Modifiche tecniche proposte da Franco Abruzzo al secondo progetto Passigli sulla professione giornalistica

1) Il problema posto dal sen. Michele Bonatesta (An)
può essere superato agevolmente prevedendo (in coda all’art. 3 della
proposta Passigli) che possono essere iscritti all’Albo i pubblicisti

a) che sono inquadrati con riferimento agli articoli 2
(collaboratori fissi); 12 (corrispondenti) e 36 (redattori a tempo
parziale nelle redazioni decentrate e negli uffici di corrispondenza
oppure redattori a tempo pieno) del vigente Cnlg (che è diventato legge
con il Dpr n. 153/1961);
b) che sono, comunque, iscritti alla
"gestione separata" dell’Inpgi (varata con riferimento al Decreto
legislativo n. 103/1996) in quanto collaboratori autonomi o titolari di
un contratto di collaborazione coordinata e continuativa ex art. 2222
Cc. L’iscrizione alla "gestione separata" dell’Inpgi vale per i
giornalisti professionisti o pubblicisti free lance come prova della "continuità professionale" e quindi come unico elemento che abilita all’iscrizione all’Albo.

2) Il Comitato ristretto ha eliminato ieri la coda
dell’articolo 3: in sede di sanatoria, i pubblicisti con tre o quattro
anni di attività prevalente alle spalle verranno iscritti nell’Albo senza dover
seguire un corso di un anno presso strutture formative (di cui all’art.
2). La sanatoria avrà un arco temporale di sette anni.

3) Il Comitato ristretto ha accolto una richiesta (elaborata anche da me) che sta a cuore alla Lega Nord e che riguarda il tema della rettifica. La tutela rapidissima (e a costo zero)
dei cittadini e delle formazioni sociali verrà assicurata da un comma
da inserire in coda al punto 3 dell’articolo 1 grosso modo così
concepito: «Con riferimento e con modifica del quinto comma
dell’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, il presidente della
Commissione di Vigilanza (a livello regionale o interregionale), di cui
all’art. 2, dispone in via d’urgenza che i direttori responsabili delle
testate edite nella circoscrizione territoriale di detta Commissione,
su richiesta della parte offesa (cittadini, enti pubblici,
amministrazioni pubbliche, associazioni e soggetti giuridici privati,
partiti e movimenti politici), pubblichino la rettifica di cui allo
stesso articolo 8 della legge n. 47/1948 e all’articolo 10 della legge
6 agosto 1990 n. 223 nei termini temporali e secondo le modalità
previsti dalle leggi citate. In caso di rifiuto motivato di
provvedimento da parte del presidente della Commissione, l’autore della
richiesta di rettifica può chiedere al pretore, ai sensi dell’art. 700
del Codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione».

4) Con riferimento alle polemiche di Petrina, l’Ordine dei
Giornalisti oggi ha, ex art. 24 della legge n. 69/1963, la sua sede
legale presso il ministero di Grazia e Giustizia ma...nessuno afferma
che dipende dal ministro Flick