Provvidenze per l’editoria e per le cooperative di giornalisti (legge 7 agosto 1990 n. 250)

Legge 7 agosto 1990 n. 250 (1)
- Provvidenze per l'editoria e riapertura dei termini, a favore delle
imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili di
cui all'articolo 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67, per
l'accesso ai benefici di cui all'articolo 11 della legge stessa (2).
(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 27 agosto 1990, n. 199.
(2) In attuazione della presente legge vedi il D.P.R. 2 dicembre 1997, n. 525.

1. 1. Le imprese radiofoniche di cui all'articolo 11
della legge 25 febbraio 1987, n. 67, qualora siano costituite in
società cooperativa senza scopo di lucro, sono esentate dalla
comunicazione di cui all'articolo 9, comma 2, della legge medesima.


2. 1. Il termine per la
presentazione della dichiarazione di cui al comma 2 dell'art. 9 della
L. 25 febbraio 1987, n. 67, da parte delle imprese radiofoniche
costituite in forma giuridica diversa dalla società cooperativa, che
usufruiscono dei benefici di cui all'art. 11 della stessa legge, e che
hanno presentato la relativa domanda, è riaperto per il periodo di tre
mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.


3. 1. Per l'anno 1990 alle imprese
editrici di quotidiani o periodici di cui al comma 6 dell'articolo 9
della L. 25 febbraio 1987, n. 67, e alle imprese radiofoniche di cui al
comma 2 dell'art. 11 della medesima legge, sono concessi ulteriori
contributi integrativi pari a quelli risultanti dai predetti commi
degli artt. 9 e 11 della citata legge n. 67 del 1987, sempre che tutte
le entrate pubblicitarie non raggiungano il 40 per cento dei costi
complessivi dell'esercizio relativo all'anno 1990, compresi gli
ammortamenti risultanti a bilancio.

2. A decorrere dal 1º gennaio 2002, i contributi di cui al
comma 8 e al comma 11 del presente articolo, il cui ammontare non può
comunque superare il 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli
ammortamenti, risultanti dal bilancio dell'impresa stessa, sono
concessi, limitatamente ad una sola testata, alle imprese editrici di
giornali quotidiani che, con esclusione di quanto previsto dalle
lettere a) e b) per le cooperative editrici costituite ai sensi e per
gli effetti dell'articolo 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, possiedano i seguenti requisiti:

a) siano costituite come cooperative giornalistiche da almeno tre anni;
b) editino la testata stessa da almeno tre anni;
c)
abbiano acquisito, nell'anno precedente a quello di riferimento dei
contributi, entrate pubblicitarie che non superino il 30 per cento dei
costi complessivi dell'impresa risultanti dal bilancio dell'anno
medesimo;
d) abbiano adottato con norma statutaria il divieto di
distribuzione degli utili nell'esercizio di riscossione dei contributi
e nei dieci esercizi successivi;
e) la testata edita abbia
diffusione formalmente certificata pari ad almeno il 25 per cento della
tiratura complessiva per le testate nazionali e ad almeno il 40 per
cento per quelle locali. Ai fini del presente articolo, si intende per
diffusione l'insieme delle vendite e degli abbonamenti e per testata
locale quella cui almeno l'80 per cento della diffusione complessiva è
concentrata in una sola regione;
f) le testate nazionali che
usufruiscono di contributi di cui al presente articolo non siano poste
in vendita congiuntamente con altre testate;
g) abbiano sottoposto
l'intero bilancio di esercizio cui si riferiscono i contributi alla
certificazione di una società di revisione scelta tra quelle di cui
all'elenco apposito previsto dalla CONSOB;
h) la testata edita sia
posta in vendita a un prezzo non inferiore alla media dal prezzo base
degli altri quotidiani, senza inserti e supplementi, di cui viene
accertata la tiratura, prendendo a riferimento il primo giorno di
pubblicazione dall'anno di riferimento dei contributi (2/b).

2-bis. I contributi previsti dalla presente legge e in
misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi,
compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell'impresa stessa,
sono concessi anche alle imprese editrici di giornali quotidiani la cui
maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti
morali non aventi scopo di lucro che possiedano i requisiti di cui alle
lettere b), c), d), e), f) e g) del comma 2 del presente articolo (2/c).

2-ter. I contributi previsti dalla presente legge e in
misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi,
compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell'impresa stessa,
sono concessi alle imprese editrici, comunque costituite, che editino
giornali quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle
regioni autonome Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto
Adige, a condizione che le imprese beneficiarie non editino altri
giornali quotidiani e possiedano i requisiti di cui alle lettere b),
c), d), e), f) e g) del comma 2 del presente articolo. Gli stessi
contributi e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei
costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio
dell'impresa stessa, sono concessi ai giornali quotidiani italiani
editi e diffusi all'estero a condizione che le imprese editrici
beneficiarie possiedano i requisiti di cui alle lettere b), c), d) e g)
del comma 2 del presente articolo. Tali imprese devono allegare alla
domanda i bilanci corredati da una relazione di certificazione da parte
di società abilitate secondo la normativa dello Stato in cui ha sede
l'impresa (3).

2-quater. Le norme previste dal presente articolo per i
quotidiani per quanto attiene ai requisiti e ai contributi si applicano
anche ai periodici editi da cooperative giornalistiche ivi comprese
quelle di cui all'articolo 52 della legge 5 agosto 1981, n. 416 (3/a).

3. A decorrere dal 1° gennaio 1991, alle imprese editrici di
periodici che risultino esercitate da cooperative, fondazioni o enti
morali, ovvero da società la maggioranza del capitale sociale delle
quali sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali che non
abbiano scopo di lucro, sono corrisposte annualmente L. 200 per copia
stampata fino a 40 mila copie di tiratura media, indipendentemente dal
numero delle testate. Le imprese di cui al presente comma devono essere
costituite da almeno tre anni ovvero editare testate diffuse da almeno
cinque anni. I contributi di cui al presente comma sono corrisposti a
condizione che le imprese editrici:

a) non abbiano acquisito, nell'anno precedente introiti
pubblicitari superiori complessivamente al 40 per cento dei costi,
compresi gli ammortamenti, dell'impresa per l'anno medesimo, risultanti
dal bilancio;
b) editino periodici a contenuto prevalentemente informativo;
c)
abbiano pubblicato nei due anni antecedenti l'entrata in vigore della
presente legge e nell'anno di riferimento dei contributi, non meno di
45 numeri ogni anno per ciascuna testata per i plurisettimanali e
settimanali, 18 per i quindicinali e 9 per i mensili (3/b).

3-bis. Qualora le società di cui al comma 3 siano costituite
da persone fisiche e giuridiche, ciascuna delle quali possieda quote di
capitale inferiori al 3 per cento, è sufficiente che la cooperativa,
fondazione o ente morale detenga la maggioranza relativa del capitale
sociale (3/c).

4. La commissione di cui all'articolo 54 della legge 5 agosto
1981, n. 416, come modificato dall'articolo 11 della legge 30 aprile
1983, n. 137, esprime parere sull'accertamento della tiratura e
sull'accertamento dei requisiti di ammissione ai contributi disposti
dal comma 3.

5. Le imprese editrici in possesso dei requisiti di cui ai
commi 2 e 3 devono trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria, lo statuto
della società che escluda esplicitamente la distribuzione degli utili
fino allo scioglimento della società stessa. Le disposizioni di cui
all'articolo 2 della presente legge si applicano anche alle imprese
editrici di giornali quotidiani e periodici che già abbiano presentato
domanda per accedere ai contributi di cui agli articoli 9 e 10 della
citata legge n. 67 del 1987. Non possono percepire i contributi di cui
al comma 8 le imprese editrici che siano collegate con imprese editrici
di altri giornali quotidiani o periodici ovvero con imprese che
raccolgono pubblicità per la testata stessa o per altri giornali
quotidiani o periodici. Non possono percepire i suddetti contributi le
imprese editoriali collegate con altre imprese titolari di rapporti
contrattuali con l'impresa editoriale stessa, il cui importo ecceda il
10 per cento dei costi complessivi dell'impresa editrice, compresi gli
ammortamenti, ovvero nel caso in cui tra i soci e gli amministratori
dell'impresa editoriale figurino persone fisiche nella medesima
condizione contrattuale.

6. Ove nei dieci anni dalla riscossione dell'ultimo
contributo la società proceda ad operazioni di riduzione del capitale
per esuberanza, ovvero la società deliberi la fusione o comunque operi
il conferimento di azienda in società il cui statuto non contempli
l'esclusione di cui al comma 5, la società dovrà versare in conto
entrate al Ministero del tesoro una somma pari ai contributi disposti,
aumentati degli interessi calcolati al tasso doppio del tasso di
riferimento di cui all'articolo 20 del D.P.R. 9 novembre 1976, n. 902,
e successive modificazioni, a partire dalla data di ogni riscossione, e
capitalizzati annualmente; ove nello stesso periodo la società sia
posta in liquidazione, dovrà versare in conto entrate al Ministero del
tesoro una somma parimenti calcolata nei limiti del risultato netto
della liquidazione, prima di qualunque distribuzione od assegnazione.
Una somma parimenti calcolata dovrà essere versata dalla società
quando, nei dieci anni dalla riscossione dell'ultimo contributo, dai
bilanci annuali o da altra documentazione idonea, risulti violata
l'esclusione della distribuzione degli utili (3/e).

7. I contributi di cui al comma 8 sono corrisposti a
condizione che gli introiti pubblicitari di ciascuna impresa
editoriale, acquisiti nell'anno precedente, non superino il 40 per
cento dei costi complessivi dell'impresa risultanti dal bilancio per
l'anno medesimo, compresi gli ammortamenti. Se le entrate pubblicitarie
sono comprese tra il 35 per cento ed il 40 per cento dei costi, i
contributi di cui al comma 8, lettera b), sono ridotti del 50 per cento.

8. I contributi alle imprese editrici di cui al comma 2 sono determinati nella seguente misura:

a) un contributo fisso annuo di importo pari al 30 per cento
della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi,
inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a lire 2 miliardi
per ciascuna impresa;
b) contributi variabili nelle seguenti misure:

1) lire 500 milioni all'anno da 10.000 a 30.000 copie di
tiratura media giornaliera e lire 300 milioni all'anno, ogni 10.000
copie di tiratura media giornaliera, dalle 30.000 alle 150.000 copie;
2) lire 200 milioni all'anno, ogni 10.000 copie di tiratura media giornaliera, oltre le 150.000 copie e fino alle 250.000 copie;
3) lire 100 milioni all'anno, ogni 10.000 copie di tiratura media giornaliera, oltre le 250.000 copie (3/f).

9. L'ammontare totale dei contributi previsti dal comma 8 non
può comunque superare il 60 per cento della media dei costi come
determinati dal medesimo comma 8.

10. Fatta salva l'applicazione a regime della normativa in
vigore al 31 dicembre 1997 a favore delle imprese editrici di
quotidiani o periodici a quella data organi di movimenti politici i
quali organi siano in possesso dei requisiti per l'accesso ai
contributi previsti, nonché a favore delle imprese editrici di
quotidiani e periodici pubblicati per la prima volta in data successiva
al 31 dicembre 1997 e fino al 30 giugno 1998 quali organi di partiti o
movimenti ammessi al finanziamento pubblico, a decorrere dal 1° gennaio
1998 alle imprese editrici di quotidiani o periodici che, oltre che
attraverso esplicita menzione riportata in testata, risultino essere
organi o giornali di forze politiche che abbiano il proprio gruppo
parlamentare in una delle Camere o nel Parlamento europeo avendo almeno
un rappresentante in un ramo del Parlamento italiano, nell'anno di
riferimento dei contributi nei limiti delle disponibilità dello
stanziamento di bilancio, è corrisposto (3/g):

a) un contributo fisso annuo di importo pari al 40 per cento
della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi,
inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a lire 2 miliardi e
500 milioni per i quotidiani e lire 600 milioni per i periodici;
b)
un contributo variabile, calcolato secondo i parametri previsti dal
comma 8, per i quotidiani, ridotto ad un sesto, un dodicesimo od un
ventiquattresimo rispettivamente per i periodici settimanali,
quindicinali o mensili; per i suddetti periodici viene comunque
corrisposto un contributo fisso di lire 400 milioni nel caso di
tirature medie superiori alle 10.000 copie (3/h).

11. A decorrere dall'anno 1991, ove le entrate pubblicitarie
siano inferiori al 30 per cento dei costi d'esercizio annuali, compresi
gli ammortamenti, sono concessi, per ogni esercizio, ulteriori
contributi integrativi pari al 50 per cento di quanto determinato dalle
lettere a) e b) del comma 10 (3/i).

11-bis. [Ai fini dell'applicazione dei commi 10 e 11, il
requisito della rappresentanza parlamentare della forza politica, la
cui impresa editrice dell'organo o giornale aspiri alla concessione dei
contributi di cui ai predetti commi, è soddisfatto, in assenza di
specifico collegamento elettorale, anche da una dichiarazione di
appartenenza e rappresentanza di tale forza politica da parte dei
parlamentari interessati, certificata dalla Camera di cui sono
componenti] (3/l).

11-ter. A decorrere dall'anno 1991 sono abrogati gli ultimi
due periodi del comma 5. Dal medesimo anno i contributi previsti dal
comma 2 sono concessi a condizione che non fruiscono dei contributi
previsti dal predetto comma imprese collegate con l'impresa
richiedente, o controllate da essa, o che la controllano, o che siano
controllate dalle stesse imprese, o dagli stessi soggetti che la
controllano (3/m).

12. La somma dei contributi previsti dai commi 10 e 11 non
può comunque superare il 70 per cento dei costi, come determinati dai
medesimi commi 10 e 11 (4).

13. I contributi di cui ai commi 10 e 11 e di cui
all'articolo 4 sono concessi a condizione che le imprese non fruiscano,
né direttamente né indirettamente, di quelli di cui ai commi 2, 5, 6, 7
e 8, ed a condizione che i contributi di cui ai commi stessi non siano
percepiti da imprese da esse controllate o che le controllano ovvero
che siano controllate dalle stesse imprese o dagli stessi soggetti che
le controllano (4/a).

14. I contributi di cui ai commi 10 e 11 e di cui
all'articolo 4 sono corrisposti alternativamente per un quotidiano o un
periodico o una impresa radiofonica, qualora siano espressione dello
stesso partito politico (4/b).

15. Le imprese editrici di cui al presente articolo, ad
eccezione di quelle previste dal comma 3, sono comunque soggette agli
obblighi di cui al quinto comma dell'articolo 7, L. 5 agosto 1981, n.
416, come modificato dall'articolo 4, L. 30 aprile 1983, n. 137, a
prescindere dall'ammontare dei ricavi delle vendite. Sono soggette agli
obblighi medesimi, a prescindere dall'ammontare dei ricavati delle
vendite, anche le imprese di cui al comma 2 dell'art. 11, L. 25
febbraio 1987, n. 67 (4/c).

15-bis. A decorrere dall'anno 1998 entro il 31 marzo di ogni
anno e purché sia stata inoltrata domanda valida ai sensi delle vigenti
disposizioni, è corrisposto un importo pari al 50 per cento dei
contributi di cui ai commi 2, 8, 10 e 11 spettanti per l'anno
precedente. La liquidazione del contributo residuo verrà effettuata
entro tre mesi dalla presentazione del bilancio dell'impresa editoriale
e della necessaria certificazione nonché della documentazione richiesta
all'editore dalle norme vigenti. La certificazione, eseguita a cura di
una società di revisione, è limitata alla verifica ed al riscontro dei
soli costi a cui si fa riferimento per il conteggio del contributo
complessivo relativo ad ogni esercizio (4/d).

(2/b) L'originario comma 2 - già modificato dall'art. 2,
commi 29 e 30, L. 28 dicembre 1995, n. 549, dall'art. 1, comma 39, D.L.
23 ottobre 1996, n. 545 e dall'art. 55, comma 27, L. 27dicembre 1997,
n. 449 - è stato così sostituito, con gli attuali commi da 2 a
2-quader, dall'art. 18, L. 7 marzo 2001, n. 62.
(2/c) L'originario
comma 2 - già modificato dall'art. 2, commi 29 e 30, L. 28 dicembre
1995, n. 549, dall'art. 1, comma 39, D.L. 23 ottobre 1996, n. 545 e
dall'art. 55, comma 27, L. 27dicembre 1997, n. 449 - è stato così
sostituito, con gli attuali commi da 2 a 2-quader, dall'art. 18, L. 7
marzo 2001, n. 62.
(3) L'originario comma 2 - già modificato
dall'art. 2, commi 29 e 30, L. 28 dicembre 1995, n. 549, dall'art. 1,
comma 39, D.L. 23 ottobre 1996, n. 545 e dall'art. 55, comma 27, L.
27dicembre 1997, n.449 - è stato così sostituito, con gli attuali commi
da 2 a 2-quader, dall'art. 18, L. 7 marzo 2001, n. 62.
(3/a)
L'originario comma 2 - già modificato dall'art. 2, commi 29 e 30, L. 28
dicembre 1995, n. 549,dall'art. 1, comma 39, D.L. 23 ottobre 1996, n.
545 e dall'art. 55, comma 27, L. 27dicembre 1997, n 449 - è stato così
sostituito, con gli attuali commi da 2 a 2-quader, dall'art. 18, L. 7
marzo 2001, n. 62.
(3/b) Per l'interpretazione autentica del comma 3, vedi l'art. 5, L. 14 agosto 1991, n. 278.
(3/c) Comma aggiunto dall'art. 5, L. 14 agosto 1991, n. 278.
(3/e) Sull'applicabilità delle disposizioni contenute nel presente comma, vedi l'art. 20, L. 7 marzo 2001, n. 62.
(3/f) Vedi, anche, l'art. 2, comma 29, L. 28 dicembre 1995, n. 549.
(3/g)
Alinea sostituito prima dall'art. 1, L. 14 agosto 1991, n. 278, poi
modificato dall'art. 29, L. 30 dicembre 1991, n. 412, di nuovo
sostituito dall'art. 1, comma 35, D.L. 23 ottobre 1996, n. 545, ancora
sostituito dall'art. 2, L. 11 luglio 1998, n. 224, ed infine così
modificato dall'art. 41, L. 23 dicembre 1998, n. 448.
(3/h) Vedi, anche, l'art. 2, comma 29, L. 28 dicembre 1995, n. 549 e l'art. 153, L. 23 dicembre 2000, n. 388.
(3/i) Vedi, anche, l'art. 1, L. 14 agosto 1991, n. 278, e l'art. 2, comma 29, L. 28 dicembre 1995, n. 549.
(3/l)
Comma aggiunto dall'art. 1, comma 36, D.L. 23 ottobre 1996, n. 545, e
poi abrogato dall'art. 2,L. 11 luglio 1998, n. 224, riportata alla voce
Radiodiffusione e televisione.
(3/m) Comma aggiunto dall'art. 1, comma 37, D.L. 23 ottobre 1996, n. 545.
(4) Comma così modificato dall'art. 1, L. 14 agosto 1991, n. 278.
(4/a) Sull'applicabilità delle disposizioni contenute nel presente comma, vedi l'art. 20, L. 7 marzo 2001, n. 62.
(4/b) Sull'applicabilità delle disposizioni contenute nel presente comma, vedi l'art. 20, L. 7 marzo 2001, n. 62.
(4/c) Comma così modificato dall'art. 3, L. 15 novembre 1993, n. 466.
(4/d)
Comma aggiunto dall'art. 53, comma 16, L. 27 dicembre 1997, n. 449, e
poi così modificato dall'art. 41, L. 23 dicembre 1998, n. 448.


4. 1. A decorrere dal 1° gennaio
1991, viene corrisposto, a cura del Dipartimento dell'informazione e
dell'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un
contributo annuo pari al 70 per cento della media dei costi risultanti
dai bilanci degli ultimi due esercizi, inclusi gli ammortamenti, e
comunque non superiore a lire 4 miliardi, alle imprese radiofoniche che
risultino essere organi di partiti politici rappresentati in almeno un
ramo del Parlamento e che:

a) abbiano registrato la testata giornalistica trasmessa presso il competente tribunale;
b)
trasmettano quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti
politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o culturali per non
meno del 50 per cento delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e
le ore 20;
c) non siano editori o controllino, direttamente o
indirettamente, organi di informazione di cui al comma 6 dell'articolo
9 della legge 25 febbraio 1987, n. 67 (5).

2. A decorrere dall'anno 1991, ove le entrate pubblicitarie
siano inferiori al 25 per cento dei costi di esercizio annuali,
compresi gli ammortamenti, è concesso un ulteriore contributo
integrativo pari al 50 per cento del contributo di cui al comma 1. La
somma di tutti i contributi non può comunque superare l'80 per cento
dei costi come determinati al medesimo comma 1.

3. Le imprese di cui al comma 1 hanno diritto alle riduzioni
tariffarie di cui all'articolo 28 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e
successive modificazioni, applicate con le stesse modalità anche ai
consumi di energia elettrica, ai canoni di noleggio e di abbonamento ai
servizi di telecomunicazione di qualsiasi tipo, ivi compresi i sistemi
via satellite, nonché alle agevolazioni di credito di cui all'articolo
20 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, ed al rimborso previsto dalla
lettera b) del comma 1 dell'articolo 11 della medesima legge n. 67 del
1987.

4. I metodi e le procedure per l'accertamento del possesso
dei requisiti per l'accesso alle provvidenze di cui al presente
articolo, nonché per la verifica periodica della loro persistenza, sono
disciplinati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15
settembre 1987, n. 410, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 del
7 ottobre 1987 (7).

(5) Vedi, anche, gli artt. 1 e 2, L. 14 agosto 1991, n. 278.
(7) Vedi, anche, l'art. 2, comma 36, L. 28 dicembre 1995, n. 549, e l'art. 45, comma 4, L. 23 dicembre 1998, n. 448.


5. 1. Le disposizioni di cui agli
articoli 29, 30, 31, 32 e 33 della legge 5 agosto 1981, n. 416), e
successive modificazioni, sono prorogate per il quinquennio 1991-1995.
A tal fine è autorizzata la spesa di lire 20 miliardi per ciascuno
degli anni finanziari dal 1991 al 2000.


6. 1. L'Ente nazionale per la
cellulosa e per la carta è autorizzato a contrarre con la Cassa
depositi e prestiti un mutuo di durata almeno ventennale per l'importo
complessivo di lire 450 miliardi da destinare alla corresponsione dei
contributi previsti dalla legge 25 febbraio 1987, n. 67.

2. Gli oneri per capitali ed interessi del mutuo sono a
carico dello Stato fino all'ammontare di lire 52 miliardi annui. Per la
copertura del relativo onere è autorizzata la spesa di lire 52 miliardi
per ciascuno degli anni finanziari a decorrere dal 1991.

3. La dotazione finanziaria del fondo di cui al comma 3
dell'articolo 12 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, è incrementata da
un contributo ulteriore dello Stato di lire 50 miliardi per gli
esercizi finanziari 1990-1999 in ragione di lire 5 miliardi per anno.


7. 1 (7) (8).......

(7) Vedi, anche, l'art. 2, comma 36, L. 28 dicembre 1995, n. 549, e l'art. 45, comma 4, L. 23 dicembre 1998, n. 448.
(8) Sostituisce il comma 1 dell'art. 11, L. 25 febbraio 1987, n. 67.


8. 1. Le imprese di radiodiffusione
sonora a carattere locale che abbiano registrato la testata radiofonica
giornalistica trasmessa presso il competente tribunale, trasmettano
quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici,
religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari, per non meno del
15 per cento delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le ore
20, hanno diritto a decorrere dal 1° gennaio 1991:

a) alle riduzioni tariffarie di cui all'articolo 28 della
legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, applicate con
le stesse modalità anche ai consumi di energia elettrica;
b) al
rimborso dell'80 per cento delle spese per l'abbonamento ai servizi di
due agenzie di informazione a diffusione nazionale o regionale (7) (9).

(7) Vedi, anche, l'art. 2, comma 36, L. 28 dicembre 1995, n. 549, e l'art. 45, comma 4, L. 23 dicembre 1998, n. 448.
(9) Comma così modificato dall'art. 7, D.L. 27 agosto 1993, n. 323.


9. 1. Le imprese di radiodiffusione
sonora che ottengono l'accesso ai contributi di cui al comma 1
dell'articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, come sostituito
dall'articolo 7 della presente legge, e all'articolo 8 sono iscritte
nel registro nazionale della stampa di cui all'articolo 11 della legge
5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni.

10. 1. Ai fini dell'applicazione degli articoli 29,
30, 31, 32 e 33 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive
modificazioni, nonché degli articoli 5, 6 e 20 della legge 25 febbraio
1987, n. 67, le emittenti di radiodiffusione sonora di cui al comma 1
dell'articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, come sostituito
dall'articolo 7 della presente legge, sono equiparate alle imprese di
giornali quotidiani.

2. Alla lettera a) del primo comma dell'articolo 30 della
legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, dopo la
parola: «teletrasmissione» sono aggiunte le seguenti: «e degli impianti
di alta e bassa frequenza delle imprese di radiodiffusione sonora».

3 (10).


(10) Aggiunge la lettera n) al secondo comma dell'art. 32, L. 5 agosto 1981, n. 416.


11. 1. Ai sensi della presente legge le agenzie di stampa e di informazione radiofonica nazionale sono tali allorché:

a) siano dotate di una struttura redazionale adeguata a
consentire una autonoma produzione di servizi e notiziari relativamente
all'intero territorio nazionale;
b) siano collegate in abbonamento a non meno di 30 emittenti radiofoniche distribuite in almeno 12 regioni;
c)
abbiano registrato la testata presso il competente tribunale con la
qualifica di agenzia quotidiana di informazione per la stampa o analoga;
d) emettano notiziari quotidiani, annualmente in numero non inferiore a mille (11).

2. Le agenzie di informazione radiofonica di cui al comma 1
sono equiparate alle agenzie di stampa di cui al secondo comma
dell'articolo 27 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive
modificazioni, e a quelle definite dal comma 3 dell'articolo 16 della
legge 25 febbraio 1987, n. 67.

3. Le agenzie di informazione radiofonica di cui al comma 1
del presente articolo sono soggette agli obblighi di cui all'articolo
18 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni.


(11) Vedi, anche, l'art. 53, comma 15, L. 27 dicembre 1997, n. 449.


12. 1. All'onere derivante
dall'applicazione degli articoli 1, 2 e 3, valutato in lire 20 miliardi
per l'anno 1990, e in lire 50 miliardi per ciascuno degli anni 1991 e
1992, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1990-1992, al capitolo 6856
dello stato di previsione del Ministero del tesoro, all'uopo
utilizzando: quanto a lire 20 miliardi, nel 1990, l'accantonamento
«Ripiano debiti settore editoria (rate ammortamento mutui)»; quanto a
lire 20 miliardi, per ciascuno degli anni 1991 e 1992, quota delle
proiezioni relative ai medesimi anni dell'accantonamento «Costituzione
di un fondo per l'informatizzazione delle amministrazioni pubbliche» e,
quanto a lire 30 miliardi, per ciascuno degli anni 1991 e 1992, quota
delle proiezioni relative ai medesimi anni dell'accantonamento
«Ristrutturazione del Ministero dell'ambiente».

2. All'onere derivante dall'applicazione dello articolo 5,
valutato in lire 20 miliardi annui, per gli anni 1991 e 1992, si
provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto,
ai fini del bilancio triennale 1990-1992, al capitolo 9001 dello stato
di previsione del Ministero del tesoro, all'uopo utilizzando quota
delle proiezioni relative ai medesimi anni dell'accantonamento «Fondo
per lo sviluppo economico e sociale».

3. All'onere derivante dall'applicazione dell'articolo 6,
commi 1 e 2, valutato in lire 52 miliardi per ciascuno degli anni 1991
e 1992, nonché dall'applicazione dell'articolo 6, comma 3, valutato in
lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1990, 1991 e 1992, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini
del bilancio triennale 1990-1992, al capitolo 6856 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, all'uopo utilizzando,
rispettivamente, le proiezioni relative agli anni 1991 e 1992
dell'accantonamento «Ripiano debiti settore editoria (rate ammortamento
mutui)» e l'accantonamento «Rifinanziamento del fondo di cui
all'articolo 12, comma 3, della legge n. 67 del 1987, in materia di
editoria (contributi negli interessi)».

4. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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Aiuti alle imprese editrici di quotidiani
e periodici, anche telematici,
organi o giornali di forze politiche
registrati presso i tribunali

(articolo 153 della legge n. 388/2000)

 


Articolo 153 (Imprese editrici di quotidiani e periodici) della legge n. 388/2000.

1. Gli stanziamenti relativi ai
contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive
modificazioni, sono, per l'anno 2001, incrementati di lire 40 miliardi.


2. La normativa di cui all'articolo
3, comma 10, della legge 7 agosto 1990 n. 250, e successive
modificazioni si applica esclusivamente alle imprese editrici di
quotidiani e periodici, anche telematici, che, oltre che attraverso
esplicita menzione riportata in testata, risultino essere organi o
giornali di forze politiche che abbiano il proprio gruppo parlamentare
in una delle Camere o rappresentanze nel Parlamento europeo o siano
espressione di minoranze linguistiche riconosciute, avendo almeno un
rappresentante in un ramo del Parlamento italiano nell'anno di
riferimento dei contributi.


3. I quotidiani e i periodici
telematici organi di movimenti politici di cui al comma 2 debbono
essere comunque registrati presso i tribunali. Le richieste di
contributi, ai sensi del presente articolo, per tali testate non sono
cumulabili con nessuna altra richiesta analoga, che viene
automaticamente annullata. Il contributo è pari al 60 per cento dei
costi del bilancio d'esercizio dell'impresa editrice, certificati ai
sensi di legge e riferiti alla testata.


4. Entro e non oltre il 1° dicembre
2001 le imprese editrici di quotidiani o periodici organi di movimenti
politici, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3, comma 10,
della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, possono
costituirsi in società cooperative, il cui oggetto sociale sia
costituito esclusivamente dalla edizione di quotidiani o periodici
organi di movimenti politici. A tali cooperative sono attribuiti i
contributi di cui all'articolo 3, comma 2, della legge 7 agosto 1990,
n. 250, e successive modificazioni.


5. Le imprese di cui al comma 4, per accedere ai contributi debbono, fermi restando i requisiti di cui alla vigente normativa:

a) aver sottoposto l'intero bilancio di esercizio al quale si
riferiscono i contributi alla certificazione di una società di
revisione scelta tra quelle di cui all'elenco apposito previsto dalla
CONSOB;
b) editare testate con una diffusione formalmente
certificata pari ad almeno il 25 per cento della tiratura complessiva
se nazionali ovvero almeno al 40 per cento se locali. Ai fini del
presente articolo, si intende per diffusione l'insieme delle vendite e
degli abbonamenti e per testata locale quella la cui diffusione
complessiva e' concentrata per almeno l'80 per cento in una sola
regione;
c) adottare una norma statutaria che introduca il divieto
di distribuzione degli utili nell'esercizio di riscossione dei
contributi e nei cinque successivi.