Dpr n. 115/1965 (1). Regolamento per l’esecuzione della legge 3 febbraio 1963 n. 69


Dpr n. 115/1965 (1). Regolamento per l’esecuzione della legge 3 febbraio 1963 n. 69
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 marzo 1965 n. 63, S. O.

Regolamento per l’esecuzione della legge 3 febbraio 1963 n. 69 sull’ordinamento della professione di giornalista. Dpr 4 febbraio 1965 n.115 (1)
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 marzo 1965 n. 63, S. O.  


TITOLO I - Dell’Ordine dei giornalisti

CAPO I - DEI CONSIGLI DELL’ORDINE REGIONALI O INTERREGIONALI

CAPO II - DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE

CAPO III - DISPOSIZIONI COMUNI

TITOLO II - Dell’Albo Professionale

TITOLO III - Dei ricorsi al Consiglio Nazionale

TITOLO IV - Disposizioni finali e transitorie

 


TITOLO I - Dell’Ordine dei giornalisti


CAPO I - DEI CONSIGLI DELL’ORDINE REGIONALI O INTERREGIONALI

ART. 1 CIRCOSCRIZIONI TERRITORIALI
Le regioni o gruppi di
regioni di cui al quinto comma dell’art. 1 della legge 3 febbraio 1963,
n. 69, ed i Comuni sede dei Consigli dei relativi Ordini, sono
determinati come segue:
1) Piemonte - sede del Consiglio: Torino.
2) Valle d’Aosta - sede del Consiglio: Aosta
3) Lombardia - sede del Consiglio: Milano.
4) Veneto - sede del Consiglio: Venezia.
5) Trentino Alto Adige - sede del Consiglio: Trento.
6) Friuli Venezia Giulia - sede del Consiglio: Trieste.
7) Liguria - sede del Consiglio: Genova.
8) Emilia-Romagna - sede del Consiglio: Bologna.
9) Marche - sede del Consiglio: Ancona.
10) Toscana - sede del Consiglio: Firenze.
11) Umbria - sede del Consiglio: Perugia.
12) Abruzzo - sede del Consiglio: L’Aquila.
13) Lazio, Molise - sede del Consiglio: Roma.
14) Campania - sede del Consiglio: Napoli.
15) Calabria - sede del Consiglio: Catanzaro.
16) Puglia - sede del Consiglio: Bari.
17) Basilicata - sede del Consiglio: Potenza
18) Sicilia - sede del Consiglio: Palermo.
19) Sardegna - sede del Consiglio: Cagliari
20) Molise - sede del Consiglio: Campobasso (1/a)

(1/a) Articolo così sostituito, da ultimo, dall’art. 2, D.P.R.
31 luglio 1997, n. 283 (Gazz. Uff. 2 settembre 1997, n. 204), il cui
art. 1 ha istituito l’ordine dei giornalisti per la regione Valle
d’Aosta, con sede del consiglio in Aosta, e dall’art 1, D.P.R. 24
febbraio 2004, n. 85 (Gazz. Uff. 1° aprile 2004, n. 77), che ha
istituito l’Ordine dei giornalisti nella regione Molise.
Precedentemente il presente articolo era stato modificato con D.P.R. 16
maggio 1972, n. 300 (Gazz. Uff. 8 luglio 1972, n. 176); D.P.R. 21
dicembre 1974, n. 766 (Gazz. Uff. 7 febbraio 1975, n. 36); D.P.R. 27
settembre 1980, n. 747 (Gazz. Uff. 14 novembre 1980, n. 313), D.P.R. 28
dicembre 1985, n. 937 (Gazz. Uff. 5 marzo 1986, n. 53) e D.P.R. 8
agosto 1994, n. 531 (Gazz. Uff. 8 settembre 1994, n. 210).

ART. 2 MODIFICA DELLE CIRCOSCRIZIONI TERRITORIALI
Alla
modifica delle circoscrizioni territoriali di cui al precedente art. 1
si procede con decreto del Presidente della Repubblica, sentiti il
Consiglio dei ministri e il Consiglio di Stato, su proposta del
Ministro per la grazia e la giustizia e uditi in proposito il Consiglio
nazionale dell’Ordine dei giornalisti e i Consigli regionali o
interregionali interessati.

ART. 3 COSTITUZIONE DI NUOVI ORDINI REGIONALI O INTERREGIONALI
Il
Ministro per la grazia e la giustizia, nel caso di costituzione di un
nuovo Ordine regionale o interregionale, provvede alla nomina di un
Commissario con l’incarico di procedere alla prima formazione dell’Albo
e di indire le prime elezioni del Consiglio. Il Commissario è scelto
tra una terna di giornalisti con almeno dieci anni di iscrizione
all’Albo, all’uopo designati dal Consiglio nazionale dell’Ordine.
Nelle elezioni previste dal comma precedente, le funzioni di presidente dell’assemblea sono svolte dal Commissario.

ART. 4 FUSIONE DI ORDINI
Qualora in un Ordine regionale o
interregionale venga a mancare il numero minimo di professionisti e di
pubblicisti indicato nell’art. 73 della legge, può essere disposta la
fusione con altro Ordine, osservate le forme previste dal precedente
art. 2.

ART. 5 ASSEMBLEA PER L’ELEZIONE DEI CONSIGLI REGIONALI O INTERREGIONALI - DURATA
L’avviso
di convocazione dell’assemblea per l’elezione del Consiglio regionale o
interregionale dell’Ordine e del relativo Collegio dei revisori dei
conti è inviato con lettera raccomandata dal presidente del Consiglio
regionale o interregionale, almeno 15 giorni prima, a tutti gli
iscritti negli elenchi dell’Albo, esclusi i sospesi dall’esercizio
professionale, e deve contenere l’indicazione dell’oggetto
dell’adunanza, del luogo, dei giorni e delle ore dell’adunanza stessa,
in prima ed in seconda convocazione, nonché del seggio o sezione di
seggio presso il quale ciascun elettore esercita il proprio diritto di
voto. Nello stesso avviso il presidente provvede a fissare, per la
eventuale votazione di ballottaggio di cui all’art. 6, quarto comma,
della legge, una data che dovrà cadere in un giorno compreso entro gli
otto successivi alla prima votazione, nell’ipotesi che questa risulti
valida a norma dell’art. 4, ultimo comma, della legge, e, nell’ipotesi
che questa non risulti valida, un’altra data in un giorno compreso
negli otto successivi alla seconda votazione (2).
Per coloro che non
siano in regola con il pagamento dei contributi previsti dagli artt. 11
lett. h) e 20, lett. f) della legge, l’avviso di cui al comma
precedente deve contenere l’invito a provvedere al pagamento dei
contributi dovuti, senza ritardo e, in ogni caso, prima della chiusura
delle votazioni relative alla eventuale seconda convocazione.
(2) Comma così modificato dall’art. 1, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 6 ASSEMBLEA PER L’ELEZIONE DEI CONSIGLI REGIONALI O INTERREGIONALI DELL’ORDINE - SEDE
Per
l’elezione dei componenti e dei revisori dei conti dei Consigli
regionali o interregionali, i Consigli stessi istituiscono uno o più
seggi elettorali, in considerazione del numero complessivo degli
iscritti nei rispettivi elenchi sei mesi prima della data delle
elezioni. Possono essere istituiti due seggi elettorali per i primi 500
iscritti ed un ulteriore seggio per ogni successiva quota di 500
iscritti; seggi elettorali, fino ad un massimo di due, possono essere
istituiti in sedi diverse da quella dell’Ordine, ove nei centri
viciniori risiedano almeno 50 iscritti e possono, altresì, essere
istituite, presso ciascun seggio elettorale, più sezioni.
Nei seggi
istituiti in sedi diverse da quella dell’Ordine, le funzioni
esercitate, ai sensi dell’art. 5 della legge, dal presidente e dal
segretario dell’Ordine sono svolte da consiglieri designati dal
presidente del Consiglio interessato (3)
(3) Articolo così modificato dall’art. 2, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n.138).

ART. 7 ELETTORATO PASSIVO
L’anzianità di iscrizione
richiesta dall’art. 3 della legge, per la elezione dei componenti dei
Consigli regionali o interregionali e del Consiglio nazionale
dell’Ordine, si computa con riferimento alla data stabilita per la
convocazione dell’assemblea elettorale.

ART. 8 SCHEDE DI VOTAZIONE
Le schede, predisposte in unico
modello col timbro del Consiglio dell’Ordine, debbono essere,
immediatamente prima dell’inizio delle votazioni, firmate all’esterno
da uno degli scrutatori, in un numero corrispondente a quello degli
aventi diritto al voto ai sensi dell’art. 5, primo comma, del presente
regolamento.
Le schede per le elezioni dei professionisti e per le
elezioni dei pubblicisti debbono essere di colore diverso e contenere
in alto l’indicazione del numero dei componenti il Consiglio ed in
basso, distintamente, l’indicazione del numero dei componenti il
Collegio dei revisori dei conti da eleggere.

ART. 9 SEGGIO ELETTORALE
Cinque giorni prima dell’inizio
delle operazioni di votazione, il presidente del Consiglio regionale o
interregionale dispone la compilazione di distinti elenchi dei
professionisti e dei pubblicisti aventi diritto al voto.
Gli elenchi
devono contenere per ciascun elettore cognome, nome, luogo e data di
nascita, residenza, data di iscrizione nel relativo elenco dell’Albo,
nonché l’indicazione che il medesimo è in regola col pagamento dei
contributi.
Il seggio, a cura del presidente del Consiglio, deve
essere istituito in un locale idoneo ad assicurare la segretezza del
voto e la visibilità dell’urna durante le operazioni elettorali.
In
caso di assenza, il presidente ed il segretario del seggio sono
sostituiti, rispettivamente, dal più anziano degli scrutatori e da un
altro Consigliere designato dal presidente del Consiglio regionale o
interregionale.
I componenti di ogni seggio debbono essere compresi nei relativi elenchi degli elettori, in regola con i pagamenti.

ART. 10 IDENTIFICAZIONE DELL’ELETTORE
L’elettore viene
ammesso a votare previo l’accertamento della sua identità personale da
compiersi mediante l’esibizione della tessera personale di cui all’art.
30 del presente regolamento o di altro documento di identificazione,
ovvero mediante il riconoscimento da parte di un componente del seggio.
Gli
iscritti negli elenchi dell’Albo non in regola con il pagamento dei
contributi di cui agli artt. 11, lett. h) e 20, lett. f) della legge
sono ammessi a votare su presentazione di un certificato attestante
l’avvenuto pagamento.

ART. 11 VOTAZIONE
L’elettore, ritirata la scheda, provvede
immediatamente alla sua compilazione, nella parte della sala a ciò
destinata in modo tale da assicurare la segretezza del voto: quindi la
chiude inumidendone la parte gommata e la riconsegna al presidente del
seggio il quale la depone nell’urna.
Dell’avvenuta votazione è
immediatamente presa nota da parte di uno degli scrutatori il quale
appone la propria firma accanto al nome del votante nel rispettivo
elenco degli elettori. Per i votanti di cui al secondo comma del
precedente articolo viene altresì presa nota dell’avvenuto pagamento
dei contributi; i certificati relativi sono allegati al verbale delle
operazioni elettorali.
Il numero di ore fissato, per operazioni di
votazioni, dall’art. 6, secondo comma, della legge può, ove il numero
degli aventi diritto al voto lo riveli opportuno, essere suddiviso tra
due giorni consecutivi e la relativa indicazione è contenuta
nell’avviso di convocazione. Tanto nel primo che nel secondo giorno
sono ammessi a votare gli elettori che, alla scadenza dell’orario, si
trovino nella sala (4).
Dopo le votazioni del primo giorno, le urne
contenenti le schede votate vengono sigillate ed il giorno successivo
riaperte alla presenza di un notaio (4).
(4) Gli attuali commi
penultimo ed ultimo sono stati così sostituiti all’originario ultimo
comma dall’art. 3, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio
1972, n. 138).

ART. 12 VALIDITÀ DELL’ASSEMBLEA
Il presidente del seggio,
dichiarata chiusa la votazione, accerta distintamente per i
professionisti ed i pubblicisti il numero degli elettori aventi diritto
al voto e quello dei votanti risultanti dai rispettivi elenchi.
Qualora,
in prima convocazione, il numero dei votanti professionisti o
pubblicisti risulti inferiore alla metà degli elettori aventi diritto
al voto, il presidente non procede allo spoglio delle schede, ma le
chiude in un plico sigillato. Dichiara, quindi, non valida l’assemblea
e rinvia le operazioni elettorali in seconda convocazione.
Nel caso
in cui soltanto il numero dei votanti professionisti, o quello dei
pubblicisti, risulti non inferiore alla metà di coloro che in base ai
rispettivi elenchi hanno diritto al voto, il presidente del seggio
provvede unicamente allo spoglio delle relative schede. Per gli
iscritti nell’altro elenco rinvia la votazione in seconda convocazione,
dopo aver chiuso in plico sigillato le relative schede.
In seconda
convocazione e nella votazione per il ballottaggio il presidente del
seggio accerta unicamente il numero dei votanti professionisti e
pubblicisti.

ART. 13 SCRUTINIO
Accertata la validità dell’assemblea, il
presidente del seggio dà immediato inizio, con gli scrutatori, alle
operazioni di scrutinio, che debbono essere svolte pubblicamente e
senza interruzione.
Sono considerate nulle le schede diverse da
quelle previste dall’art. 8 del presente regolamento o che contengano
segni o indicazioni destinati a far riconoscere il votante.
Sono
nulli i voti relativi ai giornalisti non in possesso dei requisiti
prescritti, nonché quelli eccedenti il numero dei candidati da eleggere.
Terminato
lo spoglio delle schede, il presidente del seggio forma, in base al
numero dei voti riportati, le graduatorie dei professionisti e dei
pubblicisti: in caso di parità di voti prevale il candidato più anziano
per iscrizione nel rispettivo elenco e, tra coloro che abbiano eguale
anzianità d’iscrizione, il più anziano per età.
Il presidente del
seggio proclama eletti, nell’ordine delle rispettive graduatorie, sei
professionisti e tre pubblicisti per il Consiglio e due professionisti
ed un pubblicista per il Collegio dei revisori dei conti, che abbiano
conseguito la maggioranza assoluta dei voti.
Nell’ipotesi prevista
dall’art. 6, quarto comma, della legge, il presidente del seggio
determina, sulla base delle graduatorie, per quanti candidati debba
procedersi, alla data all’uopo fissata nell’avviso di convocazione, a
votazione di ballottaggio.
Di tutte le operazioni relative allo
svolgimento delle votazioni ed all’espletamento dello scrutinio, viene
redatto, a cura del segretario, verbale sottoscritto dal presidente del
seggio e dal segretario medesimo.

ART. 14 ELEZIONE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
L’elezione
del Collegio dei revisori dei conti, nella composizione indicata dal
quinto comma dell’art. 13 del presente regolamento, ha luogo secondo le
disposizioni contenute negli articoli precedenti, in quanto applicabili.

ART. 15 COMUNICAZIONE DELL’ESITO DELLE ELEZIONI
Il
presidente dell’assemblea, immediatamente dopo l’avvenuta proclamazione
del risultato delle elezioni, comunica al Ministero di grazia e
giustizia ed al Consiglio nazionale i nominativi degli eletti e
provvede alla pubblicazione delle graduatorie e dei nomi degli eletti
mediante affissione nella sede del Consiglio regionale o interregionale.

CAPO II - DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE
ART. 16 ELEZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI
Quaranta
giorni prima della scadenza del Consiglio nazionale il presidente fissa
il giorno in cui dovranno aver luogo le elezioni e ne dà immediata
comunicazione ai presidenti dei Consigli regionali o interregionali.
Gli
avvisi di convocazione delle assemblee per l’elezione del Consiglio
nazionale dell’Ordine dei giornalisti di cui all’art. 16 della legge
sono inviati, per ciascun Ordine regionale o interregionale, dai
rispettivi presidenti a norma dell’art. 5 del presente regolamento.
Il
numero dei componenti del Consiglio nazionale che ciascun Ordine elegge
viene stabilito dal rispettivo presidente sulla base del numero dei
professionisti e dei pubblicisti che risultano iscritti nei rispettivi
elenchi dell’Albo alla data di invio dell’avviso di convocazione
dell’assemblea elettorale, e secondo il disposto dell’art. 16 della
legge.
Il numero dei consiglieri da eleggere deve essere indicato
nelle schede di votazione. L’elezione avviene secondo le disposizioni
degli artt. 5 e seguenti del presente regolamento, in quanto
applicabili.

ART. 17 RECLAMO CONTRO LE OPERAZIONI ELETTORALI
I reclami
contro i risultati delle elezioni dei Consigli regionali o
interregionali e del Consiglio nazionale dell’Ordine, previsti dagli
artt. 8 e 16 della legge, sono regolati dagli artt. 59 e seguenti del
presente regolamento, in quanto applicabili.

ART. 18 ANNULLAMENTO DELLE ELEZIONI DI MEMBRI DEL CONSIGLIO
REGIONALE O INTERREGIONALE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI -
SOSTITUZIONE - RINNOVO DELLA ELEZIONE
Il Consiglio nazionale,
ove accolga un reclamo proposto contro l’elezione di singoli componenti
di un Consiglio regionale o interregionale, invita detto Consiglio a
provvedere, a norma dell’art. 7, comma secondo della legge, alla
sostituzione, chiamando a succedere a detti componenti i candidati che
abbiano ottenuto la maggioranza assoluta, e che seguono nell’ordine, se
l’elezione è avvenuta senza ballottaggio; i candidati che seguono nella
graduatoria, nel secondo caso.
In mancanza di tali candidati, il
Consiglio nazionale fissa, con l’osservanza del termine previsto
dall’art. 8, secondo comma, della legge, la data per la rinnovazione da
parte del Consiglio regionale o interregionale della elezione
dichiarata nulla.
La nuova elezione avviene secondo le disposizioni
di cui agli artt. 5 e seguenti del presente regolamento, in quanto
applicabili.
In caso di accoglimento da parte del Consiglio
nazionale del reclamo proposto contro l’elezione di componenti del
Collegio dei revisori dei conti in un Ordine regionale o
interregionale, si applicano le disposizioni di cui ai comma precedenti.

ART. 19 RINNOVO DELLE ELEZIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE O INTERREGIONALE
Il
Consiglio nazionale, ove accolga un reclamo che investa la elezione di
tutto il Consiglio regionale o interregionale, provvede a darne
immediata comunicazione al Consiglio interessato ed ai ricorrenti.
Provvede altresì a fare analoga comunicazione al Ministro per la grazia
e la giustizia, indicando una terna di nomi di giornalisti
professionisti per la nomina del Commissario straordinario.
Il
Ministro per la grazia e la giustizia nomina il Commissario e trasmette
copia del relativo decreto al Consiglio nazionale ed al Commissario
stesso.
Il Consiglio nazionale fissa, con la osservanza del termine
previsto dall’art. 8, ultimo comma, della legge, la data delle nuove
elezioni e ne dà immediata comunicazione al Commissario straordinario,
il quale provvede alla convocazione dell’assemblea per la rinnovazione
del Consiglio con le modalità previste dalla legge e dal presente
regolamento.
Qualora il Consiglio nazionale, nell’ipotesi prevista
dal primo comma, dichiari nulla anche l’elezione dei componenti del
Collegio dei revisori dei conti dell’Ordine regionale o interregionale,
il Commissario straordinario provvede alla sostituzione di detti
componenti o alla rinnovazione dell’elezione a norma dell’articolo
precedente.

ART. 20 RINNOVO DELLE ELEZIONI PER IL CONSIGLIO NAZIONALE
Il
Consiglio nazionale, ove accolga un reclamo proposto a norma dell’art.
16 della legge contro l’elezione di propri componenti, invita il
competente Consiglio regionale o interregionale a provvedere al rinnovo
dell’elezione dichiarata nulla, fissando a tal fine un termine a norma
dello stesso art. 16.
L’elezione avviene secondo le disposizioni di cui agli artt. 5 e seguenti del presente regolamento, in quanto applicabili.


20-BIS ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE
Il Consiglio nazionale, in relazione alla attività di cui alla lettera b) dell’art. 20 della legge:

a) riunisce i presidenti e i vicepresidenti dei Consigli regionali o
interregionali tutte le volte che lo ritenga opportuno per il
coordinamento delle rispettive iniziative ed attività, anche al fine di
promuovere l’istituzione della Scuola nazionale di giornalismo, alla
quale sovrintende;
b) collabora, direttamente o di concerto con i
Consigli regionali o interregionali, con università, facoltà o scuole
nazionali universitarie e non universitarie di giornalismo ai fini
della organizzazione dei programmi e degli esami per la migliore
formazione e specializzazione professionale dei giornalisti.

Il Consiglio nazionale, inoltre, per contribuire alla concordanza
degli indirizzi giurisprudenziali e per la migliore tutela della
categoria, cura il massimario delle proprie delibere e di quelle dei
Consigli regionali o interregionali e provvede annualmente alla
pubblicazione, in un unico Albo nazionale, dei singoli Albi regionali o
interregionali (5).
(5) Articolo aggiunto dall’art. 4, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).


2O-TER COMMISSIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE
Per
l’esercizio delle funzioni cui è preposto, il Consiglio nazionale si
avvale, in sede consultiva o referente, delle seguenti Commissioni:

a) Commissione giuridica, composta da sette Consiglieri nazionali,
con funzioni consultive, competente - con riferimento all’attività di
studio in funzione dei compiti di cui alla lettera a) dell’art. 20
della legge - sulle iniziative dirette alla tutela delle attribuzioni,
della dignità e dell’esercizio della professione, alla salvaguardia
della libertà di stampa ed alla determinazione degli onorari, diritti e
relative tariffe;
b) Commissione istruttoria per i ricorsi, composta
da sette Consiglieri nazionali, con funzioni istruttorie o referenti
sui ricorsi avverso le delibere dei Consigli degli Ordini di cui
all’art. 20, lettera d), della legge;
c) Commissione per le attività
culturali e professionali, composta da sette Consiglieri nazionali, con
funzioni consultive per tutte le attività o iniziative intese a
favorire la migliore qualificazione culturale e professionale del
giornalista;
d) Commissione amministrativa, composta da cinque
Consiglieri nazionali, con funzioni consultive per le questioni
tecniche concernenti l’assetto patrimoniale e la gestione
amministrativa del Consiglio nazionale.

Le Commissioni durano in carica un anno e i loro componenti sono rieleggibili (5).
(5) Articolo aggiunto dall’art. 4, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

CAPO III - DISPOSIZIONI COMUNI
ART. 21 DURATA IN CARICA DEL CONSIGLIO NAZIONALE, DEL CONSIGLIO REGIONALE O INTERREGIONALE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Il
termine triennale previsto dagli artt. 7, primo comma, 12, ultimo
comma, e 17, primo comma, della legge, per la durata in carica dei
componenti, rispettivamente, il Consiglio regionale o interregionale,
il Collegio dei revisori dei Conti e il Consiglio nazionale, decorre
dalla data di insediamento di detti organi.

ART. 22 RIUNIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE O INTERREGIONALE PER L’ELEZIONE DELLE CARICHE
Entro
otto giorni dalla proclamazione, il presidente del Consiglio uscente
ovvero, nei casi previsti dall’art. 24 della legge e dell’art. 29 del
presente regolamento, il Commissario straordinario convoca il nuovo
Consiglio per l’elezione delle cariche indicate dall’art. 9 della legge.
La
riunione è presieduta dal membro più anziano per iscrizione negli
elenchi dell’Albo e in caso di pari anzianità, dal più anziano per età.
Le funzioni di segretario sono esercitate dal membro che ha minore
anzianità di iscrizione e, in caso di pari anzianità, dal più giovane
per età.
Le elezioni per le varie cariche hanno luogo separatamente con votazione segreta (6).
Alla riunione si applicano le disposizioni dell’art. 23 della legge.
(6) Comma così inserito dall’art. 5, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 23 DICHIARAZIONE DELLE CAUSE DI INELEGGIBILITÀ
Il
pubblicista eletto alla carica di componente del Consiglio regionale o
interregionale che si trovi in una delle condizioni di ineleggibilità
previste dall’art. 25 della legge, deve renderne edotto il Consiglio
nella riunione prevista dall’articolo precedente prima dell’inizio
delle operazioni di votazione.

ART. 24 RIUNIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE PER L’ELEZIONE DELLE CARICHE
Per
l’elezione, in seno al Consiglio nazionale dell’Ordine, delle cariche
previste dall’art. 19 della legge, si osservano, in quanto applicabili,
le disposizioni degli artt. 22 e 23 del presente regolamento.

ART. 25 REVISORI DEI CONTI PRESSO IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE
Ad
esercitare le funzioni di revisori dei conti presso il Consiglio
nazionale dell’Ordine di cui all’art. 19, terzo comma, della legge,
sono designati due professionisti ed un pubblicista iscritti negli
elenchi di tre distinti Ordini regionali o interregionali.
Il
Collegio dei revisori dei conti, all’atto dell’insediamento, elegge il
proprio presidente. Il Collegio dei revisori dei conti partecipa, senza
diritto di voto, alle riunioni del Consiglio nazionale e del comitato
esecutivo (7).
(7) Comma aggiunto dall’art. 6, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 26 VERBALE DELLE SEDUTE
Il segretario redige processo verbale delle sedute.
Il processo verbale deve contenere:

a) il numero del verbale, il giorno, il mese e l’anno in cui ha luogo la seduta;
b) il nome del presidente, dei membri e del segretario intervenuti;
c) l’ordine del giorno della seduta, l’indicazione delle materie esaminate e dei provvedimenti adottati;
d) le firme del presidente e del segretario.

ART. 27 QUOTE ANNUALI - CONTRIBUTI
Il Consiglio nazionale
dell’Ordine stabilisce, con deliberazione da adottarsi entro il mese di
dicembre di ciascun anno, la misura delle quote annuali ad esso dovute
dagli iscritti negli elenchi dell’Albo, nel registro dei praticanti e
negli elenchi speciali, nonché la misura dei diritti dovuti per le
altre prestazioni ad esso richieste.
Con le modalità di cui al comma
precedente, il Consiglio regionale o interregionale provvede a
stabilire la misura delle quote annuali ad esso dovute dagli iscritti
negli elenchi dell’Albo, nel registro dei praticanti e negli elenchi
speciali, ed a determinare la misura dei contributi per l’iscrizione
nell’Albo e nel registro dei praticanti, nonché la misura dei diritti
per il rilascio delle tessere, dei certificati e per le altre
prestazioni.

ART. 28 QUOTE ANNUALI - RIDUZIONE
Le quote annuali dovute,
a norma degli artt. 11, lett. h) e 20, lett. f) della legge, al
Consiglio regionale o interregionale e al Consiglio nazionale
dell’Ordine sono ridotte alla metà per gli iscritti che fruiscono di
pensione di vecchiaia o invalidità, con decorrenza dall’anno successivo
a quello in cui hanno maturato il diritto alla pensione intera (1).
(1) Così modificato dal Dpr 21 novembre 2002 n. 280 (GU n. 300 del 23/12/2002) in vigore dal 7 gennaio 2003. 

ART. 29 RISCOSSIONE DELLE QUOTE ANNUALI
Le quote annuali
previste dagli artt. 11, lett. h) e 20, lett. f) della legge debbono
essere versate in unica soluzione entro il mese di gennaio di ciascun
anno. I nuovi iscritti corrispondono le quote per l’anno in corso al
momento della iscrizione.
Il Consiglio nazionale dell’Ordine può
delegare alla riscossione delle quote di cui all’art. 20, lett. f)
della legge i Consigli regionali o interregionali che, in tal caso,
sono tenuti a rimetterne l’importo al Consiglio nazionale entro il
successivo mese di febbraio.

TITOLO II - Dell’Albo Professionale
ART. 30 ALBO - REVISIONE - COMUNICAZIONE  
Il Consiglio regionale o interregionale provvede alla tenuta dell’Albo e deve almeno ogni anno curarne la revisione.
Il
Consiglio provvede al deposito dell’Albo, a norma dell’art. 44, primo
comma, della legge e trasmette annualmente copia dell’Albo stesso al
procuratore generale della Corte di appello, ai presidenti dei
tribunali ed ai procuratori della Repubblica del distretto nella cui
circoscrizione ha sede l’Ordine.
Il presidente del Consiglio
regionale o interregionale rilascia a ciascun iscritto negli elenchi
dell’Albo, in regola con il pagamento delle quote annuali, a richiesta
ed a spese dell’interessato, una tessera di riconoscimento.
La
tessera è firmata dal presidente e dal segretario del Consiglio e deve
essere munita di fotografia recante il timbro a secco dell’Ordine.
Il Consiglio dispone il ritiro della tessera quando l’iscritto venga cancellato dall’Albo.

ART. 31 DOMANDE DI ISCRIZIONE
Le domande di iscrizione
negli elenchi dell’Albo, negli elenchi speciali di cui all’art. 28
della legge e nel registro dei praticanti, debbono essere redatte in
carta da bollo ed essere corredate dalla attestazione di versamento
della tassa di concessione governativa prevista dal n. 204, lettera a),
della tabella Allegato A del vigente T. U. approvato con Decreto del
Presidente della Repubblica 1 marzo 1961, n. 121 e successive
modificazioni.
Alla domanda di iscrizione deve essere, altresì,
allegata la ricevuta di versamento, al Consiglio regionale o
interregionale, dei contributi previsti dall’art. 11, lett. h) della
legge.

ART. 32 MODALITÀ D’ISCRIZIONE NELL’ELENCO SPECIALE DEI DIRETTORI
RESPONSABILI DI PERIODICI O RIVISTE A CARATTERE TECNICO, PROFESSIONALE
O SCIENTIFICO
Per l’iscrizione nell’elenco speciale dei
direttori responsabili delle pubblicazioni di cui all’art. 28 della
legge è richiesto il possesso dei requisiti prescritti dall’art. 3,
secondo e terzo comma, della legge 8 febbraio 1948, n. 47.
La
domanda di iscrizione è diretta al Consiglio regionale o interregionale
nella cui circoscrizione il richiedente ha la residenza.
Alla
domanda devono essere allegati i documenti attestanti il possesso dei
requisiti di cui al primo comma ed una dichiarazione nella quale
risultino dettagliatamente precisati, agli effetti di cui all’ultimo
comma dell’art. 28 della legge, gli elementi occorrenti alla
determinazione della natura specializzata della pubblicazione stessa.
Non è consentita la contemporanea iscrizione in più di un elenco
speciale.
Il Consiglio regionale o interregionale rilascia al
richiedente, ai fini della registrazione, un certificato nel quale
viene specificamente indicato il carattere della pubblicazione per la
quale è stata disposta l’iscrizione del direttore nell’elenco speciale.

Il Consiglio provvede alla cancellazione dall’elenco speciale,
sentito l’interessato, nel caso in cui vengano a cessare i requisiti di
cui al primo comma, nonché in caso di decadenza della registrazione, a
norma dell’art. 7 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, di mutamento
intervenuto nella natura della pubblicazione ovvero quando l’iscritto
sia sostituito nella direzione responsabile della pubblicazione stessa
(8).
Le cancellazioni per i motivi di cui al precedente comma sono
comunicate dal Consiglio regionale o interregionale ai Tribunali
compresi nella propria circoscrizione, per gli adempimenti di
competenza.
(8) Gli attuali commi penultimo ed ultimo così
sostituiscono l’originario ultimo comma per effetto dell’art. 7, D.P.R.
3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 33 MODALITÀ D’ISCRIZIONE NELL’ELENCO SPECIALE DEI GIORNALISTI STRANIERI
Ai
fini dell’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’art. 28 della
legge, il giornalista straniero deve presentare i documenti previsti
dal secondo comma dell’art. 36 della legge, e deve altresì comprovare
il possesso della qualificazione professionale mediante esibizione, al
Consiglio regionale o interregionale di residenza, di una
documentazione da cui risulti che il richiedente abbia esercitato la
professione giornalistica in conformità alle leggi dello Stato di
appartenenza.

ART. 34 MODALITÀ DI ISCRIZIONE NELL’ELENCO DEI PUBBLICISTI -DOCUMENTAZIONE
Ai
fini dell’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti, la documentazione
prevista dall’art. 35 della legge deve contenere elementi circa
l’effettivo svolgimento dell’attività giornalistica nell’ultimo
biennio.
Coloro che esplicano la propria attività con
corrispondenze o articoli non firmati debbono allegare alla domanda,
unitamente ai giornali e periodici previsti dall’art. 35 della legge,
ogni documentazione, ivi compresa l’attestazione del direttore della
pubblicazione, atta a dimostrare in modo certo l’effettiva redazione di
dette corrispondenze o articoli.
I collaboratori dei servizi
giornalistici della radio e della televisione, delle agenzie di stampa
e dei cinegiornali, i quali non siano in grado di allegare alla domanda
i giornali e periodici previsti dall’art. 35 della legge, debbono
comprovare, con idonea documentazione ovvero mediante l’attestazione
del direttore del rispettivo servizio giornalistico, la concreta ed
effettiva attività svolta.
Coloro i quali svolgono attività di
tele-cine-foto operatori per organi di informazione attraverso immagini
che completano o sostituiscono l’informazione scritta, nell’esercizio
di autonomia decisionale operativa e avuto riguardo alla natura
giornalistica della prestazione, devono allegare alla domanda la
necessaria documentazione e l’attestazione del direttore prevista
dall’art. 35 della legge 3 febbraio 1963, n. 69 (8/a).
Il Consiglio
regionale o interregionale può richiedere gli ulteriori elementi che
riterrà opportuni in merito all’esercizio dell’attività giornalistica
da parte degli interessati.
(8/a) Comma aggiunto dal D.P.R. 19 luglio 1976, numero 649 (Gazz. Uff. 20 settembre 1976, n. 250).

ART. 35 REGISTRO DEI PRATICANTI
Il registro dei praticanti di cui all’art. 33 della legge è istituito presso ogni Ordine regionale o interregionale.
Il
registro deve contenere il cognome, il nome, la data di nascita, la
residenza e l’indirizzo del praticante, la data d’iscrizione, il titolo
in base al quale è avvenuta, nonché la pubblicazione o servizio
giornalistico presso il quale viene svolta la pratica giornalistica.

ART. 36 ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEI PRATICANTI
Coloro che
intendano essere iscritti nel registro dei praticanti debbono,
all’inizio delle attività previste dall’art. 34 della legge, inoltrare
al Consiglio regionale o interregionale di residenza domanda di
iscrizione, allegando, oltre i documenti previsti dal secondo comma
dell’art. 33 della legge, la dichiarazione del direttore dell’organo di
stampa comprovante l’effettivo inizio della pratica.
Essi debbono,
inoltre, presentare il titolo di studio previsto dall’ultimo comma
dell’art. 33 della legge, oppure dichiarare nella domanda che intendono
sostenere l’esame di cultura generale di cui al quarto comma del
medesimo art. 33.
Il direttore della pubblicazione o del servizio
giornalistico è tenuto, a richiesta dell’interessato, al tempestivo
rilascio della dichiarazione di cui al primo comma.

ART. 37 ESAME DI CULTURA GENERALE
Le prove dell’esame
previsto dall’art. 33, quarto comma, della legge, per l’iscrizione nel
registro dei praticanti, sono scritte ed orali.
La prova scritta
consiste nello svolgimento di un argomento di interesse attuale scelto
dal candidato tra quelli indicati, in numero di quattro, dalla
Commissione esaminatrice su materie diverse.
Il candidato, nella
prova scritta, deve soprattutto dimostrare di possedere la formazione
culturale generale indispensabile per chi intende avviarsi
all’esercizio dell’attività giornalistica.
Per l’espletamento della prova scritta sono assegnate al candidato tre ore.
La
prova orale consiste in una conversazione su argomenti di cultura
generale che presentino carattere di attualità. In particolare è
richiesta la conoscenza dei seguenti argomenti e materie:

a) principi di diritto costituzionale;
b) nozioni di storia del ventesimo secolo;
c) problemi ed orientamenti della politica italiana del dopoguerra;
d) elementi di geopolitica;
e) il sindacalismo ieri ed oggi;
f) orientamenti della letteratura e dell’arte contemporanee;
g) storia del giornalismo ed ordinamento della professione;
h)
fonti di informazione italiane e straniere (agenzie di stampa,
giornali, etc.) e principali mezzi bibliografici di consultazione e
ricerca;
i) i più importanti avvenimenti che hanno fornito materia ai giornali negli ultimi 12 mesi (9).

(9) Comma così modificato dall’art. 8, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 38 ESAME DI CULTURA GENERALE - SESSIONI E COMMISSIONI
Il
Consiglio nazionale dell’Ordine, con deliberazione da adottarsi entro
il mese di ottobre di ogni anno, stabilisce il giorno in cui, nei mesi
di gennaio, di maggio e di settembre dell’anno successivo, dovrà aver
luogo la prova scritta. La deliberazione è immediatamente comunicata a
tutti i Consigli regionali o interregionali.
Entro trenta giorni
dalla comunicazione di cui al comma precedente, il Consiglio regionale
o interregionale richiede al locale provveditore agli studi una nomina
del membro, scelto tra gli insegnanti di ruolo di materie letterarie
nella scuola media superiore, che assumerà le funzioni di presidente
della Commissione, e provvede alla nomina degli altri membri con
l’osservanza delle disposizioni dell’articolo 33 della legge.
Con
le stesse modalità di cui al comma precedente si provvede alla nomina
di componenti supplenti in numero eguale a quello degli effettivi ed
aventi i medesimi requisiti.
Le funzioni di segretario presso
ciascuna Commissione sono esercitate da un professionista o da un
pubblicista, iscritto da cinque anni nel rispettivo elenco dell’Albo,
nominato dal Consiglio regionale o interregionale.
Il segretario si avvale per i suoi lavori della segreteria del Consiglio dell’Ordine.

ART. 39 AMMISSIONE ALL’ESAME DI CULTURA GENERALE
I
candidati all’esame di cultura generale debbono sostenere la prova
davanti alla Commissione esaminatrice istituita presso il Consiglio
regionale o interregionale nella cui circoscrizione il praticante ha la
residenza. I residenti all’estero debbono sostenere l’esame davanti
alla Commissione esaminatrice istituita presso il Consiglio
interregionale dell’Ordine che ha sede in Roma.
Il segretario del
Consiglio regionale o interregionale invia ad ogni praticante che abbia
presentato la dichiarazione prevista dal secondo comma del precedente
art. 36, la comunicazione dell’ammissione all’esame, e del giorno,
dell’ora e del luogo in cui dovrà presentarsi per la prova scritta, con
lettera raccomandata spedita almeno 20 giorni prima di tale data.
Per
essere ammessi all’esame i candidati debbono comprovare di aver
compiuto il diciottesimo anno di età alla data stabilita per lo
svolgimento della prova scritta.

ART. 40 MODALITÀ DI AMMISSIONE E SVOLGIMENTO DELL’ESAME DI CULTURA GENERALE
Per
lo svolgimento dell’esame di cultura generale si osservano le
disposizioni degli artt. 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, e 54 del
presente regolamento, in quanto applicabili.
L’elenco dei
candidati dichiarati idonei, sottoscritto dal presidente e dal
segretario della Commissione, è depositato senza ritardo presso il
Consiglio regionale o interregionale, il quale provvede nei dieci
giorni successivi, previo accertamento della esistenza degli altri
requisiti richiesti dall’art. 31, secondo comma, della legge, ad
iscrivere il richiedente nel registro dei praticanti, dandogliene
immediata comunicazione.

ART. 41 PRATICA - DECORRENZA E DURATA
La pratica,
nell’ambito dei tre anni di iscrizione nel registro, deve essere
continuativa ed effettiva: del periodo di interruzione dipendente da
cause di forza maggiore non si tiene conto agli effetti della
decorrenza del termine di cui all’art. 34, ultimo comma, della legge.
Decorso
un triennio di iscrizione nel registro, il Consiglio regionale o
interregionale, sentito l’interessato, delibera la cancellazione del
praticante. La deliberazione è notificata entro 10 giorni
all’interessato ed al direttore o ai direttori delle pubblicazioni o
dei servizi giornalistici presso i quali è svolta la pratica.
La
pratica giornalistica si effettua continuativamente ed attraverso
un’effettiva attività nei quadri organici dei servizi redazionali
centrali degli organismi giornalistici previsti dall’art. 34 della
legge (10).
Il praticantato può svolgersi per un periodo non
superiore ai 16 mesi anche presso la redazione distaccata di uno dei
suddetti organismi giornalistici quando la responsabilità della
redazione distaccata sia affidata ad un redattore professionista (10).
Le
modalità di svolgimento del praticantato, concordate ai fini della
migliore formazione professionale degli aspiranti giornalisti fra gli
organismi professionali e quelli editoriali, sono fissate dal Consiglio
nazionale (10).
Può essere ammesso a sostenere l’esame di idoneità
professionale di cui all’art. 32 della legge il cittadino italiano che
abbia svolto la pratica giornalistica presso pubblicazioni italiane
edite all’estero o pubblicazioni estere aventi caratteristiche analoghe
alle pubblicazioni previste dall’art. 34 della legge, e ciò anche se il
praticantato sia stato svolto prima dell’acquisto della cittadinanza
italiana (10).
(10) Comma aggiunto dall’art. 9, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 42 DIVIETO DI ISCRIZIONE IN PIÙ REGISTRI - TRASFERIMENTI - COMUNICAZIONI
Il praticante non può essere contemporaneamente iscritto in più registri.
Il
praticante è tenuto a comunicare immediatamente al relativo Consiglio
regionale o interregionale ogni variazione intervenuta nel corso dello
svolgimento della pratica.
In caso di cambiamento di residenza del
praticante si osservano le disposizioni degli artt. 37 della legge e 56
del presente regolamento, in quanto applicabili.
Il Consiglio, nel
caso in cui il praticante svolga l’attività giornalistica presso una
pubblicazione od un servizio giornalistico avente sede nella
circoscrizione di altro Ordine, provvede a comunicare a quest’ultimo le
indicazioni di cui al secondo comma dell’art. 35 del presente
regolamento.

ART. 43 DICHIARAZIONE DI COMPIUTA PRATICA
La dichiarazione
di cui all’art. 34, secondo comma, della legge consiste in
un’indicazione motivata dell’attività svolta e non deve contenere alcun
giudizio sulla idoneità professionale del praticante.
Ove la
pratica sia stata svolta presso più pubblicazioni, la dichiarazione è
rilasciata dai direttori delle pubblicazioni o dei servizi
giornalistici presso cui il praticante ha svolto la sua attività.
Il
direttore della pubblicazione o del servizio giornalistico è tenuto, a
richiesta dell’interessato all’immediato rilascio della dichiarazione.
Ove il direttore, senza giustificato motivo, ometta o ritardi
l’adempimento di tale obbligo, il Consiglio regionale o interregionale
competente, informato tempestivamente dall’interessato, adotta le
iniziative del caso per il rilascio della dichiarazione, ricorrendone
le condizioni. È fatta, comunque, salva - ove ne ricorrano gli estremi
- l’azione disciplinare prevista dall’art. 48 della legge (11).
(11) Comma così modificato dall’art. 10, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 44 PROVA DI IDONEITÀ PROFESSIONALE
La prova scritta prevista dall’articolo 32, primo comma, della legge, consiste:

a) nello svolgimento di una prova di sintesi di un articolo o
di un altro testo scelto dal candidato tra quelli forniti dalla
commissione in un massimo di 30 righe dattiloscritte (da 60 battute
ciascuna);
b) nello svolgimento di una prova di attualità e
di cultura politico-economico-sociale riguardanti l’esercizio della
professione mediante questionari articolati in domande cui il candidato
è tenuto a rispondere per iscritto;
c) nella redazione di
un articolo su argomenti di attualità scelti dal candidato tra quelli,
in numero non inferiore a sei (interni, esterni, economia-sindacato,
cronaca, sport, cultura-spettacolo) proposti dalla commissione, anche
sulla base dell’eventuale documentazione dalla stessa fornita. Tale
articolo non deve superare una pagina e mezzo dattiloscritta di 45
righe da 60 battute ciascuna.

La prova orale consiste in un colloquio diretto ad accertare la
conoscenza dei principi dell’etica professionale, delle norme
giuridiche attinenti al giornalismo e specificatamente delle tecniche e
pratiche inerenti all’esercizio della professione. In particolare é
richiesta la conoscenza delle seguenti materie:

a) elementi di storia del giornalismo;
b) elementi di sociologia e di psicologia dell’opinione pubblica;
c) tecnica e pratica del giornalismo: elementi teorici e tecnici fondamentali; esercitazione di pratica giornalistica;
d)
norme giuridiche attinenti al giornalismo: elementi di diritto
pubblico; ordinamento giuridico della professione di giornalista e
norme contrattuali e previdenziali; norme amministrative e penali
concernenti la stampa; elementi di legislazione sul diritto d’autore;
e) etica professionale;
f) i media nel sistema economico italiano.

Lo svolgimento della prova orale comprende anche la discussione di
un argomento di attualità, liberamente scelto dal candidato, nel
settore della politica interna, della politica estera, dell’economia,
del costume, dell’arte, dello spettacolo, dello sport, della moda o in
qualsiasi altro campo specifico nel quale egli abbia acquisito una
particolare conoscenza professionale durante il praticantato. Analoga
scelta può essere compiuta dal candidato nella materia delle norme
giuridiche attinenti al giornalismo. L’argomento o gli argomenti
prescelti, compendiati in un breve sommario, debbono essere comunicati
alla commissione almeno tre giorni prima della prova, e da essi può
prendere l’avvio il colloquio allo scopo sia di mettere il candidato a
suo completo agio sia di valutarne le capacità di ricerca e di
indagine, di attitudine alla inchiesta e di acume critico, di
discernimento e di sintesi.
A conclusione della prova orale il
Presidente comunica al candidato il giudizio della commissione sulla
prova scritta e, a richiesta del candidato, gli mostra l’elaborato
sottolineandone in breve i limiti e/o i pregi e/o fornendo eventuali
chiarimenti (12).
(12) Articolo prima modificato dall’art. 11,
D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138) e dal
D.P.R. 19 luglio 1976, n. 649 (Gazz. Uff. 20 settembre 1976, n. 250) e
poi così sostituito dall’art. 1, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384
(Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 45 SESSIONI E COMMISSIONI
Il Consiglio nazionale
dell’Ordine dei Giornalisti, entro il mese di febbraio e di agosto di
ciascun anno, provvede ad indire le due sessioni della prova di
idoneità professionale che si svolgono rispettivamente, nei mesi di
aprile e di ottobre, fissando all’uopo, per ciascuna sessione, il
giorno della prova scritta e il termine di presentazione delle domande
di ammissione.
Almeno quaranta giorni prima della data fissata per
la prova scritta, il Consiglio nazionale richiede al Presidente della
Corte di appello di Roma la nomina, a norma dell’articolo 32 della
legge, dei due magistrati chiamati a far parte della commissione
esaminatrice e, almeno 20 giorni prima, provvede a nominare gli altri
cinque componenti tra i giornalisti professionisti, iscritti nel
relativo elenco da non meno di dieci anni, non facenti parte del
Consiglio nazionale o di Consigli regionali o interregionali
dell’Ordine, dei quali almeno quattro esercitino la propria attività
presso quotidiani, periodici, agenzie di stampa di cui all’articolo 34
della legge e presso un servizio giornalistico radiotelevisivo, in
ragione di uno per ciascuno di detti settori di attività.
Con gli
stessi criteri di cui al comma precedente si provvede alla nomina di
componenti supplenti in numero eguale a quello degli effettivi.
Ogni
Consiglio regionale o interregionale formula, all’inizio di ogni anno,
l’elenco dei giornalisti professionisti che abbiano dichiarato la loro
disponibilità a far parte delle commissioni d’esame e lo trasmette,
entro e non oltre il 1 febbraio, al Consiglio nazionale dell’Ordine,
corredando ciascun nominativo di un breve curriculum professionale.
I
giornalisti componenti la commissione d’esame sono nominati dal
Consiglio nazionale, sulla base delle proposte congiunte formulate dai
Consigli dell’Ordine ai sensi del comma precedente, nonché direttamente
dai Consiglieri nazionali.
Entro il termine di venti giorni di cui
al secondo comma, il Consiglio nazionale nomina il segretario della
commissione tra i professionisti iscritti nel relativo elenco da almeno
cinque anni.
La commissione non può esaminare un numero di
candidati superiore alle quattrocento unità. Qualora il numero dei
candidati che abbiano espletato le prove scritte, ecceda tale limite si
provvede, prima dell’inizio della correzione degli elaborati, alla
nomina di tante sottocommissioni quante ne occorrono per rispettare il
limite anzidetto.
Ciascuna sottocommissione, composta da un numero
di membri pari a quello della commissione principale ed aventi le
stesse qualifiche, è presieduta dal magistrato di appello, ferma
restando la titolarità della presidenza dell’intera commissione
esaminatrice in capo al presidente di quella principale, al quale
spetta anche la distribuzione dei candidati tra quest’ultima e le
eventuali sottocommissioni.
Ciascun componente della commissione
principale o di una sottocommissione può essere sostituito da altro
componente che rivesta la stessa qualifica.
Nel caso di
costituzione di sottocommissioni, il presidente titolare convoca, prima
dell’inizio della correzione degli elaborati, la commissione in seduta
plenaria, al fine di stabilire i criteri di massima da seguire nella
valutazione dei candidati.
La segreteria del Consiglio nozionale espleta i lavori di segreteria della commissione esaminatrice.
Le
deliberazioni con le quali sono indette le sessioni, ed i provvedimenti
di nomina di componenti le commissioni esaminatrici sono, entro
quindici giorni, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e comunicati a tutti i Consigli regionali o interregionali.
Il Consiglio nazionale, ove ne ravvisi l’opportunità, può indire altre sessioni di esame oltre quelle sopra indicate (12/a).
(12/a) Così sostituito dall’art. 2, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384 (Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 46 AMMISSIONE ALLA PROVA DI IDONEITÀ PROFESSIONALE
Sono
ammessi a sostenere la prova di idoneità professionale i candidati che
documentino di essere iscritti nel registro dei praticanti da almeno
diciotto mesi e di aver compiuto presso una o più testate la pratica
giornalistica prevista dall’articolo 29, primo comma, della legge.
L’iscrizione
nel registro dei praticanti decorre dalla data di effettivo inizio del
tirocinio dichiarata dal direttore o accertata dal competente Consiglio
regionale o in seconda istanza dal Consiglio nazionale.
La domanda
di ammissione, diretta al Consiglio nazionale dell’Ordine, deve essere
consegnata o inoltrata, nel termine stabilito dalla deliberazione di
cui al primo comma dell’articolo precedente, alla segreteria del
Consiglio nazione dell’Ordine. La prova della tempestiva spedizione
della domanda è costituita dal timbro postale, nel caso di inoltro a
mezzo posta; nel caso di consegna diretta, la data di presentazione è
annotata in calce o a margine della domanda a cura della segreteria,
che ne rilascia ricevuta.
Alla domanda debbono essere allegati un
certificato di iscrizione nel registro dei praticanti rilasciato dal
competente Consiglio regionale o interregionale e la dichiarazione
motivata di cui all’articolo 34, secondo comma, della legge ed
all’articolo 43 del presente regolamento.
Alla domanda va altresì
allegato un curriculum concernente le esperienze professionali svolte
durante il praticantato; in particolare il candidato deve indicare in
quali servizi redazionali ha svolto il tirocinio. Il candidato può
altresì indicare i corsi di formazione professionale teorica seguiti e
presso quali strutture.
I candidati che compiano la prescritta
pratica giornalistica nel periodo compreso tra la data stabilita per la
presentazione della domanda e quella fissata per la prova scritta,
possono produrre la documentazione di cui al comma precedente prima
dell’inizio della prova scritta.
La commissione esaminatrice forma
senza ritardo l’elenco degli ammessi: i candidati di cui al comma
precedente sono inclusi nell’elenco con riserva di definitiva
ammissione subordinata alla produzione dei prescritti documenti.
Ai
candidati inclusi nell’elenco è data comunicazione dell’ammissione,
nonché del giorno, dell’ora e del luogo in cui si svolge la prova
scritta, con lettera raccomandata, ricevuta dai candidati almeno venti
giorni prima di tale data.
La lettera di comunicazione di cui al
comma precedente costituisce, per il praticante, documento sufficiente
per ottenere da parte del direttore della pubblicazione o del servizio
giornalistico, il permesso di assenza occorrente per la partecipazione
alla prova scritta (12/b).
(12/b) Così sostituito dall’art. 3, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384 (Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 47 IDENTIFICAZIONE DEI CANDIDATI
I candidati debbono
dimostrare la loro identità personale prima di ciascuna prova d’esame
presentando un documento di identificazione.

ART. 48 SVOLGIMENTO DELLA PROVA SCRITTA
La commissione
esaminatrice, immediatamente prima dell’inizio della prova scritta
formula tre diverse ipotesi di argomenti da indicare ai candidati
scegliendo per ciascuna la relativa documentazione; ogni proposta viene
chiusa in una busta sigillata dopo essere stata sottoscritta dal
presidente e dal segretario.
La commissione invita uno dei
candidati presenti nell’aula di esame a scegliere una tra le tre buste
anzidette che viene immediatamente aperta, procedendo quindi alla
lettura dei testi in essa contenuti; la commissione può fornire ai
candidati che ne facciano richiesta copia fotostatica dei testi di cui
si è data lettura; ove richiesta, la commissione previa apertura delle
stesse, dà lettura anche dei testi contenuti nelle altre due buste
sigillate. Di dette operazioni è fatta menzione nel verbale.
Immediatamente
dopo effettuate le operazioni di cui al comma precedente si dà inizio
alla prova di esame. Il termine per la prova scritta decorre dalla
assegnazione, da parte della commissione, degli argomenti da trattare.
Durante
il tempo in cui si svolge la prova devono essere presenti nel locale
degli esami almeno due componenti della commissione ai quali è affidata
la vigilanza sul regolare svolgimento della prova.
I candidati
devono usare, per la stesura dell’elaborato, esclusivamente carta
munita della firma del presidente della commissione o di un componente
da lui delegato. Essi, durante la prova, non possono conferire tra loro
o comunicare in qualsiasi modo con estranei, né portare nella sede
dell’esame libri, opuscoli, scritti ed appunti di qualsiasi specie
nonché mezzi di comunicazioni portatili o macchine per scrivere
elettroniche con memoria.
È escluso dalla prova chi contravviene a
tali divieti ed in genere alle disposizioni impartite dalla commissione
per assicurare la regolarità dell’esame.
L’esclusione è disposta dai commissari presenti e, in caso di disaccordo, la decisione spetta al presidente (12/c).
(12/c) Così sostituito dall’art. 4, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384 (Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 49 TERMINE DELLA PROVA E CONSEGNA DEI LAVORI
Il
candidato, compiuto il proprio lavoro, lo chiude, senza apporvi
sottoscrizione o altro contrassegno, in una busta assieme ad un’altra
busta chiusa contenente un foglio nel quale avrà indicato il proprio
nome, cognome e residenza.
Il lavoro è consegnato ad uno dei
componenti della Commissione, il quale appone sulla busta esterna e sui
margini incollati la propria sottoscrizione e l’ora della consegna.
Tutte
le buste contenenti i lavori sono affidate al segretario, previo
raccolta di esse in uno o più pacchi sigillati con ceralacca e firmati
all’esterno da due componenti della Commissione e dal segretario.

ART. 50 VALUTAZIONE DEI LAVORI
La commissione, anche nel
caso di suddivisione in sottocommissioni, compie, nel più breve tempo e
comunque non più tardi di quattro mesi dalla conclusione delle prove
scritte, la valutazione delle stesse. Il prolungamento di detto
termine, può essere disposto una sola volta e comunque per non oltre
novanta giorni, con provvedimento del presidente del Consiglio
nazionale, per motivi eccezionali e debitamente accertati.
Verificata
la integrità dei pacchi e delle buste, la commissione procede
successivamente all’apertura di ciascuna delle buste contenenti i
lavori dei candidati. Il segretario appone immediatamente sulla busta
aperta, nonché su quella contenente il nome del candidato e sulla
testata di ogni foglio del lavoro, uno stesso numero d’ordine.
Tale
numero viene trascritto anche sulla scheda di cui è dotato ogni membro
della commissione, composta di tre sezioni: la prima è riservata alla
valutazione e al voto personale del commissario e a quelli collegiali
della commissione su ogni prova scritta; la seconda alla valutazione e
al voto personale e a quelli collegiali sulla prova orale, la terza
alla complessiva valutazione finale.
Ogni componente la
commissione esprime nella apposita sezione della scheda, la sua
valutazione e la sua votazione in sessantesimi su ognuno dei tre
elaborati, letti collegialmente. Il presidente o un membro della
commissione da lui incaricato raccoglie le valutazioni espresse
singolarmente e formula la valutazione collegiale e la media dei voti
riportati, dai quali scaturisce l’ammissione o la non ammissione del
candidato alla prova orale. Tali valutazioni e votazioni sono
trascritte nell’apposito spazio della scheda di ciascun candidato e
riportate nel verbale della seduta.
La commissione, ove accerti
che il lavoro sia stato in tutto o in parte copiato da altro elaborato
o da qualche pubblicazione, annulla la prova. È pure annullata la prova
dei candidati che si siano comunque fatti riconoscere.
Al termine
della correzione di tutti gli elaborati la commissione procede
all’apertura delle buste contenenti i nomi dei candidati e ne forma
l’elenco generale, indicando accanto a ciascun nome le relative
valutazioni e votazioni. Tale elenco è sottoscritto dal presidente e
dal segretario e ne viene affissa copia nella sede del Consiglio
nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (12/d).
(12/d) Così sostituito dall’art. 5, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384 (Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 51 AMMISSIONE ALLA PROVA ORALE
Sono ammessi alla
prova orale i candidati che riportano nelle prove scritte la
valutazione positiva di ammissione indicata nel precedente articolo 50.

A ciascuno degli ammessi è data comunicazione del giorno, dell’ora
e del luogo in cui si tiene la prova orale, fissata a distanza di non
meno di trenta giorni dalla dato di affissione dell’elenco degli
ammessi. La comunicazione deve essere ricevuta dal candidato almeno
venti giorni prima della data della prova.
La comunicazione di cui
al comma precedente costituisce, per il praticante, documento
sufficiente per ottenere, da parte del direttore della pubblicazione o
del servizio giornalistico, il permesso di assenza occorrente per la
partecipazione alla prova orale (12/e).
(12/e) Così sostituito dall’art. 6, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384 (Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 52 SVOLGIMENTO DELLA PROVA ORALE GIUDIZIO FINALE
La prova orale è pubblica.
Ogni
componente la commissione esprime, nella apposita sezione della scheda,
la propria valutazione e votazione sulla prova orale. Come per la prova
scritta, il presidente o un membro della commissione da lui incaricato
raccoglie le valutazioni e votazioni espresse singolarmente e formula
la valutazione collegiale e un voto che esprime la media dei voti
assegnati da ciascun commissario.
Allontanati il candidato e gli
eventuali presenti alla prova orale, il presidente propone quindi una
valutazione complessiva finale e la dichiarazione di idoneità o non
idoneità all’esercizio della professione, tenendo conto delle
valutazioni e delle votazioni espresse dalla commissione per la prova
scritta e la prova orale.
Le valutazioni collegiali e i voti di
sintesi della commissione, nonché le valutazioni complessive finali
sono trascritti negli appositi spazi della scheda e riportati nel
verbale della seduta. Subito dopo, in seduta pubblica, al candidato
viene comunicato il risultato dell’esame.
Al candidato, che non si
sia presentato a sostenere la prova orale nel giorno stabilito ed abbia
dimostrata l’esistenza di un legittimo impedimento, viene fissata una
nuova data di presentazione (13).
(13) Così sostituito dall’art. 7, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384 (Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 53 ELENCO DEI CANDIDATI DICHIARATI IDONEI - VERBALE
L’elenco
dei candidati dichiarati idonei, sottoscritto dal presidente e dal
segretario, è depositato presso il Consiglio nazionale dell’Ordine, il
quale provvede nei dieci giorni successivi a darne comunicazione agli
interessati.
Di tutte le operazioni attinenti allo svolgimento
degli esami è redatto verbale a cura del segretario. Il verbale è
sottoscritto dal presidente e dallo stesso segretario.
Il
candidato dichiarato non idoneo ha facoltà di ripresentarsi a sostenere
la prova nelle successive sessioni di esame, nel corso del triennio
previsto dall’ultimo comma dell’art. 34 della legge.

ART. 54 NORME SPECIALI PER GLI ESAMI DEI CANDIDATI APPARTENENTI ALLE MINORANZE LINGUISTICHE ED AGLI ALTRI STATI DELLA CEE
I
candidati appartenenti alle minoranze linguistiche contemplate e
tutelate negli statuti delle Regioni e Province autonome, e relative
norme di attuazione, sono ammessi, ove ne facciano richiesta, a
sostenere le prove degli esami previsti dagli articoli 32 e 33 della
legge nella propria lingua.
Analogamente è concessa ai candidati
cittadini di uno Stato membro della CEE la facoltà di sostenere la
prova di esame nella propria lingua madre.
In questi casi le
commissioni d’esame sono assistite da uno o più esperti nelle lingue di
cui ai commi che precedono, nominati dal Consiglio nazionale dei
Giornalisti, con funzioni di interprete (13/a).
(13/a) Così sostituito dall’art. 8, D.P.R. 21 settembre 1993, n. 384 (Gazz. Uff. 30 settembre 1993, n. 230).

ART. 55 ISCRIZIONE NELL’ELENCO DEI PROFESSIONISTI
Coloro
che intendono essere iscritti nell’elenco dei professionisti debbono
presentare al Consiglio dell’Ordine regionale o interregionale nella
cui circoscrizione hanno la residenza, domanda di iscrizione corredata,
oltre che dai documenti previsti dall’art. 31 primo comma, della legge,
dal certificato rilasciato dal Consiglio nazionale attestante l’esito
favorevole della prova di idoneità professionale di cui all’art. 32
della legge.
La domanda di iscrizione deve contenere inoltre
esplicita dichiarazione che, dal momento dell’avvenuta iscrizione, il
professionista cesserà da ogni altra attività professionale o
impiegatizia prima eventualmente svolta (14).
Il Consiglio
regionale o interregionale, previo accertamento degli altri requisiti
previsti dall’art. 31, secondo comma, della legge, delibera, entro 60
giorni dalla presentazione della domanda, l’iscrizione nell’elenco dei
professionisti con decorrenza dalla data del superamento della prova
orale degli esami di idoneità professionale (15).
La comunicazione del provvedimento è fatta all’interessato con lettera raccomandata, entro 15 giorni dalla deliberazione.
(14) Comma così inserito dall’art. 13, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).
(15) Comma così modificato dall’art. 13, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972,n. 138).

ART. 56 MODALITÀ PER IL TRASFERIMENTO DI ISCRIZIONE
Il
giornalista che intenda trasferire la propria iscrizione deve
presentare al Consiglio dell’Ordine di nuova residenza, unitamente alla
domanda, il nulla osta del Consiglio dell’Ordine di provenienza:
quest’ultimo trasmette al Consiglio di nuova iscrizione il fascicolo
personale relativo all’iscritto.
Non è consentito il trasferimento
della iscrizione previsto dall’articolo 37 della legge quando
l’interessato sia sottoposto a procedimento penale o disciplinare
ovvero sia sospeso dall’esercizio della professione.
Il
giornalista che abbia ottenuto il trasferimento della propria
iscrizione nell’Albo del luogo di nuova residenza conserva l’anzianità
che aveva nell’Albo di provenienza.
Il trasferimento
dell’iscrizione comporta la decadenza delle cariche eventualmente
ricoperte dal giornalista nell’Ordine di provenienza o nel Consiglio
nazionale.

ART. 57 REISCRIZIONE
Per ottenere la reiscrizione di cui
all’art. 42 della legge, l’interessato deve produrre, oltre alla
documentazione necessaria a dimostrare il diritto alla reiscrizione,
anche i documenti richiesti per l’iscrizione, ad eccezione di quelli
già presentati e tuttora validi.
Il giornalista reiscritto ha l’anzianità derivante dalla prima iscrizione dedotta la durata dell’interruzione.

ART. 58 DIREZIONE DELLE PUBBLICAZIONI DI PARTITI, MOVIMENTI POLITICI ED ORGANIZZAZIONI SINDACALI
La
domanda per l’iscrizione provvisoria dei direttori delle pubblicazioni
di cui all’art. 47 della legge negli elenchi dell’Albo deve essere
diretta al Consiglio dell’Ordine regionale o interregionale nella cui
circoscrizione il richiedente ha la residenza.
Il Consiglio accerta che il quotidiano o periodico risponda ai requisiti dell’art. 47 della legge.
Alla
domanda deve essere allegata la documentazione relativa alla nomina del
richiedente a direttore del quotidiano o periodico, nonché quella
relativa alla nomina a vice direttore della pubblicazione, di un
giornalista professionista, se trattasi di quotidiano, o anche di un
pubblicista, se trattasi di periodico.
Il Consiglio deve far
risultare il titolo provvisorio dell’iscrizione sia nell’Albo che nei
certificati rilasciati all’iscritto.
Gli iscritti contemplati nei
comma precedenti sono tenuti, all’atto della cessazione dell’incarico
di direttore, a darne immediata comunicazione al Consiglio regionale o
interregionale, il quale provvede, anche d’ufficio, alla cancellazione
degli iscritti non appena abbia avuto notizia della cessazione stessa.

TITOLO III - Dei ricorsi al Consiglio Nazionale
ART. 59 RICORSO AL CONSIGLIO NAZIONALE
Le
impugnazioni previste dagli art. 8, 16, ultimo comma, e 60, primo
comma, della legge, escluse quelle proposte dal pubblico ministero, si
propongono con ricorso redatto su carta da bollo, entro i termini
rispettivamente indicati nei suddetti articoli della legge.
I termini per la presentazione dei ricorsi sono perentori.
Nei
ricorsi in materia elettorale, di cui agli artt. 8 e 16 della legge, su
domanda del ricorrente proposta nel ricorso in successiva istanza, il
Consiglio nazionale può sospendere per gravi motivi l’esecuzione
dell’atto impugnato (16).
(16) Comma aggiunto dall’art. 14, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 60 CONTENUTO DEL RICORSO
Il ricorso di cui all’articolo precedente deve contenere i motivi su cui si fonda ed essere corredato:

a) dall’indicazione degli estremi del provvedimento impugnato
e, ove il ricorso riguardi la materia elettorale, degli estremi della
proclamazione dei risultati elettorali;
b) dai documenti eventualmente occorrenti a comprovare il suo fondamento;
c)
dalla ricevuta del versamento della somma di L.13.000 stabilita
dall’art.1 del Decreto legislativo 13 settembre 1946 n. 261 e
successive modifiche. Tale versamento non è richiesto per i ricorsi
proposti dal pubblico ministero. In caso di mancato deposito della
ricevuta, viene assegnato al ricorrente un termine per presentarla;
d)
dall’indicazione del recapito al quale l’interessato intende siano
fatte le eventuali comunicazioni da parte del Consiglio nazionale. In
mancanza di tale indicazione le comunicazioni vengono depositate ad
ogni effetto presso la segreteria del Consiglio nazionale.

ART. 61 PRESENTAZIONE, NOTIFICAZIONE E COMUNICAZIONE DEL RICORSO
Il
ricorso è presentato o notificato al Consiglio regionale o
interregionale che ha emesso la deliberazione impugnata; se ricorrente
è il giornalista, all’originale vanno allegate tre copie del ricorso in
carta libera.
La data di presentazione è annotata in margine al ricorso a cura della segreteria del Consiglio, che ne rilascia ricevuta.
Nei
casi previsti dall’art. 60, primo comma, della legge, la segreteria del
Consiglio comunica, senza indugio, con lettera raccomandata, copia del
ricorso al pubblico ministero competente, se ricorrente è il
giornalista o al giornalista, se ricorrente è il pubblico ministero.
Il
ricorso e gli atti del procedimento rimangono depositati presso il
Consiglio per trenta giorni successivi alla scadenza del termine
stabilito per il ricorso: durante detto periodo il pubblico ministero,
per i ricorsi in materia disciplinare, e l’interessato, in tutti i
casi, possono prendere visione degli atti, proporre deduzioni ed
esibire documenti; nei dieci giorni successivi è inoltre consentita la
proposizione di motivi aggiunti (17).
Il Consiglio, decorsi i
termini di cui al comma precedente, deve, nei cinque giorni successivi,
trasmettere al Consiglio nazionale il ricorso ad esso presentato o
notificato, unitamente alla prova della comunicazione di cui al terzo
comma del presente articolo, alle deduzioni ed ai documenti di cui al
comma precedente ed al fascicolo degli atti, nonché, in fascicolo
separato, copia in carta libera del ricorso stesso e della
deliberazione impugnata.
(17) “Il deposito del ricorso presso il Consiglio regionale è finalizzato alla
realizzazione del contraddittorio secondo le forme previste nel quarto
comma dello stesso articolo 61 (del Dpr n. 115/1965 o Regolamento per
l’esecuzione della legge n. 69/1963, ndr). Ed in quest’ultima
disposizione si prevede che l’interessato può prendere visione degli
atti depositati presso il Consiglio regionale “in tutti i casi“, e
quindi anche nel caso del ricorso in materia elettorale. Ciò che
rileva, pertanto, non è il mero mancato deposito del ricorso presso il
Consiglio regionale, ma il fatto che tale inosservanza del primo comma
dell’articolo 61 abbia compromesso lo svolgimento del contraddittorio
secondo le forme previste dal quarto comma dello stesso articolo
61....E’ irrilevante, infine, che nell’articolo 61 del Regolamento non
sia prevista alcuna sanzione per l’ipotesi di sua inosservanza. Il
mancato deposito del ricorso presso il Consiglio regionale e l’assenza
del contraddittorio previsto nel quarto comma dell’articolo 61 hanno
determinato il venir meno di una intera fase del procedimento
amministrativo previsto dalla legge per la decisione del ricorso, con
la conseguente sussistenza di un vizio di violazione di legge che
determina la illegittimità del provvedimento conclusivo.....L’invocato articolo
2 del Dpr n. 1199/1971, anche se lo si volesse ritenere applicabile ai
rapporti tra Consiglio regionale e Consiglio nazionale dell’Ordine dei
Giornalisti, pone rimedio all’erronea presentazione di un ricorso
amministrativo, ma non è idoneo a sanare le violazioni del principio
del contraddittorio verificatosi nella presente fattispecie“ (Cassazione, I sezione civile, sentenza n. 01053/1996, Cons. Ordine Giornalisti Lombardia contro Con. naz. Ordine Giornalisti).

ART. 62 TRATTAZIONE DEL RICORSO
La seduta per la
trattazione del ricorso, fissata dal presidente del Consiglio
nozionale, ha luogo entro i 60 giorni successivi alla scadenza del
termine stabilito per il ricorso stesso: a tal fine, tutti gli atti e
documenti relativi al ricorso sono trasmessi tempestivamente alla
commissione referente, la quale istruisce il ricorso e redige una
relazione che comunica al presidente del Consiglio nazionale almeno
cinque giorni prima della seduta fissata per la discussione.
La
commissione, salva comunque la facoltà concessa al Consiglio medesimo
dal terzo comma del successivo art. 63, può disporre indagini,
acquisire nuovi elementi e richiedere le notizie che ritenga opportune
(18).
(18) Articolo così modificato dall’art. 15, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 63 ESAME DEL RICORSO
Le sedute del Consiglio nazionale non sono pubbliche.
Le
parti possono chiedere di essere sentite, proponendo apposita istanza
contenuta nel ricorso o presentata entro i termini di cui al quarto
comma dell’art. 61 del presente regolamento.
Qualora il Consiglio
nazionale ritenga necessario che l’interessato dia chiarimenti ovvero
produca atti o documenti, il presidente comunica i provvedimenti
adottati all’interessato stesso a mezzo di lettera raccomandata, con le
modalità previste dal precedente art. 60, lettera d), fissando un
termine per la risposta. Se questa non giunge entro il termine
stabilito la decisione è presa in base agli atti che già sono in
possesso del Consiglio nazionale.
Chiusa la discussione, il
presidente raccoglie i voti dei Consiglieri e vota per ultimo. In caso
di parità di voti prevale il voto del presidente.
Il segretario del
Consiglio nazionale redige verbale delle sedute, osservate le modalità
di cui all’art. 26 del presente regolamento.

ART. 64 DECISIONE DEL RICORSO
La decisione deve contenere
il nome del ricorrente, l’oggetto dell’impugnazione, i motivi sui quali
si fonda, il dispositivo, l’indicazione del giorno, mese ed anno in cui
è pronunciata la sottoscrizione del presidente e del segretario.
La
decisione è depositata in originale nella segreteria del Consiglio
nazionale ed è notificata al ricorrente, a norma dell’art. 62 della
legge, nel recapito dichiarato; ove sia stata omessa tale dichiarazione
la notifica si esegue presso il domicilio risultante dagli Albi, dai
registri o dagli elenchi speciali e, per i non iscritti, mediante
deposito nella segreteria del Consiglio nazionale.
Le decisioni del Consiglio nazionale sono immediatamente esecutive anche se impugnate davanti all’autorità giudiziaria (19).
(19) Comma aggiunto dall’art. 14, D.P.R. 3 maggio 1972, n. 212 (Gazz. Uff. 29 maggio 1972, n. 138).

ART. 65 RICORSO IN MATERIA DISCIPLINARE
Per i ricorsi in
materia disciplinare il pubblico ministero deve, entro la scadenza dei
termini previsti dal comma quarto del precedente art. 61, presentare
per iscritto le proprie conclusioni.
Il Consiglio nazionale,
ricevuti dal Consiglio regionale o interregionale il ricorso e gli atti
relativi, comunica senza indugio, a mezzo di lettera raccomandata con
avviso di ricevimento, le conclusioni del pubblico ministero
all’incolpato, assegnandogli un termine non inferiore a trenta giorni
per le sue discolpe.
Scaduto detto termine il Consiglio nazionale nomina il relatore e stabilisce la seduta per la trattazione del ricorso.
Le
deliberazioni del Consiglio nazionale sono adottate a votazione
segreta; in caso di parità di voti prevale l’opinione più favorevole
all’incolpato.
Si osservano le disposizioni degli artt. 59, 60, 6l, 62, 63 e 64 del presente regolamento, in quanto applicabili.

ART. 66 RICORSO CONTRO L’ELEZIONE A COMPONENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE
Il
ricorso contro il risultato delle elezioni di cui all’art. 16 della
legge, redatto in carta da bollo, è presentato o notificato al
Consiglio nazionale. La data della presentazione è annotata a margine
del ricorso a cura della segreteria del Consiglio nazionale che ne
rilascia ricevuta. All’originale vanno allegate quattro copie del
ricorso in carta libera.
Il Consiglio nazionale richiede nei cinque
giorni successivi alla data di presentazione o di notificazione del
ricorso, al Consiglio regionale o interregionale competente, di
trasmettere entro dieci giorni gli atti relativi all’elezione impugnata.
Gli
atti restano depositati per trenta giorni presso la segreteria del
Consiglio nazionale ed entro tale termine gli interessati possono
prenderne visione, proporre deduzioni ed esibire documenti; nei dieci
giorni successivi è inoltre consentita la proposizione di motivi
aggiunti.
Per la trattazione e decisione dei ricorsi di cui al
presente articolo si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni
degli artt. 59, 60, 62, 63 e 64 del presente regolamento.

TITOLO IV - Disposizioni finali e transitorie

ART. 67 PRIMA ELEZIONE DEI CONSIGLI. ADEMPIMENTI DELLA COMMISSIONE UNICA
La Commissione unica, entro 20 giorni dalla pubblicazione del presente regolamento:

 

 

 

a) forma gli elenchi dei giornalisti, iscritti nell’Albo,
residenti in ciascuna delle regioni o gruppi di regioni di cui all’art.
1 del presente regolamento. Gli elenchi sono compilati con le modalità
stabilite dall’art. 9 del presente regolamento e debbono, per ciascun
iscritto, contenere l’indicazione dell’avvenuta riscossione da parte
della Commissione unica, delle quote dovute per il semestre in corso
alla data di pubblicazione del presente regolamento. Per i giornalisti
che abbiano la loro abituale residenza fuori del territorio della
Repubblica verrà indicata, negli elenchi relativi all’Ordine che ha
sede in Roma, tale residenza;
b) stabilisce la sede del seggio elettorale per ciascun Consiglio regionale o interregionale.

Nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma precedente, la Commissione unica:

a) predispone le schede di votazione, debitamente timbrate,
occorrenti per l’elezione del Consiglio regionale o interregionale, del
relativo Collegio dei revisori dei conti, nonché del Consiglio
nazionale, secondo le modalità di cui all’art. 8 del presente
regolamento in quanto applicabili;
b) trasmette a ciascun
presidente di Corte d’appello nel cui distretto ha sede l’Ordine gli
elenchi di cui alla lettera a) del comma precedente, unitamente agli
esemplari degli elenchi destinati al seggio elettorale dell’Ordine,
dando nel contempo notizia della data in cui verrà convocata
l’assemblea elettorale.

Negli elenchi di cui ai comma precedenti i giornalisti sono iscritti
sulla base della loro residenza alla data di entrata in vigore del
presente regolamento e non si tiene conto dei cambiamenti di residenza
successivamente intervenuti.

ART. 68 CONVOCAZIONE DELLE ASSEMBLEE ELETTORALI - TRASMISSIONE DELLE SCHEDE
La
Commissione unica provvede, nei quaranta giorni successivi alla
pubblicazione del presente regolamento, a convocare le assemblee
elettorali di cui all’art. 66, secondo comma, della legge.
L’avviso
di convocazione è inviato per lettera raccomandata a tutti gli iscritti
nell’Albo esclusi i sospesi dall’esercizio professionale, e deve
contenere le indicazioni previste nell’art. 4 della legge e nell’art. 5
del presente regolamento.
Entro i cinque giorni successivi alla
scadenza del termine di cui al primo comma, la Commissione unica cura
la trasmissione delle schede di votazione alla Cancelleria di ciascuna
Corte di appello, che provvede alla custodia ed alla successiva
consegna delle schede medesime al presidente dell’assemblea a norma
dell’art. 69 del presente regolamento.

ART. 69 NOMINA DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA
Il presidente
della Corte di appello, entro cinque giorni dalla convocazione,
provvede alla nomina del presidente dell’assemblea scegliendolo tra i
giornalisti professionisti, compresi negli elenchi trasmessigli, che
siano in possesso dell’anzianità richiesta dall’art. 66, comma terzo,
della legge ed in regola con il pagamento dei contributi dovuti alla
Commissione unica.
La Cancelleria della Corte di appello comunica
immediatamente la nomina all’interessato e cura la trasmissione al
medesimo degli elenchi previsti dalla lettera b), secondo comma, del
precedente art. 67, trattenendone un esemplare, nonché delle schede di
votazione.

ART. 70 ADEMPIMENTI DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA
Il
presidente dell’assemblea, almeno cinque giorni prima dell’inizio delle
operazioni di votazione, adempie alle formalità relative alla
sistemazione del seggio, a norma dell’art. 9, terzo comma, del presente
regolamento; svolge altresì, gli adempimenti demandati al presidente
del Consiglio dell’Ordine dall’art. 5 della legge.
Il presidente
dell’assemblea provvede, inoltre, a comunicare alla Commissione unica,
entro otto giorni dalla proclamazione, i nominativi degli eletti a
componenti del Consiglio nazionale.

ART. 71 NORME REGOLATRICI DELLE PRIME ELEZIONI
Nelle prime
elezioni dei Consigli regionali o interregionali e relativi Collegi dei
revisori dei conti, nonché del Consiglio nazionale, si osservano le
disposizioni degli artt. 3, 4, 5 e 6 della legge e del Titolo I del
presente regolamento, in quanto applicabili.
Il certificato previsto
dall’art. 10, secondo comma, del presente regolamento è sostituito da
una dichiarazione della Commissione unica attestante l’avvenuto
pagamento delle quote dovute per il semestre in corso alla data di
pubblicazione del regolamento stesso.

ART. 72 CONVOCAZIONE DEI PRIMI CONSIGLI REGIONALI O INTERREGIONALI
Il
presidente dell’assemblea elettorale, entro tre giorni dalla
proclamazione di tutti i componenti del Consiglio regionale o
interregionale, trasmette al Consigliere che ha riportato il maggior
numero di voti - o in caso di parità di voti, al più anziano di età -
l’estratto del verbale di proclamazione degli eletti e lo invita a
convocare il Consiglio ai fini della costituzione e dell’elezione delle
cariche, entro il termine di quindici giorni fissato dall’art. 66,
quinto comma, della legge.
La Commissione unica dispone che,
all’atto dell’insediamento dei Consigli regionali o interregionali,
siano ad essi consegnati i fascicoli personali dei rispettivi iscritti
nell’Albo, negli elenchi speciali e nel registro dei praticanti, nonché
ogni documentazione concernente le pratiche in corso di loro competenza.
Delle operazioni di consegna viene redatto apposito verbale.

ART. 73 CONVOCAZIONE DEL PRIMO CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE
La
Commissione unica - entro quindici giorni dalla ricezione delle
comunicazioni dei nominativi di tutti i componenti eletti - convoca il
Consiglio nazionale ai fini della sua costituzione e dell’elezione
delle cariche.
Per l’elezione delle cariche del primo Consiglio
nazionale si osservano le disposizioni di cui agli artt. 22, 23 e 24
del presente regolamento.
Dell’avvenuto insediamento del Consiglio
nazionale è data immediata comunicazione, a cura del segretario, alla
Commissione unica, la quale provvede senza indugio a trasmettere le
attività patrimoniali esistenti, nonché l’archivio ed ogni
documentazione concernente le pratiche in corso di competenza del
Consiglio nazionale. Delle operazioni di consegna viene redatto
apposito verbale.

ART. 74 RICORSI CONTRO I RISULTATI DELLE ELEZIONI DEI PRIMI CONSIGLI REGIONALI O INTERREGIONALI E DEL PRIMO CONSIGLIO NAZIONALE
Per
i ricorsi contro i risultati delle elezioni dei primi Consigli
regionali o interregionali e del primo Consiglio nazionale si
osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute,
rispettivamente, negli artt. 59 e seguenti e 66 del presente
regolamento.
I ricorsi di cui al comma precedente vanno presentati o
notificati alla segreteria della Commissione unica, che ne cura la
trasmissione al competente Consiglio regionale o interregionale ovvero
al Consiglio nazionale subito dopo il loro insediamento.

ART. 75 NORME TRANSITORIE PER GLI ISCRITTI NEGLI ELENCHI SPECIALI
Le
persone iscritte, alla data di entrata in vigore della legge, negli
elenchi speciali di cui all’art. 4, quinto comma, ed art. 7, ultimo
comma, del Regio Decreto 26 febbraio 1928, n. 384, sono iscritte, dai
competenti Consigli regionali o interregionali, nei rispettivi elenchi
speciali previsti dall’art. 28 della legge; esse conservano la
precedente anzianità.