3° TESTO UNIFICATO PROPOSTO DAL RELATORE PASSIGLI PER I DISEGNI DI LEGGE SULL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' GIORNALISTICA (14/5/1997)

Art. 1
1.
In considerazione del ruolo e della rilevante responsabilità sociale
dell'informazione, l'esercizio dell'attività giornalistica è regolato e
tutelato dalla presente legge.

2. É attività giornalistica la prestazione di lavoro intellettuale
volta alla raccolta, al commento e alla elaborazione di notizie
destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale attraverso
gli strumenti di informazione.

3. É considerata attività giornalistica quella prestata sia a titolo di lavoro dipendente che a titolo di lavoro autonomo.

4. Il giornalista si pone come mediatore intellettuale tra i fatti e
i documenti e la diffusione della loro conoscenza. É dovere
inderogabile del giornalista il rispetto della verità sostanziale dei
fatti ed è suo diritto insopprimibile la libertà di ricerca delle
notizie, di informazione e di critica.

Art. 2
1. Il giornalista nell'esercizio della sua attività ha
l'obbligo di osservanza delle norme di legge a tutela della personalità
altrui, delle norme deontologiche di cui all'articolo 6, e dei doveri
imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

2. Le fonti delle notizie pubblicate devono sempre essere rese note,
salvo i casi nei quali il rispetto del segreto professionale sulla
fonte delle notizie è richiesto dal carattere fiduciario di esse o
dalla protezione di persone coinvolte nella notizia.

3. Lo statuto, di cui all'articolo 6, individua l'organo o gli
organi competenti per la formulazione delle regole deontologiche,
nonché per l'applicazione di sanzioni per la loro violazione. Tali
sanzioni sono provvisoriamente esecutive anche se impugnate in sede
giurisdizionale. Alle regole deontologiche dovrà attenersi chiunque,
anche se non iscritto all'Albo, svolga a qualsiasi titolo attività
giornalistica anche saltuaria.

4. Con riferimento e con modifica del quinto comma dell'articolo 8
della legge 8 febbraio 1948, n. 47, il Presidente della Commissione
Nazionale di Vigilanza o delle sue eventuali articolazioni regionali,
di cui all'articolo 2 della presente legge, dispone in via d'urgenza
che i direttori responsabili delle testate edite nell'area di propria
competenza territoriale su richiesta della parte offesa pubblichino la
rettifica di cui allo stesso articolo 8 della legge 47/1948 e
all'articolo 10 della legge 6 agosto 1990, n. 223, nei termini
temporali e secondo le modalità previsti dalle leggi citate. In caso di
rifiuto motivato di provvedimento da parte del Presidente della
Commissione l'autore della richiesta di rettifica può chiedere al
pretore, ai sensi dell'articolo 700 del Codice di procedura civile, che
sia ordinata la pubblicazione.

Art.3
1. Sono istituiti presso il Garante per la Radiodiffusione
e l'Editoria l'Albo nazionale dei giornalisti e la Commissione
nazionale di vigilanza.

2. All'Albo, la cui tenuta è affidata alla suddetta Commissione,
accede su domanda chiunque abbia conseguito la laurea in Scienze
dell'informazione ad indirizzo giornalistico, o altra laurea integrata
da un corso di specializzazione biennale, svolto presso istituti di
istruzione universitaria o altre strutture formative a ciò
specificatamente abilitate dal Ministero dell'Università e della
ricerca scientifica e tecnologica.

3. Agli iscritti all'Albo che dichiarino di aver svolto nell'anno
precedente l'attività giornalistica quale propria attività prevalente
viene rilasciata la Carta di identità professionale dei giornalisti.

Art. 4
1. Per un periodo transitorio di sette anni dalla data di
entrata in vigore della presente legge potrà accedere all'Albo anche
chi, non provvisto del titolo di studio di cui all'art. 3 ma in
possesso di diploma di istruzione secondaria superiore ed iscritto alla
gestione separata dell'Inpgi, abbia svolto per almeno tre anni
consecutivi o quattro anni non consecutivi attività giornalistica a
titolo continuativo ancorché non esclusivo.

Art. 5
1. In sede di istituzione dell'Albo, il Garante per la
Radiodiffusione e l'Editoria assicura che vi siano iscritti di diritto
all'Albo tutti gli attuali giornalisti professionisti, nonché quei
giornalisti pubblicisti che abbiano con un organo di informazione uno
dei rapporti regolati dagli articoli 2, 12 o 36 del vigente Contratto
nazionale di lavoro dei giornalisti.

2. I restanti giornalisti pubblicisti sono iscritti di diritto in
una apposita sezione ad esaurimento dell'Albo. Su loro domanda, da
inviare al Garante per la Radiodiffusione e l'Editoria entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, ad essi si applicano,
quando ne ricorrano i presupposti, gli articoli 3 e 4 della presente
legge.

3. Vengono inoltre iscritti all'Albo al compimento del periodo di
praticantato quanti all'entrata in vigore della presente legge abbiano
la qualifica di praticante.

4. Completate le operazioni di cui al comma 1, ed adottato lo
Statuto di cui al successivo art. 6, l'esistenza dei requisiti
obiettivi per l'ammissione all'Albo è accertata dalla Commissione
nazionale di vigilanza.

Art. 6
1. Entro 12 mesi dall'entrata in vigore della presente
legge il Garante per la Radiodiffusione e l'Editoria convoca tutti gli
iscritti all'Albo, in possesso della carta di identità professionale,
ai sensi del comma 1 dell'articolo 5 perché essi provvedano ad eleggere
al proprio interno una Commissione di 9/15 membri incaricata di
adottare entro i successivi 12 mesi lo Statuto dell'Albo determinandone
gli organi e l'eventuale articolazione regionale o interregionale.

2. Lo Statuto fissa composizione, durata e funzioni della Commissione Nazionale di Vigilanza.

Art. 7
1. Agli oneri derivanti dalle spese di funzionamento
dell'Albo, ivi comprese le spese per il personale, si provvede con le
quote annuali versate dagli iscritti.

2. L'Albo subentra nel patrimonio ed in tutti i rapporti giuridici
facenti capo, alla data di entrata in vigore della presente legge,
all'Ordine nazionale e agli Ordini regionali dei giornalisti.

Art. 8
1. Fino all'adozione dello Statuto e delle regole
deontologiche, nonché all'elezione della Commissione Nazionale di
Vigilanza, restano in vigore gli organi e regole dell'attuale Ordine
dei Giornalisti.

Art. 9
1. Sono abrogate le disposizioni della legge 3 febbraio 1963 n. 69 incompatibili con la presente legge.