Il progetto di riforma della Rai (ddl 17.5.2007) sul modello di governance della Bbc inglese

Roma, 17 maggio 2007.
Progetto di riforma della governance della RAI. Con un disegno di legge
presentato dal Ministro Gentiloni il Consiglio dei Ministri ha
approvato, nella seduta del 17 maggio 2007, la riforma della disciplina
e dell’organizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo. In
particolare si provvede a regolamentare e riorganizzare il servizio
pubblico generale radiotelevisivo prevedendo che lo stesso sia affidato
in concessione ad una fondazione che è chiamata a svolgerlo sulla base
di una Carta del servizio pubblico disciplinata dallo stesso disegno di
legge. Il modello di riferimento di questa riforma sembra
essere stato quello della inglese BBC. Cioè un sistema di governance
cosiddetto “a catena lunga”, che vede, al vertice, un board di 11
“saggi” (la neocostituita Fondazione RAI) – ferme restando le funzioni
di vigilanza della Commissione parlamentare e del Ministero delle
comunicazioni – e, a valle, la RAI s.p.a., come società holding, di
controllo delle “società operative (una per le reti e gli impianti,
l’attuale Rai Way; una per il servizio pubblico, interamente finanziata
con il canone, una terza per la TV commerciale, finanziata con i
proventi della pubblicità, nonché altre società operative per settori
omogenei connessi). Il ruolo di azionista non sarà più esercitato dal
Governo per il tramite del Ministero dell’economia e delle finanze ma
da una Fondazione, costituita ex novo, con compiti di indirizzo e di
impulso, quindi né di natura gestionale né operativa, nei confronti
della RAI SpA. Lo strumento utilizzato per il governo dell’impresa è
stato articolato su due livelli, il più alto dei quali fa capo alla
Fondazione con compiti di tutela e rappresentanza dell’utenza di far
rispettare la Carta di servizi nonché di difendere l’autonomia del
servizio anche attraverso il potere di scelta degli amministratori
delle società cui è affidata la gestione concreta dello stesso
servizio. Il patrimonio della Fondazione sarà totalmente vincolato al
perseguimento degli scopi statutari e gestito in modo coerente con la
natura della fondazione quale ente senza scopo di lucro. L’organo al
quale saranno affidati i compiti di indirizzo strategico di Rai SpA e
delle società controllate sarà il Consiglio della Fondazione. Esso
amministrerà la Fondazione, sottoscriverà la Carta del servizio
pubblico, predisporrà il contratto biennale, nominerà il CdA di Rai SpA
e approverà lo statuto di Rai SpA. La Rai SpA, invece, dovrà realizzare le attività
di servizio pubblico anche attraverso il coordinamento delle attività
delle società operative del Gruppo. La riorganizzazione della Rai SpA dovrà assicurare
l’unitarietà della RAI SpA e il controllo proprietario in capo alla
Fondazione del complesso delle attività aziendali, anche in presenza di
partecipazioni di soggetti terzi. Nella riorganizzazione viene prevista
la costituzione di una società ad hoc prevalentemente finanziata dal
canone radiotelevisivo, la cui attività si dovrà esplicare attraverso
l’esercizio di reti televisive generaliste e di reti radiofoniche
nonché la costituzione di una società commerciale interamente
finanziata dagli introiti pubblicitari. Il testo del provvedimento è soggetto a modifiche
in qualsiasi momento fino al momento della presentazione formale al
Parlamento che deve esaminarlo e ratificarlo. (da www.cittadinolex.it)   DISCIPLINA E ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO GENERALE RADIOTELEVISIVO -  Cdm 17.5.2007   Articolo 1.Definizione dei compiti del servizio pubblico generale radiotelevisivo 1. Il servizio pubblico generale radiotelevisivo è
affidato per concessione alla Fondazione di cui all’articolo 2, che lo
svolge, per il tramite di RAI Radiotelevisione Italiana SpA, di seguito
RAI SpA, e delle società da questa controllate, sulla base della Carta
del servizio pubblico di cui all’articolo 8. La concessione ha durata
di dodici anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ed
è rinnovabile.   2. Il servizio pubblico generale radiotelevisivo comunque garantisce:   a) la promozione della libera espressione delle opinioni e la garanzia dell’accesso ai soggetti politici e sociali; b la diffusione dei principi costituzionali, la
consapevolezza dei diritti di cittadinanza e la promozione della
dignità delle persone; c) la valorizzazione della lingua e della cultura italiana e la promozione delle conoscenze; d) la valorizzazione del ruolo delle Regioni e della pluralità linguistica e culturale; e) la crescita del senso di appartenenza dei cittadini italiani all’Unione europea; f) la produzione autonoma di contenuti, lo
sviluppo della multimedialità, la qualità tecnica dei servizi, un alto
livello di audience. 3. Il soggetto cui è affidato mediante concessione
il servizio pubblico generale radiotelevisivo può svolgere, attraverso
società controllate, attività commerciali ed editoriali, connesse alla
diffusione di immagini, suoni e dati, nonché altre attività correlate,
purché esse non risultino di pregiudizio al migliore svolgimento dei
pubblici servizi concessi e concorrano alla equilibrata gestione
aziendale.   Articolo 2. Costituzione della Fondazione Entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge è istituita una Fondazione, denominata Fondazione
RAI per l’esercizio del servizio pubblico generale radiotelevisivo. Il
Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato allo scopo ad
esperire le procedure di costituzione previste dall’ordinamento. 2. Entro 60 giorni dal termine di cui al comma 1,
il Ministero dell’economia e delle finanze trasferisce alla Fondazione
le azioni della società RAI Radiotelevisione Italiana SpA, di seguito
RAI SpA.   Articolo 3. Finalità generali e statuto della Fondazione Fermi restando i poteri e le attribuzioni
conferiti dall’ordinamento vigente alla Commissione parlamentare per
l’indirizzo generale e la vigilanza sul servizio pubblico
radiotelevisivo, di seguito Commissione parlamentare, ed all’Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni, di seguito Autorità, la Fondazione
garantisce la prestazione del servizio pubblico radiotelevisivo. La Fondazione garantisce l’autonomia del servizio
pubblico radiotelevisivo dal potere politico ed economico; verifica il
valore pubblico della programmazione; assicura la gestione efficiente
di RAI SpA e di tutte le società controllate e svolge ogni altro
compito o attività previsto dallo statuto ai sensi della presente
legge. Lo statuto definisce l'assetto organizzativo della
Fondazione, prevede l’attribuzione al Consiglio di amministrazione
della Fondazione, di seguito Consiglio della Fondazione, della
competenza in ordine alla determinazione delle linee generali di
intervento, delle priorità e degli obiettivi della Fondazione stessa ed
alla verifica dei risultati conseguiti; disciplina i compiti ed il
funzionamento del collegio sindacale. Lo statuto della Fondazione, e le
sue successive modificazioni, sono adottati dal Consiglio della
Fondazione con voto a maggioranza assoluta dei suoi componenti e
trasmessi al Ministro delle comunicazioni ed al Ministro dell’economia
e delle finanze. Lo statuto, e le sue successive modificazioni, si
intendono approvati trascorsi trenta giorni dalla ricezione senza la
formulazione di rilievi. 4. Lo statuto stabilisce le modalità di
destinazione del reddito, regola l’acquisizione delle partecipazioni di
controllo in enti e società che abbiano per oggetto esclusivo
l'esercizio di imprese strumentali; reca le disposizioni in materia di
tenuta del bilancio e di predisposizione delle scritture contabili, che
faranno riferimento, in quanto applicabili, alle disposizioni di cui
agli articoli da 2421 a 2435-bis del codice civile.   Articolo 4. Patrimonio della Fondazione Il patrimonio della Fondazione è costituito: dalla quota di partecipazione al capitale sociale di RAI SpA; dai beni immobili e mobili, dai valori mobiliari e dalle elargizioni eventualmente successivamente conferiti; da contributi da parte di enti e privati; da contributi attribuiti al patrimonio dall'Unione Europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici; dalle somme derivanti e prelevate dai redditi
della Fondazione che il Consiglio della Fondazione delibera di
destinare a incrementare il patrimonio. Il patrimonio della Fondazione è totalmente
vincolato al perseguimento degli scopi statutari ed è gestito in modo
coerente con la natura della Fondazione quale ente senza scopo di lucro
che opera secondo principi di trasparenza e moralità. La Fondazione, nell'amministrare il patrimonio,
osserva criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il
valore ed ottenerne una redditività adeguata.   Articolo 5. Consiglio della Fondazione 1. Il Consiglio della Fondazione è l’organo al
quale è riservata la individuazione delle linee generali essenziali
alla vita della Fondazione stessa ed al raggiungimento dei suoi scopi.
Esso svolge compiti di indirizzo strategico di RAI SpA e delle società
controllate, nonché di delineazione degli obiettivi generali e di
verifica del loro assolvimento. 2. Il Consiglio della Fondazione a tali fini: amministra la Fondazione in conformità ai principi
di legge sul servizio pubblico radiotelevisivo e ne delinea i programmi
e i settori di intervento; sottoscrive la Carta del servizio pubblico e risponde della sua attuazione; predispone il Contratto biennale; nomina il Consiglio di amministrazione di RAI SpA, di seguito Consiglio di RAI SpA; approva lo statuto di RAI SpA e le sue modificazioni; esercita l’azione di responsabilità ai sensi del codice civile nei confronti dei consiglieri di amministrazione di RAI SpA. 3. Il Consiglio della Fondazione è composto da
undici membri, di cui quattro nominati dalla Commissione Parlamentare a
maggioranza dei due terzi dei suoi componenti; due nominati dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano, di seguito Conferenza
permanente; uno ciascuno dal Consiglio nazionale dell’economia e del
lavoro, dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti,
dall’Accademia Nazionale dei Lincei, dalla Conferenza dei Rettori delle
Università italiane. L’undicesimo consigliere è eletto dai dipendenti
di RAI SpA e delle società da questa controllate. 4. La Commissione parlamentare elegge unicamente
soggetti che abbiano presentato la loro candidatura, nell’ambito di una
procedura di sollecitazione pubblica avviata con la pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale di un bando allo scopo predisposto dall’Autorità.
Possono essere eletti soltanto soggetti che, previo invio alla
Commissione parlamentare, che ne cura la pubblicazione sul proprio sito
web, del relativo curriculum vitae, e nel rispetto dell’equilibrio di
genere, siano ricompresi in una rosa di designazioni pari ad almeno il
doppio e non superiore al triplo dei soggetti eligendi, approvata dalla
Commissione parlamentare medesima. L’elezione è effettuata dalla
Commissione parlamentare, previa audizione delle persone designate. 5. La Conferenza permanente nomina unicamente
soggetti che abbiano presentato la loro candidatura, nell’ambito di una
procedura di sollecitazione pubblica avviata con la pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale di un bando allo scopo predisposto dall’Autorità.
Possono essere nominati soltanto soggetti che, previo invio del
relativo curriculum vitae alla Conferenza permanente, che ne cura la
pubblicazione sul proprio sito web, , e nel rispetto dell’equilibrio di
genere, siano ricompresi in una rosa di designazioni pari ad almeno il
doppio e non superiore al triplo dei soggetti nominandi, approvata
dalla Conferenza permanente medesima. La nomina è effettuata dalla
Conferenza permanente previa audizione delle persone designate 6. Le audizioni di cui ai commi 4 e 5 sono
finalizzate a verificare in contraddittorio il possesso dei requisiti
di professionalità e indipendenza di cui al comma 11. 7. L’assemblea del Consiglio nazionale
dell’economia e del lavoro, il Consiglio nazionale dei consumatori e
degli utenti, il Consiglio di presidenza dell’Accademia Nazionale dei
Lincei e l’Assemblea generale della Conferenza dei Rettori delle
Università italiane, procedono alla nomina con deliberazione assunta a
maggioranza dei due terzi dei componenti dei rispettivi collegi. 8. Il rappresentante dei dipendenti RAI è eletto a
scrutinio segreto, previa presentazione di candidature predisposte
sulla base di procedure e modalità stabilite con delibera del collegio
dei revisori della società RAI SpA, e comunque assicurando la massima
pubblicità, trasparenza e partecipazione. 9. I membri del Consiglio della Fondazione sono
nominati per un periodo di sei anni e non possono essere confermati
nella carica. 10. In fase di prima applicazione, il mandato di
due dei quattro consiglieri di elezione parlamentare, di uno dei due
consiglieri di nomina regionale, e di due degli altri consiglieri, dura
tre anni. Nella prima seduta del Consiglio della Fondazione, in
applicazione delle disposizioni di cui al presente comma, sono
determinati a sorte i consiglieri che cesseranno il loro incarico
trascorsa la metà del mandato ordinario. 11. I membri del Consiglio della Fondazione sono
scelti tra persone di indiscussa moralità e indipendenza e di
comprovata professionalità e competenza nei settori della
comunicazione, dell’audiovisivo, del cinema, delle arti, della cultura,
del diritto e dell’economia, dei mezzi di comunicazione, delle reti di
comunicazione elettronica, delle nuove tecnologie e dell’ICT. Non
possono essere nominati componenti coloro che nei due anni precedenti
alla nomina hanno ricoperto incarichi elettivi politici a qualunque
livello o ruoli e uffici di rappresentanza nei partiti politici,
l’incarico di Presidente, amministratore delegato o consigliere di
amministrazione nell’ambito di imprese private operanti nel settore
delle comunicazioni. 12. I membri del Consiglio della Fondazione non
possono esercitare, direttamente o indirettamente, a pena di automatica
ed immediata decadenza alcuna attività professionale o di consulenza,
essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, né
ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi gli
incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere
interessi diretti o indiretti in imprese operanti nel settore delle
comunicazioni. E’ fatta salva l’attività di studio e ricerca. I
dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo
per l'intera durata dell'incarico secondo i rispettivi ordinamenti. 13. Il Presidente del Consiglio della Fondazione è
scelto tra i componenti del Consiglio, che lo nomina, con voto a
maggioranza assoluta, nella prima riunione successiva alla costituzione
della Fondazione. Il Presidente, che dura in carica sino alla scadenza
del mandato conferito ai sensi del comma 9, non può essere rieletto. Il
Presidente non può essere sorteggiato ai sensi e per gli effetti di cui
al comma 10. 14. Nei casi di sostituzione ordinaria, ovvero in
caso di dimissioni o impedimento del Presidente o di un membro del
Consiglio della Fondazione, si procede alla sostituzione secondo le
regole ordinarie previste per la nomina dei componenti. Si applicano in
questo caso le disposizioni di cui ai commi che precedono. 15. Con il Codice etico della Fondazione sono
stabilite le regole di condotta dei componenti degli organi della
Fondazione stessa, anche con previsioni relative al conflitto di
interesse deliberativo individuale ed al connesso obbligo di
astensione. Il medesimo Codice etico disciplina altresì limitazioni e
divieti in ordine all’intrattenimento di rapporti di collaborazione,
consulenza o impiego con imprese operanti nel settore di competenza da
parte dei membri del Consiglio della Fondazione nel biennio successivo
alla cessazione del relativo mandato, nonché le regole di condotta dei
dirigenti e del personale della Fondazione. 16. La Commissione parlamentare, sentito il
Collegio sindacale della Fondazione, con voto espresso a maggioranza
dei due terzi dei suoi componenti, dispone la revoca del Presidente e
dei membri del Consiglio della Fondazione che siano incorsi in
violazioni della legge ovvero in violazioni gravi delle disposizioni
dello statuto della Fondazione. La revoca è disposta per l’intero
Consiglio, con le modalità di cui al presente comma, in caso di
perdurante, comprovata e grave impossibilità di funzionamento
dell’organo.   Articolo 6. Collegio sindacale della Fondazione e controllo contabile e gestionale 1. Il collegio sindacale della Fondazione vigila
sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi
di corretta amministrazione, nonché sull’adeguatezza dell’assetto
organizzativo e contabile adottato dalla Fondazione e sul suo concreto
funzionamento. 2. Il collegio sindacale è composto da tre
componenti effettivi e due supplenti. I componenti effettivi sono
nominati rispettivamente dal Ministero dell’economia e delle finanze
con funzioni di Presidente, dal Ministero delle comunicazioni e dal
Consiglio della Fondazione. I membri supplenti sono nominati uno dal
Ministero dell’economia e delle finanze e l’altro dal Ministero delle
comunicazioni. 3. Il collegio sindacale può chiedere agli
amministratori della Fondazione notizie, anche relative alle società
controllate, sull’andamento generale della gestione o su suoi singoli
aspetti. Può altresì scambiare informazioni con i corrispondenti organi
delle società controllate sull’andamento dell’attività sociale. 4. Il controllo contabile e sulla gestione della
Fondazione è attribuito ad una società di revisione scelta ai sensi di
legge dal Consiglio della Fondazione tra quelle iscritte nel registro
dei revisori contabili e, per i fini di cui alla presente legge,
soggetta alla disciplina dell’attività di revisione prevista per le
società con azioni quotate nei mercati regolamentati ed alla vigilanza
della CONSOB.   Articolo 7. RAI Radiotelevisione Italiana SpA 1. RAI SpA realizza le attività di servizio
pubblico generale radiotelevisivo anche attraverso il coordinamento
delle attività delle società operative del Gruppo, con poteri di
proposta nei confronti della Fondazione, nell'ambito delle linee
generali, delle priorità e degli obiettivi strategici stabiliti dal
Consiglio della Fondazione. 2. RAI SpA provvede inoltre a: a) assicurare l’attuazione degli indirizzi, delle
strategie e dei programmi definiti dal Consiglio della Fondazione in
conformità alla natura di servizio pubblico dell’attività svolta; b) applicare il Contratto biennale ed assicurarne l’attuazione da parte delle società operative del Gruppo; c) nominare i Consigli di amministrazione della società operative del Gruppo; 3. Il Consiglio di RAI SpA è composto da cinque
membri nominati dal Consiglio della Fondazione con voto espresso a
maggioranza dei suoi componenti. 4. I membri del Consiglio di RAI SpA sono scelti
tra persone di indiscussa moralità e indipendenza e di comprovata
professionalità e pluriennale competenza manageriale nei settori
dell’economia, della finanza, del diritto, delle nuove tecnologie e
dell’ICT. Non possono essere nominati componenti coloro che nei due
anni precedenti alla nomina hanno ricoperto incarichi elettivi politici
a qualunque livello, o ruoli e uffici di rappresentanza nei partiti
politici. I componenti sono nominati per un periodo di tre anni e
possono essere confermati nella carica secondo le disposizioni del
codice civile. 5. Il Presidente del Consiglio di RAI SpA è
nominato dal Consiglio della Fondazione e svolge le attività previste
dal codice civile. Esso dura in carica tre anni e può essere rieletto
secondo le disposizioni del codice civile. Il Presidente del Consiglio
di RAI SpA ha la rappresentanza legale della società ed esercita i
poteri connessi. Egli può delegare propri poteri ad altri consiglieri. 6. Il Consiglio di RAI SpA nomina al suo interno
un Amministratore delegato che sovrintende alla gestione,
all’organizzazione ed al funzionamento dell’azienda, ed esercita gli
altri poteri previsti dal codice civile. Esso dura in carica tre anni e
può essere rieletto secondo le disposizioni del codice civile. 7. In caso di dimissioni o impedimento del
Presidente, dell’Amministratore delegato o di ogni altro membro del
Consiglio, si procede alla sostituzione secondo le regole ordinarie
previste per la nomina dei componenti. Si applicano in questo caso le
disposizioni di cui ai commi che precedono. 8. I membri del Consiglio di RAI SpA non possono
esercitare, direttamente o indirettamente, a pena di automatica ed
immediata decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza,
essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, né
ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi gli
incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere
interessi diretti o indiretti in imprese operanti nel settore delle
comunicazioni. E’ fatta salva l’attività di studio e ricerca. I
dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo
per l'intera durata dell'incarico secondo i rispettivi ordinamenti. 9. Lo statuto di RAI SpA prevede regole di
condotta per i componenti del Consiglio, con previsioni relative al
conflitto di interesse deliberativo individuale ed al connesso obbligo
di astensione, anche con riferimento al biennio successivo alla
cessazione del mandato. Tali regole sono fissate in un Codice etico che
disciplina altresì le regole di condotta dei dirigenti e del personale
della società. 10. Il Consiglio della Fondazione dispone la
revoca del Presidente e dei membri del Consiglio di RAI SpA che siano
incorsi in violazioni della legge o dello statuto sociale. La revoca è
disposta per l’intero Consiglio, in caso di perdurante, comprovata e
grave impossibilità di funzionamento dell’organo. 11. Per quanto non diversamente previsto dalla
presente legge, al Consiglio di RAI SpA, si applicano le disposizioni
del codice civile.   Articolo 8. La Carta del servizio pubblico 1. La Carta del servizio pubblico stabilisce le
linee generali di svolgimento del servizio pubblico, nonché, in
attuazione dei principi dell’ordinamento, i compiti e gli obblighi del
soggetto titolare della concessione. 2. La Carta ha durata di sei anni. Essa individua
il complesso delle attività svolte dalle società facenti capo alla
Fondazione; stabilisce l’ammontare del canone per l’intera durata della
Carta ed i criteri per il suo adeguamento; fissa gli obblighi di
copertura del territorio e della popolazione. 3. La Carta è stipulata tra il Ministero delle
comunicazioni e la Fondazione, previa acquisizione del parere
favorevole della Commissione parlamentare. 4. L’Autorità verifica l’adempimento degli
obblighi previsti dalla Carta in conformità ai principi stabiliti dal
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177.   Articolo 9. Il Contratto biennale 1. Il Consiglio della Fondazione predispone il
Contratto biennale contenente il dettaglio degli obblighi, dei compiti
e degli obiettivi dell’attività di pubblico servizio, nonché la
destinazione delle risorse necessarie al loro assolvimento. La società
RAI SpA e le società da questa controllate sono vincolate alla sua
osservanza.   Articolo 10. Canone di abbonamento 1. Il finanziamento del servizio pubblico generale
radiotelevisivo è disciplinato dalla Carta del servizio pubblico ed è
assicurato dal canone di abbonamento, il cui ammontare, per la durata
dei sei anni, è ivi determinato. 2. Ogni due anni, sessanta giorni prima della
scadenza del Contratto biennale, il Ministro delle comunicazioni con
proprio decreto, stabilisce l’adeguamento del canone di abbonamento in
misura tale da consentire alla Fondazione di coprire i costi che
prevedibilmente verranno sostenuti nel biennio per adempiere gli
specifici obblighi di servizio pubblico generale radiotelevisivo che le
sono affidati, sulla base dei dati contabili desumibili dall’ultimo
bilancio trasmesso, e prendendo anche in considerazione il tasso di
inflazione programmato e le esigenze di sviluppo tecnologico delle
imprese che gestiscono il servizio pubblico. 3. Il canone di abbonamento di cui al comma 1 è
utilizzabile esclusivamente ai fini dell’adempimento dei compiti di
servizio pubblico generale, nonché per il sostenimento delle relative
spese di funzionamento della Fondazione, con periodiche verifiche di
risultato da parte dell’Autorità ai sensi dell’articolo 7, comma 5 del
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Ferma la possibilità per il
soggetto concessionario di stipulare contratti o convenzioni a
prestazioni corrispettive con pubbliche amministrazioni, sono escluse
altre forme di finanziamento pubblico in suo favore. 4. E’ fatto divieto di utilizzare, direttamente o
indirettamente, i ricavi derivanti dal canone di abbonamento per
finanziare attività non inerenti al servizio pubblico generale
radiotelevisivo.   Articolo 11. Linee guida della riorganizzazione della RAI 1. L’esercizio dell’attività di servizio pubblico
generale radiotelevisivo si conforma al principio della separazione tra
le attività di operatore di rete e le attività di fornitore di
contenuti, nonché della separazione tra le attività di servizio
pubblico finanziate dal canone di abbonamento e le attività commerciali
finanziate attraverso la pubblicità e altre forme di ricorso al
mercato. 2. Entro sei mesi dalla sua costituzione, il
Consiglio della Fondazione adotta atti volti ad assicurare la
riorganizzazione di RAI SpA da attuarsi, entro i limiti e secondo le
finalità stabiliti dall’articolo 3, anche mediante costituzione di
nuove società, sulla base, tra l’altro, dei seguenti principi: a) assicurare l’unitarietà di RAI SpA, ed il
controllo proprietario in capo alla Fondazione del complesso delle sue
attività aziendali, anche in presenza di partecipazioni di soggetti
terzi; b) costituzione di una società prevalentemente
finanziata dal canone radiotelevisivo, la cui attività si esplica in
particolare tramite l’esercizio di reti televisive generaliste e di
reti radiofoniche; nonché attraverso la gestione e l’esercizio di
archivi audiovisivi, canali televisivi tematici da diffondere su
qualunque rete di comunicazione elettronica e produzioni audiovisive; c) costituzione di una società commerciale
fornitrice di contenuti ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lett. d) del
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, interamente finanziata
dalla pubblicità e da altri ricavi reperiti sul mercato; d) ridefinizione, in deroga alle disposizioni di
cui all’articolo 38, comma 1 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.
177, dei limiti agli affollamenti pubblicitari previsti per le società
di cui alle lettere b) e c) del presente comma, rispettivamente
prevedendo limiti più restrittivi per la società di cui alla lettera
b), e limiti più ampi, pari a quelli previsti per i soggetti privati in
ambito nazionale, per la società di cui alla lettera c); e) costituzione di una società avente ad oggetto
sociale esclusivo l’attività di installazione, esercizio e fornitura di
reti di comunicazione elettronica su frequenze terrestri in tecnica
analogica e digitale, via cavo o via satellite, e di impianti di messa
in onda, multiplazione, distribuzione e diffusione delle risorse
frequenziali per la trasmissione di programmi agli utenti. 3. I rami d’azienda e gli elementi di patrimonio
già facenti capo alla società RAI SpA sono assegnati alle società di
cui alle precedenti lettere b), c) ed e) conformemente alla definizione
del rispettivo oggetto sociale, secondo le indicazioni di cui al comma
2. 4. La Fondazione, la società RAI SpA e le società
da questa controllate predispongono i relativi bilanci in conformità ai
principi e secondo le modalità di separazione contabile di cui
all’articolo 47, commi 1 e 2 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.
177.   Articolo 12. Abrogazioni 1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 13
della presente legge per la fase di prima applicazione, sono o restano
abrogate le seguenti disposizioni: a) della legge 25 giugno 1993, n. 206, l’articolo 3; b) della legge 3 maggio 2004, n. 112, gli articoli 17, 20 e 21; c) del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, gli articoli 45 e 49. 2. A far data dal completamento della
riorganizzazione di cui all’articolo 11 della presente legge, sono o
restano abrogate le seguenti disposizioni: a) della legge 3 maggio 2004, n. 112, l’articolo 18, commi 3 e 4; b) del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, l’articolo 47, commi 3 e 4. 3. Sono o restano abrogate tutte le altre
disposizioni in contrasto, o comunque incompatibili, con le
disposizioni di cui alla presente legge.   Articolo 13. Disposizioni transitorie e finali Fino alla data di effettiva entrata in funzione
della Fondazione di cui all’articolo 3, e comunque fino alla nomina del
Presidente della Fondazione, alla disciplina del servizio pubblico
generale radiotelevisivo continuano ad applicarsi le disposizioni di
cui agli articoli 45 e 49 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.
177 ed all’articolo 3 della legge 25 giugno 1993, n. 206. 2. In fase di prima applicazione, l’insediamento
del Consiglio della Fondazione deve avvenire entro 90 giorni dalla
costituzione di cui all’articolo 2. Il Consiglio è insediato ed opera
nel pieno delle sue funzioni con almeno nove componenti. 3. Le disposizioni contenute nella presente legge
non possono essere abrogate, derogate, sospese o comunque modificate,
se non in modo esplicito mediante l’indicazione specifica delle fonti
da abrogare, derogare, sospendere o modificare.   Articolo 14. Disposizioni finanziarie 1. La presente legge non comporta oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica   Articolo 15. Entrata in vigore La presente legge entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.