Legge 3 febbraio 1963 n. 69 sull'ordinamento della professione di giornalista

TITOLO I
DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI

CAPO I
DEI CONSIGLI DELL'ORDINE REGIONALI O INTERREGIONALI

ART. 1 ORDINE DEI GIORNALISTI
È istituito l'Ordine dei giornalisti.
Ad esso appartengono i giornalisti professionisti e i pubblicisti, iscritti nei rispettivi elenchi dell'Albo.
Sono professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista.
Sono
pubblicisti coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale
e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi.
Le
funzioni relative alla tenuta dell'Albo, e quelle relative alla
disciplina degli iscritti, sono esercitate, per ciascuna regione o
gruppo di regioni da determinarsi nel Regolamento, da un Consiglio
dell'Ordine, secondo le norme della presente legge.
Tanto gli Ordini
regionali e interregionali, quanto l'Ordine nazionale, ciascuno nei
limiti della propria competenza, sono persone giuridiche di diritto
pubblico.

ART. 2 DIRITTI E DOVERI
È' diritto insopprimibile dei
giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata
dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità
altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità
sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e
dalla buona fede.
Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori.
Giornalisti
e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte
delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di
esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la
cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i
lettori.

ART. 3 COMPOSIZIONE DEI CONSIGLI REGIONALI O INTERREGIONALI
I
Consigli regionali o interregionali sono composti da 6 professionisti e
3 pubblicisti, scelti tra gli iscritti nei rispettivi elenchi regionali
o interregionali, che abbiano almeno 5 anni di anzianità di iscrizione.
Essi sono eletti rispettivamente dai professionisti e dai pubblicisti
iscritti nell'Albo ed in regola con il pagamento dei contributi dovuti
all'Ordine, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta di voti.

ART. 4 ELEZIONE DEI CONSIGLI DELL'ORDINE

L'assemblea per l'elezione dei membri del Consiglio deve
essere convocata almeno venti giorni prima della scadenza del Consiglio
in carica. La convocazione si effettua mediante avviso spedito almeno
quindici giorni prima a tutti gli iscritti, esclusi i sospesi
dall'esercizio della professione, per posta prioritaria, per telefax o
a mezzo di posta elettronica certificata. Della convocazione deve
essere dato altresì avviso mediante annuncio, entro il predetto
termine, sul sito internet dell'Ordine nazionale. È posto a carico
dell'Ordine l'onere di dare prova solo dell'effettivo invio delle
comunicazioni (1/a).

L'avviso deve contenere l'indicazione dell'oggetto dell'adunanza, e
stabilire il luogo, il giorno e le ore dell'adunanza stessa, in prima
ed in seconda convocazione. La seconda convocazione è stabilita a
distanza di otto giorni dalla prima.

L'assemblea è valida in prima convocazione quando intervenga almeno
la metà degli iscritti, e in seconda convocazione qualunque sia il
numero degli intervenuti.

------------------------

(1/a) Comma così sostituito dall'art. 2, comma 4-quater, D.L. 14
marzo 2005, n. 35, nel testo integrato dalla relativa legge di
conversione n. 80/2005.

 

 

ART. 5 VOTAZIONI
Il presidente dell'Ordine, prima
dell'inizio delle operazioni di votazione, sceglie cinque scrutatori
fra gli elettori presenti. Il più anziano fra i cinque per iscrizione
esercita le funzioni di presidente del seggio. A parità di data di
iscrizione prevale l'anzianità di nascita.
Durante la votazione è sufficiente la presenza di tre componenti dell'ufficio elettorale.
Il segretario dell'Ordine esercita le funzioni di segretario di seggio.

ART. 6 SCRUTINIO E PROCLAMAZIONE DEGLI ELETTI
Il voto si
esprime per mezzo di schede contenenti un numero di nomi non superiore
a quello dei componenti del Consiglio dell'Ordine, per le rispettive
categorie. Non è ammesso il voto per delega.
Decorse otto ore
dall'inizio delle operazioni di voto, il presidente del seggio, dopo
aver ammesso a votare gli elettori che in quel momento si trovino nella
sala, dichiara chiusa la votazione: quindi procede pubblicamente con
gli scrutatori alle operazioni di scrutinio.
Compiuto lo scrutinio,
il presidente ne dichiara il risultato, e proclama eletti coloro che
hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.
Allorché non è
raggiunta la maggioranza assoluta dei voti da tutti o da alcuno dei
candidati si procede in un'assemblea successiva da convocarsi entro
otto giorni, a votazione di ballottaggio, tra i candidati che hanno
riportato il numero maggiore di voti, in numero doppio di quello dei
Consiglieri ancora da eleggere.
Dopo l'elezione, il presidente dell'assemblea comunica al Ministero di grazia e giustizia l'avvenuta proclamazione degli eletti.

ART. 7 DURATA IN CARICA DEL CONSIGLIO. SOSTITUZIONI
I componenti del Consiglio restano in carica tre anni e possono essere rieletti.
Nel
caso in cui uno dei componenti il Consiglio venisse a mancare, per
qualsiasi causa, lo sostituisce il primo dei non eletti del rispettivo
elenco.
I componenti così eletti rimangono in carica fino alla scadenza del Consiglio.

ART. 8 RECLAMO CONTRO LE OPERAZIONI ELETTORALI
Contro i
risultati delle elezioni, ciascun iscritto agli elenchi dell'Albo può
proporre reclamo al Consiglio nazionale dell'Ordine, entro dieci giorni
dalla proclamazione.
Quando il reclamo investa l'elezione di tutto
il Consiglio e sia accolto, il Consiglio nazionale provvede, fissando
un termine non superiore a trenta giorni e con le modalità che saranno
indicate nel Regolamento, a rinnovare l'elezione dichiarata nulla.

ART. 9 CARICHE DEL CONSIGLIO
Ciascun Consiglio elegge nel
proprio seno un presidente, un vicepresidente, un segretario ed un
tesoriere. Ove il presidente sia iscritto nell'elenco dei
professionisti, il vicepresidente deve essere scelto tra i pubblicisti,
e reciprocamente.

ART. 10 ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE
Il presidente ha la
rappresentanza dell'Ordine; convoca e presiede l'assemblea degli
iscritti, ed esercita le altre attribuzioni conferitegli dal presente
ordinamento.
Il vicepresidente sostituisce il presidente in caso di assenza o di impedimento.
Se
il presidente e il vicepresidente siano assenti o impediti, ne fa le
veci il membro più anziano per iscrizione nell'Albo, e, nel caso di
pari anzianità, il più anziano per età.

ART. 11 ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO
Il Consiglio esercita le seguenti attribuzioni:

a) cura l'osservanza della legge professionale e di tutte le altre disposizioni in materia;
b)
vigila per la tutela del titolo di giornalista, in qualunque sede,
anche giudiziaria, e svolge ogni attività diretta alla repressione
dell'esercizio abusivo della professione;
c) cura la tenuta dell'Albo, e provvede alle iscrizioni e cancellazioni;
d) adotta i provvedimenti disciplinari;
e)
provvede all'amministrazione dei beni di pertinenza dell'Ordine, e
compila annualmente il bilancio preventivo e il conto consuntivo da
sottoporre all'approvazione dell'assemblea;
f) vigila sulla condotta e sul decoro degli iscritti;
g) dispone la convocazione dell'assemblea;
h)
fissa, con l'osservanza del limite massimo previsto dall'articolo 20,
lettera g), le quote annuali dovute dagli iscritti e determina inoltre
i contributi per l'iscrizione nell'Albo e nel registro dei praticanti e
per il rilascio di certificati;
i) esercita le altre attribuzioni demandategli dalla legge.

ART. 12 COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Ogni Ordine ha un Collegio dei revisori dei conti costituito da tre componenti.
Esso controlla la gestione dei fondi e verifica i bilanci predisposti dal Consiglio riferendone all'assemblea.
L'assemblea
convocata per l'elezione del Consiglio elegge, con le modalità
stabilite dagli articoli 4, 5 e 6, il Collegio dei revisori dei conti,
scegliendone i componenti tra gli iscritti che non ricoprano o che non
abbiano ricoperto negli ultimi tre anni la carica di Consigliere.
I revisori dei conti durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

ART. 13 ASSEMBLEA PER L'APPROVAZIONE DEI CONTI
L'assemblea per l'approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo ha luogo nel mese di marzo di ogni anno.

ART. 14 ASSEMBLEA STRAORDINARIA
Il presidente, oltre che
nel caso di cui all'articolo precedente, convoca l'assemblea ogni volta
che lo deliberi il Consiglio di propria iniziativa o quando ne sia
fatta richiesta per iscritto, con l'indicazione degli argomenti da
trattare, da parte di almeno un quarto degli iscritti nell'Albo
dell'Ordine.
Tale convocazione deve essere fatta non oltre dieci giorni dalla deliberazione o dalla richiesta.

ART. 15 NORME COMUNI PER LE ASSEMBLE
Il presidente e il
segretario del Consiglio dell'Ordine assumono rispettivamente le
funzioni di presidente e di segretario dell'assemblea. In caso di
impedimento del presidente si applica il disposto dell'art. 10; in caso
di impedimento del segretario, l'assemblea provvede alla nomina di un
proprio segretario.
L'assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti dei presenti.
Per le assemblee previste dai due articoli precedenti si applica per quant'altro il disposto dell'art. 4.

 CAPO II
DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ORDINE

ART. 16 CONSIGLIO NAZIONALE; COMPOSIZIONE
E' istituito, con sede presso il Ministero di grazia e giustizia, il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.
Il
Consiglio nazionale è composto in ragione di due professionisti e un
pubblicista per ogni Ordine regionale o interregionale, iscritti nei
rispettivi elenchi.
Gli Ordini regionali o interregionali che hanno
più di 500 professionisti iscritti eleggono un altro Consigliere
nazionale appartenente alla medesima categoria ogni 500 professionisti
eccedenti tale numero o frazione di 500 superiore alla metà.
Conformemente,
gli Ordini regionali o interregionali che hanno più di 1.000
pubblicisti iscritti eleggono un altro Consigliere nazionale
appartenente alla medesima categoria ogni 1.000 pubblicisti eccedenti
tale numero o frazione di 1.000 superiore alla metà.
L'elezione avviene a norma degli art. 3 e seguenti, in quanto applicabili.
Le assemblee devono essere convocate almeno venti giorni prima della scadenza del Consiglio nazionale in carica.
Contro
i risultati delle elezioni ciascun iscritto può proporre reclamo al
Consiglio nazionale, nel termine di 10 giorni dalla proclamazione. In
caso di accoglimento del reclamo, il Consiglio nazionale stesso fissa
un termine, non superiore a 30 giorni, perché da parte dell'assemblea
regionale o interregionale interessata sia provveduto al rinnovo
dell'elezione dichiarata nulla.

ART. 17 DURATA IN CARICA DEL CONSIGLIO NAZIONALE - SOSTITUZIONI
I componenti del Consiglio nazionale dell'Ordine restano in carica tre anni, e possono essere rieletti.
Si applicano al Consiglio nazionale le norme di cui al secondo e terzo comma dell'art. 7.

ART. 18 INCOMPATIBILITÀ
Non si può far parte contemporaneamente di un Consiglio regionale o interregionale e del Consiglio nazionale.
Il
componente di un Consiglio regionale o interregionale che venga
nominato membro del Consiglio nazionale, si intende decaduto, ove non
rinunzi alla nuova elezione nel termine di dieci giorni dalla
proclamazione, dalla carica di componente del Consiglio regionale o
interregionale.

ART. 19 CARICHE
Il Consiglio nazionale dell'Ordine elegge nel proprio seno un presidente, un vicepresidente, un segretario ed un tesoriere.
Elegge
inoltre nel proprio seno un Comitato esecutivo, composto da sei
professionisti e tre pubblicisti; tra gli stessi sono compresi il
presidente, il vicepresidente, il segretario e il tesoriere.
Designa pure tre giornalisti perché esercitino le funzioni di revisore dei conti.
Il
presidente deve essere scelto tra gli iscritti nell'elenco dei
professionisti, il vicepresidente tra gli iscritti nell'elenco dei
pubblicisti, i revisori di conti tra gli iscritti che non ricoprano o
non abbiano ricoperto nell'ultimo triennio la carica di Consigliere
presso gli Ordini o presso il Consiglio nazionale.

ART. 20 ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO
Il Consiglio nazionale, oltre a quelle demandategli da altre norme, esercita le seguenti attribuzioni:

a) dà parere, quando ne sia richiesto, al Ministro per la
grazia e la giustizia, sui progetti di legge e di regolamento che
riguardano la professione di giornalista;
b) coordina e
promuove le attività culturali dei Consigli degli Ordini per favorire
le iniziative intese al miglioramento ed al perfezionamento
professionale;
c) dà parere sullo scioglimento dei Consigli regionali o interregionali ai sensi del successivo art. 24;
d)
decide, in via amministrativa, sui ricorsi avverso le deliberazioni dei
Consigli degli Ordini in materia di iscrizione e di cancellazione dagli
elenchi dell'Albo e dal registro, sui ricorsi in materia disciplinare e
su quelli relativi alle elezioni dei Consigli degli Ordini e dei
Collegi dei revisori;
e) redige il regolamento per la
trattazione dei ricorsi e degli affari di sua competenza, da approvarsi
dal Ministro per la grazia e la giustizia;
f) determina, con
deliberazione da approvarsi dal Ministro per la grazia e la giustizia,
la misura delle quote annuali dovute dagli iscritti per le spese del
suo funzionamento;
g) stabilisce, ogni biennio, con
deliberazione da approvarsi dal Ministro per la grazia e la giustizia,
il limite massimo delle quote annuali dovute ai Consigli regionali o
interregionali dai rispettivi iscritti.

ART. 21 ATTRIBUZIONI AL COMITATO ESECUTIVO
Il Comitato
esecutivo provvede all'attuazione delle delibere del Consiglio e
collabora con il presidente nella gestione ordinaria dell'Ordine.
Adotta, altresì, in caso di assoluta urgenza, le delibere di competenza
del Consiglio stesso escluse quelle previste nelle lettere a), d) ed e)
dell'art. 20, con obbligo di sottoporle a ratifica nella prima
riunione, da convocarsi in ogni caso non oltre un mese.

ART. 22 ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE
Il presidente del
Consiglio nazionale convoca e presiede le riunioni del Consiglio e del
Comitato esecutivo, dà disposizioni per il regolare funzionamento del
Consiglio e del Comitato esecutivo stesso ed esercita tutte le
attribuzioni demandategli dal presente ordinamento e da altre norme.
In caso di sua assenza o impedimento, si applicano le disposizioni dell'art. 10, secondo e terzo comma.

CAPO III
DISPOSIZIONI COMUNI

ART. 23 RIUNIONI DEI CONSIGLI E DEL COMITATO ESECUTIVO
Per
la validità delle sedute di un Consiglio regionale o interregionale o
del Consiglio nazionale dell'Ordine, occorre la presenza della
maggioranza dei componenti. Nelle votazioni, in caso di parità, prevale
il voto del presidente.
Fino all'insediamento del nuovo Consiglio dell'Ordine, rimane in carica il Consiglio uscente.
Le stesse norme si applicano al Comitato esecutivo.

ART. 24 ATTRIBUZIONI DEL MINISTRO PER LA GRAZIA E LA GIUSTIZIA
Il Ministro di grazia e giustizia esercita l'alta vigilanza sui Consigli dell'Ordine.
Egli
può, con decreto motivato, sentito il parere del Consiglio nazionale,
sciogliere un Consiglio regionale o interregionale, che non sia in
grado di funzionare regolarmente; quando sia trascorso il termine di
legge senza che si sia provveduto all'elezione del nuovo Consiglio o
quando il Consiglio, richiamato all'osservanza degli obblighi ad esso
imposti, persista nel violarli.
Con lo stesso decreto il Ministro
nomina, scegliendo fra i giornalisti professionisti, un commissario
straordinario, al quale sono affidate le funzioni fino all'elezione del
nuovo Consiglio, che deve avere luogo entro novanta giorni dal decreto
di scioglimento.

ART. 25 INELEGGIBILITÀ
Non sono eleggibili alle cariche di
cui agli articoli 9 e 19 i pubblicisti iscritti anche ad altri Albi
professionali o che siano funzionari dello Stato.

TITOLO II
DELL'ALBO PROFESSIONALE

CAPO I
DELL'ISCRIZIONE NEGLI ELENCHI

ART. 26 ALBO: ISTITUZIONE
Presso ogni Consiglio
dell'Ordine regionale o interregionale è istituito l'Albo dei
giornalisti che hanno la loro residenza nel territorio compreso nella
circoscrizione del Consiglio.
L'Albo è ripartito in due elenchi, l'uno dei professionisti l'altro dei pubblicisti.
I giornalisti che abbiano la loro abituale residenza fuori dal territorio della Repubblica sono iscritti nell'Albo di Roma.

ART. 27 ALBO: CONTENUTO
L'Albo deve contenere il cognome,
il nome, la data di nascita, la residenza e l'indirizzo degli iscritti,
nonché la data di iscrizione e il titolo in base al quale è avvenuta.
L'Albo è compilato secondo l'ordine di anzianità di iscrizione e porta
un indice alfabetico che ripete il numero d'ordine di iscrizione.
L'anzianità è determinata dalla data di iscrizione nell'Albo.
A ciascun iscritto nell'Albo è rilasciata la tessera.

ART. 28 ELENCHI SPECIALI
All'Albo dei giornalisti sono
annessi gli elenchi dei giornalisti di nazionalità straniera e di
coloro che, pur non esercitando l'attività di giornalista, assumano la
qualifica di direttore responsabile di periodici o riviste a carattere
tecnico, professionale o scientifico, esclusi quelli sportivi e
cinematografici.
Quando si controverta sulla natura della
pubblicazione, decide irrevocabilmente, su ricorso dell'interessato, il
Consiglio nazionale dell'Ordine.

ART. 29 ISCRIZIONE NELL'ELENCO DEI PROFESSIONISTI
Per
l'iscrizione nell'elenco dei professionisti sono richiesti: l'età non
inferiore agli anni 21, l'iscrizione nel registro dei praticanti,
l'esercizio continuativo della pratica giornalistica per almeno 18
mesi, il possesso dei requisiti di cui all'art. 31, e l'esito
favorevole della prova di idoneità professionale di cui all'art. 32.
L'iscrizione
è deliberata dal competente Consiglio regionale o interregionale entro
sessanta giorni dalla presentazione della domanda. Decorso tale termine
inutilmente il richiedente può ricorrere entro 30 giorni al Consiglio
nazionale che decide sulla domanda di iscrizione.

ART. 30 RIGETTO DELLA DOMANDA
Il provvedimento di rigetto
della domanda di iscrizione all'Albo o al registro dei praticanti deve
essere motivato e deve essere notificato all'interessato, a mezzo di
ufficiale giudiziario, nel termine di 15 giorni dalla deliberazione.

ART. 31 MODALITÀ DI ISCRIZIONE NELL'ELENCO DEI PROFESSIONISTI
La domanda di iscrizione deve essere corredata dai seguenti documenti :

1) estratto dell'atto di nascita;
2) certificato di residenza;
3) dichiarazione di cui all'art. 34;
4)
attestazione di versamento della tassa di concessione governativa,
nella misura prevista dalle disposizioni vigenti per le iscrizioni
negli Albi professionali.

Per l'accertamento dei requisiti della cittadinanza, della buona
condotta e dell'assenza di precedenti penali del richiedente si
provvede d'ufficio da parte del Consiglio dell'Ordine.
Non possono
essere iscritti nell'Albo coloro che abbiano riportato condanna penale
che importi interdizione dai pubblici uffici, per tutta la durata
dell'interdizione, salvo che sia intervenuta riabilitazione.
Nel
caso di condanna che non importi interdizione dai pubblici uffici, o se
questa è cessata, il Consiglio dell'Ordine può concedere l'iscrizione
solo se, vagliate tutte le circostanze e specialmente la condotta del
richiedente successivamente alla condanna, ritenga che il medesimo sia
meritevole dell'iscrizione.

ART. 32 PROVA DI IDONEITÀ PROFESSIONALE
L'accertamento
della idoneità professionale, di cui al precedente art. 29, consiste in
una prova scritta e orale di tecnica e pratica del giornalismo,
integrata dalla conoscenza delle norme giuridiche che hanno attinenza
con la materia del giornalismo.
L'esame dovrà sostenersi in Roma,
innanzi ad una Commissione composta di sette membri, di cui cinque
dovranno essere nominati dal Consiglio nazionale dell'Ordine fra i
giornalisti professionisti iscritti da non meno di 10 anni. Gli altri 2
membri saranno nominati dal presidente della Corte di Appello di Roma,
scelti l'uno tra i magistrati di tribunale e l'altro tra i magistrati
di appello; quest'ultimo assumerà le funzioni di presidente della
Commissione di esame.
Le modalità di svolgimento dell'esame, da effettuarsi in almeno due sessioni annuali, saranno determinate dal Regolamento.

ART. 33 REGISTRO DEI PRATICANTI
Nel registro dei
praticanti possono essere iscritti coloro che intendano avviarsi alla
professione giornalistica e che abbiano compiuto almeno 18 anni di età.
La
domanda per l'iscrizione deve essere corredata dai documenti di cui ai
numeri 1), 2) e 4) dell'art. 31. Deve essere altresì corredata dalla
dichiarazione del direttore comprovante l'effettivo inizio della
pratica di cui all'art. 34.
Si applica il disposto del comma secondo dell'art. 31.
Per
l'iscrizione nel registro dei praticanti è necessario altresì avere
superato un esame di cultura generale, diretto ad accertare
l'attitudine all'esercizio della professione.
Tale esame dovrà
svolgersi di fronte ad una Commissione composta da 5 membri, di cui 4
da nominarsi da ciascun Consiglio regionale o interregionale, e scelti
fra i giornalisti professionisti con almeno 10 anni di iscrizione. Il
quinto membro, che assumerà le funzioni di presidente della
Commissione, sarà scelto tra gli insegnanti di ruolo di scuola media
superiore e nominato dal provveditore agli studi del luogo ove ha sede
il Consiglio regionale o interregionale.
Le modalità di svolgimento dell'esame saranno determinate dal Regolamento.
Non
sono tenuti a sostenere la prova di esame, di cui sopra, i praticanti
in possesso di titolo di studio non inferiore alla licenza di scuola
media superiore.

ART. 34 PRATICA GIORNALISTICA
La pratica giornalistica
deve svolgersi presso un quotidiano, o presso il servizio giornalistico
della radio o della televisione, o presso un'agenzia quotidiana di
stampa a diffusione nazionale e con almeno 4 giornalisti professionisti
redattori ordinari, o presso un periodico a diffusione nazionale e con
almeno 6 giornalisti professionisti redattori ordinari.
Dopo 18
mesi, a richiesta del praticante, il direttore responsabile della
pubblicazione gli rilascia una dichiarazione motivata sull'attività
giornalistica svolta, per i fini di cui al comma primo, n. 3), del
precedente art. 31.
Il praticante non può rimanere iscritto per più di tre anni nel registro.

ART. 35. MODALITÀ D'ISCRIZIONE NELL'ELENCO DEI PUBBLICISTI
Per
l'iscrizione all'elenco dei pubblicisti la domanda deve essere
corredata oltre che dai documenti di cui ai numeri 1), 2) e 4) del
primo comma dell'art. 31, anche dai giornali e periodici contenenti
scritti a firma del richiedente, e da certificati dei direttori delle
pubblicazioni, che comprovino l'attività pubblicistica regolarmente
retribuita da almeno due anni.
Si applica il disposto del secondo comma dell'art. 31.

ART. 36 GIORNALISTI STRANIERI
I giornalisti stranieri
residenti in Italia possono ottenere l'iscrizione nell'elenco speciale
di cui all'art. 28, se abbiano compiuto i 21 anni e sempre che lo Stato
di cui sono cittadini pratichi il trattamento di reciprocità. Tale
condizione non è richiesta nei confronti del giornalista straniero che
abbia ottenuto il riconoscimento del diritto di asilo politico (1/b).
La
domanda di iscrizione deve essere corredata dai documenti di cui ai
numeri 1), 2) e 4) dell'art. 31 oltre che da un'attestazione del
Ministero degli affari esteri che provi che il richiedente è cittadino
di uno Stato con il quale esiste trattamento di reciprocità.
Si applica il disposto del secondo comma dell'art. 31.

(1/b) Comma così modificato dall'art. 1 L. 10 giugno 1969, n. 308 (Gazz. Uff. 26 giugno 1969 n. 159

CAPO II
DEI TRASFERIMENTI E DELLA CANCELLAZIONE DALL'ALBO

ART. 37 TRASFERIMENTI
Nessuno può essere iscritto
contemporaneamente in più di un Albo. In caso di cambiamento di
residenza, il giornalista deve chiedere il trasferimento nell'Albo del
luogo della nuova residenza; trascorsi tre mesi dal cambiamento senza
che ne sia fatta richiesta, il Consiglio dell'Ordine procede di ufficio
alla cancellazione dall'Albo del giornalista che si è trasferito in
altra sede ed alla comunicazione di tale cancellazione al Consiglio
nella cui giurisdizione è compreso il luogo della nuova residenza, che
provvederà ad iscrivere il giornalista nel proprio Albo.

ART. 38 CANCELLAZIONE DALL'ALBO
Il Consiglio dell'Ordine
delibera di ufficio la cancellazione dall'Albo in caso di perdita del
godimento dei diritti civili, da qualunque titolo derivata, o di
perdita della cittadinanza italiana.
In questo secondo caso,
tuttavia, il giornalista è iscritto nell'elenco speciale per gli
stranieri, qualora concorrano le condizioni previste dall'art. 36, e ne
faccia domanda.

ART. 39 CONDANNA PENALE
Debbono essere cancellati
dall'Albo coloro che abbiano riportato condanne penali che importino
interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Nel caso di condanna che
importi l'interdizione temporanea dai pubblici uffici, l'iscritto è
sospeso di diritto durante il periodo di interdizione. Ove sia emesso
ordine o mandato di cattura, gli effetti dell'iscrizione sono sospesi
di diritto fino alla revoca del mandato o dell'ordine.
Nel caso di
condanna penale che non importi la pena accessoria di cui ai commi
precedenti, il Consiglio dell'Ordine inizia procedimento disciplinare
ove ricorrano le condizioni previste dal primo comma dell'art. 48.

ART. 40 CESSAZIONE DELL'ATTIVITÀ PROFESSIONALE
Il
giornalista è cancellato dall'elenco dei professionisti, quando risulti
che sia venuto a mancare il requisito dell'esclusività professionale.
In
tal caso il professionista può essere trasferito nell'elenco dei
pubblicisti, ove ricorrano le condizioni di cui all'art. 35, e ne
faccia domanda.

ART. 41 INATTIVITÀ
È disposta la cancellazione dagli
elenchi dei professionisti o dei pubblicisti dopo due anni di
inattività professionale. Tale termine è elevato a tre anni per il
giornalista che abbia almeno dieci anni di iscrizione.
Nel calcolo
dei termini suindicati non si tiene conto del periodo di inattività
dovuta all'assunzione di cariche o di funzioni amministrative,
politiche o scientifiche; o all'espletamento degli obblighi militari.
Non
si fa luogo alla cancellazione per inattività professionale del
giornalista che abbia almeno quindici anni di iscrizione all'Albo,
salvo i casi di iscrizione in altro Albo o di svolgimento di altra
attività continuativa e lucrativa.

ART. 42 REISCRIZIONE
Il giornalista cancellato dall'Albo
può, a sua richiesta, essere riammesso quando sono cessate le ragioni
che hanno determinato la cancellazione.
Se la cancellazione è
avvenuta a seguito di condanna penale, ai sensi dell'art. 39, primo
comma, la domanda di nuova iscrizione può essere proposta quando si è
ottenuta la riabilitazione.

ART. 43 NOTIFICAZIONE DELLE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO.
Le
deliberazioni del Consiglio regionale di cancellazione dall'Albo, o di
diniego di nuova iscrizione ai sensi dell'articolo precedente, devono
essere motivate e notificate all'interessato nei modi e nei termini di
cui all 'art. 30.

ART. 44 COMUNICAZIONI
Una copia dell'Albo deve essere
depositata ogni anno, entro il mese di gennaio, a cura dei Consigli
regionali o interregionali, presso la Cancelleria della Corte d'Appello
del capoluogo della regione dove ha sede il Consiglio, presso la
Segreteria del Consiglio nazionale dell'Ordine e presso il Ministero di
grazia e giustizia.
Di ogni nuova iscrizione o cancellazione dovrà
essere data comunicazione entro due mesi al Ministro per la grazia e la
giustizia, alla Cancelleria della Corte d'Appello, al procuratore
generale della stessa Corte d'Appello ed al Consiglio nazionale.


 CAPO III
DELL'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GIORNALISTA

ART. 45 ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE
Nessuno può assumere
il titolo né esercitare la professione di giornalista, se non è
iscritto nell'albo professionale. La violazione di tale disposizione è
punita a norma degli artt. 348 e 498 del cod. pen., ove il fatto non
costituisca un reato più grave (1/c).


(1/c) La Corte costituzionale, con sentenza 21-23 marzo 1968,
n. 11 (Gazz. Uff. 30 marzo 1968, n. 84) ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale del presente articolo, limitatamente alla sua
applicabilità allo straniero al quale sia impedito nel paese di
appartenenza l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite
dalla Costituzione italiana.

ART. 46 DIREZIONE DEI GIORNALI
Il direttore ed il
vicedirettore responsabile di un giornale quotidiano o di un periodico
o agenzia di stampa, di cui al primo comma dell'art. 34 devono essere
iscritti nell'elenco dei giornalisti professionisti salvo quanto
stabilito nel successivo art. 47 (1/d).
Per le altre pubblicazioni
periodiche ed agenzie di stampa, il direttore ed il vicedirettore
responsabile possono essere iscritti nell'elenco dei professionisti
oppure in quello dei pubblicisti, salvo la disposizione dell'art. 28
per le riviste a carattere tecnico, professionale o scientifico.

(1/d) La Corte costituzionale, con sentenza 2-10 luglio 1968 n. 98 (Gazz. Uff. 13 luglio 1968, n. 177) ha così statuito:
«1)
Dichiara la illegittimità costituzionale del primo comma dell'art. 46
della legge 3 febbraio 1963, n. 69, sull'ordinamento della professione
di giornalista, limitatamente alla parte in cui esclude che il
direttore ed il vicedirettore responsabile di un giornale quotidiano o
di un periodico o agenzia di stampa di cui al primo comma dell'art. 34
possa essere iscritto nell'elenco dei pubblicisti;
2) in
applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, dichiara la
illegittimità costituzionale dell'art. 47, comma terzo, della citata
legge, nella parte in cui, nell'ipotesi prevista dal primo comma,
esclude che possa essere nominato vicedirettore del quotidiano un
giornalista iscritto nell'elenco dei pubblicisti ed esclude che possa
essere nominato vicedirettore del periodico un giornalista iscritto
nell'elenco dei professionisti».

ART. 47 DIREZIONE AFFIDATA A PERSONE NON ISCRITTE ALL'ALBO
La
direzione di un giornale quotidiano o di altra pubblicazione periodica,
che siano organi di partiti o movimenti politici o di organizzazioni
sindacali, può essere affidata a persona non iscritta all'albo dei
giornalisti.
Nei casi previsti dal precedente comma, i requisiti
richiesti per la registrazione o l'annotazione di mutamento ai sensi
della legge sulla stampa sono titolo per la iscrizione provvisoria del
direttore nell'elenco dei professionisti, se trattasi di quotidiani, o
nell'elenco dei pubblicisti se trattasi di altra pubblicazione
periodica.
Le disposizioni di cui ai precedenti commi sono
subordinate alla contemporanea nomina a vicedirettore del quotidiano di
un giornalista professionista, al quale restano affidate le
attribuzioni di cui agli artt. 31, 34 e 35 della presente legge; ed
alla contemporanea nomina a iscritto nell'elenco dei pubblicisti, al
quale restano affidate le attribuzioni di cui all'art. 35 della
presente legge (1/d).
Resta ferma la responsabilità stabilita dalle
leggi civili e penali, per il direttore non professionista, iscritto a
titolo provvisorio nell'albo.


(1/d) La Corte costituzionale, con sentenza 2-10 luglio 1968,
n. 98 (Gazz. Uff. 13 luglio 1968, n. 177) ha così statuito: «1)
Dichiara la illegittimità costituzionale del primo comma dell'art. 46
della legge 3 febbraio 1963 n. 69, sull'ordinamento della professione
di giornalista, limitatamente alla parte in cui esclude che il
direttore ed il vicedirettore responsabile di un giornale quotidiano o
di un periodico o agenzia di stampa di cui al primo comma dell'art. 34
possa essere iscritto nell'elenco dei pubblicisti;
2) in
applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, dichiara la
illegittimità costituzionale dell'art. 47, comma terzo, della citata
legge, nella parte in cui, nell'ipotesi prevista dal primo comma,
esclude che possa essere nominato vicedirettore del quotidiano un
giornalista iscrittonell'elenco dei pubblicisti ed esclude che possa
essere nominato vicedirettore del periodico un giornalista iscritto
nell'elenco dei professionisti».

TITOLO III
DELLA DISCIPLINA DEGLI ISCRITTI

ART. 48 PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
Gli iscritti nell'Albo,
negli elenchi o nel registro che si rendano colpevoli di fatti non
conformi al decoro e alla dignità professionale, o di fatti che
compromettano la propria reputazione o la dignità dell'Ordine, sono
sottoposti a procedimento disciplinare.
Il procedimento disciplinare
è iniziato d'ufficio dal Consiglio regionale o interregionale, o anche
su richiesta del procuratore generale competente ai sensi dell'art. 44.

ART. 49 COMPETENZA
La competenza per il giudizio disciplinare appartiene al Consiglio dell'Ordine presso il quale è iscritto l'incolpato.
Se
l'incolpato è membro di tale Consiglio il procedimento disciplinare è
rimesso al Consiglio dell'Ordine designato dal Consiglio nazionale.

ART. 50 ASTENSIONE O RICUSAZIONE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE
L'astensione
e la ricusazione dei componenti del Consiglio sono regolate dagli artt.
51 e 52 del codice di procedura civile, in quanto applicabili.
Sull'astensione, quando è necessaria l'autorizzazione, e sulla ricusazione decide lo stesso Consiglio.
Se,
a seguito di astensioni e ricusazioni viene a mancare il numero legale,
il presidente del Consiglio rimette gli atti al Consiglio dell'Ordine
designato dal Consiglio nazionale.
Il Consiglio competente a termini
del comma precedente, se autorizza l'astensione o riconosce legittima
la ricusazione, si sostituisce al Consiglio dell'Ordine cui
appartengono i componenti che hanno chiesto di astenersi o che sono
stati ricusati; altrimenti restituisce gli atti per la prosecuzione del
procedimento.

ART. 51 SANZIONI DISCIPLINARI
Le sanzioni disciplinari sono pronunciate con decisione motivata dal Consiglio, previa audizione dell'incolpato.
Esse sono:

a) l'avvertimento;
b) la censura;
c) la sospensione dall'esercizio della professione per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore ad un anno;
d) la radiazione dall'Albo.

ART. 52 AVVERTIMENTO
L'avvertimento da infliggere nei
casi di abusi o mancanza di lieve entità, consiste nel rilievo della
mancanza commessa e nel richiamo del giornalista all'osservanza dei
suoi doveri.
Esso, quando non sia conseguente ad un giudizio disciplinare, è disposto dal presidente del Consiglio dell'Ordine.
L'avvertimento è rivolto oralmente dal presidente e se ne redige verbale sottoscritto anche dal segretario.
Entro
i trenta giorni successivi, il giornalista al quale è stato rivolto
l'avvertimento può chiedere di essere sottoposto a procedimento
disciplinare.

ART. 53 CENSURA
La censura, da infliggersi nei casi di
abusi o mancanze di grave entità, consiste nel biasimo formale per la
trasgressione accertata.

ART. 54 SOSPENSIONE
La sospensione dall'esercizio
professionale può essere inflitta nei casi in cui l'iscritto con la sua
condotta abbia compromesso la dignità professionale.

ART. 55 RADIAZIONE
La radiazione può essere disposta nel
caso in cui l'iscritto con la sua condotta abbia gravemente compromesso
la dignità professionale fino a rendere incompatibile con la dignità
stessa la sua permanenza nell'Albo, negli elenchi o nel registro.

ART. 56 PROCEDIMENTO
Nessuna sanzione disciplinare può essere inflitta senza che l'incolpato sia stato invitato a comparire davanti al Consiglio.
Il
Consiglio, assunte sommarie informazioni, contesta all'incolpato a
mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno i fatti che gli
vengono addebitati e le eventuali prove raccolte, e gli assegna un
termine non minore di trenta giorni per essere sentito nelle sue
discolpe. L'incolpato ha facoltà di presentare documenti e memorie
difensive (1/cost).


(1/cost) La Corte costituzionale, con sentenza 11-14 dicembre
1995, n. 505 (Gazz. Uff. 20 dicembre 1995, n. 52, Serie speciale), ha
dichiarato non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione
di legittimità costituzionale dell'art. 56, secondo comma, sollevata in
riferimento agli artt. 3, primo comma, e 24, secondo comma, della
Costituzione. Questa la massima: “Non è fondata, nei sensi di cui in
motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 56
comma 2 legge 3 febbraio 1963 n. 69, sull'ordinamento della professione
di giornalista, proposta, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., sotto
il profilo che la norma non consentirebbe al giornalista incolpato di
partecipare alla fase istruttoria del procedimento disciplinare a suo
carico: la norma infatti può essere interpretata nel senso che, quando
in istruttoria si proceda all'accertamento dei fatti attraverso la
raccolta di prove, l'incolpata abbia la possibilità di visione dei
verbali e di utilizzo di ogni strumento di difesa con memorie
illustrative, presentazione di nuovi documenti e deduzione di altre
prove, compresa la richiesta di risentire testimoni su fatti e
circostanze rilevanti ed attinenti alle contestazioni“

ART. 57 PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI: NOTIFICAZIONE
I provvedimenti disciplinari sono adottati a votazione segreta.
Essi
devono essere motivati, e sono notificati all'interessato ed al
pubblico ministero a mezzo di ufficiale giudiziario entro trenta giorni
dalla deliberazione.

ART. 58 PRESCRIZIONE
L'azione disciplinare si prescrive entro cinque anni dal fatto.
Nel
caso che per il fatto sia stato promosso procedimento penale, il
termine suddetto decorre dal giorno in cui è divenuta irrevocabile la
sentenza di condanna o di proscioglimento.
La prescrizione è
interrotta dalla notificazione degli addebiti all'interessato, da
eseguirsi nei modi di cui all'articolo precedente, nonché dalle
discolpe presentate per iscritto dall'incolpato.
La prescrizione
interrotta ricomincia a decorrere dal giorno dell'interruzione; se più
sono gli atti interruttivi la prescrizione decorre dall'ultimo di essi,
ma in nessun caso il termine stabilito nel primo comma può essere
prolungato oltre la metà.
L'interruzione della prescrizione ha
effetto nei confronti di tutti coloro che abbiano concorso nel fatto
che ha dato luogo al procedimento disciplinare.

ART. 59 REISCRIZIONE DEI RADIATI
Il giornalista radiato
dall'Albo, dagli elenchi o dal registro a seguito di provvedimento
disciplinare può chiedere di essere riammesso, trascorsi cinque anni
dal giorno della radiazione.
Il Consiglio regionale o interregionale
competente delibera sulla domanda; la deliberazione è notificata nei
modi e nei termini di cui all'art. 57.


 TITOLO IV
DEI RECLAMI CONTRO LE DELIBERAZIONI DEGLI ORGANI PROFESSIONALI

ART. 60 RICORSO AL CONSIGLIO NAZIONALE
Le deliberazioni
del Consiglio dell'Ordine relative all'iscrizione o cancellazione
dall'Albo, dagli elenchi o dal registro e quelle pronunciate in materia
disciplinare possono essere impugnate dall'interessato e dal pubblico
ministero competente con ricorso al Consiglio nazionale dell'Ordine nel
termine di trenta giorni.
Il termine decorre per l'interessato dal
giorno in cui gli è notificato il provvedimento e per il pubblico
ministero dal giorno della notificazione per i provvedimenti in materia
disciplinare e dal giorno della comunicazione eseguita ai sensi
dell'art. 44 per i provvedimenti relativi alle iscrizioni o
cancellazioni.
I ricorsi al Consiglio nazionale in materia elettorale, di cui agli artt. 8, e 16, non hanno effetto sospensivo.

ART. 61 PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
Prima della
deliberazione sui ricorsi in materia disciplinare, il Consiglio
nazionale deve in ogni caso sentire il pubblico ministero. Questi
presenta per iscritto le sue conclusioni, che vengono comunicate
all'incolpato nei modi e con il termine di cui all'art. 56. Si
applicano per il resto le disposizioni di cui agli artt. 56 e 57, primo
comma.

ART. 62 DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE
Le
deliberazioni del Consiglio nazionale dell'Ordine, pronunziate sui
ricorsi in materia di iscrizione nell'Albo, negli elenchi o nel
registro e di cancellazione, nonché in materia disciplinare ed
elettorale, devono essere motivate e sono notificate, a mezzo di
ufficiale giudiziario, entro trenta giorni agli interessati, al
Consiglio dell'Ordine che ha emesso la deliberazione, nonché al
procuratore generale presso lo Corte di Appello nel cui distretto ha
sede il Consiglio.

ART. 63 AZIONE GIUDIZIARIA
Le deliberazioni indicate
nell'articolo precedente possono essere impugnate, nel termine di 30
giorni dalla notifica, innanzi al Tribunale del capoluogo del distretto
in cui ha sede il Consiglio regionale o interregionale presso cui il
giornalista è iscritto od ove l'elezione contestata si è svolta.
Avverso
la sentenza del Tribunale è dato ricorso alla Corte di appello
competente per il territorio, nel termine di 30 giorni dalla notifica.
Sia
presso il Tribunale sia presso la Corte di appello il Collegio è
integrato da un giornalista e da un pubblicista nominati in numero
doppio, ogni quadriennio, all'inizio dell'anno giudiziario dal
presidente della Corte di appello su designazione del Consiglio
nazionale dell'Ordine. Il giornalista professionista ed il pubblicista,
alla scadenza dell'incarico, non possono essere nuovamente nominati
(1/e)
Possono proporre il reclamo all'Autorità giudiziaria sia
l'interessato sia il procuratore della Repubblica e il procuratore
generale competenti per territorio.


(1/e) Dopo la dichiarazione di incostituzionalità
dell'originario terzo comma, effettuato con la sentenza 21-23 marzo
1968, n. 11 (Gazz. Uff. 30 marzo 1968, n. 84), detto comma è stato così
sostituito dall'art. 2, L. 10 giugno 1969, n. 308 (Gazz. Uff. 26 giugno
1969, n. 159).

ART. 64 PROCEDIMENTO
Il Tribunale e la Corte d'appello
provvedono, in camera di Consiglio, con sentenza, sentiti il pubblico
ministero e gli interessati.
La sentenza può annullare, revocare o modificare la deliberazione impugnata.
Le sentenze sono notificate a cura della cancelleria al pubblico ministero e alle parti.

ART. 65 RICORSO PER CASSAZIONE
Avverso le sentenze della
Corte di appello è ammesso ricorso alla Corte di cassazione, da parte
del procuratore generale e degli interessasti, nel termine di 60 giorni
dalla notifica ed ai sensi dell'art. 360 del Codice di procedura
civile.

 TITOLO V
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

ART. 66 COSTITUZIONE DEI PRIMI CONSIGLI
Entro 60 giorni
dalla pubblicazione del Regolamento, di cui all'art. 73, si dovrà
procedere all'elezione dei Consigli regionali o interregionali e del
Consiglio nazionale.
A tale scopo la Commissione unica per la tenuta
degli Albi professionali dei giornalisti e la disciplina degli
iscritti, istituita dall'art.1 del decreto legislativo luogotenenziale
23 ottobre 1944, n. 302, attualmente in carica, provvede alla
convocazione dell'assemblea dei giornalisti iscritti, e residenti in
ciascuna regione o gruppo di regioni.
Il presidente della Corte di
appello competente ai sensi dell'art. 44 provvede, entro cinque giorni
dalla convocazione, a nominare il presidente dell'assemblea,
scegliendolo fra i giornalisti professionisti con almeno 10 anni di
iscrizione all 'Albo.
Il presidente dell'assemblea, entro 8 giorni
dalla proclamazione, comunica alla Commissione unica i nominativi degli
eletti a componenti del Consiglio nazionale.
Il Consiglio regionale
o interregionale sarà convocato la prima volta, ai fini della sua
costituzione e dell'elezione delle cariche, a cura del Consigliere che
ha riportato maggior numero di voti e, in caso di parità, dal più
anziano d'età. La convocazione stessa dovrà aver luogo non oltre i 15
giorni dalla proclamazione. Il Consiglio nazionale sarà convocato allo
stesso scopo dalla Commissione unica, entro 15 giorni dalla ricezione
delle comunicazioni di cui al comma precedente.
Le spese per le
convocazioni, previste ai commi precedenti, faranno carico ai Consigli
regionali o interregionali cui si riferiscono.

ART. 67 COMMISSIONE UNICA - DEVOLUZIONE
Fino
all'insediamento del primo Consiglio nazionale le funzioni ad esso
attribuite dalla presente legge saranno espletate dalla Commissione
unica.
Nel periodo intercorrente fra l'entrata in vigore della
presente legge e la assunzione delle funzioni da parte dei singoli
Consigli regionali o interregionali la Commissione unica non potrà
procedere a nuove iscrizioni, salva l'applicazione del disposto
dell'articolo 28.
Fermo restando il disposto del primo comma del
presente articolo, regione per regione o per gruppo di regioni le
funzioni espletate dalla Commissione unica a'sensi dell'articolo 1 del
decreto legislativo luogotenenziale 23 ottobre 1944, n. 302, cessano al
momento dell'insediamento del Consiglio regionale o interregionale, il
quale, a tal fine, darà notizia della propria costituzione alla
Commissione medesima. Questa, avuta tale notizia, rimetterà a ciascun
Consiglio tutte le istanze ad essa presentate per le funzioni previste
dal citato decreto, sulle quali non abbia provveduto. La Commissione
unica procede alla iscrizione nell'elenco dei professionisti di quei
praticanti che abbiano compiuto diciotto mesi di tirocinio tra
l'entrata in vigore della presente legge e l'entrata in vigore del
regolamento di cui all'articolo 73 (2).
A ciascun Consiglio
regionale o interregionale, all'atto del proprio insediamento, debbono
essere consegnati i fascicoli personali degli iscritti, di cui al
successivo articolo 71.
Insediatosi il primo Consiglio nazionale, la
Commissione unica cessa dalle proprie funzioni e trasmette al Consiglio
medesimo l'attività patrimoniale e l'archivio.


(2) L'ultimo periodo del secondo capoverso è stato aggiunto dall'art. 1, L. 20 ottobre 1964, n. 1039.

ART. 68 RICORSI
Contro le deliberazioni della Commissione
unica in materia disciplinare e di tenuta dell'Albo dei giornalisti, è
ammesso il ricorso al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti,
entro il termine di trenta giorni dalla prima elezione di detto
Consiglio se, alla data predetta, non è ancora decorso il termine di
cui al precedente art. 60.

ART. 69 TERMINI DI DECADENZA
Il termine di decadenza
previsto dall'art. 63, per proporre la domanda innanzi all'Autorità
giudiziaria, comincia a decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, se a tale data sia stata già notificata la
deliberazione della Commissione unica.

ART. 70 AZIONE GIUDIZIARIA
Spetta alla Corte d'Appello di
Roma conoscere dei reclami avverso le deliberazioni del Consiglio
nazionale dell'Ordine dei giornalisti, emesse ai sensi dell'art. 68, e
avverso le deliberazioni della Commissione unica per la tutela degli
Albi professionali dei giornalisti e la disciplina degli iscritti.
Anche ai giudizi di cui al comma precedente si applicano, per quanto in esso non previsto, le disposizioni degli art. 64 e 65.

ART. 71 ANZIANITÀ
I giornalisti iscritti negli Albi dei
professionisti e negli elenchi dei pubblicisti vi rimangono iscritti
conservando l'anzianità di cui godono in base al regio decreto 26
febbraio 1928, n. 384, alla data dell'entrata in vigore della presente
legge.
Le persone iscritte in base al regio decreto predetto negli
attuali registri dei praticanti, o negli elenchi speciali e per
stranieri alla data di entrata in vigore della presente legge vengono
trasferite, con la rispettiva anzianità, negli elenchi previsti
dall'art. 28.
Coloro che abbiano presentato domanda di iscrizione
nell'Albo anteriormente al 30 novembre 1962 possono essere iscritti dal
Consiglio nazionale anche in base ai requisiti previsti dalle leggi
precedenti.

ART. 72 PERSONALE DEGLI ORDINI E DEL CONSIGLIO NAZIONALE
Per
la disciplina giuridica ed economica del personale degli Ordini e del
Consiglio nazionale si osservano le disposizioni contenute nell'art. 11
del decreto legislativo luogotenenziale 5 agosto 1947, n. 778,
ratificato dalla legge 20 ottobre 1951, n. 1349.
Il personale
dipendente dalla Commissione unica, in servizio all'atto della
cessazione d'attività della stessa, sarà assunto dal Consiglio
nazionale, con l'osservanza delle disposizioni di cui al comma
precedente.

ART. 73 NORME REGOLAMENTARI
Il Governo provvederà
all'emanazione delle norme regolamentari entro il termine di 90 giorni
dalla pubblicazione della presente legge.
In sede di regolamento e
in applicazione dell'art. 1 della presente legge, non potrà farsi luogo
all'istituzione di circoscrizioni regionali o interregionali cui non
appartengano almeno 40 giornalisti di cui non meno di 20
professionisti.

ART. 74 ABROGAZIONE
Sono abrogati il regio decreto 26
febbraio 1928 n. 384, il decreto legislativo luogotenenziale 23 ottobre
1944, n. 302, e ogni altra disposizione incompatibile con la presente
legge.

ART. 75 ENTRATA IN VIGORE
La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

---------------------------------------------

Normativa (abrogata)  sulla professione giornalistica 

Appendice 1: Nasce, ma solo sulla carta, l’Ordine dei Giornalisti. Legge 31 dicembre 1925 n. 2307. Disposizioni sulla stampa periodica.
Appendice 2:
I giornalisti italiani conquistano l’Albo professionale. Rd 26 febbraio
1928 n. 384. Norme per la istituzione  dell’Albo professionale dei
giornalisti.
Appendice 3: Nasce a Roma la prima scuola
professionale di giornalismo. Regio Decreto 21 novembre 1929, n. 2291.
Modificazione dell'art. 4 del Regio Decreto 26 febbraio 1928 n. 384
sull'Albo professionale dei giornalisti.
Appendice 4: Commissione
unica per la tenuta dell’Albo. Decreto legislativo luogotenenziale 23
ot­tobre 1944 n. 302. Revisione degli albi dei giornalisti.


Nasce, ma solo sulla carta, l’Ordine dei Giornalisti. Legge 31 dicembre 1925 n. 2307. Disposizioni sulla stampa periodica. (Pubbl. G. U. 5.1.1926, n. 3).

Art. 7.  E' istituito un Ordine dei giornalisti che avrà
le sue sedi nelle città ove esiste Corte d'appello. L'Ordine costituirà
i suoi albi professionali che saranno depositati presso le cancellerie
delle Corti d'appello. L'esercizio della professione giornalistica è
consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi.
Le norme per tale iscrizione verranno stabilite con speciale regolamento.

****

1928/Nasce l'Albo professionale

I giornalisti italiani conquistano l’Albo professionale. Regio
Decreto 26 febbraio 1928, n. 384. Norme per la istituzione dell'albo
professionale dei giornalisti. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 marzo 1928, n. 61)

VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE
RE D'ITALIA

  Vista la legge 31 dicembre 1925, n. 2307, recante disposizioni sulla stampa periodica;
Visto
l'art. 23 della legge 3 aprile 1926, n. 563, ed il regolamento
legislativo approvato con R. decreto 1° luglio 1926, n. 1130;
Vista la legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Udito il parere del Consiglio di Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Guardasigilli, Ministro Segretario di Stato per la giustizia e gli affari di culto, di concerto con i Ministri per l'interno, per le colonie e per le corporazioni;

Abbiamo decretato e decretiamo

Art. 1.
Per esercitare la
professione di giornalista nei periodici del Regno e delle Colonie è
necessaria l'iscrizione nell'albo professionale.

Art. 2
Presso ogni Sindacato
regionale fascista dei giornalisti esistente nel Regno è istituito
l'albo professionale per i giornalisti, che hanno la loro residenza nel
territorio compreso nella circoscrizione del Sindacato.
I giornalisti, che siano residenti nelle Colonie, sono iscritti nell'albo professionale di Roma.

Art. 3.
La tenuta dell'albo
professionale dei giornalisti e la disciplina degli iscritti sono
esercitate dall'Associazione sindacale a mezzo di un Comitato composto
di cinque membri. Fanno parte del Comitato anche due membri supplenti
che sostituiscono quelli effettivi in caso di assenza o di impedimento.
I
componenti del Comitato devono appartenere al Sindacato ed essere
iscritti nell'albo professionale. Essi sono nominati dal Ministro per
la giustizia, di concerto con quelli per l'interno e le corporazioni,
fra coloro che la competente associazione sindacale designerà in numero
doppio; durano in carica due anni e, scaduto il biennio, possono essere
confermati.
Il Comitato elegge nel suo seno il
presidente e il segretario. Esso decide a maggioranza e, in caso di
parità di voti, prevale quello del presidente.

Art. 4
L'albo dei giornalisti è composto di tre elenchi, uno di professionisti, l'altro di praticanti, il terzo di pubblicisti.
Nell'elenco
dei professionisti possono essere iscritti soltanto coloro che, da
almeno diciotto mesi, esercitano esclusivamente la professione di
giornalista.
Nell'elenco dei praticanti possono essere
iscritti coloro che, pure esercitando esclusivamente la professione di
giornalista, non abbiano raggiunta la anzianità di diciotto mesi o i 21
anni di età. Trascorsi i diciotto mesi di esercizio, i praticanti, che
abbiano compiuto 21 anni di età, possono chiedere di far passaggio
nell'elenco dei professionisti, previa dichiarazione di idoneità del direttore della pubblicazione in cui hanno compiuta la pratica, convalidata dal direttorio del Sindacato.
Nell'elenco
dei pubblicisti possono essere iscritti coloro che esercitano, oltre
l'attività retribuita di giornalista, anche altre attività o altre
professioni.
All'albo dei giornalisti è annesso un
elenco speciale nel quale sono iscritti coloro che, pure non
esercitando l'attività retribuita di giornalista, attendano alla
pubblicazione ed assumano la responsabilità, come direttori o
redattori, di riviste scientifiche o tecniche, escluse quelle sportive
e cinematografiche o di pubblicazioni periodiche prive di carattere
concettuale o aventi semplici finalità commerciali. Quando si
controverta sulla natura della pubblicazione, decide irrevocabilmente,
su ricorso dell'interessato o del direttorio regionale dei giornalisti,
la Commissione superiore indicata nell'art. 14.
Per la
iscrizione nell'elenco dei praticanti occorre l'età di diciotto anni
compiuti. Per la iscrizione negli albi occorre l'età di anni ventuno.

Art. 5.
La iscrizione nell'albo è deliberata dal Comitato di cui all'art. 3, su domanda dell'interessato.
Non
possono essere iscritti nell'albo e, qualora vi si trovino iscritti,
debbono essere cancellati, coloro che abbiano riportato condanna alla
reclusione o alla detenzione per tempo superiore ai cinque anni. Nel
caso di condanna per un tempo inferiore, il Comitato può concedere
l'iscrizione solo se, vagliate tutte le circostanze del fatto, giudichi
che la condanna non intacchi la personalità morale del richiedente; se
si tratta di persona già iscritta nell'albo, il Comitato apre
procedimento disciplinare per l'applicazione, ove sia il caso, di una
delle pene indicate nell'art. 11. Nel caso che contro l'iscritto sia
stato rilasciato mandato di cattura, gli effetti della iscrizione sono
sospesi di diritto fino alla revoca del mandato.
In
nessun caso possono essere iscritti e, qualora vi si trovino iscritti,
devono essere cancellati, coloro che abbiano svolto una pubblica
attività. in contraddizione con gli interessi della Nazione. La
cancellazione ha luogo, in seguito a procedimento disciplinare, a norma
dell'art. 12, di ufficio o su richiesta del Prefetto della provincia
dove l'iscritto risiede.

Art. 6.
La domanda di iscrizione è presentata al Comitato, di cui all'art. 3.
La domanda deve essere corredata dei seguenti documenti:
1° certificato di cittadinanza italiana;
2° certificato da cui risulti che il richiedente gode dei diritti civili;
3° certificato di nascita;
4° certificato penale di data non anteriore a tre mesi dalla data della domanda;

certificato di un direttore di giornale o di una pubblicazione
periodica, dal quale risultino le funzioni che il richiedente esercita
nella pubblicazione.
Prima di provvedere sulla
iscrizione il Comitato domanderà al Prefetto della provincia, in cui il
richiedente risiede, un'attestazione sulla condotta politica di questo
ultimo, per stabilire se alla iscrizione osti il motivo indicato nel
secondo capoverso dell'art. 5. Se l'attestazione è sfavorevole, si
applica l'art. 12.
Per la iscrizione nell'elenco
speciale, di cui al penultimo comma dell'art. 4, si osserva la
disposizione del terzo comma dell'art. 19.

Art. 7.
Gli stranieri residenti in
Italia possono esercitare la professione di giornalista in giornali o
riviste che si pubblicano in Italia, purché abbiano l'età ­indicata
nell'ultimo comma dell'art. 4 e risultino forniti dei requisiti, di cui
ai numeri 4 e 5 dell'articolo precedente.
Il Comitato incaricato della tenuta dell'albo forma un elenco a parte degli stranieri.

Art. 8.
A ciascun iscritto nell'albo è rilasciata una tessera.
Nessuno
può essere iscritto contemporaneamente in più di un albo, ma è
consentito il trasferimento, contemporaneamente alla cancellazione
dell'iscrizione precedente. Tale trasferimento è obbligatorio dopo tre
mesi di cambiamento di residenza: trascorso questo termine, senza che
l'interessato chieda il trasferimento, il Comitato procede di ufficio
alla cancellazione.

Art. 9.
Gli albi dei giornalisti
sono a cura del Comitato, inviati alla cancelleria della Corte
d'appello della rispettiva giurisdizione, alle autorità politiche
locali e alla segreteria della Commissione superiore di cui all'art. 14.
Di
ogni nuova iscrizione o cancellazione deve egualmente essere data
comunicazione alla cancelleria della Corte di appello e alle autorità
politiche della circoscrizione.

Art. 10.
La cancellazione dall'albo, oltre che per i motivi indicati negli articoli 5 e 11, è pronunziata dal Comitato, di ufficio a
su richiesta del Procuratore del Re, anche nel caso di perdita della
cittadinanza italiana o del godimento dei diritti civili da qualunque
titolo derivata.
La cancellazione è pure pronunziata
quando, trattandosi di iscritti negli elenchi di professionisti, di
pubblicisti o di praticanti, sia cessato da oltre due anni il requisito
professionale necessario per l'iscrizione e nel caso indicato nell'art.
8. Questa disposizione non si applica quando la sospensione
dell'attività di giornalista sia dovuta ad assunzione di cariche o di
funzioni di natura politica.

Art. 11.
Il Comitato, di cui
all'art. 3, è chiamato a reprimere di ufficio, o su richiesta del
pubblico ministero, gli abusi e le mancanze che gli iscritti abbiano
commesso nell'esercizio della loro professione.
Le pene disciplinari, che il Comitato può pronunziare contro gli iscritti nell'albo, sono:
1° l'avvertimento;
2° la sospensione dall'esercizio della professione per un tempo non maggiore di sei mesi;
3° la cancellazione dall'albo.
Il
Comitato esercita i suoi poteri disciplinari anche in confronto degli
iscritti nell'albo speciale, di cui al penultimo comma dell'art. 4.

Art. 12.
Il Comitato, in seguito
alla, richiesta del pubblico ministero o quando abbia comunque notizia
di mancanze professionali commesse da iscritti nell'albo, assunte
sommarie informazioni, contesta per iscritto all'incolpato i fatti che
gli vengono addebitati e gli assegna un termine per presentare le sue
giustificazioni. Trascorso il termine, il Comitato, sentito
l'incolpato, ove questi lo richieda, e vagliate le giustificazioni da
lui addotte, pronuncia la sua. decisione.

Art. 13.
Indipendentemente dalle
iscrizioni o cancellazioni individuali, a norma degli articoli
precedenti, il Comitato, entro il mese di dicembre di ogni anno,
procede alla revisione generale dell'albo per le variazioni
eventualmente necessarie.

Art. 11.
Tutte le
deliberazioni del Comitato, così sulle domande di iscrizione come in
materia disciplinare, e i provvedimenti di cancellazione devono essere
comunicati all'interessato, mediante lettera raccomandata, e al
Procuratore del Re presso il tribunale locale.
Nei
trenta giorni successivi l'interessato può proporre ricorso ad una
Commissione superiore per la stampa, che ha sede presso il Ministero
della giustizia.
La Commissione è nominata con decreto
reale, sulla proposta del Ministro per la giustizia, di concerto con i
Ministri per l'interno e per le corporazioni. Essa ò composta del
presidente e di dieci membri, dei quali cinque sono scelti fra coloro
che in numero doppio verranno designati dal direttorio del Sindacato
nazionale fascista dei giornalisti.
I membri della Commissione durano in carica tre anni, ma alla scadenza possono essere confermati.
La
Commissione decide a maggioranza e, in caso di parità, prevale il voto
del presidente. Per la validità della deliberazione occorre la presenza
di almeno sei membri.
Il Ministro per la giustizia provvede con suo decreto alla costituzione della segreteria della Commissione.
La
facoltà di ricorrere entro il termine anzidetto compete in ogni caso al
pubblico ministero e al direttorio del Sindacato nazionale, il quale
può delegare uno dei propri membri a presentare e sostenere il ricorso.
I
provvedimenti emessi su richiesta del Prefetto, a norma dell'art. 5,
debbono essere comunicati anche al Prefetto, a cui pure spetta la
facoltà di ricorso entro il termine sopra stabilito.
La
Commissione superiore, con suo regolamento interno, approvato dal
Ministro per la giustizia, stabilirà le norme di procedura per la
trattazione dei ricorsi.
La presentazione del ricorso,
quando non sia fatta dal pubblico ministero o dal Prefetto, deve essere
accompagnata dal versamento presso la segreteria della Commissione di
una tassa di lire cento.

Art. 15.
Il giornalista cancellato
dall'albo può, a sua richiesta, essere riammesso, quando siano cessate
le ragioni che hanno motivata la sua cancellazione.
Se
la cancellazione è avvenuta a seguito di condanna penale, la domanda di
nuova iscrizione può essere fatta quando siasi ottenuta la
riabilitazione giusta le norme del Codice di procedura penale.
Se
la cancellazione sia avvenuta in seguito a giudizio disciplinare per
causa diversa da quella indicata nel comma precedente, la iscrizione
può essere chiesta quando siano decorsi due anni dalla cancellazione
dall'albo.
Se la domanda non sia accolta, l'interessato può ricorrere in conformità dell'articolo precedente.

Art. 16.
Per ogni nuova iscrizione
nell'albo professionale dei giornalisti, dopo il 30 settembre 1928 sono
necessari, oltre i requisiti di cui ai precedenti articoli, anche
quello di aver conseguito una licenza di scuole medie superiori o di
possedere titoli culturali, anche non scolastici, giudicati
equipollenti dal Comitato chiamato a provvedere sulla domanda
d'iscrizione.

Art. 17.
Il Ministro per la
giustizia esercita direttamente, ovvero per il tramite dei procuratori
generali presso le Corti di Appello, l'alta sorveglianza sui Comitati
locali.
Egli può, con suo decreto, sciogliere il
Comitato, ove questo, chiamato all'osservanza degli obblighi ad esso
imposti, persista nel violarli o nel non adempierli, ovvero per altri
gravi motivi. In tal caso le attribuzioni del Comitato sono esercitate
dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato fino a che
non sia provveduto alla nomina di un nuovo Comitato.
Egualmente,
nel caso di scioglimento del Consiglio direttivo dell'associazione
sindacale, il Ministro per la giustizia ha facoltà di disporre, con suo
decreto, che il Comitato cessi di funzionare e che le sue attribuzioni
siano esercitate dal presidente del tribunale.
Le spese
necessarie per la stampa degli albi e per il funzionamento dei Comitati
professionali sono sostenute dai Sindacati regionali dei giornalisti.

Art. 18.
Le spese necessarie per la
stampa degli albi e per il funzionamento dei Comitati professionali
sono sostenute dai sindacati regionali dei giornalisti.

Art. 19.
Il direttore o redattore responsabile di un giornale quotidiano deve essere iscritto nell'elenco dei professionisti. Per
le altre pubblicazioni periodiche il direttore o redattore responsabile
può essere iscritto tanto nell'elenco dei professionisti quanto in
quello dei pubblicisti, salva la disposizione del penultimo comma
dell'art. 4.
Chi chiede di essere riconosciuto come
direttore o redattore responsabile deve unire alla domanda da
presentare al Procuratore Generale il certificato di iscrizione
nell'albo dei giornalisti, ovvero, quando si tratti di pubblicazioni
per le quali basti l'iscrizione nell'elenco speciale annesso all'albo,
la prova di aver presentato domanda al Comitato per essere iscritto
nell'elenco medesimo. Il riconoscimento come direttore o redattore
responsabile è titolo per l'iscrizione in tale elenco.
La
disposizione di cui al comma precedente avrà applicazione a decorrere
dal 1° gennaio 1929. Da questa data cessano di avere efficacia tutti i
provvedimenti di riconoscimento di direttori o di redattori
responsabili di pubblicazioni periodiche, qualora l'interessato non
presenti al Procuratore Generale il certificato di iscrizione nell'albo
dei giornalisti o, secondo i casi, la prova di aver presentato domanda
per la iscrizione nell'elenco speciale.

Art. 20.
Agli iscritti nell'albo dei
giornalisti non si applica il contratto di lavoro giornalistico
stipulato tra il Sindacato nazionale fascista dei giornalisti e
l'Associazione nazionale fascista editori di giornali, se non in quanto
ricorrano le condizioni e i requisiti indicati nel contratto medesimo.

Art. 21.
Coloro, che alla data di
pubblicazione del presente decreto si trovino regolarmente iscritti
come soci nel Sindacato Nazionale Fascista dei giornalisti, saranno dal
Comitato, di cui all'art. 3, iscritti di ufficio nell'albo dei
giornalisti, qualora il Comitato ritenga che siano in possesso dei
requisiti richiesti dal presente decreto.
Quando,
posteriormente alla iscrizione così eseguita, venga a stabilirsi il
difetto di alcuno dei requisiti prescritti, si farà luogo alla
cancellazione, colle norme di cui all'art. 12 del presente decreto.
Ordiniamo
che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto
nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia,
mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

  Dato a Roma., addì 26 febbraio 1928 ‑ Anno VI

  VITTORIO EMANUELE.

  MUSSOLINI - ROCCO - FEDERZONI.

 Visto, il Guardasigilli: Rocco.
Registrato alla Corte dei conti, addi 12 marzo 1928 ‑ Anno VI
Atti del Governo, registro 270, foglio 84. ‑ SIROVICH.

---------------------

La prima scuola di giornalismo

Nasce a Roma la prima scuola professionale di giornalismo. Regio
Dereto 21 novembre 1929 n. 2291. Modificazione dell'art. 4 del R.
decreto 26 febbraio 1928 n. 384 sull'Albo professionale dei
giornalisti. (Pubblicalo nella Gazzetta Ufficiale del  24 gennaio 1930, n. 19)

VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE
RE D'ITALIA

Vista la legge 31 dicembre 1925, n. 2307, recante disposizioni sulla stampa periodica;
Visto il R, decreto 26 febbraio 1928, n. 384, per la istituzione dell'albo professionale dei giornalisti;
Visto l'art. 23 della legge 3 aprile 1926, n. 563, e il R. decreto 1° luglio 1926, n. 1130;
Vista la legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Udito il parere del Consiglio di Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla
proposta del Guardasigilli, Ministro Segretario di Stato per la
giustizia e gli affari di culto, di concerto con i Ministri per
l'interno, per le colonie e per le corporazioni;
Abbiamo decretato e decretiamo

Articolo unico.

Agli effetti della iscrizione nell'elenco dei professionisti
dell'albo dei giornalisti, il diploma rilasciato da una scuola
professionale per giornalisti, debitamente riconosciuta, costituisce
titolo equivalente a quello della pratica professionale per la durata
di mesi diciotto, richiesta dall'art. 4 del regolamento per la
istituzione dell'albo professionale dei giornalisti, approvato con R.
decreto 26 febbraio 1928, n. 384.
Ordiniamo che il
presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella
raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia,
mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

  Dato a Roma, addì 21 novembre 1929 - Anno VIII

VITTORIO EMANUELE

Mussolini - Rocco - De Bono -  Bottai.

Visto, il Guardasigilli: Rocco
Registrato alla Corte dei conti, addì 21 Gennaio 1930 ‑ Anno VIII
Atti del Governo, registro 292,  foglio 98  - MANCINI.

 --------------------------

Commissione unica per la tenuta dell’Albo. Decreto legislativo
luogotenenziale 23 ottobre 1944 n. 302. Revisione degli albi dei
giornalisti.

UMBERTO DI SAVOIA.
PRINCIPE DI PIEMONTE
Luogotenente Generale del Regno

In virtù dell'autorità a Noi delegata;
Visto il decreto legge Luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151;
Visto il R. decreto 26 febbraio 1928, n. 384, sulla professione di giornalista;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta dei Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la grazia e giustizia;
Abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Art. 1.
Fino a quando non saranno
emanate nuove norme sulla professione di giornalista, le funzioni della
tenuta degli albi dei giornalisti e della disciplina degli iscritti
sono affidate ad un'unica commissione sedente in Roma e composta di non
meno di dodici e di non più di quindici membri, nominati dal Ministro
per la grazia e giustizia, sentiti il Sottosegretario di Stato per la
stampa e le informazioni e la Federazione nazionale della stampa
italiana.

Art. 2.
Le designazioni spettanti
agli organi incaricati della tenuta degli albi ed agli organi
professionali, ai sensi dei commi 2° e 3° dell'art. 23 del decreto
legislativo Luogotenenziale 27 luglio 1944, n. 159, sono devolute alla
commissione di cui all'articolo precedente, sen­tito il parere della
Federazione nazionale della stampa italiana.
Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare come legge dello Stato.

Dato a Roma., addì 23, ottobre 1944

UMBERTO DI SAVOIA

Bonomi - Tupini

Visto, il Guardasigilli: Tupini
Registrato alla Corte dei conti, addì 8 novembre 1944
Registro Presidenza n. 1, foglio n. 242. Emanuel