il sistema
tariffario deve altresì armonizzare gli obiettivi economico-finanziari
dei soggetti esercenti il servizio con gli obiettivi generali di
carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle
risorse.

2. Per la privatizzazione dei servizi di pubblica utilità, il
Governo definisce i criteri per la privatizzazione di ciascuna impresa
e le relative modalità di dismissione e li trasmette al Parlamento ai
fini dell'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni
parlamentari (1/b).

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(1/b) Comma così modificato dall'art. 3, L. 31 luglio 1997, n. 249, riportata alla voce Radiodiffusione e televisione.

 

2. Istituzione delle Autorità per i servizi di pubblica utilità.

1. Sono istituite le Autorità di regolazione di servizi di pubblica
utilità, competenti, rispettivamente, per l'energia elettrica e il gas
e per le telecomunicazioni. Tenuto conto del quadro complessivo del
sistema delle comunicazioni, all'Autorità per le telecomunicazioni
potranno essere attribuite competenze su altri aspetti di tale sistema.

 

2. Le disposizioni del presente articolo costituiscono princìpi generali cui si ispira la normativa relativa alle Autorità.

 

3. Al fine di consentire una equilibrata distribuzione sul
territorio italiano degli organismi pubblici che svolgono funzioni di
carattere nazionale, più Autorità per i servizi pubblici non possono
avere sede nella medesima città.

 

4. La disciplina e la composizione di ciascuna Autorità sono
definite da normative particolari che tengono conto delle specificità
di ciascun settore sulla base dei princìpi generali del presente
articolo. La presente legge disciplina nell'articolo 3 il settore
dell'energia elettrica e del gas. Gli altri settori saranno
disciplinati con appositi provvedimenti legislativi.

 

5. Le Autorità operano in piena autonomia e con indipendenza di
giudizio e di valutazione; esse sono preposte alla regolazione e al
controllo del settore di propria competenza.

 

6. Le Autorità, in quanto autorità nazionali competenti per la
regolazione e il controllo, svolgono attività consultiva e di
segnalazione al Governo nelle materie di propria competenza anche ai
fini della definizione, del recepimento e della attuazione della
normativa comunitaria.

 

7. Ciascuna Autorità è organo collegiale costituito dal presidente e
da due membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del
Ministro competente. Le designazioni effettuate dal Governo sono
previamente sottoposte al parere delle competenti Commissioni
parlamentari. In nessun caso le nomine possono essere effettuate in
mancanza del parere favorevole espresso dalle predette Commissioni a
maggioranza dei due terzi dei componenti. Le medesime Commissioni
possono procedere all'audizione delle persone designate. In sede di
prima attuazione della presente legge le Commissioni parlamentari si
pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta del parere; decorso
tale termine il parere viene espresso a maggioranza assoluta (1/c).

 

8. I componenti di ciascuna Autorità sono
scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e
competenza nel settore; durano in carica sette anni e non possono
essere confermati. A pena di decadenza essi non possono esercitare,
direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di
consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o
privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi
compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti
politici né avere interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti
nel settore di competenza della medesima Autorità. I dipendenti delle
amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo per l'intera
durata dell'incarico.

 

9. Per almeno quattro anni dalla cessazione
dell'incarico i componenti delle Autorità non possono intrattenere,
direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di
consulenza o di impiego con le imprese operanti nel settore di
competenza; la violazione di tale divieto è punita, salvo che il fatto
costituisca reato, con una sanzione pecuniaria pari, nel minimo, alla
maggiore somma tra 50 milioni di lire e l'importo del corrispettivo
percepito e, nel massimo, alla maggiore somma tra 500 milioni di lire e
l'importo del corrispettivo percepito. All'imprenditore che abbia
violato tale divieto si applica la sanzione amministrativa pecuniaria
pari allo 0,5 per cento del fatturato e, comunque, non inferiore a 300
milioni di lire e non superiore a 200 miliardi di lire, e, nei casi più
gravi o quando il comportamento illecito sia stato reiterato, la revoca
dell'atto concessivo o autorizzativo. I valori di tali sanzione sono
rivalutati secondo il tasso di variazione annuo dei prezzi al consumo
per le famiglie di operai e impiegati rilevato dall'ISTAT.

 

10. I componenti e i funzionari delle Autorità, nell'esercizio delle
funzioni, sono pubblici ufficiali e sono tenuti al segreto d'ufficio.
Fatta salva la riserva all'organo collegiale di adottare i
provvedimenti nelle materie di cui al comma 12, per garantire la
responsabilità e l'autonomia nello svolgimento delle procedure
istruttorie, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 (2), e
successive modificazioni, e del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29 (3), e successive modificazioni, si applicano i princìpi riguardanti
l'individuazione e le funzioni del responsabile del procedimento,
nonché quelli relativi alla distinzione tra funzioni di indirizzo e
controllo, attribuite agli organi di vertice, e quelli concernenti le
funzioni di gestione attribuite ai dirigenti.

 

11. Le indennità spettanti ai componenti le Autorità sono
determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro del tesoro.

 

12. Ciascuna Autorità nel perseguire le finalità di cui all'articolo 1 svolge le seguenti funzioni:

 

a) formula osservazioni e proposte da trasmettere al Governo e al
Parlamento sui servizi da assoggettare a regime di concessione o di
autorizzazione e sulle relative forme di mercato, nei limiti delle
leggi esistenti, proponendo al Governo le modifiche normative e
regolamentari necessarie in relazione alle dinamiche tecnologiche, alle
condizioni di mercato ed all'evoluzione delle normative comunitarie;

b) propone i Ministri competenti gli schemi per il rinnovo nonché
per eventuali variazioni dei singoli atti di concessione o di
autorizzazione, delle convenzioni e dei contratti di programma;

c) controlla che le condizioni e le modalità di accesso per i
soggetti esercenti i servizi, comunque stabilite, siano attuate nel
rispetto dei princìpi della concorrenza e della trasparenza, anche in
riferimento alle singole voci di costo, anche al fine di prevedere
l'obbligo di prestare il servizio in condizioni di eguaglianza, in modo
che tutte le ragionevoli esigenze degli utenti siano soddisfatte, ivi
comprese quelle degli anziani e dei disabili, garantendo altresì il
rispetto: dell'ambiente, la sicurezza degli impianti e la salute degli
addetti;

d) propone la modifica delle clausole delle concessioni e delle
convenzioni, ivi comprese quelle relative all'esercizio in esclusiva,
delle autorizzazioni, dei contratti di programma in essere e delle
condizioni di svolgimento dei servizi, ove ciò sia richiesto
dall'andamento del mercato o dalle ragionevoli esigenze degli utenti,
definendo altresì le condizioni tecnico-economiche di accesso e di
interconnessione alle reti, ove previsti dalla normativa vigente;

e) stabilisce e aggiorna, in relazione all'andamento del mercato, la
tariffa base, i parametri e gli altri elementi di riferimento per
determinare le tariffe di cui ai commi 17,18 e 19, nonché le modalità
per il recupero dei costi eventualmente sostenuti nell'interesse
generale in modo da assicurare la qualità, l'efficienza del servizio e
l'adeguata diffusione del medesimo sul territorio nazionale, nonché la
realizzazione degli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela
ambientale e di uso efficiente delle risorse di cui al comma 1
dell'articolo 1, tenendo separato dalla tariffa qualsiasi tributo od
onere improprio; verifica la conformità ai criteri di cui alla presente
lettera delle proposte di aggiornamento delle tariffe annualmente
presentate e si pronuncia, sentiti eventualmente i soggetti esercenti
il servizio, entro novanta giorni dal ricevimento della proposta;
qualora la pronuncia non intervenga entro tale termine, le tariffe si
intendono verificate positivamente;

f) emana le direttive per la separazione contabile e amministrativa
e verifica i costi delle singole prestazioni per assicurare, tra
l'altro, la loro corretta disaggregazione e imputazione per funzione
svolta, per area geografica e per categoria di utenza evidenziando
separatamente gli oneri conseguenti alla fornitura del servizio
universale definito dalla convenzione, provvedendo quindi al confronto
tra essi e i costi analoghi in altri Paesi, assicurando la
pubblicizzazione dei dati;

g) controlla lo svolgimento dei servizi con poteri di ispezione, di
accesso, di acquisizione della documentazione e delle notizie utili,
determinando altresì i casi di indennizzo automatico da parte del
soggetto esercente il servizio nei confronti dell'utente ove il
medesimo soggetto non rispetti le clausole contrattuali o eroghi il
servizio con livelli qualitativi inferiori a quelli stabiliti nel
regolamento di servizio di cui al comma 37, nel contratto di programma
ovvero ai sensi della lettera h);

h) emana le direttive concernenti la produzione e l'erogazione dei
servizi da parte dei soggetti esercenti i servizi medesimi, definendo
in particolare i livelli generali di qualità riferiti al complesso
delle prestazioni e i livelli specifici di qualità riferiti alla
singola prestazione da garantire all'utente, sentiti i soggetti
esercenti il servizio e i rappresentanti degli utenti e dei
consumatori, eventualmente differenziandoli per settore e tipo di
prestazione; tali determinazioni producono gli effetti di cui al comma
37 (3/a);

i) assicura la più ampia pubblicità delle condizioni dei servizi;
studia l'evoluzione del settore e dei singoli servizi, anche per
modificare condizioni tecniche, giuridiche ed economiche relative allo
svolgimento o all'erogazione dei medesimi; promuove iniziative volte a
migliorare le modalità di erogazione dei servizi; presenta annualmente
al Parlamento e al Presidente del Consiglio dei ministri una relazione
sullo stato dei servizi e sull'attività svolta;

l) pubblicizza e diffonde la conoscenza delle condizioni di
svolgimento dei servizi al fine di garantire la massima trasparenza, la
concorrenzialità dell'offerta e la possibilità di migliori scelte da
parte degli utenti intermedi o finali;

m) valuta reclami, istanze e segnalazioni presentate dagli utenti o
dai consumatori, singoli o associati, in ordine al rispetto dei livelli
qualitativi e tariffari da parte dei soggetti esercenti il servizio nei
confronti dei quali interviene imponendo, ove opportuno, modifiche alle
modalità di esercizio degli stessi ovvero procedendo alla revisione del
regolamento di servizio di cui al comma 37;

n) verifica la congruità delle misure adottate dai soggetti
esercenti il servizio al fine di assicurare la parità di trattamento
tra gli utenti, garantire la continuità della prestazione dei servizi,
verificare periodicamente la qualità e l'efficacia delle prestazioni
all'uopo acquisendo anche la valutazione degli utenti, garantire ogni
informazione circa le modalità di prestazione dei servizi e i relativi
livelli qualitativi, consentire a utenti e consumatori il più agevole
accesso agli uffici aperti al pubblico, ridurre il numero degli
adempimenti richiesti agli utenti semplificando le procedure per
l'erogazione del servizio, assicurare la sollecita risposta a reclami,
istanze e segnalazioni nel rispetto dei livelli qualitativi e
tariffari;

o) propone al Ministro competente la sospensione o la decadenza
della concessione per i casi in cui tali provvedimenti siano consentiti
dall'ordinamento;

p) controlla che ciascun soggetto esercente il servizio adotti, in
base alla direttiva sui princìpi dell'erogazione dei servizi pubblici
del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 gennaio 1994,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del 22 febbraio 1994, una
carta di servizio pubblico con indicazione di standards dei singoli
servizi e ne verifica il rispetto.

 

13. Il Ministro competente, se respinge le proposte di cui alle
lettere b), d) e o) del comma 12, chiede all'Autorità una nuova
proposta e indica esplicitamente i princìpi e i criteri previsti dalla
presente legge ai quali attenersi. Il Ministro competente, qualora non
intenda accogliere la seconda proposta dell'Autorità, propone al
Presidente del Consiglio dei ministri di decidere, previa deliberazione
del Consiglio dei ministri, in difformità esclusivamente per gravi e
rilevanti motivi di utilità generale.

 

14. A ciascuna Autorità sono trasferite tutte le funzioni
amministrative esercitate da organi statali e da altri enti e
amministrazioni pubblici, anche a ordinamento autonomo, relative alle
sue attribuzioni. Fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti
di cui al comma 28, il Ministro competente continua comunque ad
esercitare le funzioni in precedenza ad esso attribuite dalla normativa
vigente. Sono fatte salve le funzioni di indirizzo nel settore
spettanti al Governo e le attribuzioni riservate alle autonomie locali.

 

15. Nelle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano gli
articoli 12 e 13 del testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (4), e le relative norme di
attuazione contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 22
marzo 1974, n. 381 (4), e nel decreto del Presidente della Repubblica
26 marzo 1977, n. 235 (4).

 

16. Nella regione Valle d'Aosta si applicano le norme contenute
negli articoli 7, 8, 9 e 10 dello statuto speciale, approvato con legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (5).

 

17. Ai fini della presente legge si intendono per tariffe i prezzi massimi unitari dei servizi al netto delle imposte.

 

18. Salvo quanto previsto dall'articolo 3 e unitamente ad altri
criteri di analisi e valutazioni, i parametri di cui al comma 12,
lettera e), che l'Autorità fissa per la determinazione della tariffa
con il metodo del price-cap, inteso come limite massimo della
variazione di prezzo vincolata per un periodo pluriennale, sono i
seguenti:

 

a) tasso di variazione medio annuo riferito ai dodici mesi
precedenti dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
rilevato dall'ISTAT;

 

 

b) obiettivo di variazione del tasso annuale di produttività, prefissato per un periodo almeno triennale.

 

19. Ai fini di cui al comma 18 si fa altresì riferimento ai seguenti elementi:

a) recupero di qualità del servizio rispetto a standards prefissati per un periodo almeno triennale;

b) costi derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da
mutamenti del quadro normativo o dalla variazione degli obblighi
relativi al servizio universale;

c) costi derivanti dall'adozione di interventi volti al controllo e
alla gestione della domanda attraverso l'uso efficiente delle risorse.

 

20. Per lo svolgimento delle proprie funzioni, ciascuna Autorità:

a) richiede, ai soggetti esercenti il servizio, informazioni e documenti sulle loro attività;

b) effettua controlli in ordine al rispetto degli atti di cui ai commi 36 e 37;

c) irroga, salvo che il fatto costituisca reato, in caso di
inosservanza dei propri provvedimenti o in caso di mancata ottemperanza
da parte dei soggetti esercenti il servizio, alle richieste di
informazioni o a quelle connesse all'effettuazione dei controlli,
ovvero nel caso in cui le informazioni e i documenti acquisiti non
siano veritieri, sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori nel
minimo a lire 50 milioni e non superiori nel massimo a lire 300
miliardi; in caso di reiterazione delle violazioni ha la facoltà,
qualora ciò non comprometta la fruibilità del servizio da parte degli
utenti, di sospendere l'attività di impresa fino a 6 mesi ovvero
proporre al Ministro competente la sospensione o la decadenza della
concessione;

d) ordina al soggetto esercente il servizio la cessazione di
comportamenti lesivi dei diritti degli utenti, imponendo, ai sensi dei
comma 12, lettera g), l'obbligo di corrispondere un indennizzo;

e) può adottare, nell'ambito della procedura di conciliazione o di
arbitrato, provvedimenti temporanei diretti a garantire la continuità
dell'erogazione del servizio ovvero a far cessare forme di abuso o di
scorretto funzionamento da parte del soggetto esercente il servizio.

 

21. Il Governo, nell'ambito del documento di programmazione
economico-finanziaria, indica alle Autorità il quadro di esigenze di
sviluppo dei servizi di pubblica utilità che corrispondono agli
interessi generali del Paese.

 

22. Le pubbliche amministrazioni e le imprese sono tenute a fornire
alle Autorità, oltre a notizie e informazioni, la collaborazione per
l'adempimento delle loro funzioni.

 

23. Le Autorità disciplinano, ai sensi del capo III della legge 7
agosto 1990, n. 241 (6), con proprio regolamento, da adottare entro
novanta giorni dall'avvenuta nomina, audizioni periodiche delle
formazioni associative nelle quali i consumatori e gli utenti siano
organizzati. Nel medesimo regolamento sono altresì disciplinati
audizioni periodiche delle associazioni ambientaliste, delle
associazioni sindacali delle imprese e dei lavoratori e lo svolgimento
di rilevazioni sulla soddisfazione degli utenti e sull'efficacia dei
sevizi.

 

24. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con uno o più regolamenti emanati ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (6), sono
definiti:

a) le procedure relative alle attività svolte dalle Autorità idonee
a garantire agli interessati la piena conoscenza degli atti istruttori,
il contraddittorio, in forma scritta e orale, e la verbalizzazione;

b) i criteri, le condizioni, i termini e le modalità per
l'esperimento di procedure di conciliazione o di arbitrato in
contraddittorio presso le Autorità nei casi di controversie insorte tra
utenti e soggetti esercenti il servizio, prevedendo altresì i casi in
cui tali procedure di conciliazione o di arbitrato possano essere
rimesse in prima istanza alle commissioni arbitrali e conciliative
istituite presso le camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, ai sensi dell'articolo 2, comma 4, lettera a), della legge
29 dicembre 1993, n. 580 (7). Fino alla scadenza del termine fissato
per la presentazione delle istanze di conciliazione o di deferimento
agli arbitri, sono sospesi i termini per il ricorso in sede
giurisdizionale che, se proposto, è improcedibile. Il verbale di
conciliazione o la decisione arbitrale costituiscono titolo esecutivo.

 

25. I ricorsi avverso gli atti e i provvedimenti delle Autorità
rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e
sono proposti avanti il tribunale amministrativo regionale ove ha sede
l'Autorità.

 

26. La pubblicità di atti e procedimenti delle Autorità è assicurata
anche attraverso un apposito bollettino pubblicato dalla Presidenza del
Consiglio dei ministri.

 

27. Ciascuna Autorità ha autonomia organizzativa, contabile e
amministrativa. Il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione,
soggetto al controllo della Corte dei conti, sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.

 

28. Ciascuna Autorità, con propri regolamenti, definisce, entro
trenta giorni dalla sua costituzione, le norme concernenti
l'organizzazione interna e il funzionamento, la pianta organica del
personale di ruolo, che non può eccedere le centoventi unità,
l'ordinamento delle carriere, nonché, in base ai criteri fissati dal
contratto collettivo di lavoro in vigore per l'Autorità garante della
concorrenza e del mercato e tenuto conto delle specifiche esigenze
funzionali e organizzative, il trattamento giuridico ed economico del
personale. Alle Autorità non si applicano le disposizioni di cui al
D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, fatto salvo
quanto previsto dal comma 10 del presente articolo (8).

 

29. Il regolamento del personale di ruolo previsto nella pianta
organica di ciascuna Autorità avviene mediante pubblico concorso, ad
eccezione delle categorie per le quali sono previste assunzioni in base
all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56 (9), e successive
modificazioni. In sede di prima attuazione della presente legge
ciascuna Autorità provvede mediante apposita selezione anche
nell'ambito del personale dipendente da pubbliche amministrazioni in
possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità ed
esperienza richiesti per l'espletamento delle singole funzioni e tale
da garantire la massima neutralità e imparzialità comunque nella misura
massima del 50 per cento dei posti previsti nella pianta organica.

 

30. Ciascuna autorità può assumere, in numero non superiore a
sessanta unità, dipendenti con contratto a tempo determinato di durata
non superiore a due anni nonché esperti e collaboratori esterni, in
numero non superiore a dieci, per specifici obiettivi e contenuti
professionali, con contratti a tempo determinato di durata non
superiore a due anni che possono essere rinnovati per non più di due
volte (9/a).

 

31. Il personale dipendente in servizio anche in forza di contratto
a tempo determinato presso le Autorità non può assumere altro impiego o
incarico né esercitare altra attività professionale, anche se a
carattere occasionale. Esso, inoltre, non può avere interessi diretti o
indiretti nelle imprese del settore. La violazione di tali divieti
costituisce causa di decadenza dall'impiego ed è punita, ove il fatto
non costituisca reato, con una sanzione amministrativa pecuniaria pari,
nel minimo, a 5 milioni di lire, e, nel massimo, alla maggior somma tra
50 milioni di lire e l'importo del corrispettivo percepito.

 

32. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, uno o più regolamenti volti a trasferire
le ulteriori competenze connesse a quelle attribuite alle Autorità
dalla presente legge nonché a riorganizzare o a sopprimere gli uffici e
a rivedere le piante organiche delle amministrazioni pubbliche
interessate dalla applicazione della presente legge e cessano le
competenze esercitate in materia dal Comitato interministeriale per la
programmazione economica. A decorrere dalla data di entrata in vigore
dei regolamenti di cui al presente comma sono abrogate le disposizioni
legislative e regolamentari che disciplinano gli uffici soppressi
riorganizzati. I regolamenti indicano le disposizioni abrogate ai sensi
del precedente periodo.

 

33. Le Autorità, con riferimento agli atti e ai comportamenti delle
imprese operanti nei settori sottoposti al loro controllo, segnalano
all'Autorità garante della concorrenza e del mercato la sussistenza di
ipotesi di violazione delle disposizioni della legge 10 ottobre 1990,
n. 287.

 

34. Per le materie attinenti alla tutela della concorrenza,
l'Autorità garante della concorrenza e del mercato esprime parere
obbligatorio entro il termine di 30 giorni alle amministrazioni
pubbliche competenti in ordine alla definizione delle concessioni, dei
contratti di servizio e degli altri strumenti di regolazione
dell'esercizio dei servizi nazionali.

 

35. Le concessioni rilasciate nei settori di cui al comma 1, la cui
durata non può essere superiore ad anni quaranta, possono essere
onerose, con le eccezioni previste dalla normativa vigente.

 

36. L'esercizio del servizio in concessione è disciplinato da
convenzioni ed eventuali contratti di programma stipulati tra
l'amministrazione concedente e il soggetto esercente il servizio, nei
quali sono definiti, in particolare, l'indicazione degli obiettivi
generali, degli scopi specifici e degli obblighi reciproci da
perseguire nello svolgimento del servizio; le procedure di controllo e
le sanzioni in caso di inadempimento; le modalità e le procedure di
indennizzo automatico nonché le modalità di aggiornamento, revisione e
rinnovo del contratto di programma o della convenzione.

 

37. Il soggetto esercente il servizio predispone un regolamento di
servizio nel rispetto dei princìpi di cui alla presente legge e di
quanto stabilito negli atti di cui al comma 36. Le determinazioni delle
Autorità di cui al comma 12, lettera h), costituiscono modifica o
integrazione del regolamento di servizio.

 

38. All'onere derivante dall'istituzione e dal funzionamento delle
Autorità, determinato in lire 3 miliardi per il 1995 e in lire 20
miliardi, per ciascuna Autorità, a decorrere dal 1996, si provvede:

 

a) per il 1995, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1995-1997, al capitolo 6856
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1995
all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato;

 

 

b) a decorrere dal 1996, mediante contributo di importo non
superiore all'uno per mille dei ricavi dell'ultimo esercizio, versato
dai soggetti esercenti il servizio stesso; il contributo è versato
entro il 31 luglio di ogni anno nella misura e secondo le modalità
stabilite con decreto del Ministro delle finanze emanato, di concerto
con il Ministro del tesoro, entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge (10/a).

 

39. Il Ministro delle finanze è autorizzato ad adeguare il
contributo a carico dei soggetti esercenti il servizio in relazione
agli oneri atti a coprire le effettive spese di funzionamento di
ciascuna Autorità.

 

40. Le somme di cui al comma 38, lettera b), afferenti all'Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni e all'Autorità per l'energia
elettrica e il gas sono versate direttamente ai bilanci dei predetti
enti (10/b).

 

41. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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(1/c) Per la composizione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas vedi l'art. 1, comma 15, L. 23 agosto 2004, n. 239.

(2) Riportata alla voce Ministeri: provvedimenti generali.

(3) Riportato alla voce Impiegati civili dello Stato.

(3/a) In attuazione di quanto disposto dalla
presente lettera vedi, per il settore gas, la Del.Aut.en.el. e gas 18
ottobre 2001, n. 229/2001 e la Del.Aut.en.el e gas 12 dicembre 2002, n.
207/02.

(4) Riportato alla voce Trentino-Alto Adige.

(5) Riportata alla voce Valle d'Aosta.

(6) Riportata alla voce Ministeri: provvedimenti generali.

(7) Riportata alla voce Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura.

(8) Comma così modificato dall'art. 1, comma 118, L. 23 agosto 2004, n. 239.

(9) Riportata alla voce Collocamento di lavoratori.

(9/a) Comma così modificato dall'art. 1,
comma 118, L. 23 agosto 2004, n. 239. Vedi, anche, l'art. 25, L. 29
dicembre 2000, n. 422 - Legge comunitaria 2000.

(10/a) Per la misura e le modalità di
versamento del contributo dovuto dalle imprese nel settore dell'energia
elettrica e del gas vedi il D.M. 9 luglio 2002, il D.M. 25 luglio 2003,
il D.M. 21 luglio 2004 e il D.M. 21 luglio 2005. Per la misura e le
modalità di versamento del contributo dovuto all'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni ai sensi della presente lettera vedi, per
il 1999, il D.M. 16 luglio 1999; per il 2000, il D.M. 12 luglio 2000;
per il 2001, il D.M. 4 luglio 2001; per il 2002, il D.M. 17 maggio
2002; per il 2003, il D.M. 26 giugno 2003; per il 2004, il D.M. 20
luglio 2004 per il 2005, il D.M. 22 luglio 2005.

(10/b) Comma così sostituito dal comma 24 dell'art. 18, L. 30 dicembre 2004, n. 312.

 

3. Disposizioni relative all'Autorità per
l'energia elettrica e il gas e altre disposizioni concernenti il
settore elettrico (10/c).

1. In relazione a quanto previsto dall'articolo 2, comma 14, della
presente legge, sono trasferite all'Autorità per l'energia elettrica e
il gas le funzioni in materia di energia elettrica e gas attribuite
dall'articolo 5, comma 2, lettera b), del decreto del Presidente della
Repubblica 20 aprile 1994, n. 373 (11), al Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, che le esercita, a norma del predetto
articolo 5, sino alla emanazione del regolamento di organizzazione e
funzionamento dell'Autorità di cui all'articolo 2, comma 28, della
presente legge.

 

2. Per le tariffe relative ai servizi di fornitura dell'energia
elettrica i prezzi unitari da applicare per tipologia di utenza sono
identici sull'intero territorio nazionale. Tali tariffe comprendono
anche le voci derivanti dai costi connessi all'utilizzazione dei
combustibili fossili e agli acquisti di energia da produttori nazionali
e agli acquisti di energia importata nonché le voci derivanti dagli
oneri connessi all'incentivazione della nuova energia elettrica
prodotta con fonti rinnovabili ed assimilate. L'Autorità accerta,
inoltre, la sussistenza di presupposti delle voci derivanti dalla
reintegrazione degli oneri connessi alla sospensione e alla
interruzione dei lavori per la realizzazione di centrali nucleari ed
alla chiusura definitiva delle centrali nucleari, nonché dalla
copertura finanziaria delle minori entrate connesse alle disposizioni
fiscali introdotte in attuazione del piano energetico nazionale,
secondo quanto previsto dall'articolo 33 della legge 9 gennaio 1991, n.
9. Tali voci vengono specificate nella tariffa. L'Autorità verifica la
congruità dei criteri adottati per determinare i rimborsi degli oneri
connessi alla sospensione e alla interruzione dei lavori per la
realizzazione di centrali nucleari nonché alla loro chiusura, anche per
l'esercizio delle competenze di cui al comma 7 del presente articolo
(12).

 

3. L'autorità, nell'esercizio delle funzioni e dei poteri di cui
all'articolo 2, comma 12, lettera c), e commi 20 e 22, emana direttive
per assicurare l'individuazione delle diverse componenti le tariffe di
cui al comma 2, nonché dei tributi (12/a).

 

4. Per l'aggiornamento delle tariffe per la parte al netto delle
voci di costo di cui al comma 2, i soggetti esercenti il servizio,
sulla base delle variazioni dei parametri di cui all'articolo 2, comma
18, stabiliti dall'Autorità ai sensi dell'articolo 2, comma 12, lettera
e), nonché degli eventuali elementi di cui all'articolo 2, comma 19,
predispongono la proposta di aggiornamento delle tariffe da sottoporre
entro il 30 settembre di ogni anno alla verifica da parte dell'Autorità
nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 2, comma 12.
Trascorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione della proposta di
aggiornamento senza che l'Autorità abbia verificato la proposta la
stessa si intende positivamente verificata. Ove l'Autorità ritenga
necessario richiedere notizie o effettuare approfondimenti, il suddetto
termine è prorogato di 15 giorni. Le tariffe relative ai servizi di
fornitura dell'energia elettrica, aggiornate entro il 31 dicembre di
ogni anno, entrano in vigore dal 1° gennaio dell'anno successivo.
Contestualmente l'Autorità provvede a definire eventuali aggiornamenti
delle perequazioni.

 

5. L'aggiornamento delle tariffe in relazione ai costi relativi ai
combustibili fossili, all'energia elettrica acquistata da produttori
nazionali e importata avviene per effetto di meccanismi di calcolo
automatici sulla base di criteri predefiniti dall'Autorità e correlati
all'andamento del mercato. L'aggiornamento delle tariffe viene
effettuato a cura dei soggetti esercenti il servizio ed è sottoposto a
successiva verifica da parte dell'Autorità (13).

 

6. I sistemi di perequazione tra i diversi soggetti esercenti il
servizio sono disciplinati sulla base dei provvedimenti generali
emanati in materia dal Ministro competente o, dopo l'entrata in vigore
dei regolamenti di cui all'articolo 2, comma 28, dall'Autorità.

 

7. I provvedimenti già adottati dal Comitato interministeriale
prezzi e dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato
in materia di energia elettrica e di gas conservano piena validità ed
efficacia, salvo modifica o abrogazione disposta dal Ministro, anche
nell'atto di concessione, o dalla Autorità competente. Il provvedimento
CIP n. 6 del 29 aprile 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109
del 12 maggio 1992, come integrato e modificato dal decreto del
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato del 4 agosto
1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 1994, si
applica, per tutta la durata del contratto, alle iniziative prescelte,
alla data di entrata in vigore della presente legge, ai fini della
stipula delle convenzioni, anche preliminari, previste dal decreto del
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato del 25
settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 6
ottobre 1992, nonché alle proposte di cessione dell'energia elettrica
prodotta da fonti rinnovabili propriamente dette, presentate all'ENEL
spa entro il 31 dicembre 1994 ed alle proposte di cessione di energia
elettrica che utilizzano gas d'altoforno o di cokeria presentate alla
medesima data, a condizione che in tali ultimi casi permanga la
necessaria attività primaria dell'azienda. Conservano altresì efficacia
le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica del
28 gennaio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 9 marzo
1994. Per le altre iniziative continua ad applicarsi la normativa
vigente, ivi compreso il citato provvedimento CIP n. 6 del 1992 ed i
relativi aggiornamenti previsti dall'articolo 22, comma 5, della legge
9 gennaio 1991, n. 9, che terranno conto dei princìpi di cui
all'articolo 1 della presente legge (14).

 

8. Per i soggetti esercenti il servizio nel settore elettrico la
separazione contabile di cui all'articolo 2, comma 12, lettera f), deve
essere attuata nel termine di due anni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, e concerne, in particolare, le diverse fasi di
generazione, di trasmissione e di distribuzione come se le stesse
fossero gestite da imprese separate. Tali soggetti pubblicano nella
relazione annuale sulla gestione uno stato patrimoniale e un conto
profitti e perdite distinti per ogni fase. Fermo restando quanto
previsto dall'articolo 20, primo comma, della legge 29 maggio 1982, n.
308 (15), le attività elettriche già esercitate dalle imprese
elettriche degli enti locali restano affidate in concessione da parte
del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. I
rapporti tra le imprese elettriche degli enti locali e l'ENEL spa
restano regolati da convenzioni stipulate ai sensi dell'articolo 21
della legge 9 gennaio 1991, n. 9 (13).

 

9. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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(10/c) Vedi, anche, il D.L. 13 settembre
1996, n. 473, riportato alla voce Ente nazionale per l'energia
elettrica (E.N.E.L.), in materia di trasparenza delle tariffe
elettriche.

(11) Riportato alla voce Ministeri: provvedimenti generali.

(12) Vedi, anche, il D.P.C.M. 31 ottobre 2002.

(12/a) Comma così sostituito dall'art. 1,
D.L. 13 settembre 1996, n. 473, riportato alla voce Ente nazionale per
l'energia elettrica (E.N.E.L.) nel testo integrato dalla relativa legge
di conversione.

(13) Vedi, anche, il D.P.C.M. 31 ottobre 2002.

(14) L'art. 1, D.M. 24 gennaio 1997 (Gazz.
Uff. 22 febbraio 1997, n. 44) ha disposto che alle iniziative e alle
proposte di cessione previste dal presente comma, nonché agli impianti
già realizzati e a quelli in corso di realizzazione alla data della sua
entrata in vigore, si applicano le disposizioni concernenti la nuova
produzione di energia contenute nel provvedimento CIP 29 aprile 1992,
n. 6, come integrato e modificato dal decreto del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato 4 agosto 1994.

(15) Riportata alla voce Edilizia.

(13) Riportata alla voce Ministero dell'ambiente.