Professione giornalistica - Modifiche dei presidenti degli Ordini dei Giornalisti del Lazio-Molise, della Lombardia e del Veneto


Professione giornalistica - Modifiche dei presidenti degli Ordini dei
Giornalisti del Lazio-Molise, della Lombardia e del Veneto alla
proposta del relatore Passigli

Art. 1
1. L'esercizio dell'attività giornalistica è regolato e tutelato dalla presente legge.

Art. 2
1. E' istituito presso l'Ufficio del Garante per la
Radiodiffusione e l'Editoria un Consiglio nazionale per l'informazione
- con strutture regionali o interregionali - incaricato di tenere
l'Albo nazionale dei Giornalisti. Agli iscritti all'Albo viene
rilasciata la Carta di identità professionale dei giornalisti (di
seguito denominata "Carta"). Il Consiglio tiene ed aggiorna i seguenti
elenchi:

1) l'elenco dei giornalisti praticanti;
2) l'elenco dei collaboratori di testate giornalistiche che non svolgano il lavoro giornalistico come attività principale;
3)
gli elenchi di coloro che svolgono attività prevalente di fotoreporter,
di telecineoperatore, di addetto ai servizi di informazione telematica
aperti al pubblico e di eventuali nuove figure professionali della
comunicazione, nel caso che essi non siano in possesso della Carta;
4) l'elenco dei direttori delle pubblicazioni tecniche, scientifiche, commerciali e professionali.

2. All'Albo può accedere su domanda chiunque abbia conseguito la
laurea in Scienze dell'informazione ad indirizzo giornalistico o altra
laurea integrata da un corso di specializzazione biennale, svolto
presso Istituti di istruzione universitaria a ciò specificamente
abilitati dal Ministero dell'Università e della Ricerca scientifica o
presso le sei scuole di giornalismo istituite tra il 1977 e il 1990.
Può altresì ottenere il rilascio della Carta chi abbia conseguito altra
laurea e sia in possesso di una attestazione di avere svolto un periodo
formazione di durata almeno annuale nell'arco del triennio di
assunzione come redattore praticante in una testata giornalistica.

3. Il Garante è tenuto ad emanare, con proprio decreto, un
Regolamento che detti i criteri attraverso cui procedere all'elezione
del Consiglio nazionale per l'informazione fissando il numero dei
consiglieri e le norme di funzionamento (anche per quanto riguarda le
strutture regionali o interregionali).

4. Agli oneri derivanti dalle spese di funzionamento del Consiglio e
delle sue strutture regionali o interregionali, ivi comprese le spese
per il personale, si provvede con le quote annuali versate dai titolari
della Carta.

5. Il Consiglio nazionale per l'informazione subentra in tutti i
rapporti giuridici facenti capo, alla data di entrata in vigore della
presente legge, all'Ordine nazionale e agli Ordini regionali dei
giornalisti. Il personale dipendente dell'Ordine nazionale e degli
Ordini regionali dei giornalisti passa alle dipendenze del Consiglio
nazionale per l'informazione. Sono trasferiti al Consiglio nazionale
per l'informazione le risorse finanziarie, i beni mobili e immobili, le
strutture e le attrezzature dell'Ordine nazionale e degli Ordini
regionali dei giornalisti.

Art. 3
1. Per un periodo transitorio di sette anni dall'entrata
in vigore della presente legge potrà accedere all'Albo anche chi, non
provvisto del titolo di studio di cui all'art. 2 ma in possesso di
diploma di istruzione superiore, abbia svolto per almeno tre anni
consecutivi attività giornalistica a titolo prevalente.

2. E' considerata attività giornalistica quella prestata sia a titolo di lavoro dipendente che a titolo di lavoro autonomo.

3. Per attività giornalistica deve intendersi la prestazione di
lavoro intellettuale volta alla raccolta, al commento e alla
elaborazione di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione
interpersonale attraverso gli organi di informazione. Il giornalista si
pone pertanto come mediatore intellettuale tra il fatto e la diffusione
della conoscenza di esso

Art. 4
1. I1 Consiglio nazionale per l'informazione accerta l'esistenza dei requisiti obiettivi per l'ammissione all'Albo.

Art. 5
1. In sede di sua istituzione sono iscritti di diritto
all'Albo tutti gli attuali giornalisti professionisti. Gli attuali
giornalisti pubblicisti sono iscritti di diritto in una apposita
sezione ad esaurimento dell'Albo; ad essi si applicano, quando ne
ricorrano i presupposti, gli articoli 2 e 3.

Art. 6
1. Entro 24 mesi dall'entrata in vigore della presente
legge, gli iscritti all'Albo eleggeranno una Commissione nazionale
incaricata di formulare le regole deontologiche cui devono attenersi i
giornalisti e un «Giurì nazionale per la lealtà e la correttezza
dell'informazione» che, organizzato anche a livello regionale o
interregionale, nei casi di violazione delle regole deontologiche,
potrà decidere le sanzioni (ammonimento, censura, sospensione da 2 a 12
mesi e cancellazione dall'Albo con ritiro della Carta) che sono
esecutive anche se impugnate. Il Garante è tenuto ad emanare il
Regolamento per la Commissione e lo Statuto del Giurì che dettino i
criteri attraverso cui procedere all'elezione della Commissione e del
Giurì fissando il numero dei rispettivi consiglieri e le norme di
funzionamento. Il Codice deontologico, che potrà essere aggiornato
almeno ogni cinque anni, sarà pubblicato con decreto del Garante sulla
Gazzetta ufficiale.

2. Il procedimento disciplinare è iniziato d'ufficio dalla struttura
regionale del Giurì (la cui composizione coincide con quella del
Consiglio regionale o interregionale per l'informazione) o anche su
richiesta del Garante, il quale si avvarrà anche delle segnalazioni del
«Garante del mercato e della concorrenza» (per quanto riguarda la
pubblicità ingannevole o mascherata) e di quelle del «Garante dei dati
personali» per ciò che concerne il rispetto del Codice deontologico di
cui all'articolo 25 della legge 31 dicembre 1996 n. 675 ("Tutela delle
persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati
personali").

3. Il Giurì è «l'organo titolare del potere disciplinare»,
individuato dall'articolo 115 (comma 2) del Cp, nei riguardi degli
iscritti all'Albo che pubblichino «generalità e immagine di testimoni,
persone offese o danneggiate dal reato minori di età» (art. 114, punto
6, del Cp).

4. Le deliberazioni di secondo grado del Consiglio nazionale per
l'informazione e del Giurì nazionale possono essere impugnate, nel
termine di 30 giorni dalla notifica, innanzi al Tar del capoluogo di
Regione ove è stata emessa la decisione di primo grado. Il Tar è tenuto
a decidere nei successivi 60 giorni.

5. Il Consiglio nazionale per l'informazione e il Giurì nazionale
per la lealtà e la correttezza dell'informazione, nonché le loro
strutture regionali o interregionali, decidono in via amministrativa in
materia di iscrizione e di cancellazione dall'Albo e in materia
disciplinare.

6. Con riferimento e con modifica del quinto comma dell'articolo 8
della legge 8 febbraio 1948 n. 47, il presidente regionale o
interregionale del Giurì dispone in via d'urgenza che i direttori
responsabili delle testate edite nella circoscrizione territoriale di
detto Giurì, su richiesta della parte offesa, pubblichino la rettifica
di cui allo stesso articolo 8 della legge n. 47/1948 e all'articolo 10
della legge 6 agosto 1990

7. Alle spese di funzionamento della Commissione e del Giurì a
livello nazionale, regionale o interregionale, provvede il Consiglio
nazionale per l'informazione.

Art. 7
1. Fino all'elezione del Consiglio nazionale per
l'informazione e del Giurì per la lealtà e la correttezza
dell'informazione e delle loro strutture regionali o interregionali,
restano in vigore organi e regole dell'attuale Ordine dei Giornalisti.

Franco Abruzzo, presidente
dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia

Michelangelo Bellinetti, presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto

Bruno Tucci, presidente
dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio-Molise