Primo sì alla grande riforma dello Stato

Per essere definitiva deve essere approvata dalla Camera e poi di nuovo da tutto il Parlamento

Premierato forte, fine del bicameralismo perfetto e nascita del
Senato federale, devolution, nuova Corte Costituzionale, ridefinizione
di ruolo e poteri del Capo dello Stato e nuovi criteri di nomina per il
Csm. Il provvedimento, che riscrive il larga misura la parte seconda
della Costituzione, approvato dal Senato il 25 marzo passa ora
all'esame di Montecitorio, ma saranno necessari altri due passaggi
parlamentari prima della sua approvazione definitiva, proprio perché si
tratta di una riforma costituzionale. Ecco le più significative novità del testo.

PREMIERATO FORTE - La figura del Primo Ministro sostituisce
il presidente del Consiglio. Il Primo Ministro dirige la politica del
governo e nomina e revoca direttamente i Ministri. La candidatura a
Premier avviene con collegamento alle candidature per la Camera. Il
Primo Ministro, nominato dal capo dello Stato, nel rispetto del voto
popolare, illustra il suo programma alla Camera entro dieci giorni
dalla nomina: è sua discrezione decidere se chiedere anche un voto di
fiducia. Quando la Camera non approva una richiesta di fiducia del
Primo Ministro, si deve dimettere e può chiedere al Quirinale lo
scioglimento della Camera.

MOZIONE DI SFIDUCIA- La Camera può obbligare il Primo Ministro alle dimissioni approvando una mozione di sfiducia.

NORMA ANTIRIBALTONE - La Camera può evitare il suo
scioglimento anticipato chiesto dal Premier al Capo dello Stato,
approvando con i voti della stessa maggioranza a cui è legato il
premier uscente, una mozione di fiducia che indichi il nome di un nuovo
Primo Ministro della stessa maggioranza che si impegni a portare a
compimento il programma illustrato ad inizio legislatura.

FINE DEL BICAMERALISMO PERFETTO - Camera e Senato avranno
funzioni distinte: il rapporto fiduciario con il Premier e la
legislazione statale ordinaria a Montecitorio, il rapporto con le
Regioni e la legislazione in materie di competenza anche regionale, le
nomine di garanzie il Senato federale. Solo in alcuni casi tassativi
permane l'approvazione delle leggi sia da parte della Camera che del
Senato federale.

LA RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI - I deputati alla Camera sono
ridotti da 630 a 400. A questi si devono aggiungere 12 deputati eletti
nella circoscrizione riservata agli italiani all'estero. I senatori
elettivi scendono da 315 a 200, ai quali se ne aggiungono 6 eletti
nella circoscrizione estero. I senatori a vita vengono ridotti ad una
massimo di 3. La nuova composizione delle Camere, però, entrerà in
vigore solo alla quindicesima legislatura: in teoria, dal 2011.

IL SENATO FEDERALE - Viene eletto su base regionale a
suffragio universale. La sua elezione è contestuale a quella dei
Consigli regionali e dura in carica cinque anni. In caso di
scioglimento anticipato dei Consigli regionali, i nuovi avranno una
durata tale da far coincidere le nuove elezioni del Senato con il
rinnovo dei Consigli. Sono eleggibili a senatori coloro che ricoprono o
hanno ricoperto cariche elettive regionali o sono stati eletti
parlamentari in quella Regione. Per la validità delle deliberazioni del
Senato, è richiesta la partecipazione di senatori eletti in almeno un
terzo delle Regioni. Il Senato può chiedere di votare sulle leggi
approvate dalla Camera.

CAMERA POLITICA E STATUTO OPPOSIZIONE - La Camera dei
deputati è eletta a suffragio universale diretto da tutti i cittadini
italiani. Dovrà dotarsi di uno Statuto dell'opposizione. Sarà titolare
del potere legislativo statale ordinario e del rapporto fiduciario con
il governo del Primo Ministro. I ddl di conversione dei decreti legge
avranno tempi di approvazione dimezzati.

LEGGI REGIONALI ED INTERESSE NAZIONALE - Il governo può
chiedere un voto del Senato su leggi regionali che ritiene lesive
dell'interesse nazionale. Il Senato può rinviare la legge ai Consigli
Regionali. Se la legge non cambia, il Senato può chiedere al Capo dello
Stato di annullare la legge.

DEVOLUTION - Le Regioni si vedono riconosciute dalla
Costituzione in via esclusiva le competenze relative alla assistenza ed
organizzazione sanitaria, all'organizzazione scolastica, alla gestione
degli istituti scolastici e di formazione, ai programmi scolastici di
interesse regionale, alla polizia locale.

ROMA CAPITALE - È confermato il riconoscimento di Roma come
Capitale d'Italia, alla quale spettano particolari forme di autonomia
anche normativa, nei limiti e con modalità stabilite dallo Statuto
della Regione Lazio.

CORTE COSTITUZIONALE – Cambiano le regole per l'elezione dei
quindici giudici costituzionali. Quattro sono nominati dal Presidente
della Repubblica; quattro giudici sono nominati dalle supreme
magistrature ordinaria e amministrativa e sette dal Senato federale
della Repubblica, integrato dai Presidenti delle Giunte delle Regioni.
Gli ex giudici costituzionali non possono ricoprire incarichi pubblici
e di governo per i 5 anni successivi all'uscita dalla Consulta.

CSM - Il Vicepresidente del Csm è nominato autonomamente dal
Capo dello Stato e non più eletto dal Plenum. Il terzo dei membri laici
del Csm eletto oggi dal Parlamento in seduta comune verrà eletto per
1/6 dalla Camera e per 1/6 dal Senato.

POTERE DI GRAZIA AUTONOMO AL CAPO DELLO STATO - La
concessione della grazia ad un condannato in via definitiva viene
inserito fra gli atti del Capo dello Stato per i quali non è richiesta
controfirma. Gli altri sono i messaggi alle Camere, la nomina di
senatori a vita e di giudici costituzionali.

REFERENDUM COSTITUZIONALI - Il referendum confermativo viene
sempre reso ammissibile in presenza di riforme costituzionali, a
prescindere dalla maggioranza realizzatasi nel voto parlamentare.

Il testo che viene pubblicato è frutto di coordinamento redazionale
sulla base degli emendamenti approvati ed è quindi soggetto
all’inevitabile coordinamento istituzionale. (25 marzo 2004)   

Ddl Senato 2544 - Modificazioni degli articoli 55, 56, 57, 58,
59, 60, 63, 64, 65, 67, 69, 70, 71, 72, 80, 81, 82, 83, 85, 86, 87, 88,
89, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 104, 114, 116, 117, 126, 127, 135 e 138
della Costituzione e introduzione dell’articolo 70-bis

  Capo I
MODIFICHE AL TITOLO I DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE

Articolo 1.(Senato federale della Repubblica)
1. L’articolo 55, primo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica".

Articolo 2. (Camera dei deputati)
1. L’articolo 56 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
56. – La Camera dei deputati è composta da quattrocento deputati e dai
dodici deputati assegnati alla circoscrizione Estero.
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.
La
ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei
seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il
numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo
censimento generale della popolazione, per quattrocento e distribuendo
i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla
base dei quozienti interi e dei più alti resti".

Articolo 3. (Elezione del Senato federale della Repubblica)
1. L’articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
57. – Il Senato federale della Repubblica è eletto a suffragio
universale e diretto su base regionale, salvi i seggi assegnati alla
circoscrizione Estero.
Il Senato federale della Repubblica è
composto da duecento senatori eletti in ciascuna Regione
contestualmente all'elezione dei rispettivi Consigli regionali, da sei
senatori elettivi assegnati alla circoscrizione Estero e dai senatori a
vita di cui all’articolo 59.
L’elezione del Senato federale della
Repubblica è disciplinata con legge dello Stato, che garantisce la
rappresentanza territoriale da parte dei senatori.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a cinque; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno.
La
ripartizione dei seggi tra le Regioni fatto salvo il numero dei seggi
assegnati alla circoscrizione estero, previa applicazione delle
disposizioni del quarto comma, si effettua in proporzione alla
popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento
generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
I senatori e gli organi della corrispondente Regione mantengono rapporti di reciproca informazione e collaborazione.
I
Presidenti delle Giunte regionali ed i Presidenti dei Consigli
regionali devono essere sentiti, ogni volta che lo richiedono, dal
Senato federale della Repubblica, secondo le norme del suo regolamento.
I Senatori devono essere sentiti, ogni volta che lo richiedono, dai
Consigli regionali della Regione in cui sono stati eletti, secondo le
norme dei rispettivi regolamenti. Il regolamento del Senato federale
della Repubblica garantisce i diritti delle minoranze in ogni fase
dell'attività parlamentare".

Articolo 4. (Requisiti per l’eleggibilità a senatore)
1. L’articolo 58 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
58. – Sono eleggibili a senatori di una Regione gli elettori che hanno
compiuto i quaranta anni di età e hanno ricoperto o ricoprono cariche
pubbliche elettive in enti territoriali locali o regionali, all’interno
della Regione, o sono stati eletti senatori o deputati nella Regione o
risiedono nella Regione alla data di indizione delle elezioni".

Articolo 5. (Senatori a vita)
1. L’articolo 59, secondo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Il
Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cittadini che
hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale,
scientifico, artistico e letterario. Il numero totale dei senatori di
nomina presidenziale non può in alcun caso essere superiore a tre".

Articolo 6. (Durata delle Camere)
1. L’articolo 60, primo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"La
Camera dei deputati è eletta per cinque anni. La durata della Camera
dei deputati non può essere prorogata se non per legge e soltanto in
caso di guerra. Il Senato federale della Repubblica è eletto per cinque
anni. Nel caso di scioglimento dei Consigli in base all'articolo 126, o
ad altra norma costituzionale la legge, approvata ai sensi
dell'articolo 70, terzo comma, stabilisce la durata della successiva
legislatura regionale in modo da assicurare la contestualità di cui
all'articolo 57".

Articolo 7. (Presidenza della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica)
1. All’articolo 63 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente:
"Ciascuna
Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l’Ufficio di
Presidenza. Il Presidente è eletto con la maggioranza dei due terzi dei
componenti l’Assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la
maggioranza assoluta".

Articolo 8. (Modalità di funzionamento delle Camere)
1. L’articolo 64 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
64. – La Camera dei deputati adotta il proprio regolamento con la
maggioranza dei tre quinti dei voti espressi, comunque non inferiore
alla maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Senato federale della
Repubblica adotta il proprio regolamento con la maggioranza assoluta
dei suoi componenti.
Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna
delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di
adunarsi in seduta segreta.
Le deliberazioni della Camera dei
deputati e del Parlamento non sono valide se non è presente la
maggioranza dei loro componenti e se non sono adottate a maggioranza
dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza
speciale. Le deliberazioni del Senato federale della Repubblica non
sono valide se non sono presenti i due quinti dei suoi componenti e se
non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione
prescriva una maggioranza speciale. Le deliberazioni del Senato
federale della Repubblica non sono altresì valide se non sono presenti
senatori espressi da almeno in un terzo delle Regioni.
Il
regolamento della Camera dei deputati garantisce le prerogative ed i
poteri del Governo e della maggioranza ed i diritti delle opposizioni
in ogni fase dell’attività parlamentare. Prevede le modalità di
iscrizione all’ordine del giorno di proposte e iniziative indicate
dalle opposizioni, con riserva di tempi e previsione del voto finale.
Stabilisce le modalità di elezione e i poteri del Capo
dell’opposizione. Riserva a deputati appartenenti a gruppi di
opposizione la Presidenza delle Commissioni, diverse da quelle di cui
all’articolo 72, primo comma, delle Giunte e degli organismi interni,
cui sono attribuiti compiti ispettivi, di controllo o di garanzia".

Articolo 9. (Ineleggibilità ed incompatibilità)
1. L’articolo 65, primo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"La
legge, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma, determina i
casi di ineleggibilità e incompatibilità con l’ufficio di deputato o di
senatore".

Articolo 9-bis.
1. Ciascuna Camera giudica dei titoli di
ammissione dei suoi componenti e delle cause di ineleggibilità e di
incompatibilità, entro termini tassativi stabiliti dal proprio
regolamento. l'insussistenza dei titoli o la sussistenza delle cause
sopraggiunge di ineleggibilità e di incompatibilità dei parlamentari
proclamati sono accertate con deliberazione adottata a maggioranza dei
tre quinti dei componenti l'Assemblea della Camera dei deputati ed a
maggioranza dei componenti l'Assemblea del Senato federale della
Repubblica.

Articolo 10. (Divieto di mandato imperativo)
1. L’articolo 67 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
67. – Ogni deputato e ogni senatore rappresenta la Nazione e la
Repubblica ed esercita le proprie funzioni senza vincolo di mandato".

Articolo 11. (Indennità parlamentare)
1. L’articolo 69 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
69. – I membri delle Camere ricevono un’identica indennità stabilita
dalla legge, approvata ai sensi dell’articolo 70, terzo comma. Tale
indennità non è comulabile con indennità o emolumenti derivanti dalla
titolarità di altre cariche pubbliche elettive".

Articolo 12. (Formazione delle leggi)
1. L’articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
70. – La Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le
materie di cui all’articolo 117, secondo comma, ivi compresi i disegni
di legge attinenti ai bilanci ed al rendiconto consuntivo dello Stato,
salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo
l’approvazione da parte della Camera dei deputati, tali disegni di
legge sono trasmessi al Senato federale della Repubblica. Il Senato, su
richiesta di due quinti dei propri componenti formulata entro dieci
giorni dalla trasmissione, esamina il disegno di legge. Entro i trenta
giorni successivi il Senato delibera e può proporre modifiche sulle
quali la Camera dei deputati decide in via definitiva. I termini sono
ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei
decreti-legge. Qualora il Senato federale della Repubblica non proponga
modifiche entro i termini previsti, la legge è promulgata ai sensi
degli articoli 73 e 74. Il Senato federale della Repubblica esamina i
disegni di legge concernenti la determinazione dei principi
fondamentali nelle materie di cui all’articolo 117, terzo comma, salvo
quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Tali disegni di
legge, dopo l’approvazione da parte del Senato federale della
Repubblica, sono trasmessi alla Camera dei deputati. La Camera dei
deputati, su richiesta di due quinti dei propri componenti formulata
entro dieci giorni dalla trasmissione, esamina il disegno di legge.
Entro i trenta giorni successivi la Camera dei deputati delibera e può
proporre modifiche sulle quali il Senato federale della Repubblica
decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i
disegni di legge di conversione dei decreti-legge. Qualora la Camera
dei deputati non proponga modifiche entro i termini previsti, la legge
è promulgata ai sensi degli articoli 73 e 74. Qualora il Governo
dichiari che le modifiche proposte dalla Camera dei deputati sono
essenziali per l’attuazione del suo programma e tali modifiche siano
state approvate ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, al disegno di
legge si applica la procedura prevista dal terzo comma del presente
articolo.
La funzione legislativa dello Stato è esercitata
collettivamente dalle due Camere per l’esame dei disegni di legge,
anche annuali, concernenti la perequazione delle risorse finanziarie e
le materie di cui all’articolo 119, nonché i disegni di legge
concernenti la tutela della concorrenza, le funzioni fondamentali di
Comuni, Province e Città metropolitane, il sistema di elezione della
Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica nonché nei
casi in cui la Costituzione rinvii espressamente alla legge dello Stato
o alla legge della Repubblica, di cui agli articoli 27, quarto comma,
33, sesto comma, 117, commi quinto e nono, 118, commi secondo e terzo,
120, secondo comma, 125, 132,, secondo comma, 133, primo comma, 137,
secondo comma e nonché le leggi che disciplinano l'esercizio dei
diritti fondamentali di cui agli articoli da 13 a 21 della
Costituzione. Se un disegno di legge non è approvato dalle due Camere
nel medesimo testo dopo una lettura da parte di ciascuna Camera, i
Presidenti delle due Camere convocano, d’intesa tra di loro, una
commissione mista paritetica incaricata di proporre un testo sulle
disposizioni su cui permane il disaccordo tra le due Camere. Il testo
proposto dalla commissione mista paritetica è sottoposto
all’approvazione delle due Assemblee e su di esso non sono ammessi
emendamenti.
I Presidenti del Senato federale della Repubblica e
della Camera dei deputati, d’intesa fra di loro, decidono le eventuali
questioni di competenza fra le due Camere in ordine all’esercizio della
funzione legislativa. I Presidenti possono deferire la decisione ad un
Comitato paritetico, composto da quanttro deputati e da quattro
senatori, designati dai rispettivi Presidenti sulla base del criterio
di proporzionalità rispetto alla composizione delle due Camere. La
decisione dei Presidenti o del Comitato non è sindacabile in alcuna
sede legislativa".

Articolo 13. (Assemblee di coordinamento delle autonomie)
soppresso

Articolo 14. (Iniziativa legislativa)
1. L’articolo 71, primo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"L’iniziativa
delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere
nell’ambito delle rispettive competenze, ed agli organi ed enti ai
quali sia conferita da legge costituzionale".

Articolo 15. (Procedure legislative ed organizzazione per commissioni)
1. L’articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Art
72. – Ogni disegno di legge, presentato alla Camera competente ai sensi
dell’articolo 70, è secondo le norme del suo regolamento esaminato da
una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per
articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.
Può
altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei
disegni di legge, di cui all’articolo 70, terzo comma, sono deferiti a
commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la
proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al
momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è
rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della
Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o
votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua
approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento
determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.
La
procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della
Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia
costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa.
Il
Senato federale della Repubblica, secondo le norme del proprio
regolamento, è organizzato in commissioni, anche con riferimento a
quanto previsto dall’articolo 117, ottavo comma. Esprime il parere,
secondo le norme del proprio regolamento, ai fini dell’adozione del
decreto di scioglimento di un Consiglio regionale o di rimozione di un
Presidente di Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 126, primo comma.
Le
proposte di legge di iniziativa regionale adottate da più Assemblee
regionali in coordinamento tra di loro sono poste all’ordine del giorno
dell’Assemblea nei termini tassativi stabiliti dal regolamento".

Articolo 16. (Ratifica dei trattati internazionali)
1. L’articolo 80 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
80. – È autorizzata con legge la ratifica dei trattati internazionali
che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti
giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze
o modificazioni di leggi".

Articolo 17. (Bilanci e rendiconto)
1. L’articolo 81, primo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Sono approvati ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo".

Articolo 18. (Commissioni parlamentari d’inchiesta)
1.
All’articolo 82 della Costituzione, l’ultimo periodo del secondo comma
è sostituito dal seguente: "La Commissione di inchiesta istituita con
legge approvata dalle Camere ai sensi dell’articolo 70, terzo comma,
procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse
limitazioni dell’autorità giudiziaria".

 

Capo II
MODIFICHE AL TITOLO II DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE

Articolo 19. (Elezione del Presidente della Repubblica)
1. L’articolo 83 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
83. – Il Presidente della Repubblica è eletto dall’Assemblea della
Repubblica, presieduta dal Presidente della Camera, costituita dai
componenti delle due Camere, dai Presidenti delle Giunte delle regioni
e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e da un numero di
delegati eletti dai Consigli regionali. Ciascun Consiglio regionale
elegge almeno tre delegati, in modo che sia assicurata la
rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. I
Consigli regionali eleggono altresì un numero ulteriore di delegati in
ragione di un delegato per ogni milione di abitanti nella Regione. I
delegati sono eletti, per non meno della metà, tra i sindaci,
presidenti di Provincia o Città metropolitana della Regione, designati,
a tal fine, dai rispettivi Consigli delle autonomie locali.
Il
Presidente della Repubblica è eletto a scrutinio segreto con la
maggioranza dei due terzi dei componenti dell’Assemblea della
Repubblica. Dopo il quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza
assoluta".

Articolo 20. (Convocazione dell’Assemblea della Repubblica)
1. L’articolo 85, secondo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Sessanta
giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei
deputati convoca l’Assemblea della Repubblica per eleggere il nuovo
Presidente della Repubblica. Se la camera dei deputati è sciolta o
manca meno di tre mesi alla sua cessazione, la elezione ha luogo entro
quindici giorni dalla riunione della Camera nuova. Nel frattempo sono
prorogati i poteri del Presidente in carica.".

Articolo 21. (Supplenza del Presidente della Repubblica)
1. L’articolo 86, primo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Le
funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso in cui egli non
possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato federale
della Repubblica. In caso di inadempimento permanente o di morte o di
dimissioni del Presidente della repubblica, il Presidente della Camera
dei deputati indice la elezione del nuovo Presidente della repubblica
entro quindi giorni, salvo il maggior termine previsto se la Camera dei
deputati è sciolta o mancano meno di tre mesi alla sua cessazione.".

Articolo 22. (Funzioni del Presidente della Repubblica)
1. L’articolo 87 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
87. – Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione,
rappresenta l’unità federale della Nazione ed esercita le funzioni che
gli sono espressamente conferite dalla Costituzione. È il Capo dello
Stato.
Può inviare messaggi alle Camere.
Indìce le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
Indíce il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato ed i Presidenti delle autorità amministrative indipendenti.
Accredita
e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati
internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.
Ha
il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa
costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato
dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore della magistratura e ne designa il Vice Presidente nell’ambito dei suoi componenti.
Può concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica".

Articolo 23. (Scioglimento delle Camere)
1. L’articolo 88 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
88. – Il Presidente della Repubblica, su richiesta del Primo ministro,
che ne assume la esclusiva responsabilità, ovvero nei casi di cui agli
articoli 92, quarto comma, e 94, decreta lo scioglimento della Camera
dei deputati ed indice le elezioni entro i successivi sessanta giorni.
Il
Presidente della Repubblica non emana il decreto di scioglimento
richiesto dal Primo ministro nel caso in cui, entro dieci giorni da
tale richiesta, venga presentata alla Camera dei deputati una mozione,
sottoscritta dai deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle
elezioni in numero non inferiore alla maggioranza dei componenti della
Camera, nella quale si dichiari di voler continuare nell’attuazione del
programma e si indichi il nome di un nuovo Primo ministro".

Articolo 24. (Controfirma degli atti presidenziali)
1. L’articolo 89 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
89. – Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è
controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la
responsabilità.
Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Primo ministro.
Non
sono proposti nè controfirmati dal Primo ministro o dai ministri i
seguenti atti del Presidente della Repubblica: la richiesta di una
nuova deliberazione alle Camere ai sensi dell’articolo 74, i messaggi
alle Camere, la concessione della grazia, la nomina dei senatori a
vita, la nomina dei giudici della Corte costituzionale di sua
competenza, lo scioglimento della Camera dei deputati ai sensi degli
articoli 92 e 94, la nomina del Vice Presidente del Consiglio superiore
della magistratura nonché le nomine dei Presidenti delle autorità
amministrative indipendenti e le altre nomine che la legge
eventualmente attribuisca alla sua esclusiva responsabilità".

Articolo 25. (Giuramento del Presidente della Repubblica)
1. L’articolo 91 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
91. – Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue
funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza
della Costituzione dinanzi all’Assemblea che lo ha eletto".

Capo III
MODIFICHE AL TITOLO III DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE

Articolo 26. (Governo e Primo ministro)
1. L’articolo 92 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
92. – Il Governo della Repubblica è composto dal Primo ministro e dai
ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
La
candidatura alla carica di Primo ministro avviene mediante collegamento
con i candidati all’elezione della Camera dei deputati, secondo
modalità stabilite dalla legge. La legge disciplina l’elezione dei
deputati in modo da favorire la formazione di una maggioranza,
collegata al candidato alla carica di Primo ministro.
Il Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati delle elezioni della Camera dei deputati, nomina il Primo ministro.
In
caso di morte, di impedimento permanente, accertato secondo modalità
fissate dalla legge, ovvero di dimissioni del Primo ministro per cause
diverse da quelli di cui all’articolo 94, il Presidente della
Repubblica nomina un nuovo Primo ministro indicato da una mozione,
presentata entro quindici giorni dalla data di cessazione dalla carica,
sottoscritta dai deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle
elezioni, in numero non inferiore alla maggioranza dei componenti della
Camera dei deputati. In caso di impossibilità, decreta lo scioglimento
della Camera dei deputati ed indíce le elezioni".

Articolo 27. (Giuramento del Primo ministro e dei ministri)
1. L’articolo 93 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
93. – Il Primo ministro e i ministri, prima di assumere le funzioni,
prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica".

Articolo 28. (Governo in Parlamento)
1. L’articolo 94 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
94. – Il Primo ministro illustra il programma del Governo alle Camere
entro dieci giorni dalla nomina. Ogni anno presenta il rapporto sulla
sua attuazione e sullo stato del Paese.
Egli può chiedere che la
Camera dei deputati si esprima, con priorità su ogni altra proposta,
con voto conforme alle proposte del Governo. In caso di voto contrario,
il Primo ministro rassegna le dimissioni e può chiedere lo scioglimento
della Camera dei deputati. Si applica l’articolo 88, primo e secondo
comma.
In qualsiasi momento la Camera dei deputati può obbligare il
Primo ministro alle dimissioni, con l’approvazione di una mozione di
sfiducia. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un
quinto dei componenti della Camera dei deputati, deve essere votata per
appello nominale e approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti.
In tal caso il Primo ministro sfiduciato si dimette e il Presidente
della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera dei deputati ed
indíce le elezioni".

Articolo 29. (Poteri del Primo ministro e dei ministri)
1. L’articolo 95 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo 95. – I ministri sono nominati e revocati dal Primo ministro.
Il
Primo ministro determina la politica generale del Governo e ne è
responsabile. Garantisce l’unità di indirizzo politico e
amministrativo, dirigendo, promuovendo e coordinando l’attività dei
ministri.
I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del
Consiglio dei ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri.
La
legge provvede all’ordinamento della Presidenza del Consiglio e
determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri".

Articolo 30. (Disposizioni sui reati ministeriali)
1. L’articolo 96 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
96. – Il Primo ministro e i ministri, anche se cessati dalla carica,
sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro
funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del
Senato federale della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo
le norme stabilite con legge costituzionale".

 

Capo IV
MODIFICHE AL TITOLO IV DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE

Articolo 31. (Elezione del Consiglio superiore della magistratura)
1.
All’articolo 104, quarto comma, della Costituzione, le parole: "e per
un terzo dal Parlamento in seduta comune" sono sostituite dalle
seguenti: "per un terzo dal Senato federale della Repubblica, integrato
dai presidenti delle Giunte delle Regioni e delle province autonome di
Trento e Bolzano della Repubblica integrato dai Presidenti di cui
all’articolo 57, ultimo comma".
2. L’articolo 104, quinto comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Il
Presidente della Repubblica nomina il Vice Presidente del Consiglio
superiore della magistratura nell’ambito dei suoi componenti".

 

Capo V
MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE

Articolo 32. (Capitale della Repubblica federale)
1. La
denominazione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione è
sostituita dalla seguente: "Comuni, Province, Città metropolitane,
Regioni e Stato".
2. L’articolo 114, terzo comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Roma
è la capitale della Repubblica federale e dispone di forme e condizioni
particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza
regionale, nei limiti e con le modalità stabiliti dallo statuto della
regione Lazio".

Articolo 33. (Competenze legislative esclusive delle Regioni)
1. All’articolo 117 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente:
"La
potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel
rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti
dall’ordinamento comunitario".
2. All’articolo 117 della Costituzione, il quarto comma è sostituito dal seguente:
"Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:

a) assistenza e organizzazione sanitaria;
b) organizzazione
scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva
l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione;
d) polizia locale;
e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato".

"2-bis. All’articolo 117 della Costituzione l’ottavo comma è sostituito dal seguente:
"la
Regione interessata ratifica con legge le intese della Regione medesima
con altre Regioni per il miglior esercizio delle proprie funzioni
amministrative, prevedendo anche l’istituzione di organi amministrativi
comuni"".
3. Le disposizioni previste dalla presente legge
costituzionale si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle
Province autonome di Trento e di Bolzano esclusivamente ove prevedano
forme di autonomia più ampie rispetto a quelle di cui esse già
dispongono, secondo i rispettivi statuti di autonomia e le relative
norme di attuazione.

Articolo 33.bis. (Modifiche all’articolo 118 della Costituzione)
1.
Al terzo comma dell’articolo 118 della Costituzione, le parole: "nella
materia della tutela dei beni culturali" sono sostituite dalle
seguenti: "con riferimento alla tutela dei beni culturali, alle grandi
reti di trasporto e navigazione, alla produzione, trasporto,
distribuzione nazionale dell’energia ed all'ordinamento delle
professioni, sulla base dei principi di leale collaborazione e di
sussidiarietà".
2. All'articolo 118, quarto comma, della
Costituzione, dopo la parola: "i Comuni" sono inserite le seguenti:
"riconoscono e" e dopo la parola "associati", sono inserite le parole:
"e degli enti di autonomia funzionale,"".

Articolo 33-bis. (Modificazione dell’articolo 126 della Costituzione)
1.
All’articolo 126, terzo comma, della Costituzione, al primo periodo,
sono soppresse le parole "l'impedimento permanente, la morte", e il
secondo periodo è sostituito dal seguente: "Non si fa luogo a
dimissioni della Giunta e a scioglimento del Consiglio in caso di morte
o impedimento permanente. In tale caso, lo statuto regionale disciplina
la nomina di un nuovo Presidente, cui si applicano le disposizioni
previste per il Presidente sostituito. In ogni caso le dimissioni della
Giunta e lo scioglimento del Consiglio conseguono alle dimissioni
contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio"".

Articolo 34. (Leggi regionali ed interesse nazionale della Repubblica)
1. All’articolo 127 della Costituzione, dopo il primo comma è inserito il seguente:
"Il
Governo, qualora ritenga che una legge regionale pregiudichi
l’interesse nazionale della Repubblica, può sottoporre la questione al
Senato federale della Repubblica, entro trenta giorni dalla
pubblicazione della legge regionale. Il Senato, entro i successivi
trenta giorni, decide sulla questione e può rinviare la legge alla
Regione, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei propri
componenti, indicando le disposizioni pregiudizievoli. Qualora entro i
successivi trenta giorni il Consiglio regionale non rimuova la causa
del pregiudizio, il Senato, con deliberazione adottata a maggioranza
assoluta dei propri componenti, entro gli ulteriori trenta giorni, può
proporre al Presidente della Repubblica di annullare la legge o sue
disposizioni. Il Presidente della Repubblica può emanare il conseguente
decreto di annullamento".

Articolo 35. (Abrogazioni)
1. All’articolo 116 della Costituzione, il terzo comma è abrogato.
2. All’articolo 126, primo comma, della Costituzione, l’ultimo periodo è soppresso.

 

Capo VI
MODIFICHE AL TITOLO VI DELLA PARTE SECONDA DELLA COSTITUZIONE

Articolo 36. (Corte costituzionale)
1. L’articolo 135 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Articolo
135. – La Corte Costituzionale è composta da quindici giudici. Quattro
giudici sono nominati dal Presidente della Repubblica; quattro giudici
sono nominati dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa;
sette giudici sono nominati dal Senato federale della Repubblica,
integrato dai Presidenti delle Giunte delle Regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano".
I giudici della Corte
costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a riposo delle
giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori
ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti
anni di esercizio.
I giudici della Corte costituzionale sono
nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del
giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.
Alla scadenza
del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e
dall’esercizio delle funzioni. Nei successivi cinque anni non può
ricoprire incarichi di governo, cariche pubbliche elettive o di nomina
governativa o svolgere funzioni in organi o enti pubblici individuati
dalla legge.
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme
stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un
triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza
dall’ufficio di giudice.
L’ufficio di giudice della Corte
costituzionale è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di
un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e
con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi
d’accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i
giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco
di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a deputato, che la
Camera dei deputati compila ogni nove anni mediante elezione con le
stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari".
2. L’articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, è sostituito dal seguente:
–"Articolo
3. I giudici della Corte costituzionale che nomina il Senato federale
della Repubblica sono eletti a scrutinio segreto e con la maggioranza
dei due terzi dei componenti l’Assemblea. Per gli scrutini successivi
al terzo è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei componenti
l’Assemblea".

Articolo 37. (Referendum sulle leggi costituzionali)
1.
All’articolo 138, secondo comma, della Costituzione, aggiungere, in
fine, le seguenti parole: "e, nel caso in cui nella seconda votazione
la legge sia stata approvata da ciascuna delle Camere con una
maggioranza inferiore ai due terzi dei suoi componenti, non ha
partecipato al voto la maggioranza degli aventi diritto"
1. All’articolo 138 della Costituzione, il terzo comma è abrogato.

 

Capo VII
DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Articolo 38. (Disposizioni transitorie)
1. Le disposizioni
di cui al titolo I, al titolo II ed al titolo III della Parte seconda
della Costituzione e le disposizioni di cui agli articoli 104, 126, 127
e 135 della Costituzione, come modificate dalla presente legge
costituzionale, nonchè le disposizioni di cui all’articolo 36, comma 2,
della presente legge costituzionale si applicano a decorrere
dall’inizio della XV legislatura, ad eccezione degli articoli 56,
secondo comma, 57, secondo comma, e 59, secondo comma, della
Costituzione, come modificati dagli articoli 2, 3 e 5 della presente
legge costituzionale, che trovano applicazione per la successiva
formazione della Camera edel senato federale, trascorsi cinque anni
dalle loro prime elezioni, salvo quanto previsto dai commi 1-bis e 2.
1.bis.
in sede di prima applicazione della presente legge costituzionale, le
prime elezioni del Senato federale della Repubblica, successive alla
data di entrata in vigore della medesima legge, hanno luogo
contestualmente a quelle della Camera dei deputati ed i senatori così
eletti durano in carica per cinque anni. Alla scadenza dei cinque anni
hanno luogo le nuove elezioni del Senato federale della Repubblica,
nella composizione di cui all'articolo 57 della Costituzione, come
modificato dalla presente legge costituzionale. Tali elezioni sono
indette dal Presidente della Repubblica ed hanno luogo contestualmente
a quelle di tutti i Consigli regionali in carica a tale data, che sono
conseguentemente sciolti.
2. Per le elezioni del Senato federale
della Repubblica e della Camera dei deputati, successive alla data di
entrata in vigore della presente legge costituzionale, e fino
all’adeguamento della legislazione elettorale alle disposizioni della
presente legge costituzionale, trovano applicazione le leggi elettorali
per il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati, vigenti alla
data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
2-bis.
Il Regolamento del Senato federale della Repubblica disciplina le
modalità ed i termini per l’espressione del parere che ogni Consiglio o
Assemblea regionale può esprimere, sentito il Consiglio delle autonomie
locali, sui disegni di legge di cui all’articolo 70, secondo comma
3.
In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale, il
Senato federale della Repubblica nomina i giudici della Corte
costituzionale di propria competenza alla scadenza di giudici già
eletti in Parlamento in seduta comune, ai sensi dell’articolo 135,
primo comma, della Costituzione, vigente alla data di entrata in vigore
della presente legge costituzionale, ed alle prime scadenze di un
giudice già eletto dalla suprema magistratura ordinaria e di un giudice
già nominato dal Presidente della Repubblica.
4. Il quarto comma
dell’articolo 135 della Costituzione, come sostituito dall’articolo 36
della presente legge costituzionale, non si applica nei confronti dei
giudici costituzionali in carica alla data di entrata in vigore della
presente legge costituzionale.
5. In caso di cessazione anticipata
dall’incarico di singoli componenti del Consiglio superiore della
magistratura, già eletti dal Parlamento in seduta comune, il Senato
federale della Repubblica procede alle conseguenti elezioni suppletive
fino alla concorrenza del numero di componenti di sua competenza, ai
sensi dell’articolo 104, quarto comma della Costituzione, come
sostituito dalla presente legge costituzionale.
6. Nei cinque anni
successivi alla data di entrata in vigore della presente legge
costituzionale si possono, con leggi costituzionali, formare nuove
Regioni, con un minimo di un milione di abitanti, a modificazione
dell’elenco di cui all’articolo 131 della Costituzione, senza il
concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’articolo 132
della Costituzione, fermo restando l’obbligo di sentire le popolazioni
interessate.
7. Le popolazioni interessate di cui al comma 6 sono
costituite dai cittadini residenti nei Comuni o nelle Province di cui
si propone il distacco dalla Regione.
8. I senatori a vita in carica
alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale
permangono in carica anche se il loro numero supera quello indicato
dall’articolo 59, secondo comma, della Costituzione, come modificato
dall’articolo 5 della presente legge costituzionale.
8-bis. All’articolo 5 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, lettera b), sono soppresse le parole: "impedimento permanente o morte";
b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2-bis. Nel caso di impedimento permanente o morte del Presidente, il Consiglio nomina un nuovo Presidente".

8-ter. Le disposizioni di cui al comma 8-bis si applicano in via
transitoria anche nei confronti delle Regioni nelle quali, alla data di
entrata in vigore della presente legge costituzionale, siano già
entrati in vigore i nuovi statuti regionali, ai sensi della legge
costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
8.quater - Fino alla data di
entrata in vigore delle leggi che, in piena attuazione dell’articolo
119, secondo e terzo comma, della Costituzione, individuano i princìpi
di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario ed
istituiscono un fondo perequativo, i disegni di legge attinenti ai
bilanci ed al rendiconto consuntivo dello Stato sono esaminati secondo
il procedimento di cui al terzo comma dell’articolo 70 della
Costituzione, come modificato dall’articolo 12 della presente legge
costituzionale.