Nuove norme in materia di punti vendita per la stampa quotidiana e periodica. Legge 13 aprile 1999, n. 108 (1).

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 aprile 1999, n. 94.     1. Sperimentazione di nuove forme di vendita dei giornali.

1. (2).

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, gli esercizi che intendono partecipare alla
sperimentazione di cui alla lettera d-bis) dell'undicesimo comma
dell'articolo 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416, introdotta dal
comma 1 del presente articolo, devono darne comunicazione al comune
territorialmente competente e, per conoscenza, al Dipartimento per
l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei
Ministri. Nella comunicazione deve essere indicata quale tipologia di
vendita, tra quelle di cui al numero 4) della citata lettera d-bis), si
intende sperimentare. Entro sessanta giorni dal ricevimento di tale
comunicazione, il comune può escludere dalla sperimentazione il singolo
esercizio qualora individui violazioni dei criteri per l'insediamento
delle attività commerciali adottati sul territorio. I comuni sono
tenuti a trasmettere alle regioni gli elenchi degli esercizi che
partecipano alla sperimentazione.

3. I punti esclusivi di vendita di quotidiani e periodici, dalla
data di entrata in vigore della presente legge, e fatto salvo quanto in
essa stabilito, sono soggetti alla disciplina generale prevista dal
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

4. La commissione paritetica Governo-editori di cui all'articolo 29
della legge 25 febbraio 1987, n. 67, integrata dai rappresentanti delle
organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale dei
rivenditori e dei distributori, nonché dal rappresentante della
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, procederà almeno trimestralmente ad un esame
periodico dell'andamento della sperimentazione. La commissione sarà
altresì integrata, a seconda degli ambiti territoriali esaminati, dai
rappresentanti delle regioni interessate e delle associazioni e
sindacati territoriali di categoria. La commissione formula anche
indicazioni e pareri sulla congruità, rispetto alla finalità della
sperimentazione, della dislocazione sul territorio degli esercizi
complementari e sulla loro sovrapposizione rispetto alla rete dedicata.
Pareri ed indicazioni possono essere richiesti dalle stesse regioni
sulla base degli elenchi ad esse trasmessi dai comuni ai sensi del
comma 2 del presente articolo. Nel caso in cui la commissione non sia
in grado di esprimere il parere, sulle questioni in esame decide
comunque il presidente della commissione paritetica.

(2) Aggiunge la lett. d-bis) all'undicesimo comma dell'art. 14, L. 5 agosto 1981, n. 416, riportata al n. LXV.

2. Valutazione e criteri.

1. Entro nove mesi dall'avvio della sperimentazione, il
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
sentite le rappresentanze delle categorie interessate, riferisce alle
competenti commissioni parlamentari sull'andamento della
sperimentazione, anche al fine di proporre al Governo eventuali
iniziative legislative ed amministrative di modifica della
sperimentazione.

2. Entro trenta giorni dal termine della fase di sperimentazione, il
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
riferisce alle competenti commissioni parlamentari sui risultati
accertati congiuntamente dal Dipartimento per l'informazione e
l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281. Il Dipartimento può avvalersi della collaborazione
di una struttura professionalmente esercente l'attività di ricerche di
mercato nel settore del commercio individuata con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita la commissione
paritetica Governo-editori di cui all'articolo 29 della legge 25
febbraio 1987, n. 67, integrata dai rappresentanti delle organizzazioni
sindacali rappresentative a livello nazionale dei rivenditori e dei
distributori.

3. La valutazione sulla fase di sperimentazione deve essere basata
sui seguenti criteri: parametri quantitativi, incremento complessivo
delle vendite dei prodotti editoriali e per settori di intervento e
qualitativi, analisi dei flussi di vendita e variazioni della
composizione dell'offerta. Le competenti commissioni parlamentari
esprimono il loro parere sull'efficacia della fase di sperimentazione
entro quindici giorni dalla relazione di cui al comma 2.

3. Delega al Governo.

1. Sulla base del parere di cui all'articolo 2, comma 3, il Governo,
entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nonché la commissione
paritetica Governo-editori di cui all'articolo 29 della legge 25
febbraio 1987, n. 67, integrata dai rappresentanti delle organizzazioni
sindacali rappresentative a livello nazionale dei rivenditori e dei
distributori, è delegato ad emanare un decreto legislativo diretto a
riordinare in maniera organica il sistema di diffusione della stampa
quotidiana e periodica, sulla base dei seguenti criteri direttivi:

a) definizione della disciplina cui le regioni devono uniformarsi
per la parte relativa alla vendita dei giornali e delle riviste, tenuto
conto dell'esercizio delle funzioni delegate di cui all'articolo 52,
primo comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616;

b) definizione dei criteri cui devono attenersi le regioni
nell'elaborazione di indirizzi per i comuni in tema di predisposizione
dei piani di localizzazione dei punti esclusivi di vendita;

c) definizione di un nuovo sistema di vendita dei prodotti
editoriali su tutto il territorio nazionale, articolato in punti
vendita esclusivi e punti vendita non esclusivi quali quelli di cui
alla lettera d), mediante il rilascio di autorizzazioni, anche a
carattere stagionale, in ragione della densità della popolazione, delle
caratteristiche urbanistiche e sociali delle zone, dell'entità delle
vendite di quotidiani e periodici negli ultimi due anni, delle
condizioni di accesso, nonché dell'esistenza di altri punti vendita non
esclusivi;

d) previsione che i soggetti di cui al numero 3) della lettera
d-bis) dell'undicesimo comma dell'articolo l4 della legge 5 agosto
1981, n. 416, introdotta dal comma 1 dell'articolo 1 della presente
legge, presentando al comune territorialmente competente una
dichiarazione di ottemperanza alle previsioni di cui alla medesima
lettera d-bis), numeri 4), 5), 6) e 7), e di cui al comma 2 del citato
articolo 1, siano autorizzati a vendere anche quotidiani e/o periodici;
previsione che tale disciplina si applichi agli esercizi a prevalente
specializzazione di vendita limitatamente alle riviste di identica
specializzazione;

e) previsione che i piani comunali di localizzazione dei punti
esclusivi di vendita, o la loro riformulazione, debbano essere adottati
entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo e
che in assenza di tali piani, qualora nel territorio non esistano punti
vendita esclusivi o aggiuntivi, il sindaco possa rilasciare
l'autorizzazione alla vendita anche ad esercizi diversi;

f) individuazione dei casi in cui non è necessaria alcuna
autorizzazione, tenuto conto anche di quanto previsto dall'articolo 14
della legge 5 agosto 1981, n. 416, come sostituito dall'articolo 7
della legge 25 febbraio 1987, n. 67;

g) previsione che tutti i soggetti autorizzati alla vendita assicurino parità di trattamento alle testate;

per i circuiti alternativi alle edicole la parità di trattamento deve essere assicurata nell'ambito della tipologia prescelta.

2. Lo schema di decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso
alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica per la
formulazione, entro trenta giorni dalla data di assegnazione, del
parere da parte delle competenti commissioni parlamentari. Decorso tale
termine, il decreto è emanato anche in mancanza di detto parere.

4. Disposizioni transitorie - Abrogazione.

1. Fino alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di
cui all'articolo 3, gli esercizi commerciali in cui è stata effettuata
la sperimentazione possono continuare a vendere i prodotti editoriali
prescelti. Ai medesimi esercizi l'autorizzazione alla vendita dei
giornali, quotidiani e periodici, è rilasciata, qualora richiesta, di
diritto.

2. È abrogato il comma 4 dell'articolo 26 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.


5. Entrata in vigore.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.