Norme per la tutela della concorrenza e del mercato. L. 10 ottobre 1990, n. 287 (1).

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 13 ottobre 1990, n. 240.

TITOLO I
Norme sulle intese, sull'abuso di posizione dominante e sulle operazioni di concentrazione

1. Ambito di applicazione e rapporti con l'ordinamento comunitario.

1. Le disposizioni della presente legge in attuazione dell'articolo
41 della Costituzione a tutela e garanzia del diritto di iniziativa
economica, si applicano alle intese, agli abusi di posizione dominante
e alle concentrazioni di imprese che non ricadono nell'ambito di
applicazione degli articoli 65 e/o 66 del Trattato istitutivo della
Comunità europea del carbone e dell'acciaio, degli articoli 85 e/o 86
del Trattato istitutivo della Comunità economica europea (CEE), dei
regolamenti della CEE o di atti comunitari con efficacia normativa
equiparata.

2. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato di cui
all'articolo 10, di seguito denominata Autorità, qualora ritenga che
una fattispecie al suo esame non rientri nell'ambito di applicazione
della presente legge ai sensi del comma 1, ne informa la Commissione
delle Comunità europee, cui trasmette tutte le informazioni in suo
possesso.

3. Per le fattispecie in relazione alle quali risulti già iniziata
una procedura presso la Commissione delle Comunità europee in base alle
norme richiamate nel comma 1, l'Autorità sospende l'istruttoria, salvo
che per gli eventuali aspetti di esclusiva rilevanza nazionale.

4. L'interpretazione delle norme contenute nel presente titolo è
effettuata in base ai principi dell'ordinamento delle Comunità europee
in materia di disciplina della concorrenza.


2. Intese restrittive della libertà di concorrenza.

1. Sono considerati intese gli accordi e/o le pratiche concordati
tra imprese nonché le deliberazioni, anche se adottate ai sensi di
disposizioni statutarie o regolamentari, di consorzi, associazioni di
imprese ed altri organismi similari.

2. Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per
effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il
gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua
parte rilevante, anche attraverso attività consistenti nel:

a) fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali;
b)
impedire o limitare la produzione, gli sbocchi, o gli accessi al
mercato, gli investimenti, lo sviluppo tecnico o il progresso
tecnologico;
c) ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento;
d)
applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni
oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare
per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;
e) subordinare
la conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri
contraenti di prestazioni supplementari che, per loro natura o secondo
gli usi commerciali, non abbiano alcun rapporto con l'oggetto dei
contratti stessi.

3. Le intese vietate sono nulle ad ogni effetto.


3. Abuso di posizione dominante.

1. È vietato l'abuso da parte di una o più imprese di una posizione
dominante all'interno del mercato nazionale o in una sua parte
rilevante, ed inoltre è vietato:

a) imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di
vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose;
b)
impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al
mercato, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico, a danno dei
consumatori;
c) applicare nei rapporti commerciali con altri
contraenti condizioni oggettivamente diverse per prestazioni
equivalenti, così da determinare per essi ingiustificati svantaggi
nella concorrenza;
d) subordinare la conclusione dei contratti
all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni
supplementari che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non
abbiano alcuna connessione con l'oggetto dei contratti stessi.


4. Deroghe al divieto di intese restrittive della libertà di concorrenza.

1. L'Autorità può autorizzare, con proprio provvedimento, per un
periodo limitato, intese o categorie di intese vietate ai sensi
dell'articolo 2, che diano luogo a miglioramenti nelle condizioni di
offerta sul mercato i quali abbiano effetti tali da comportare un
sostanziale beneficio per i consumatori e che siano individuati anche
tenendo conto della necessità di assicurare alle imprese la necessaria
concorrenzialità sul piano internazionale e connessi in particolare con
l'aumento della produzione, o con il miglioramento qualitativo della
produzione stessa o della distribuzione ovvero con il progresso tecnico
o tecnologico. L'autorizzazione non può comunque consentire restrizioni
non strettamente necessarie al raggiungimento delle finalità di cui al
presente comma né può consentire che risulti eliminata la concorrenza
da una parte sostanziale del mercato.

2. L'Autorità può revocare il provvedimento di autorizzazione in
deroga di cui al comma 1, previa diffida, qualora l'interessato abusi
dell'autorizzazione ovvero quando venga meno alcuno dei presupposti per
l'autorizzazione.

3. La richiesta di autorizzazione è presentata all'Autorità, che si
avvale dei poteri di istruttoria di cui all'articolo 14 e provvede
entro centoventi giorni dalla presentazione della richiesta stessa.

5. Operazioni di concentrazione.

1. L'operazione di concentrazione si realizza:

a) quando due o più imprese procedono a fusione;
b) quando uno o
più soggetti in posizione di controllo di almeno un'impresa ovvero una
o più imprese acquisiscono direttamente od indirettamente, sia mediante
acquisto di azioni o di elementi del patrimonio, sia mediante contratto
o qualsiasi altro mezzo, il controllo dell'insieme o di parti di una o
più imprese;
c) quando due o più imprese procedono, attraverso la costituzione di una nuova società, alla costituzione di un'impresa comune.

2. L'assunzione del controllo di un'impresa non si verifica nel caso
in cui una banca o un istituto finanziario acquisti, all'atto della
costituzione di un'impresa o dell'aumento del suo capitale,
partecipazioni in tale impresa al fine di rivenderle sul mercato, a
condizione che durante il periodo di possesso di dette partecipazioni,
comunque non superiore a ventiquattro mesi, non eserciti i diritti di
voto inerenti alle partecipazioni stesse.

3. Le operazioni aventi quale oggetto o effetto principale il
coordinamento del comportamento di imprese indipendenti non danno luogo
ad una concentrazione.

6. Divieto delle operazioni di concentrazione restrittive della libertà di concorrenza.

1. Nei riguardi delle operazioni di concentrazione soggette a
comunicazione ai sensi dell'articolo 16, l'Autorità valuta se
comportino la costituzione o il rafforzamento di una posizione
dominante sul mercato nazionale in modo da eliminare o ridurre in modo
sostanziale e durevole la concorrenza. Tale situazione deve essere
valutata tenendo conto delle possibilità di scelta dei fornitori e
degli utilizzatori, della posizione sul mercato delle imprese
interessate, del loro accesso alle fonti di approvvigionamento o agli
sbocchi di mercato, della struttura dei mercati, della situazione
competitiva dell'industria nazionale, delle barriere all'entrata sul
mercato di imprese concorrenti, nonché dell'andamento della domanda e
dell'offerta dei prodotti o servizi in questione.

2. L'Autorità, al termine dell'istruttoria di cui all'articolo 16,
comma 4, quando accerti che l'operazione comporta le conseguenze di cui
al comma 1, vieta la concentrazione ovvero l'autorizza prescrivendo le
misure necessarie ad impedire tali conseguenze.

7. Controllo.

1. Ai fini del presente titolo si ha controllo nei casi contemplati
dall'articolo 2359 del codice civile ed inoltre in presenza di diritti,
contratti o altri rapporti giuridici che conferiscono, da soli o
congiuntamente, e tenuto conto delle circostanze di fatto e di diritto,
la possibilità di esercitare un'influenza determinante sulle attività
di un'impresa, anche attraverso:

a) diritti di proprietà o di godimento sulla totalità o su parti del patrimonio di un'impresa;
b)
diritti, contratti o altri rapporti giuridici che conferiscono
un'influenza determinante sulla composizione, sulle, deliberazioni o
sulle decisioni degli organi di un'impresa.

2. Il controllo è acquisito dalla persona o dalla impresa o dal gruppo di persone o di imprese:

a) che siano titolari dei diritti o beneficiari dei contratti o soggetti degli altri rapporti giuridici suddetti;
b)
che, pur non essendo titolari di tali diritti o beneficiari di tali
contratti o soggetti di tali rapporti giuridici, abbiano il potere di
esercitare i diritti che ne derivano.


8. Imprese pubbliche e in monopolio legale.

1. Le disposizioni contenute nei precedenti articoli si applicano
sia alle imprese private che a quelle pubbliche o a prevalente
partecipazione statale.

2. Le disposizioni di cui ai precedenti articoli non si applicano
alle imprese che, per disposizioni di legge, esercitano la gestione di
servizi di interesse economico generale ovvero operano in regime di
monopolio sul mercato, per tutto quanto strettamente connesso
all'adempimento degli specifici compiti loro affidati.

2-bis. Le imprese di cui al comma 2, qualora intendano svolgere
attività in mercati diversi da quelli in cui agiscono ai sensi del
medesimo comma 2, operano mediante società separate (1/a).

2-ter. La costituzione di società e l'acquisizione di posizioni di
controllo in società operanti nei mercati diversi di cui al comma 2-bis
sono soggette a preventiva comunicazione all'Autorità (1/b).

2-quater. Al fine di garantire pari opportunità di iniziativa
economica, qualora le imprese di cui al comma 2 rendano disponibili a
società da esse partecipate o controllate nei mercati diversi di cui al
comma 2-bis beni o servizi, anche informativi, di cui abbiano la
disponibilità esclusiva in dipendenza delle attività svolte ai sensi
del medesimo comma 2, esse sono tenute a rendere accessibili tali beni
o servizi, a condizioni equivalenti, alle altre imprese direttamente
concorrenti (1/c).

2-quinquies. Nei casi di cui ai commi 2-bis, 2-ter e 2-quater,
l'Autorità esercita i poteri di cui all'articolo 14. Nei casi di
accertata infrazione agli articoli 2 e 3, le imprese sono soggette alle
disposizioni e alle sanzioni di cui all'articolo 15 (1/d).

2-sexies. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione di
cui al comma 2-ter, l'Autorità applica la sanzione amministrativa
pecuniaria fino a lire 100 milioni (1/e).

(1/a) Comma aggiunto dall'art. 11, L. 5 marzo 2001, n. 57.
(1/b) Comma aggiunto dall'art. 11, L. 5 marzo 2001, n. 57.
(1/c) Comma aggiunto dall'art. 11, L. 5 marzo 2001, n. 57.
(1/d) Comma aggiunto dall'art. 11, L. 5 marzo 2001, n. 57.
(1/e) Comma aggiunto dall'art. 11, L. 5 marzo 2001, n. 57.


9. Autoproduzione.

1. La riserva per legge allo Stato ovvero a un ente pubblico del
monopolio su un mercato, nonché la riserva per legge ad un'impresa
incaricata della gestione di attività di prestazione al pubblico di
beni o di servizi contro corrispettivo, non comporta per i terzi il
divieto di produzione di tali beni o servizi per uso proprio, della
società controllante e delle società controllate.

2. L'autoproduzione non è consentita nei casi in cui in base alle
disposizioni che prevedono la riserva risulti che la stessa è stabilita
per motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica e difesa nazionale,
nonché, salvo concessione, per quanto concerne il settore delle
telecomunicazioni.

TITOLO II
Istituzione e compiti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato

Capo I - Istituzione dell'Autorità

10. Autorità garante della concorrenza e del mercato.

1. È istituita l'Autorità garante della concorrenza e del mercato,
denominata ai fini della presente legge Autorità, con sede in Roma.

2. L'Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di
giudizio e di valutazione ed è organo collegiale costituito dal
presidente e da quattro membri, nominati con determinazione adottata
d'intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica. Il presidente è scelto tra persone di notoria indipendenza
che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità
e rilievo. I quattro membri sono scelti tra persone di notoria
indipendenza da individuarsi tra magistrati del Consiglio di Stato,
della Corte dei conti o della Corte di cassazione, professori
universitari ordinari di materie economiche o giuridiche, e personalità
provenienti da settori economici dotate di alta e riconosciuta
professionalità.

3. I membri dell'Autorità sono nominati per sette anni e non possono
essere confermati. Essi non possono esercitare, a pena di decadenza,
alcuna attività professionale o di consulenza, né possono essere
amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né ricoprire
altri uffici pubblici di qualsiasi natura. I dipendenti statali sono
collocati fuori ruolo per l'intera durata del mandato.

4. L'Autorità ha diritto di corrispondere con tutte le pubbliche
amministrazioni e con gli enti di diritto pubblico, e di chiedere ad
essi, oltre a notizie ed informazioni, la collaborazione per
l'adempimento delle sue funzioni. L'Autorità, in quanto autorità
nazionale competente per la tutela della concorrenza e del mercato,
intrattiene con gli organi delle Comunità europee i rapporti previsti
dalla normativa comunitaria in materia.

5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, su
proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
sentito il Ministro del tesoro, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sono stabilite procedure istruttorie che garantiscono agli
interessati la piena conoscenza degli atti istruttori, il
contraddittorio e la verbalizzazione (1/f).

6. L'Autorità delibera le norme concernenti la propria
organizzazione e il proprio funzionamento, quelle concernenti il
trattamento giuridico ed economico del personale e l'ordinamento delle
carriere, nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese
nei limiti previsti dalla presente legge, anche in deroga alle
disposizioni sulla contabilità generale dello Stato.

7. L'Autorità provvede all'autonoma gestione delle spese per il
proprio funzionamento nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nel
bilancio dello Stato e iscritto, con unico capitolo, nello stato di
previsione della spesa del Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio
di previsione approvato dall'Autorità entro il 31 dicembre dell'anno
precedente a quello cui il bilancio si riferisce. Il contenuto e la
struttura del bilancio di previsione, il quale deve comunque contenere
le spese indicate entro i limiti delle entrate previste, sono stabiliti
dal regolamento di cui al comma 6, che disciplina anche le modalità per
le eventuali variazioni. Il rendiconto della gestione finanziaria,
approvato entro il 30 aprile dell'anno successivo, è soggetto al
controllo della Corte dei conti. Il bilancio preventivo e il rendiconto
della gestione finanziaria sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

8. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
d'intesa con il Ministro del tesoro, sono determinate le indennità
spettanti al presidente e ai membri dell'Autorità.


(1/f) Sulle procedure istruttorie di cui al presente comma, vedi il D.P.R. 30 aprile 1998, n. 217.

11. Personale della Autorità.

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è istituito
un apposito ruolo del personale dipendente dell'Autorità. Il numero dei
posti previsti dalla pianta organica non può eccedere le centocinquanta
unità. L'assunzione del personale avviene per pubblico concorso ad
eccezione delle categorie per le quali sono previste assunzioni in base
all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56 (1/g).

2. Il trattamento giuridico ed economico del personale e
l'ordinamento delle carriere sono stabiliti in base ai criteri fissati
dal contratto collettivo di lavoro in vigore per la Banca d'Italia,
tenuto conto delle specifiche esigenze funzionali ed organizzative
dell'Autorità.

3. Al personale in servizio presso l'Autorità è in ogni caso fatto
divieto di assumere altro impiego o incarico o esercitare attività
professionali, commerciali e industriali.

4. L'Autorità non può assumere direttamente dipendenti con contratto
a tempo determinato, disciplinato dalle norme di diritto privato, in
numero di cinquanta unità. L'Autorità può inoltre avvalersi, quando
necessario, di esperti da consultare su specifici temi e problemi.

5. Al funzionamento dei servizi e degli uffici dell'Autorità
sovraintende il segretario generale, che ne risponde al presidente, e
che è nominato dal Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, su proposta del presidente dell'Autorità.


(1/g) Il numero dei posti previsti per la pianta organica del
personale di ruolo dell'Autorità garante della concorrenza e del
mercato è incrementato di 10 unità nell'anno 2000, di 5 unità nell'anno
2001 e di 5 unità nell'anno 2002 per effetto di quanto disposto dal
comma 2 dell'art. 5, D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 67 (Gazz. Uff. 27
marzo 2000, n. 72).

Capo II - Poteri dell'Autorità in materia di intese restrittive della libertà di concorrenza e di abuso di posizione dominante

12. Poteri di indagine.

1. L'Autorità, valutati gli elementi comunque in suo possesso e
quelli portati a sua conoscenza da pubbliche amministrazioni o da
chiunque vi abbia interesse, ivi comprese le associazioni
rappresentative dei consumatori, procede ad istruttoria per verificare
l'esistenza di infrazioni ai divieti stabiliti negli articoli 2 e 3.

2. L'Autorità può, inoltre, procedere, d'ufficio o su richiesta del
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato o del
Ministro delle partecipazioni statali, ad indagini conoscitive di
natura generale nei settori economici nei quali l'evoluzione degli
scambi, il comportamento dei prezzi, o altre circostanze facciano
presumere che la concorrenza sia impedita, ristretta o falsata.

13. Comunicazione delle intese.

1. Le imprese possono comunicare all'Autorità le intese intercorse.
Se l'Autorità non avvia l'istruttoria di cui all'articolo 14 entro
centoventi giorni dalla comunicazione non può più procedere a detta
istruttoria, fatto salvo, il caso di comunicazioni incomplete o non
veritiere.

14. Istruttoria.

1. L'Autorità, nei casi di presunta infrazione agli articoli 2 o 3,
notifica l'apertura dell'istruttoria alle imprese e agli enti
interessati. I titolari o legali rappresentanti delle imprese ed enti
hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore
speciale, nel termine fissato contestualmente alla notifica ed hanno
facoltà di presentare deduzioni e pareri in ogni stadio
dell'istruttoria, nonché di essere nuovamente sentiti prima della
chiusura di questa.

2. L'Autorità può in ogni momento dell'istruttoria richiedere alle
imprese, enti o persone che ne siano in possesso, di fornire
informazioni e di esibire documenti utili ai fini dell'istruttoria;
disporre ispezioni al fine di controllare i documenti aziendali e di
prenderne copia, anche avvalendosi della collaborazione di altri organi
dello Stato; disporre perizie e analisi economiche e statistiche nonché
la consultazione di esperti in ordine a qualsiasi elemento rilevante ai
fini dell'istruttoria.

3. Tutte le notizie, le informazioni o i dati riguardanti le imprese
oggetto di istruttoria da parte dell'Autorità sono tutelati dal segreto
d'ufficio anche nei riguardi delle pubbliche amministrazioni.

4. I funzionari dell'Autorità nell'esercizio delle loro funzioni
sono pubblici ufficiali. Essi sono vincolati dal segreto d'ufficio.

5. Con provvedimento dell'Autorità, i soggetti richiesti di fornire
gli elementi di cui al comma 2 sono sottoposti alla sanzione
amministrativa pecuniaria fino a cinquanta milioni di lire se rifiutano
od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di
esibire i documenti ovvero alla sanzione amministrativa pecuniaria fino
a cento milioni di lire se forniscono informazioni od esibiscono
documenti non veritieri. Sono salve le diverse sanzioni previste
dall'ordinamento vigente.

15. Diffide e sanzioni.

1. Se a seguito dell'istruttoria di cui all'articolo 14 l'Autorità
ravvisa infrazioni agli articoli 2 o 3, fissa alle imprese e agli enti
interessati il termine per l'eliminazione delle infrazioni stesse. Nei
casi di infrazioni gravi, tenuto conto della gravità e della durata
dell'infrazione, dispone inoltre l'applicazione di una sanzione
amministrativa pecuniaria fino al 10 per cento del fatturato realizzato
in ciascuna impresa o ente nell'ultimo esercizio chiuso anteriormente
alla notificazione della diffida, determinando i termini entro i quali
l'impresa deve procedere al pagamento della sanzione (1/h).

2. In caso di inottemperanza alla diffida di cui al comma 1,
l'Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al dieci
per cento del fatturato ovvero, nei casi in cui sia stata applicata la
sanzione di cui al comma 1, di importo minimo non inferiore al doppio
della sanzione già applicata con un limite massimo del dieci per cento
del fatturato come individuato al comma 1, determinando altresì il
termine entro il quale il pagamento della sanzione deve essere
effettuato. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può
disporre la sospensione dell'attività d'impresa fino a trenta giorni.


(1/h) Comma così modificato dall'art. 11, L. 5 marzo 2001, n. 57.

Capo III - Poteri dell'Autorità in materia di divieto delle operazioni di concentrazione.

16. Comunicazione delle concentrazioni.

1. Le operazioni di concentrazione di cui all'articolo 5 devono
essere preventivamente comunicate all'Autorità qualora il fatturato
totale realizzato a livello nazionale dall'insieme delle imprese
interessate sia superiore a cinquecento miliardi di lire, ovvero
qualora il fatturato totale realizzato a livello nazionale dall'impresa
di cui è prevista l'acquisizione sia superiore a cinquanta miliardi di
lire. Tali valori sono incrementati ogni anno di un ammontare
equivalente all'aumento dell'indice del deflattore dei prezzi del
prodotto interno lordo.

2. Per gli istituti bancari e finanziari il fatturato è considerato
pari al valore di un decimo del totale dell'attivo dello stato
patrimoniale, esclusi i conti d'ordine, e per le compagnie di
assicurazione pari al valore dei premi incassati.

3. Entro cinque giorni dalla comunicazione di una operazione di
concentrazione l'Autorità ne dà notizia al Presidente del Consiglio dei
Ministri ed al Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato.

4. Se l'Autorità ritiene che un'operazione di concentrazione sia
suscettibile di essere vietata ai sensi dell'articolo 6, avvia entro
trenta giorni dal ricevimento della notifica, o dal momento in cui ne
abbia comunque avuto conoscenza, l'istruttoria attenendosi alle norme
dell'articolo 14. L'Autorità, a fronte di un'operazione di
concentrazione ritualmente comunicata, qualora non ritenga necessario
avviare l'istruttoria deve dare comunicazione alle imprese interessate
ed al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato delle
proprie conclusioni nel merito, entro trenta giorni dal ricevimento
della notifica.

5. L'offerta pubblica di acquisto che possa dar luogo ad operazioni
di concentrazione soggetta alla comunicazione di cui al comma 1 deve
essere comunicata all'Autorità contestualmente alla sua comunicazione
alla Commissione nazionale per le società e la borsa.

6. Nel caso di offerta pubblica di acquisto comunicata all'Autorità
ai sensi del comma 5, l'Autorità deve notificare l'avvio
dell'istruttoria entro quindici giorni dal ricevimento della
comunicazione e contestualmente darne comunicazione alla Commissione
nazionale per le società e la borsa.

7. L'Autorità può avviare l'istruttoria dopo la scadenza dei termini
di cui al presente articolo, nel caso in cui le informazioni fornite
dalle imprese con la comunicazione risultino gravemente inesatte,
incomplete o non veritiere.

8. L'Autorità, entro il termine perentorio di quarantacinque giorni
dall'inizio dell'istruttoria di cui al presente articolo, deve dare
comunicazione alle imprese interessate ed al Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, delle proprie conclusioni nel merito.
Tale termine può essere prorogato nel corso dell'istruttoria per un
periodo non superiore a trenta giorni, qualora le imprese non
forniscano informazioni e dati a loro richiesti che siano nella loro
disponibilità (1/i).


(1/i) Vedi, anche, l'art. 148, L. 23 dicembre 2000, n. 388.

17. Sospensione temporanea dell'operazione di concentrazione.

1. L'Autorità, nel far luogo all'istruttoria di cui all'articolo 16,
può ordinare alle imprese interessate di sospendere la realizzazione
della concentrazione fino alla conclusione dell'istruttoria.

2. La disposizione del comma 1 non impedisce la realizzazione di
un'offerta pubblica di acquisto che sia stata comunicata all'Autorità
ai sensi dell'articolo 16, comma 5, sempre che l'acquirente non
eserciti i diritti di voto inerenti ai titoli in questione.

18. Conclusione dell'istruttoria sulle concentrazioni.

1. L'Autorità, se in esito all'istruttoria di cui all'articolo 16
accerta che una concentrazione rientra tra quelle contemplate
dall'articolo 6, ne vieta l'esecuzione.

2. L'Autorità, ove nel corso dell'istruttoria non emergano elementi
tali da consentire un intervento nei confronti di un'operazione di
concentrazione, provvede a chiudere l'istruttoria, e deve dare
immediata comunicazione alle imprese interessate ed al Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato delle proprie
conclusioni in merito. Tale provvedimento può essere adottato a
richiesta delle imprese interessate che comprovino di avere eliminato
dall'originario progetto di concentrazione gli elementi eventualmente
distorsivi della concorrenza.

3. L'Autorità, se l'operazione di concentrazione è già stata
realizzata, può prescrivere le misure necessarie a ripristinare
condizioni di concorrenza effettiva, eliminando gli effetti distorsivi.

19. Sanzioni amministrative pecuniarie per inottemperanza al divieto di concentrazione o all'obbligo di notifica.

1. Qualora le imprese realizzino un'operazione di concentrazione in
violazione del divieto di cui all'articolo 18, comma 1, o non
ottemperino alle prescrizioni di cui al comma 3 del medesimo articolo,
l'Autorità infligge sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori
all'uno per cento e non superiore al dieci per cento del fatturato
delle attività di impresa oggetto della concentrazione.

2. Nel caso di imprese che non abbiano ottemperato agli obblighi di
comunicazione preventiva di cui al comma 1 dell'articolo 16, l'Autorità
può infliggere alle imprese stesse sanzioni amministrative pecuniarie
fino all'uno per cento del fatturato dell'anno precedente a quello in
cui è effettuata la contestazione in aggiunta alle sanzioni
eventualmente applicabili in base a quanto previsto dal comma 1, a
seguito delle conclusioni dell'istruttoria prevista dal presente capo
III, il cui inizio decorre dalla data di notifica della sanzione di cui
al presente comma.

Capo IV - Disposizioni speciali

20. Aziende ed istituti di credito, imprese assicurative e dei settori della radiodiffusione e dell'editoria.

[1. Nei confronti delle imprese operanti nei settori della
radiodiffusione e dell'editoria l'applicazione degli articoli 2, 3, 4 e
6 spetta all'autorità garante prevista dalla legislazione vigente per i
settori della radiodiffusione e dell'editoria] (1/l).

2. Nei confronti delle aziende ed istituti di credito l'applicazione
degli articoli 2, 3, 4 e 6 spetta alla competente autorità di vigilanza.

3. I provvedimenti delle autorità di vigilanza di cui ai commi 1 e
2, in applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 6, sono adottati sentito il
parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato di cui
all'articolo 10, che si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento
della documentazione posta a fondamento del provvedimento. Decorso
inutilmente tale termine l'autorità di vigilanza può adottare il
provvedimento di sua competenza.

4. Nel caso di operazioni che coinvolgono imprese assicurative, i
provvedimenti dell'Autorità di cui all'articolo 10 sono adottati
sentito il parere dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni
private e d'interesse collettivo (ISVAP), che si pronuncia entro trenta
giorni dal ricevimento della documentazione posta a fondamento del
provvedimento. Decorso inutilmente tale termine l'Autorità di cui
all'articolo 10 può adottare il provvedimento di sua competenza.

5. L'Autorità di vigilanza sulle aziende ed istituti di credito può
altresì autorizzare, per un tempo limitato, intese in deroga al divieto
dell'articolo 2 per esigenze di stabilità del sistema monetario,
tenendo conto dei criteri di cui all'articolo 4, comma 1. Detta
autorizzazione è adottata d'intesa con l'Autorità di cui all'articolo
10 che valuta se l'intesa comporti o meno l'eliminazione della
concorrenza.

6. L'Autorità di cui all'articolo 10 può segnalare alle autorità di
vigilanza di cui ai commi 1 e 2 la sussistenza di ipotesi di violazione
degli articoli 2 e 3.

7. Fatto salvo quanto disposto nei commi precedenti, allorché
l'intesa, l'abuso di posizione dominante o la concentrazione riguardano
imprese operanti in settori sottoposti alla vigilanza di più autorità,
ciascuna di esse può adottare i provvedimenti di propria competenza.

8. Le autorità di vigilanza di cui al presente articolo operano
secondo le procedure previste per l'Autorità di cui all'articolo 10.

9. Le disposizioni della presente legge in materia di concentrazione
non costituiscono deroga alle norme vigenti nei settori bancario,
assicurativo, della radiodiffusione e dell'editoria.


(1/l) Comma abrogato dall'art. 1, L. 31 luglio 1997, n. 249.

TITOLO III
Poteri conoscitivi e consultivi dell'autorità

21. Potere di segnalazione al Parlamento ed al Governo.

1. Allo scopo di contribuire ad una più completa tutela della
concorrenza e del mercato, l'Autorità individua i casi di particolare
rilevanza nei quali norme di legge o di regolamento o provvedimenti
amministrativi di carattere generale determinano distorsioni della
concorrenza o del corretto funzionamento del mercato che non siano
giustificate da esigenze di interesse generale.

2. L'Autorità segnala le situazioni distorsive derivanti da
provvedimenti legislativi al Parlamento e al Presidente del Consiglio
dei Ministri e, negli altri casi, al Presidente del Consiglio dei
Ministri, ai Ministri competenti e agli enti locali e territoriali
interessati.

3. L'Autorità, ove ne ravvisi l'opportunità, esprime parere circa le
iniziative necessarie per rimuovere o prevenire le distorsioni e può
pubblicare le segnalazioni ed i pareri nei modi più congrui in
relazione alla natura e all'importanza delle situazioni distorsive.

22. Attività consultiva.

1. L'Autorità può esprimere pareri sulle iniziative legislative o
regolamentari e sui problemi riguardanti la concorrenza ed il mercato
quando lo ritenga opportuno, o su richiesta di amministrazioni ed enti
pubblici interessati. Il Presidente del Consiglio dei Ministri può
chiedere il parere dell'Autorità sulle iniziative legislative o
regolamentari che abbiano direttamente per effetto:

a) di sottomettere l'esercizio di una attività o l'accesso ad un mercato a restrizioni quantitative;
b) di stabilire diritti esclusivi in certe aree;
c) di imporre pratiche generalizzate in materia di prezzi e di condizioni di vendita.


23. Relazione annuale.

1. L'Autorità presenta al Presidente del Consiglio dei Ministri,
entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sull'attività svolta
nell'anno precedente. Il Presidente del Consiglio dei Ministri
trasmette entro trenta giorni la relazione al Parlamento.

24. Relazione al Governo su alcuni settori.

1. L'Autorità, sentite le amministrazioni interessate, entro
diciotto mesi dalla sua costituzione presenta al Presidente del
Consiglio dei Ministri un rapporto circa le azioni da promuovere per
adeguare ai principi della concorrenza la normativa relativa ai settori
degli appalti pubblici, delle imprese concessionarie e della
distribuzione commerciale.

TITOLO IV
Norme sui poteri del Governo in materia di operazioni di concentrazione

25. Poteri del Governo in materia di operazioni di concentrazione.

1. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, determina in linea
generale e preventiva i criteri sulla base dei quali l'Autorità può
eccezionalmente autorizzare, per rilevanti interessi generali
dell'economia nazionale nell'ambito dell'integrazione europea,
operazioni di concentrazione vietate ai sensi dell'articolo 6,
sempreché esse non comportino la eliminazione della concorrenza dal
mercato o restrizioni alla concorrenza non strettamente giustificate
dagli interessi generali predetti. In tali casi l'Autorità prescrive
comunque le misure necessarie per il ristabilimento di condizioni di
piena concorrenza entro un termine prefissato.

2. Nel caso delle operazioni di cui all'articolo 16 alle quali
partecipano enti o imprese di Stati che non tutelano l'indipendenza
degli enti o delle imprese con norme di effetto equivalente a quello
dei precedenti titoli o applicano disposizioni discriminatorie o
impongono clausole aventi effetti analoghi nei confronti di
acquisizioni da parte di imprese o enti italiani, il Presidente del
Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, può, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui
all'articolo 16, comma 3, vietare l'operazione per ragioni essenziali
di economia nazionale.

26. Pubblicità delle decisioni.

1. Le decisioni di cui agli articoli 15, 16, 18, 19 e 25 sono
pubblicate entro venti giorni in un apposito bollettino, a cura della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nello stesso bollettino sono
pubblicate, ove l'Autorità lo ritenga opportuno, le conclusioni delle
indagini di cui all'articolo 12, comma 2.

TITOLO V
Norme in materia di partecipazione al capitale di enti creditizi (2)

27-30. (2).

(2) Titolo abrogato dall'art. 161, D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, riportato alla voce Istituti di credito.


TITOLO VI
Disposizioni finali

31. Sanzioni.

1. Per le sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alla
violazione della presente legge si osservano, in quanto applicabili, le
disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24
novembre 1981, n. 689.

32. Copertura finanziaria.

1. All'onere derivante dall'applicazione della presente legge,
valutato in lire 20 miliardi per il 1990, lire 32 miliardi per il 1991
e lire 35 miliardi per il 1992, si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1990-1992, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del
tesoro per l'anno 1990, all'uopo utilizzando lo specifico
accantonamento «Interventi per la tutela della concorrenza e del
mercato».

33. Competenza giurisdizionale.

1. I ricorsi avverso i provvedimenti amministrativi adottati sulla
base delle disposizioni di cui ai titoli dal I al IV della presente
legge rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice
amministrativo. Essi devono essere proposti davanti al Tribunale
amministrativo regionale del Lazio.

2. Le azioni di nullità e di risarcimento del danno, nonché i
ricorsi intesi ad ottenere provvedimenti di urgenza in relazione alla
violazione delle disposizioni di cui ai titoli dal I al IV sono
promossi davanti alla corte d'appello competente per territorio.

34. Entrata in vigore.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.